Lo scapolo

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1955
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: Aka "Alberto il conquistatore"
Numero commenti presenti: 24
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Con LO SCAPOLO il regista Pietrangeli cerca di ampliare il discorso già affrontato l'anno prima da Sordi in BUONANOTTE... AVVOCATO! centrando il racconto sulle avventure dell'italiano scapolo ed eterno cacciatore (non per niente un titolo alernativo è ALBERTO IL CONQUISTATORE). Il racconto comunque non è solo un futile pretesto per dare adito all'ormai lanciato Sordi di inscenare il consueto repertorio di battutacce o espressioni caratteristiche, bensì anche un reale tentativo da parte di resgista e sceneggiatori di spiegare imparzialmente gioie e dolori di colui che ha scelto di non sposarsi. Così, a un inizio che parrebbe avvalorare le scelte del protagonista, fa da contrappasso...Leggi tutto un finale triste che costringerà lo stesso a pronunciare il fatidico sì. Il primo tempo è dedicato alle avventure più che passeggere dello "scapolo d'oro", mentre il secondo ce lo mostra alla disperata ricerca della compagna ideale, passando dalla segretaria alla donna del pulisecco con risultati disastrosi. Tra i personaggi secondari è da ricordare la veloce apparizione di Nino Manfredi nella parte del cugino, una caratterizzazione riuscita grazie alla serietà e alla simpatia del bravo attore ciociaro. Quasi tutti gli episodi del film sono buoni, anche se purtroppo non ci viene risparmiata l'insopportabile performance canora della "diva di turno" ovvero Abbe Lane, che si produce in un discutibile cha cha cha. Tra le altre compare anche una giovane e procace Sandra Milo. Non si tratta comunque di un film tendente al comico come altri del primo Sordi quanto piuttosto di una brillante commedia che spiega esattamente ciò a cui va incontro lo scapolo italiano scegliendo di non sposarsi. La morale del comportamento del protagonista sta tutta in una sua frase storica: "Se sei scapolo puoi diventare marito, ma se sei marito come ritorni scapolo?". (Baby vintage collection)
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 10/08/07 00:22 - 4722 commenti

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Pellicola piuttosto deludente, perché, al di là di un grande cast e di un grande regista, il film resta per tutta la sua durata un che di ibrido. Non vuole essere nomale commedia e non vuole certo essere drammatico: miscela talora funzionante, ma non qui. Cosicché il film svolazza, anziché volare alto. Peccato.

Matalo! 22/09/08 16:46 - 1368 commenti

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Uno dei migliori Sordi d'epoca per un film solo da poco rivalutato; Pietrangeli tiene le briglie dell'attore e, pur non rinunciando a fargli fare alcune classiche uscite, lo irreggimenta nel binario di un personaggio che non vuole scegliere. Il soggetto ha un po' il fiato corto, ma è la puntualità dei dettagli e il timbro sottotono del regista, capace di cogliere anche in una frase buttata lì tutto un carattere, a fare di questo film un piccolo gioiello.

Galbo 23/09/08 14:42 - 11386 commenti

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Discreta commedia di Antonio Pietrangeli (cosceneggiata da Scola) che appare quasi un'inno all'uomo medio, benissimo incarnato da un Alberto Sordi al suo massimo livello recitativo in un ruolo estremamente adeguato alle sue doti di attore. Se la sceneggiatura non approfondisce più di tanto i personaggi, il film risulta tuttavia piuttosto divertente grazie anche ad un cast di contorno all'altezza del protagonista.

R.f.e. 2/10/10 11:04 - 817 commenti

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Film quasi gemello de Il seduttore. Quintessenza di tanti personaggi "vojo ma nun posso", incarnati da Alberto Sordi in diversi film (ma anche da Ugo Tognazzi, per esempio), finti Uomini di Mondo, in realtà ometti provinciali, individui mediocri del tutto inedeguati, non psicologicamente e fisicamente attrezzati per essere veri conquistatori. Da questo punto di vista, il film è un vero e proprio catalogo di velleità e meschine paure dell'uomo medio (si veda la sequenza dove Alberto ha la febbre a 37° e solo per questo ha paura di morire!).

