Lezioni di piano

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The piano
Anno: 1993
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 23
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Metà Ottocento: madre muta (Hunter) e figlia undicenne (Paquin) arrivano dall'Europa alla Nuova Zelanda, dove la prima è stata spedita dal padre a sposare un uomo (Neill) che nemmeno conosce. Sbarcate sulla spiaggia con le casse del trasloco, le due attendono lì gli uomini del marito, il quale dà ordine di trasportare fino alla loro abitazione tutte le casse tranne quella che contiene il pianoforte, ovvero per la madre, Ada, l'oggetto più importante, suo maggiore mezzo d'espressione. Si preannuncia una difficile convivenza, da consumarsi tra le case ai confini d'una foresta tra piogge, fango e un rapporto coniugale inesistente. Meglio quello con l'amico (Keitel), che s'incarica personalmente di recuperare il piano dalla spiaggia per portarselo...Leggi tutto in casa dicendo di voler da lei le lezioni del titolo. Dopo i primi dissidi, quello che era partito come uno scambio di favori si trasforma in qualcosa di più intimo e nascosto, perfetto avvio d'un melodramma vecchio stile, sommerso da premi e riconoscimenti d'ogni sorta. Troppa grazia, per un film indubbiamente recitato in modo straordinario dalle due “migranti” (entrambe gratificate dall'Oscar) ma scarsamente dinamico né certo spiazzante (giusto il finale). L'alleanza tra la patinata regia della Campion e le commoventi musiche di Michael Nyman trova la sua sublimazione nella forma garantendo il massimo della professionalità, senza però uscire dai binari di azioni e reazioni che non azzardano nella rappresentazione grafica della violenza e riconducono il tutto in un ambito più tradizionalmente basato sull'interpretazione e la profondità espressiva. O sulla centrata ambiguità inevitabilmente offerta da una protagonista la cui risposta non potrà mai giungere immediata: risiede in questo l'unicità dei dialoghi, nella difficoltà di penetrare i pensieri di Ada sempre aperti all'interpretazione, mascherati dietro uno sguardo di gelida incomunicabilità. Nella scala di ermeticità solo progressivamente svelate la segue Keitel, quindi il più intellettualmente rozzo Neill e infine - naturalmente - la piccola Paquin, solare traduttrice dei pensieri più immediati di sua madre. Siamo però in un gioco a cinque in cui le pedine si spostano secondo uno schema preorvedibile, che si ripete trovando solo di tanto in tanto l'idea in grado di colpire nel segno (si vedano i tasti del piano barattati in uno scambio d'amore sempre più approfondito). Location che si esauriscono tra la foresta e la spiaggia senza entusiasmare, una cupezza atmosferica che opprime, l'amore che tutto governa e si sposa all'intima liberazione regalata dalle performance pianistiche della protagonista.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/05/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 23/08/17
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Il Gobbo 20/05/07 17:52 - 3011 commenti

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Muta dalla nascita, va in sposa per procura a un agricoltore che vive in Nuova Zelanda, di scarsa apertura mentale. Il piano è la sua passione, il marito non vuole ma un vicino di casa... Drammone in confezione lussuosa ma lecccatisima, questo film ha fatto la fortuna della regista e del compositore della colonna sonora Nyman, grazie soprattutto alle frotte di signore allupate per la possente complessione di Harvey Keitel, nerboruto vicino à la amante di Lady Chatterley. Calligrafico, ma di sicuro successo con la vostra fidanzata/moglie.

Caesars 22/05/07 09:17 - 2690 commenti

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FIlm di maniera che trova il suo punto di forza nella realizzazione impeccabile, nell'ottima interpretazione dei 3 attori principali e nella bellissima colonna sonora di Michael Nyman. Holly Hunter riesce a dare spessore ad un personaggio che non dice una parola per tutto il film ed è impresa degna di nota. Le fanno da spalla Sam Neil (marito tradito, ruolo per lui non certo nuovo) e Harvey Keitel. Non si tratta sicuramente di un capolavoro ma comunque la pellicola può meritare una visione.

Galbo 22/12/07 07:24 - 11382 commenti

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Questo film è il frutto di una sensibilità matura e profonda che non poteva che essere femminile, quella della regista Jane Campion ma anche il prodotto di ottime prove recitative, in primis la protagonista Holly Hunter che, benchè muta come il personaggio richiede, è assolutamente loquace negli sguardi e nella fisicità prorompente.Per il resto il film presenta una magnifica propensione a fotografare i bellissimi paesaggi naturali ed è segnato positivamente da una bella colonna sonora di Nyman.

