Lo strano mondo di Daisy Clover

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Titolo originale: Inside Daisy Clover
Anno: 1965
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto dal romanzo del critico inglese Gavin Lambert". Tagliato e rimontato svariate volte, ha una durata che cambia a seconda del paese di distribuzione.
Numero commenti presenti: 6

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/05/11 DAL BENEMERITO ATTICUS85
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Atticus85 21/05/11 00:59 - 107 commenti

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All'epoca non venne capito (critica e pubblico lo rifiutarono) e la produzione lo tagliò senza pietà. Oggi è un cult che mette i brividi, una delle più tenebrose rappresentazioni dello star system che si siano mai viste sul grande schermo, sorta di rilettura estrema di È nata una stella di Cukor. Crudele e disturbante, benché alleggerito dei suoi risvolti più torbidi (specie nel personaggio del giovane attore gay interpretato da Redford). Uno dei migliori Mulligan di sempre, con una Wood a dir poco grandiosa! Stupenda colonna sonora.
MEMORABILE: I numeri musicali volutamente anacronistici di Herbert Ross e la crisi depressiva in cabina di registrazione della splendida Wood.

Saintgifts 29/04/12 23:59 - 4098 commenti

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Daisy ha quindici anni e vive miseramente con la madre, a due passi da Hollywood; è libera e ribelle e ha un gran cuore. È molto graziosa, canta bene e il cinema la scopre e ne fa una stella. Natalie Wood è la Daisy perfetta, la fidanzatina d'America che in soli due anni conoscerà, a spese sue, il mondo del cinema, la patina luccicante esteriore, ma anche la brutalità e i drammi che ci stanno dietro. Se non fosse per la figura di Daisy, che fa la differenza, sarebbe una esposizione di stereotipi su un argomento che ogni tanto viene riproposto.

Homesick 31/12/15 17:05 - 5737 commenti

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Un film, un'attrice. È infatti la forza del personaggio della Wood - da lei definito in modo misurato ma con molto vigore e partecipazione - a costituire l'asse portante dell'opera, che Mullighan rende oggetto di un discorso sociale, attraverso la spietatezza dei rapporti di potere e delle logiche produttive nel mondo dello spettacolo. Plummer, boss senza cuore, sembra provenire dritto da un romanzo, e Redford stupisce per il suo colpo di scena post-nozze; alla Gordon bastano pochi dialoghi per imporsi con la sua tragicomica, toccante figura.
MEMORABILE: La rivelazione sulla fuga di Redford; la crisi della Wood in sala doppiaggio.

X offender 20/10/17 22:08 - 39 commenti

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Crudele e disturbante, forse troppo per il pubblico dell'epoca. Cast eccezionale, nel quale troneggia ovviamente Natalie Wood, che interpreta una disadattata e vivace ragazzina di 15 anni, destinata a diventare la "fidanzatina d'America", a costo però di pagare un prezzo salatissimo. Efficace Christopher Plummer nel ruolo del cinico e insensibile produttore. Bravo Robert Redford nel tratteggiare la personalità di un eccentrico attore, che conquista una donna dietro l'altra per nascondere la sua omosessualità latente.
MEMORABILE: I numeri musicali e i balletti di Natalie Wood; Christopher Plummer, inquietante; La "fuga" di Robert Redford; Le crisi depressive di Daisy Clover.

Buiomega71 24/08/19 00:52 - 2261 commenti

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Se si escludono due momenti straordinari in cui salta fuori la lucida crudeltà del cinema di Mulligan (la crisi di gelosia isterica della Bard ubriaca e il crollo psicologico della Wood in cabina di doppiaggio, con la geniale contrapposizione della scena muta) il resto è un fiacco e tedioso "biopic" pesante come un macigno. Dalla figura odiosa del personaggio di Daisy ai numeri musicali troppo lunghi e fastidiosi, dalle pacchianerie dei protovideoclip al risibile tentanto suicidio con il forno. Finale da commediaccia che pare anticipare Zabriskie Point (la casa che esplode).
MEMORABILE: La Wood agghingata come uno scaramacai altmaniano; La Wood con i piedini sporchi; Il ceffone che le molla Plummer; I dialoghi tronfi di Redford.

Paulaster 30/01/20 09:55 - 2773 commenti

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Produttore lancerà una giovane star. Tema hollywoodiano (già esplorato) del prezzo che si paga per la fama, è metà cinico e metà leggero. La Wood non è credibile come quindicenne (ha 27 anni) tranne quando fa la mocciosa isterica e Plummer sembra dentro un altro film tanto è crudele. Regia che si districa bene nelle parti musicali e che scivola in un finale edulcorato che finge di esser grave e invece risulta farsesco. Redford serve per allungare la storia ma viene fatto sparire repentinamente.
MEMORABILE: In sala doppiaggio; Redford che chiede la mano; La canzone sul rullo.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Buiomega71 • 11/10/15 18:31
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    In dvd per A & R Productions, disponibile dal 22/10/2015

    http://www.amazon.it/gp/product/B016ABHPEG?qid=1444580981&ref_=sr_1_747&s=dvd&sr=1-747
  • Discussione Buiomega71 • 24/08/19 10:08
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Rassegna estiva: Melò d'agosto-Un'estate melodrammaticamente melodrammatica

    La rassegna estiva chiude i battenti nel peggiore dei modi (chi ben inizia...)

    Dopo il bellissimo melò pollackiano mi ritrovo la coppia Redford/Wood, sotto la direzione di un regista che amo (Chi è l'altro?-in primis-Il mediatore, Quell'estate del '42, Il buio oltre la siepe, tanto per citare i gioielli mulliganiani), ma questa volta la delusione è assai sonora.