Ciavazzaro 24/10/10 21:09 - 4762 commenti

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Innocuo filmetto, con un bravo Sordi, ma che non presenta grandi punti d'interesse. Gradevole la Milo hostess e da citare la cara Maria Tedeschi in un bar, sprecato Manfredi. Il finale poi è troppo sul versante tradizionalista-conservatore e brucia un po' la trasgressione che in parte all'inizio il film presentava (l'odio assoluto per il matrimonio).

Rambo90 17/01/12 17:39 - 6345 commenti

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Simpatico, anche se troppo frammentato. La parte migliore è sicuramente la seconda, quando Sordi esce con varie ragazze cercando la sposa ideale, mentre la prima è troppo lenta e fa fatica a far partire il film. In generale non uno dei migliori né di Pietrangeli ne dell'Albertone nazionale, ma con alcune scene riuscite (tutta la parte al paese per esempio, dove appare anche Manfredi). Vedibile, ma non necessario.

Roger 10/06/12 19:02 - 143 commenti

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Pietrangeli modella su un più che adeguato Sordi il personaggio dell'uomo un po' codardo, un po' opportunista che della sua realtà di "maschio" è pronto a goderne i privilegi ma molto meno ad assumersi delle responsabilità. Cosicché Sordi risulta asservito al discreto femminismo caro al regista, portato avanti senza mai calcare le tinte.
MEMORABILE: Il malessere notturno che trasforma il "grande uomo" in un patetico bambinone piagnucoloso.

Liv 28/07/12 12:24 - 237 commenti

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Lo rivedo sempre volentieri perché lo giudico una buona commedia, ben sceneggiata, misurata, come lo è Pietrangeli. Il repertorio di Sordi non manca e serve ad alleggerire un tema non facile (che Antonioni avrebbe trattato in tutt'altro modo, per non parlare di Bergman). Nino Manfredi è tenuto a freno e risulta piacevolissimo. Il regista, che ha un occhio di riguardo verso le donne come categoria, stavolta dà corda al misofobo Sordi (che però finirà nel peggiore dei modi!).
MEMORABILE: In treno Alberto, invece del biglietto, dà al controllore un'immagine con San'Antonio (protettore dei matrimoni) infilatagli in tasca dalla madre.

Samuel1979 2/09/12 20:02 - 471 commenti

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Pietrangeli, coadiuvato dalla coppia Maccari-Scola, dirige un discreto film impreziosito dalla prestazione del "genio" Sordi il quale ci mette molto del suo per salvare un film che per molti tratti annoia. Da ricordare la piccola parte affidata a Manfredi, qui nelle vesti del futuro cognato di Alberto.

Daniela 22/04/13 09:35 - 9393 commenti

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Scapolone impenitente sfarfalla da una donna all'altra, cercando di non farsi prendere all'amo, ma dopo il matrimonio del suo miglior amico sarà dura resistere alla solitudine e alle pressioni materne.. Pietrangeli è regista sensibile ed attento, Sordi nel personaggio ci sguazza, la sceneggiatura è abbastanza variegata e cerca bilanciare con misura comico e drammatico, eppure la commedia non decolla, poco aggiungendo alla galleria di ritratti dell'italiano "medio" dell'Albertone nazionale, né basta il finale piuttosto amaro a conferirgli maggior mordente.
MEMORABILE: Il santino infilato dalla mamma nell'abito del figlio

Modo 31/08/13 18:06 - 824 commenti

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Discreta commedia di Pietrangeli che sente particolarmente il peso dell'età. Sordi sempre bravo e a suo agio nella parte (qui da macho "osessionato" e codardo). Alcune trovate sono divertenti e il film si guarda comunque senza problemi. Forse manca un po' di mordente. Seconda parte meglio della prima.