Magnetti 26/07/07 16:36 - 1103 commenti

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Lezioni di piano è innegabilmente un bel film, recitato benissimo (non bisogna dimenticare la brava bimba Anna Paquin che vinse, giovanissima, l'Oscar). Per ovvi motivi piacerà di più agli animi romantici e alle donne. Molto bella la location neozelandese sia nella parte "boschiva" che (soprattutto) in quella "oceanica". E' pervaso da una nota di tristezza di fondo che lo rende indigesto ad alcuni ma la cui liricità è uno dei suoi punti di forza. Il personaggio di Sam Neill è il prototipo dell' "omm 'e merda", come direbbero a Napoli.

Scarlett 7/07/08 15:26 - 307 commenti

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È una pellicola indubbiamente buona: splendida fotografia, splendida colonna sonora, splendida interpretazione della protagonista femminile non brillante per avvenenza ma intensa e passionale. Una mimica complessa per un ruolo interamente muto. Doverosa menzione anche per Anna Paquin, impeccabile nel suo ruolo nonostante l'età, perfettamente credibile. Una storia abbastanza semplice nel complesso, ma diretta con grazia e passione.
MEMORABILE: La bimba vestita di bianco che danza sulla spiaggia sulle note suonate dalla madre.

Ercardo85 25/12/08 19:27 - 81 commenti

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Ovviamente alle donne è piaciuta moltissimo questa romantica e patinata storia di corna; l'interpretazione di Holly Hunter, che nelle intenzioni avrebbe dovuto risultare toccante, nei fatti appare solo stucchevole e, a tratti, irritante. Harvey Keitel sempre bravo anche se a disagio in un ruolo che sembra non rendere giustizia al suo innegabile talento. Poco interessante, nonostante l'indubbio fascino visivo.

Enzus79 4/02/09 10:01 - 1797 commenti

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Film d'amore, libertà e buoni sentimenti. Una donna muta tradisce il marito e finirà in tragedia. I propositi sono buoni, e anche se la fotografia lascia un po' a desiderare il film si lascia guardare come si legge un libro di questo genere: sperando che tutto finisca bene. Anche se le protagoniste hanno meritato l'Oscar, la Hunter ha dimostrato di essere una grande attrice. Forse il film è stato un po' troppo sopravvalutato.

Rickblaine 4/02/09 10:48 - 635 commenti

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Girato con destrezza e con attenzione nei minimi particolari e forse anche troppo, tanto da diventare noioso in molti tratti. Il personaggio di Beins non è idoneo al solito Keitel anche se comunque recita degnamente e poi c'è l'ottima Holly Hunt con il suo corpo candido ed innocente da provocare l'istinto sentimentale dell'uomo.

Pigro 26/02/09 09:26 - 7781 commenti

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La sua passione per il piano, un marito raffinato che non la capisce, un uomo rozzo che invece la comprende... In un triangolo di incomprensioni e passioni sotto la cenere, si svolge il tormento di una donna muta dell'800 in una sperduta isola neozelandese (bellissime le location). Jane Campion è magistrale nel raccontare con sensibilità e raffinati simbolismi una figura femminile che unisce in sé debolezza (la menomazione) e forza (di volontà). Attori di grande espressività, musica (di Nyman) di grande suggestione.

Stefania 26/02/10 18:18 - 1600 commenti

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E' "orchestrata" perfettamente, l'evoluzione di Ada, prigioniera tra due cinte di mura: il mutismo, suo grido di ribellione contro una società maschilista, e le restrizioni che tale società le impone. Questa sua chiusura porta ad un precipitare degli eventi, ma proprio una circostanza estrema diventa per lei l'occasione di conquistare la libertà vera, il suo posto nel mondo. Il rapporto con la figlia, l'insolito codice erotico con l'amante, la musica come mediazione linguistica, il conflitto col marito... tutto molto appropriato, in un film di ottimo stile, solida trama e fascinosa regia.

Redeyes 20/05/10 16:21 - 2141 commenti

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Si ha come l'impressione di assistere spesso ad un balletto dove le movenze sono conseguenze della musica. Tutto il cast funziona perfettamente e nonostante i dialoghi alla fin sia pochi si sa tutto quello che c'è da sapere. La fotografia annebbiata dalla pioggia contribiusce non poco alla poesia della pellicola e si fonde in un tutt'uno con la splendida soundtrack. Al di là del sempre bravo Keitel spicca la Hunter ed una giovanissima Paquin. È decisamente uno di quei film che, per quanto tristi, vedi sempre volentieri.

