Le sette vipere

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1965
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: Aka "Le 7 vipere" o "Il marito latino".
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Insolito film sul dramma dei matrimoni, i divorzi, le truffe e i divorzi-truffa, LE SETTE VIPERE è stato fortemente voluto da Vincenzo Cascino, produttore italo-argentino che visse in prima persona le tristi vicissitudini raccontate nel film e che infatti pretese di esserne il protagonista soffiando il posto al previsto Walter Chiari. E la sua è un'interpretazione sofferta, che stravolge l’impianto da commedia per virare nella tragedia personale nonostante intorno a lui, e si vede, il cast reciti come se si trattasse di una commedia. L'azione si svolge quasi per intero a Buenos Aires, dove Lorenzo (Cascino), ingegnere, vive con la moglie (Lisa Gastoni). Convinta da alcune amiche civettuole (le sette vipere del titolo) e da un avvocato poco...Leggi tutto serio (Umberto D’Orsi) a divorziare per ottenere metà dei beni e degli immobili, la donna fa passare a Lorenzo giorni d’inferno. Il finale è in Italia, dove hanno un breve sketch Franco e Ciccio (non più di cinque minuti), che nelle parti degli avvocati divorzisti Franchi e Ingrassia (quale fantasia!) cercano di allontanare ancora di più i due coniugi. E’ l'unica - brevissima - parentesi comica, con i siciliani sugli scudi a confermare che presi in piccole dosi possono da soli risollevare un film. La regia di Renato Polselli (avvezzo a ben altri generi, dal poliziottesco al gotico) è sempre indecisa sulla direzione da dare al film e suo malgrado produce un ibrido a tratti quasi affascinante, surreale. Certo la sceneggiatura (scritta da Polselli, Cascino e Milo Panaro), non è delle migliori, ci sono molte pause, ma bisogna ammettere che l'interpretazione di Cascino è sentita e il film ci guadagna, riprendendo in modo bizzarro la tradizione agrodolce della classica commedia all'italiana. Aroldo Tieri fa una comparsata (è Barbichian).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 1/05/08 17:48 - 4722 commenti

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Ibridissimo. Dramma familiare con frequenti, non funzionanti cadute nella commedia (D’Orsi, Bonucci e, nel finale, Franchi e Ingrassia), che creano dissonanza irrimediabile. Il protagonista, Cascino, ci crede (leggo che è autobiografia), ma non può compensare la sua incredibile rigidità. Brutto, ma da condanna non assoluta grazie a Lisa Gastoni che, in tal massa, pare la Hepburn: risicato *½. Le scene di Buenos Aires sono di repertorio. Ho l’impressione che il giardino della casa italiana di Cascino sia lo stesso di Delirio caldo...
MEMORABILE: L'incredibile licenziamento telefonico collettivo (due secondi).

Homesick 8/04/09 18:44 - 5737 commenti

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Farsa su matrimonio, divorzio e affidamento dei figli girato in modo negligente e approssimativo, nonostante l’utilizzo di un bianco e nero piuttosto elegante. A Polselli riesce invece bene mostrare il nutrito personale femminile – Gastoni e Fabrizi in testa, peraltro anche assai spigliate, specie la seconda – in atteggiamenti discinti. L’unico, brevissimo sussulto si avverte nel finale con Franchi e Ingrassia nei panni di loro stessi in versione avvocati.

Undying 11/04/09 11:59 - 3840 commenti

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Confusa parabola, presentata come ispirata da fatti reali - "modificati qualora le circostanze lo rendano opportuno" - sugli effetti delle "unioni civili", valevoli in questo o quel paese. Sposare una donna, grazie ad avvocati quali Bernasconi (un esilarante D'Orsi), significa vedersi espropriare di ogni avere. Le separazioni civili, i figli ("madre certa est, padre non sapet", come chiosa l'avvocato Franchi in vece di "mater semper certa est, pater numquam") e tematiche delicate vengono tratteggiate da Polselli in maniera risibile quando non surreale. Maschilista e un tantino disonesto.
MEMORABILE: L'incredibile cambio di rotta del marito, con destinazione Uruguay, onde evitare il "sequestro" dello yatch.

Cotola 23/07/11 12:23 - 7525 commenti

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Vorrebbe essere un dramma ma si rivela una farsa. Troppe le cose che non vanno e diverse volte il regista raggiunge alte vette di ridicolo: il licenziamento in tronco di tutta la fabbrica solo per fare un esempio. Polselli tratta temi importanti ma avrebbe dovuto farlo in altro modo. Così la "denuncia" e gli intenti sociali ed ideologici vanno a farsi friggere. Anche sul piano filmico nulla da segnalare. Quasi un disastro ma almeno si lascia seguire senza pesantezze.