Graf 19/10/13 04:03 - 697 commenti

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Pietrangeli è uno dei registi più colti del cinema italiano, alquanto sottovalutato. Mediante un approccio onesto, con accenti di grande sensibilità e uno stile che sfuma verso il mezzo tono, il regista esplora gli svantaggi del celibato ed esamina le gioie del matrimonio prendendo a testimone un industrioso commerciante di elettrodomestici con il vizio del vitellonismo e desideroso di godersi le agiatezze del nascente boom economico. Commedia malinconica di grande raffinatezza più attenta al clima delle situazioni che alla scansione dell'azione.

Saintgifts 17/12/13 10:51 - 4098 commenti

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C'è qualcosa che stride in questa commedia che mostra tutti gli anni che ha - ma solo perché legatissima a una Italia che non esiste più nelle apparenze (nella sostanza, invece, c'è ancora molto): so che dirò una specie di bestemmia, ma è proprio la presenza di Sordi a non andare. Sordi fa benissimo quello che sappiamo essere la sua specialità, ma non è appropriato per il tono della commedia, che invece esplora il campo con serietà (vedasi l'interpretazione degli altri protagonisti). La parte riuscita è quella della visita di Sordi al paesello.

Homesick 2/10/14 18:03 - 5737 commenti

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Chi meglio dello scapolo d'oro più famoso del cinema italiano poteva ironizzare sul matrimonio? E infatti Sordi con battute, monologhi, smorfie ed esclamazioni, rende lo strafottente e dissimulatore Paolo Anselmi una delle figure più vive ed irresistibili del suo repertorio, favorito peraltro da una sceneggiatura fresca, arguta, realistica e screziata d'amarezza. Manfredi e l'esordiente Milo sono in scena solo per pochi minuti, tuttavia bastevoli per farli ricordare.
MEMORABILE: Gli appuntamenti con le possibili mogli; Sordi che parla con il cane; Sull'autobus; Il pianto della Fischer; Il balletto con Abbe Lane.

Caesars 5/05/16 09:01 - 2692 commenti

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Film che vive esclusivamente sulla performance attoriale di Sordi, semplicemente perfetto per il ruolo. Per il resto, pur sceneggiata da alcune delle migliori penne del periodo, la storiella non regala grandi emozioni; in aggiunta a ciò è da segnalare che, per allungare il brodo, ci sono alcuni momenti tirati troppo per le lunghe o francamente evitabili (vedi il numero musicale di Abbe Lane). Insomma, un prodotto non certo brutto, ma con resa inferiore alle potenzialità in gioco.

Il Dandi 2/02/16 16:58 - 1774 commenti

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Sordi infila (dopo Il seduttore e prima de Il marito) un personaggio cialtrone in più nella sua galleria di macchiette sul matrimonio. Qui il risultato è meno memorabile e riuscito di altri, per via di una sceneggiatura poco articolata e di un regista più portato per atmosfere agrodolci e intimiste che per i guizzi sordiani. Particina per Manfredi (all'epoca ancora lontano dal successo del protagonista).
MEMORABILE: Papabile fidanzata mostra il ritratto della madre a Sordi che commenta "Una bellezza così non può invecchiare", smentito subito dal suo ingresso.

Deepred89 6/07/16 20:56 - 3282 commenti

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Dopo il deludente Il seduttore, Sordi torna a impersonare lo scapolo alla continua ricerca di conquiste femminili e il risultato è finalmente vincente. Merito di una sceneggiatura in grado di umanizzare il personaggio mettendolo di fronte ai propri timori e alla propria solitudine, bilanciando con abilità ironia e malinconia, mentre il tocco di Pietrangeli, leggero ma pungente, si concretizza in una visione della società già sconsolata pure col boom economico agli albori. Un finale più cattivello non avrebbe guastato, ma va bene lo stesso.

Il ferrini 6/01/18 17:35 - 1680 commenti

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Graziosa commedia con mattatore assoluto Sordi, il quale si circonda di varie donne senza - come da titolo - volerne sposare nessuna: a partire dalla hostess Sandra Milo fino alla intellettuale Maria Asquerino (qui imbruttita e munita di dentiera da cavallo). Si ride più grazie all'istrionismo dell'Albertone nazionale che non per la sceneggiatura, piuttosto innocua e dal finale prevedibile. Particolarmente riuscito il breve duetto con Manfredi, assai poco intenzionato a sposare la sorella del protagonista (un po' come Troisi con Benigni).

