LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Tutto il film gira attorno a un'unica idea: Bob Chiaramonte (Vittorio Gassman) è un noto attore pubblicitario perseguitato dagli animali. È inspiegabile, ma quasi ogni carosello gli viene rovinato dall'entrata in scena di tori, cani, topi che ben presto finiscono per trascinarlo sull'orlo della follia. Un'idea buona, intelligente, sicuramente originale, ma che prolungare per un intero film porta inevitabilmente alla monotonia. E questo a dispetto di un Gassman scatenato per davvero, che nella lotta senza quartiere a una mosca che lo tormenta senza pietà raggiunge vette autodistruttive altissime. Dovrà rinunciare alla pubblicità per fare il manista, poi perfino il truccatore (istruito da un giovane Gigi Proietti), ma l'ossessione non smetterà...Leggi tutto di opprimerlo. Franco Indovina (su sceneggiatura sua, di Tonino Guerra e di Luigi Malerba) dirige senza senso della misura, incapace di comprendere quanto la sintesi sia non solo una qualità ma una necessità, in casi come questo. In alcune scene (il recupero di una bella ragazza svenuta in piscina, l'inseguimento alla mosca nel traffico...) c'è da rimanere allibiti di fronte alla mancanza di un montaggio che salvi la situazione. Così come tutto il finale allo zoo, pur incisivo, poteva essere risolto molto più brevemente senza intaccare il senso e il messaggio. Il desiderio evidente di proporre una commedia “intelligente” attraverso uno stile diverso e un one-man-show lasciato nelle mani di un attore incline all’istrionismo come Gassman porta a un risultato originale ma zoppiccante. Carmelo Bene compare tra gli attori ma fa una parte di 10 secondi (è il prete), i prodotti reclamizzati sono per una volta di marchi esistenti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Matalo! 15/08/08 16:39 - 1368 commenti

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Bizzarro, stracult, per citare Giusti e ovviamente debole. Ambientato in una luce agostana vede l'attore in declino di caroselli Bob Chiaramonte perseguitato dagli animali. Una patologia che permette ad Indovina di divertirsi con inquadrature e colori. Anche se il film è inconsistente, è talmente bizzarro da essere imperdibile. Carmelo Bene appare pochi secondi, vestito da prete.

Skinner 25/08/08 23:11 - 593 commenti

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Film volutamente eccentrico, grottesco ed esagitato, con un Gassman a briglia sciolta fin dai titoli di testa. Pieno di bei momenti stravaganti (vedi la parentesi onirica fatta di uomini "animalizzati") e "pop", soffre la debolezza di una trama che non sa andare da nessuna parte e che viene solo in parte colmata dall'istrionismo di Gassman. Detto questo, apprezzabile per originalità stilistica (sicuramente un figlio unico nella commedia all'italiana); chi ama il Gassman mattatore di certo non si annoierà.

Ronax 10/12/10 23:41 - 895 commenti

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Film spiazzante, soprattutto per chi al tempo si aspettava la solita commedia gassmaniana e si imbattè in un oggetto alieno e inafferrabile che sembra anticipare di un un anno o due l'estetica psichedelica del cinema sessantottino. Satira della pubblicità e del consumismo? Metafora sulla perdita di senso dell'esistenza nella società industriale? Puro divertissment visivo? Difficile dirlo e gli autori non ci danno una convincente chiave di lettura, chiedendoci solo di stare al gioco. Un gioco però che già a metà film mostra ampiamente la corda.
MEMORABILE: Il gruppo di spogliarelliste che lavorano a casa, mostrandosi a distanza ai clienti attraverso un cannocchiale pubblico.

B. Legnani 8/07/12 02:11 - 4677 commenti

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Da un'idea originale un film che si fa noioso e che dal 60' in poi si fa quasi insopportabile. Peccato, perchè la confezione è divertente e multicolorata, Gassman è perfetto, alcuni momenti (come lo spot Montana) sono azzeccati. Ma la ripetitività stanca e l'interminabile finale allo zoo fa il resto. Un'occasione sprecata, anche se l'aspetto critico al mondo pubblicitario risulta, a ben guardare, solo sfiorato. L'aiuto regista è Giulio Paradisi. Cameo di Cecchi Gori, che qui fa il produttore di spot.

Galbo 22/05/13 20:32 - 11315 commenti

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Misconosciuta commedia di Franco Indovina, totalmente dominata dal mattatore Gassman qui nei panni dell'attore pubblicitario contro il quale si rivolta come una nemesi il regno animale. L'idea è carina e giustamente collocata in un film nel quale il grottesco è la cifra stilistica. Peccato che dopo un pò il giochino diventi ripetitivo e si trascina stancamente fino all'impennata finale. Destinata ai cultori del protagonista.