Nando 19/11/11 11:42 - 3471 commenti

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I tormenti amorosi di una donna muta dall'età di sei anni che sposa per procura un allevatore neozelandese. Una pellicola raffinata anche se tendente al patinato che si avvale di un'ottima interpretazione dei protagonisti coadiuvata da un'accattivante colonna sonora. Personalmente ho trovato antipatica la figura della Paquin.

Rebis 30/05/12 14:16 - 2088 commenti

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Un pianoforte immerso nella foresta neozelandese: intuizione iconica lancianante, espressione del dissidio tra informe e armonia che anima l'intero film. Un capolavoro, capace di frugare e scuotere l'interiorità del pubblico, di tradurre i personaggi in accadimenti naturali; visivamente ricercato ma irriverente e visionario, lontano da patine e manierismi, resta ancorato alla complessità dei corpi, vinto da un romanticismo selvaggio. Gli spartiti di Nyman, più che un commento sonoro, sono la voce di Ada. Finale meraviglioso che libera a nuova vita i personaggi dopo un'ordalia passionale.

Giacomovie 29/01/14 19:46 - 1347 commenti

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Il cinema, arte tipicamente espressiva, trova in questa particolare storia di una donna che non si può esprimere (premiata come migliore sceneggiatura originale) l’esaltazione della poetica delle immagini. C’è un legame ben “accordato” tra la parte visiva (tutta da ammirare) e quella narrativa, nella quale si espone una doppia passione: quella per la musica e quella sentimentale. Quest’ultima inizia in modo distorto ma poi, seguendo una graduale intensificazione, trova il suo giusto equilibrio. ***!

Deepred89 2/06/14 17:33 - 3282 commenti

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Non tragga in inganno il titolo italiano da film per massaie: la calligrafia è presto scrollata (complice anche l'atmosferica fotografia) e la storia d'amore trasuda sangue, carne e passione come mai ci si aspetterebbe da un prodotto tutto sommato mainstream. Personaggi reali e tangibili almeno quanto le loro emozioni, il tutto sorretto dalle magistrali performance dei tre protagonisti e da una colonna sonora straordinariamente empatica. Qualche sbavatura (il ralenti) verso la fine, ma la forza rimane intatta. Tra i vertici assoluti del genere.

Daniela 20/02/15 13:14 - 9376 commenti

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Giovane donna scozzese muta si trasferisce con la figlioletta in una remota isola della Nuova Zelanda per sposare un possidente e diventa l'amante del socio di questi, un uomo malvisto dalla comunità per gli stretti rapporti con gli indigeni maori... Prima grande produzione per la regista che riesce a conciliare senza troppi cedimenti le ragioni del cinema d'autore con quelle commerciali: la storia melodrammatica, di suggestiva ambientazione e grandi passioni, è fatta per conquistare il pubblico, ma veicola anche inquietudini più sottili. Memorabile colonna sonora, cast in parte.
MEMORABILE: Il baratto sessuale per tramite dei tasti; il finale.

Capannelle 10/04/15 13:27 - 3720 commenti

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L'atmosfera disegnata dalla Campion, alcune sequenze a effetto, l'interpretazione della Hunter, le note musicali di Nyman che già aveva fatto bene con Greenaway ma che con questo flm acquisisce notorietà presso il grande pubblico. Rivedendolo oggi perde qualcosa ma conserva tutti questi asset, quasi a ribadirne il successo riscosso.

Lou 26/02/16 15:13 - 954 commenti

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Il pianoforte sulla spiaggia immacolata e selvaggia dell’isola neozelandese è il simbolo di un film giocato sull'impatto estetico dell’arte visiva allo stato puro. La recitazione è lasciata alla musica, alla natura, agli sguardi e ai corpi, in un quadro di grande intensità emotiva. La Campion analizza con grande profondità e delicatezza le pieghe di una sensibilità femminile turbata, immersa in un ambiente umano e culturale lontano e diverso, vissuto come ostile. Quasi una parabola sulle difficoltà di integrazione dei valori femminili.