Rufus68 2/06/18 22:52 - 3085 commenti

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Vale meno come film (parecchio ordinario nei temi e nella progressione) che come sfilata dei vezzi, delle smorfie e degli ammicchi propri a un grande attore. Dagli "a parte" bofonchiati agli scatti d'ira verso i sottoposti (se la prende pure con un infante su un'automobilina!) sino al mammismo quale sorgente del maschilismo, Sordi declina con naturalezza la maschera cinica dell'italiano eterno, piaggiatore bugiardo e, però, d'inesauribile forza interiore. Attorno a lui tutti alzano bandiera bianca, incluso Manfredi (almeno stavolta).

Minitina80 1/12/19 22:40 - 2336 commenti

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Pietrangeli disegna il ritratto dell’eterno scapolo e fortuna vuole che il ruolo del protagonista sia affidato a un attore con una verve comica innata, in grado di stemperare un film che altrimenti sarebbe stato eccessivamente noioso. Ragion per cui l’intrattenimento non manca per gran parte del tempo, anche se alla lunga scende di giri e nel finale si perde un po’, chiudendo in maniera secca e forse prevedibile. Nel complesso lo si può considerare sempre valido, anche se non raggiunge picchi elevati.

Gabrius79 16/03/20 23:27 - 1192 commenti

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Un film che parte piuttosto scoppiettante per poi adagiarsi neanche troppo bene sugli allori e che poi si riprende nella seconda parte. Le cose che funzionano le dobbiamo tutte ad Alberto Sordi, che riesce a entrare bene nel personaggio. Il cast di contorno non gli è comunque da meno. La regia di Pietrangeli avrebbe potuto fare di meglio. Manfredi e Milo sono poco più di due camei.

Pessoa 2/06/20 17:36 - 1159 commenti

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Sa un po' di occasione sprecata, questa commedia sentimentale di Pietrangeli che pur vantando un soggetto che sembra cucito addosso al protagonista, non riesce a valorizzarne il neturale cinismo a causa di una sceneggiatura poco incisiva. Il cast di prim'ordine promette quel che mantiene e l'Albertone nazionale riesce a ritagliarsi un personaggio straordinario grazie soprattutto al mestiere. Alcune scene sono un po' troppo allungate e il ritmo non è sempre vivace, ma nel complesso il film è abbastanza godibile.
MEMORABILE: Sordi che abbandona la sua accompagnatrice sul bus; Le avances della Mazzoni al protagonista.

Jandileida 26/06/20 14:48 - 1253 commenti

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Pellicola non memorabile ma senza dubbio gradevole, soprattutto grazie a un Sordi a tutto campo, quasi al suo massimo in un periodo in cui infilava un infingardo dietro l'altro. Buono anche il ritmo generale. Per il resto non c'è niente di troppo entusiasmante da segnalare: la storia, a cui collaborò anche Scola, procede su binari non troppo sorprendenti, Pietrangeli inanellerà ben altre perle alla sua collana cinematografica e Manfredi è qui ancora in versione "Saturnino vien dalla campagna". Qualche risata e qualche sbadiglio ci accompagnano quindi fino alla (prevedibile) fine.

Zampanò 11/09/20 14:01 - 141 commenti

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Classico film tarato su Albertone, che della commedia umana ha indossato tutto. Il rischio di uscire dai bordi del personaggio è scongiurato da Pietrangeli che sa dargli una misura (cosa che riusciva meno a Zampa e Monicelli). Carrellata di donne un po' a rullo, a volte insipide altre meno (la Milo, la dentona Asquerino) col baricentro in Carla, una sorniona Madeleine Fischer, che sfebbra la pochade. Quasi un cameo per Manfredi, sempre diligente. Scontato il finale ma inevitabile (diversamente avrebbero linciato il produttore).
MEMORABILE: La lezione di Sordi ai ragazzotti di provincia su come si agganciano le donne.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Graf • 2/10/14 23:20
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    @Zender: Secondo te questo insieme ai successivi "Il marito" e "Il vedovo" possono far parte di una trilogia?