Il Dandi 3/09/13 01:39 - 1774 commenti

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Dramma sul divorzio (o meglio sulla mancanza, all'epoca, di una legge che lo regolamentasse) che parte da pretese di lucidità modernista per scoprire presto tutto il suo risentimento misogino (motivato a quanto pare dall'autobiografia del produttore/protagonista). Non convince appieno nemmeno la tematica kafkiana anti-burocrazia, che insegue il gusto del paradosso e si risolve con l'intervento comico degli avvocati di parte civile Franchi & Ingrassia. Da vedere come documento d'epoca, a suo modo unico.
MEMORABILE: Il siparietto (limitato a un breve sketch) di Franco e Ciccio.

Galbo 27/08/13 18:50 - 11387 commenti

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Pessimo film di Polselli; vorrebbe essere un'amara parabola sulle unioni coniugali; mescola in realtà senza molto ritegno e un pò disonestamente toni farseschi e melodrammatici, derivandone un polpettone indigeribile. La regia è dilettantesca e riesce a rendere mediocre un cast sulla carta discreto. Inguardabile.

Panza 27/09/13 20:35 - 1494 commenti

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Una pellicola toccante nel narrare la storia di questo ingegnere defraudato dalla moglie che sfrutterà la legge a proprio vantaggio. Cascino ha incredibilmente un viso adatto alla vicenda e ha pure una recitazione spontanea. Fra l'altro la vicenda risulta attualissima visti i casi di padri che fuggono con i loro figlioletti. Fantastico D'Orsi nei panni di un avvocato abbastanza subdolo. Cascino dopo il film si butterà nello spionistico, Polselli dirigerà tutt'altro genere di opere. Comparsata random di F&C: specchietto per le allodole?

Fauno 5/12/16 20:06 - 1919 commenti

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Qui il genio Polselli dà una spiegazione alternativa a quel che sarebbe successo 50 anni dopo. Sicuramente esagera a sommergere di negatività la Gastoni (altro che 7 vipere al suo interno: non basterebbero mille cofanetti di aspidi a colmarla!), ma è chiaro che se per questioni risolvibili una donna nella realtà fa questo e altro e pur di dire l'ultima parola e non perdere neanche un centimetro a suo favore si cimenta perfino nelle balle più assurde, difficilmente un uomo reagisce come il bravo Cascino, indipendentemente dalla crisi economica.
MEMORABILE: "O è fedele, o è pauroso, o è invertito"; Il giudice "non nato" e "senza casa"; Le seduzione di Adriana.

Faggi 7/03/17 16:39 - 1504 commenti

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L'ambaradan comincia dopo una didascalia dove si avverte lo spettatore che sta per assistere a fatti reali opportunamente modificati. Va bene, concediamolo, ma sarà il fantasioso, secondo un punto di vista farsesco, a prevalere. Il prodotto ha molti motivi di interesse se si pensa agli sviluppi del cineasta Polselli poiché, in nuce, contiene alcune sue ossessioni future: visive (la donna), dialogiche (l'insistenza sul voler veicolare un messaggio) e tecniche (disinvoltura e scapestratezza nell'uso del mezzo).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Undying • 11/04/09 12:07
    Scrivano - 7630 interventi
    B.Legnani ebbe a commentare nelle note:
    L'incredibile licenziamento telefonico collettivo (due secondi).

    Assurdo.
    E che dire del cambio di rotta - con destinazione Uruguay (vedi trailer) - sullo yatch, per evitare il sequestro dello stesso?

    Roba in perfetto Polselli-touch...

    P.s.
    sulle note di una didascalia allucinata ("il film che si dice ispirato a fatti reali, modificati a seconda delle necessità") compare il sottotitolo "Il maschio latino", lasciando intendere, a mio parere e da come si chiude il film, una certa misoginia di fondo, presente nella pellicola.
    Ultima modifica: 11/04/09 20:07 da Undying
  • Curiosità B. Legnani • 11/01/10 23:16
    Consigliere - 13815 interventi
    Curiosamente il nome del personaggio di Tieri (Barbikian) viene assunto dallo stesso Cascino nei suoi due film da attore e regista.
  • Homevideo Geppo • 14/07/12 11:31
    Addetto riparazione hardware - 4022 interventi
    Ecco il DVD "Le sette vipere" uscito recentemente in edicola per la Hobby e Work (Serie: Franco e Ciccio collection).



    Master: Pessimo, praticamente è una vecchia VHS riversata.
    Audio: Molto sporco
    Video: 1.1:85 (4:3)
    Durata: 1:22:57

    Ultima modifica: 14/07/12 18:57 da Zender
  • Homevideo Zender • 14/07/12 18:57
    Consigliere - 43515 interventi
    Mammamia, questo è veramente terrificante...
  • Musiche Panza • 23/12/13 19:07
    Contratto a progetto - 4951 interventi
    Le canzoni del film:

    Luciano Fineschi, Commendatore
    Luciano Finsechi, Se vuoi lasciarmi
  • Discussione Trivex • 30/08/16 14:30
    Segretario - 1292 interventi
    Lo registrerò, solo per le cose che ho letto sul sito delle forbici (Italia Taglia).

    Film inizialmente VM18 (e pare con tagli) e solo nel 2001 derubricato interamente (per tutti); attraverso un ulteriore giudizio con VM14 (del 1999!).