Les incohérences de Boireau

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Titolo originale: Les incohérences de Boireau
Anno: 1913
Genere: corto/mediometraggio (B/N)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/01/22 DAL BENEMERITO PINHEAD80
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Pinhead80 17/01/22 22:19 - 4283 commenti

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André Deed, conosciuto ai più per le sue interpretazioni del personaggio di Cretinetti, qui veste i panni del signor Boireau. Immerso tra sogno e la realtà, il cortometraggio mette di fronte a tutta una serie di assurdità che nella loro semplicità divertono. I trucchi utilizzati per la realizzazione dell'opera sono convincenti e gli effetti delle varie "incoerenze" divertenti. La seconda parte è meno incisiva e stimolante della prima ma comunque pur sempre gradevole. Deed anche qui dimostra di essere attore capace di trasmettere puro divertimento, con le sue comiche.

B. Legnani 18/01/22 00:52 - 5173 commenti

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Assai debole corto (circa tre minuti) con Deed (il quale stavolta non dirige sé stesso) che vorrebbe divertire con alcune cose incoerenti che si portano sullo schermo (esempio: lui spara verso il cielo e la preda è un pesce, poi usa la lenza e dall’acqua emerge una lepre…). Non c’è nulla di particolarmente piacevole, ad esclusione della trovata finale, quando appare – più o meno dal vero – un gallo, vale a dire il simbolo dei Fratelli Pathé.

Pigro 19/01/22 12:19 - 8757 commenti

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Curiosa pellicola che gioca con l’assurdo: un viaggio nel mondo capovolto o un semplice accumulo di stramberie. Deed e Gambart puntano sul nonsense, infilando gag come il letto sospeso per aria, i pesci in cielo e le lepri nell’acqua (ma le gag languono un po’ nella seconda parte), inventando situazioni che puntano allo stupore, senza i vecchi trucchi meliesiani ma semmai con “trucchi” concettuali. Che arrivano al top nel bel colpo finale che gioca, in un felice tripudio semiologico, con il logo della casa di produzione.

Caesars 26/01/22 11:21 - 3340 commenti

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Niente di particolarmente divertente in questa brave pellicola (circa 3') che si limita ad accumulare qualche stramberia, soprattutto nella prima parte, senza supportarla con un'adeguata idea di storia. Così il cacciare un pesce o il pescare una lepre rimangono non-sense fini a se stessi. La trovata più divertente (comunque neanche troppo) è il tributo finale alla casa di produzione Pathé. Non certo imperdibile.

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