Rambo90 9/06/13 22:38 - 6278 commenti

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Idea simpatica, ma troppo stiracchiata per trarne un film intero. Dopo i primi venti minuti infatti il copione diventa ripetitivo e non basta un Gassman particolarmente vivace a risollevarlo (anche perché in molte scene non parla nemmeno). Si risolleva nel finale con la lotta contro la mosca e nel monologo allo zoo, ma rimane un film comico molto curioso e nulla più.

Homesick 8/11/13 17:01 - 5737 commenti

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Commedia stralunata e grottesca sulla mania di persecuzione cui è soggetto l’uomo nell’era della pubblicità (e qui le marche dei prodotti sono davvero molte). La frammentaria sceneggiatura incontra un limite nella ripetitività delle gag animalesche, che comunque in alcune occasioni (la lunga sequenza onirica e surreale della carne Montana; il pappagallo) sono davvero estrose e divertenti; il siparietto con Gora è da pre-Mr. Bean. Come da titolo, Gassman è scatenato e nella sfida a colpi di smorfie le sue mimiche plastiche non hanno nulla da invidiare a quelle dello scimpanzé.
MEMORABILE: Il surreale viaggio nella scatola della carne; il pappagallo spione; il baffo di Gora; la caccia alla mosca nella cabina telefonica.

Gabrius79 17/01/14 23:04 - 1183 commenti

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Folle, agitata, stralunata commedia poco riuscita con un Vittorio Gassmann mattatore sopra le righe. L'idea di base è senza dubbio curiosa, ma con lo scorrere del tempo il film mostra la corda e diventa stanco e ripetitivo. Va detto però che Franco Indovina come regista ha lasciato il segno anche qui.

Nando 20/02/14 15:54 - 3454 commenti

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Commedia grottesca incentrata sulle manie di persecuzione. Un Gassman istrionico e polivalente accentra tutta la narrazione su di sé con risultati discreti nonostante l'eccessiva ripetitività del soggetto. Il monologo finale allo zoo è esilarante e al tempo stesso una parodistica critica verso il mondo animale.

Il Gobbo 19/06/15 11:15 - 3011 commenti

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Film angosciante per noi moderatamente zoofobici, è in effetti una follia che si segnala, oltre che per il décor ultra-pop, per la risolutezza con cui Gassman affronta una parte totalmente auto-distruttiva, culminante nel delirio finale allo zoo. L'intento satirico è trasparente ma prende la mano a Indovina, Malerba e Guerra, e alla distanza il film fa fatica. Bacalov si disimpegna fra bossa nova e il tema dei titoli alla Herb Alpert
MEMORABILE: Il segmento con Gora

Saintgifts 22/06/15 19:56 - 4098 commenti

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Bob Chiaramonte sarà pure uno sfortunato attore perseguitato dagli animali, ma con le donne sembra avere successo. Assieme a quella principale, gli animali e soprattutto una mosca (e al "dialogo" finale con lo scimpanzé) sono le caratteristiche di un film che vuole esprimere senz'altro delle critiche, che però rimangono solo generalizzate e poco intuibili. Anche il guardaroba dell'attore e le location, valorizzate al massimo da Aldo Tonti, hanno una loro funzione, ma un Gassman veramente scatenato diventa l'unico centro dell'attenzione.
MEMORABILE: L'incomprensibile politichese di Claudio Gora.

Samuel1979 2/07/15 18:12 - 469 commenti

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L'invadenza ossessiva della pubblicità nella società dei consumi era una valida idea per questa scialba commedia, che perde di colpo l'interesse iniziale a causa di sequenze ripetitive e un po' grottesche che ne appesantiscono non poco la visione. La discreta prova di Gassman e la piccola parte di Carmelo Bene non bastano a farle raggiungere la sufficienza piena. Occasione sprecata.

Markus 2/05/17 14:08 - 3233 commenti

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Commedia "alla Marco Ferreri" dal taglio surreale e decisamente grottesco, con qualche lieve critica malcelata al mondo pubblicitario. L'idea del Gassman attore di caroselli improvvisamente reso vittima dal mondo animale che si ribella al loro sfruttamento per reclamizzare i prodotti ha già, dopo mezz'ora dall'inizio, il fiato corto di una situazione rocambolesca divertente ma ripetitiva. La pellicola pecca di una regia inadeguata, che forse avrebbe trovato la via della gloria se ridotta a un episodio all'interno di un film. Buone le musiche.

Il Dandi 7/07/20 10:00 - 1733 commenti

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Attore di Caroselli (e vedere prodotti reali reclamizzati da Gassman vale la visione a prescindere) entra in crisi per la sua fobia del regno animale che sembra perseguitarlo. Interessante ma irrisolta commedia grottesca: la critica antropologica alla società dei consumi resta solo abbozzata e i risvolti comici pure. Gassman è sopra le righe come non mai e cita vari cavalli di battaglia (da I mostri a Il tigre), di culto le brevi apparizioni degli amici Carmelo Bene e Gigi Proietti, ma la sceneggiatura dopo aver mostrato la lama non la affonda mai davvero. 
MEMORABILE: Il carosello della carne Montana interrotto dall'assalto di un toro. 
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