Jandileida 11/09/16 08:55 - 1253 commenti

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Sarà che il peso degli anni si fa sentire (per il film), ma io ho rischiato di appisolarmi un paio di volte: belle alcune inquadrature (anche se un po' malandrine), brava la Hunter, sempre animalesco Keitel ma personalmente non mi sono entusiasmato più di tanto all'ennesima riproposizione del tem a"lui, lei e l'altro", arricchita questa volta da un pianoforte in riva al mare, da Maori tatuati e rozzi possidenti britannici. Anche tutta la fase del "corteggiamento" è abbastanza ripetitiva e tirata per le lunghe. Non male ma decisamente sopravvalutato.

Pinhead80 17/08/18 20:32 - 3942 commenti

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Una giovane donna viene portata su di un'isola con la figlia per conoscere il futuro marito. L'amore per il suo piano le farà vivere una storia tanto intensa quanto drammatica. Bellissime sono la colonna sonora e le ambientazioni, veri cavalli di battaglia dell'intera opera. La sceneggiatura non racconta granché, se non il classico rapporto tra marito e amante che si contendono la giovane pulzella. Menzione d'onore per un'insopportabile e petulante Anna Paquin.

Didda23 4/11/18 17:18 - 2287 commenti

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Visivamente appagante, con scene che sfiorano il lirismo più intenso (il pianoforte sulla spiaggia), ma che difetta nella sceneggiatura optando per scelte un filino convenzionali e senza produrre qualche interessante sviluppo narrativo. Tutto procede secondo i piani, senza sussulti emotivi e senza dialoghi carichi di significati illuminanti. Tuttavia si apprezzano la valida regia della Campion che dirige al meglio un cast alquanto in palla e la scelta dell'ambientazione. Sensazionali le musiche, per un film che può avere più presa nel pubblico femminile.
MEMORABILE: Il rifiuto per il trasporto del piano; "Tasti" in cambio di servizi; La reazione del marito (Sam Neill).

Paulaster 4/02/20 09:55 - 2773 commenti

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Sposa muta avrà una relazione extraconiugale. Ambientazione tra gli aborigeni e i proprietari terrieri; a fare da contraltare, l'arte musicale. Dramma amoroso che non riesce a esprimere i sentimenti, colpa anche di un montaggio a volte troppo repentino. La Hunter riesce a essere credibile nel suo mutismo, Keitel dovrebbe fare il rozzo ma sembra invece ben educato; Oscar alla Paquin che lascia il tempo che trova, regìa che sfrutta la natura e che sa essere introspettiva nel raccontare le piccole emozioni. Finale romanzato. Ottime musiche.
MEMORABILE: Il piano sulla spiaggia; Le concessioni scambiate con i tasti; La Hunter che riemerge dall'acqua.

Siska80 11/08/20 17:33 - 641 commenti

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Film pesante, tirato per le lunghe, con personaggi sinistri e un intreccio contorto e inverosimile (cosa che lo accomuna al successivo Ritratto di signora, della stessa regista), risolto frettolosamente e in maniera fiabesca. Meritati comunque gli Oscar alle due protagoniste (soprattutto alla piccola Paquin), meno convincente Keitel nella parte del buono, belli i costumi, le scenografie e le musiche.
MEMORABILE: La crudele vendetta del marito tradito.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 30/05/12 14:14
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Rivisto al cinema, ancora una grande emozione.

    Credo la fama del film ne abbia compromesso la vera natura mettendo in atto un processo di banalizzazione (complice il lezioso, prosaico titolo italiano) che lo ha posto - erroneamente - in un'aura da cinema d'essai dall'inclinazioni femminista.

    In realtà, come in tutti i lavori dell'autrice, il tema è la mostruosità, l'attenzione per il "freak" che ci portiamo dentro, e il conseguente dissidio tra armonia e distonia (che qui raggiunge il massimo della completezza espositiva, grazie all'impianto scenografico - il pianoforte nella foresta pluviale - e a quel finale che... ferisce l'udito).

    Certo, narrativamente Ada e la sua musica sono al centro, ma i due ritratti maschili, per quanto polarizzati, riescono ad esprimere nondimeno fragilità, desiderio, ostinazione... E i tre personaggi diventano un vero e proprio accadimento, un fenomeno naturale esplorato con uno slancio romantico passionale così spudorato e irriverente che è ha pochi eguali al cinema.
  • Curiosità Siska80 • 12/08/20 12:36
    Fotocopista - 375 interventi
    Fu l'ultimo film visto al cinema con una coppia di amici da Kurt Cobain, che si suicidò il giorno dopo.

    Fonte: Imdb