    A mia memoria credo sia il peggior film che ritrae il mondo spietato e crudele di Hollywood (cheppoi tanto spietato , quì, non è), dove Mulligan pare indeciso su quale registro adagiarsi(melò? biopic? commedia? musical?) sfornando un opera confusa, fastidiosa, fiacca e pesante come un macigno.

    Tolti due momenti straordinari, dove salta fuori la mano del Mulligan migliore (la crisi isterica di gelosia della Bard ubriaca-lei sì incisiva nel ruolo della moglie dell'impietoso produttore di Christopher Plummer, che dietro una maschera di fasulla eleganza e charme, nasconde disperazione e tormento-che si avventa sulla Wood rivelandole la bisessualità di Redford e la Wood in cabina di doppiaggio dove ha un tracollo psicologico, con la geniale contrapposizione della sequenza muta, tra lei in cabina con le cuffie e lei che canta sullo schermo), il resto è quasi imbarazzante.

    Cominciando dalla coppia Wood/Redford, che se nel film di Pollack aveva un'alchimia che faceva faville, quì non funzionano quasi mai (troppo finto lui, troppo sciapa lei).

    Di rara antipatia e insopportabilità il personaggio di Daisy, sorta di maschiaccio alla "simpatiche canaglie" (mancavano solo le bretelle e il cappellino) che ammazza ogni tipo di femminilità dell'attrice, che non fa altro che sgranare gli occhioni, azzerando e smussando la carica sensuale della Wood (anche quando c'ha i piedini sporchi), per un ruolo che non crea nessun tipo di empatia, se non solamente irritazione da dare sui nervi (come quando fa i capricci e si mette a scrivere sui muri o agghingata come uno scaramacai altmaniano).

    Redford fa le prove generali per il Grande Gatsby, e le mettono in bocca frasi teatraleggianti ampollose e tronfie.

    Numeri musicali troppo lunghi e esasperanti (coreografati da Herbert Ross), pacchianate che manco il Ken Russell dei poveri (i protovideoclip con la Wood che canta sulle stelle) da sconfinare nel trash più cafone, fittizi cinegiornali biografici (come se della vita di Daisy importasse qualcosa a qualcuno), una madre sciroccata e pittoresca che dovrebbe fare tenerezza (la Ruth Gordon già sulla strada di Harold & Maude) con la gag della casa che và in fumo che è solo squallida, i ridicoli tentativi di suicidio di Daisy con la testa nel forno e una chiusa da commediaccia surreale che pare anticipare Zabriskie Point (la villa che esplode).

    Un'opera sgangherata e lagnosa, che non coinvolge mai (se non delle due sequenze succitate) giustamente rifiutata dal pubblico all'epoca (almeno, per quanto mi riguarda) e anche dalla produzione. Uno dei pochi flop che merita di essere un flop.

    Grazie a dio la versione in vhs è quella mutilata (del film, in sala di montaggio, vennero spurgati 21 minuti) e non so se avrei retto 125 minuti (di sicuro è stata tolta tutta la parte in cui Redford e la Wood vanno a trovare la Gordon all'ospizio-dio ti ringrazio- e alcuni numeri musicali-giustizia è fatta-) , non tutto il cut viene per nuocere, qualche volta.

    Non si avverte nemmeno la spietatezza di Hollywood (nulla a che vedere con la crudeltà dell'Hollywood Babilonia di Quando muore una stella o Il giorno della locusta, tutt'altro pianeta) e i meccanismi inesorabili della "vecchia baldracca" sono solo filtrati attraverso la maschera dura e gelida del produttore di Plummer (qui eccellente) che guarda caso si chiama Swan, come il discografico luciferino del futuro capolavoro di Brian De Palma.

    Pessime (già che ci siamo, facciamolo bene) anche le musiche di un grande (altrove) Andrè Previn.

    Lo star system mulliganiano non graffia, non colpisce, non infierisce, non affonda mai i denti, non imprime la cattiveria, non trasuda mai di vera diperazione e tutto resta in superficie, lasciando solo un senso di inedia e di occasione mancata.

    La rassegna avrebbe dovuto chiudere all'insegna del mondo del cinema (una metafora metacinematografica sulla fabbrica dei sogni e delle sue miserie, ovvero una specie di "dietro le quinte maledette"), ma , contro ogni pronostico, si dà l'addio con il film più brutto del ciclo.

    Un vero peccato, perchè a ridosso del suo regista, delle recensioni positive, del tema trattato e dell'aurea di culto che si porta addosso il film (a sproposito, per quel che mi concerne), era un titolo su cui avevo puntato molto (lasciandolo, appunto, per ultimo), ma tant'è...

    E con la casetta sulla spiaggia che esplode sono esplosi anche i melò

    Il melò è morto, evviva il melò.
    Ultima modifica: 24/08/19 13:38 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 24/08/19 10:20
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Ho la vhs della Warner Home Video (collana Gli Scudi, edizione da vendita) uscita nel giugno 1995.

    Davvero pessima la qualità dell'immagine, con colori spenti e slavati, e la pellicola non restaurata zeppa di rovinosi graffi e "bruciature di sigarette" che manco le vecchie General Video

    Durata effettiva: 1h, 45m e 28s, quindi la versione mutila che ha sempre girato prima che il dvd della A & R reintegrasse le parti eliminate al montaggio (dovrebbe durare 125')

    Non so quanto ci sia di vero, comunque, nella postilla scritta nelle note, che il film varierebbe di durata a seconda del paese di distribuzione.
    Ultima modifica: 26/08/19 22:54 da Buiomega71