    Io ho sempre pensato che fossero tutti e tre parte di una trilogia, non solo per i titoli che si incatenano l'uno all'altro, ma anche per via delle varie trame degli stessi, nel primo Sordi e appunto uno scapolo in cerca di moglie, nel secondo si sposa ma trova una moglie con suocera e cognata opprimenti, nel terzo infine ormai i rapporti sono deteriorati e Sordi resiste solo per convenienza economica che poi pensa di far fuori per ereditare ma sarà lui a farne le spese.


    Non è sbagliata l'associazione mentale dei tre film Lo scapolo, Il marito e Il vedovo, tenendo conto che l'elemento unitario è la presenza di Alberto Sordi come interprete principale e che il riferimento ad una certa critica di costume è presente in ciascuno di essi, ma, a parte le circostanze produttive differenti e l’eterogeneità delle direzioni artistiche, ciò che li fa dissimili in maniera incontrovertibile è la loro disuguale qualità artistica: discreto Il marito, di buon livello Lo scapolo, di straordinaria levatura Il vedovo.
    Ultima modifica: 2/10/14 23:23 da Graf
  • Discussione Zender • 3/10/14 10:23
    Consigliere - 43513 interventi
    Beh d'accordo, ma la dissimilitudine artistica non è mai stata elemento di differenziazione nelle saghe o nelle trilogie (o presunte tali). Di modelli esemplari e sequel agghiaccianti è gonfia la storia del cinema...
  • Discussione Graf • 3/10/14 15:23
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Giusto, Zender. Basta guardare lo scivolo della serie dei film di Amici miei, ad esempio.
    Ultima modifica: 3/10/14 15:24 da Graf
  • Discussione Zender • 3/10/14 15:48
    Consigliere - 43513 interventi
    Sarebbe proprio l'ultima saga che mi sarebbe venuta in mente come esempio, a dirti la verità :) Io trovo delizioso il numero 3 e spettacolare il 2 (anche se il primo resta il migliore).
  • Discussione Graf • 3/10/14 20:43
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Io mi riferivo all'ultimo film, quello di Neri Parenti....
    Il primo è un capolavoro, il secondo è ottimo, il terzo è quasi buono e l'ultimo è appunto... agghiacciante.
    Un "esemplare" piano inclinato...

    In questo momento mi viene in mente Ocean's Twelve, il sequel di Ocean's Eleven girato con i piedi.
    Ultima modifica: 3/10/14 23:49 da Graf
  • Discussione Zender • 4/10/14 09:42
    Consigliere - 43513 interventi
    Ah d'accordo, quello di Parenti nemmeno lo consideravo... Semplicemente è un tentativo molto malriuscito di sfruttare il successo della saga che era già ampiamente terminata.
  • Discussione Galbo • 4/10/14 15:27
    Gran Burattinaio - 3754 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Ah d'accordo, quello di Parenti nemmeno lo consideravo... Semplicemente è un tentativo molto malriuscito di sfruttare il successo della saga che era già ampiamente terminata.

    chi aggiunge il film di Parenti alla lista degli "Amici miei" storici andrebbe multato....
  • Discussione Graf • 4/10/14 18:35
    Call center Davinotti - 909 interventi
    La mia è stata una goliardata, uno scherzo da Amici miei..

    Credo che il produttore Aurelio De Laurentis c'abbia rimesso un pò di euro in quell'improvvida operazione diretta da Neri Parenti.
    Il film fu un flop commerciale.
    La "multa" l'ha pagata lui e pure salata.
    Ultima modifica: 4/10/14 21:12 da Graf
  • Curiosità Zender • 19/04/19 19:10
    Consigliere - 43513 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Discussione Pessoa • 2/06/20 17:44
    Call center Davinotti - 164 interventi
    In una delle scene finali del film appare per qualche sequenza, nel ruolo del direttore dell'orchestra di Abbe Lane, il celebre direttore d'orchestra Xavier Cougat, che della Lane all'epoca era marito e pigmalione.