Le Idi di Marzo

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Ides of March
Anno: 2011
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 39
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Finissimo esercizio per George Clooney, che rinunciando ad ogni parvenza di spettacolarità dirige un minimale affresco politico concentrandosi sulle variabili legate alle strategie celate dietro le primarie democratiche nell'Ohio. Fondamentali per la seguente elezione del presidente degli Stati Uniti (il candidato repubblicano pare sarà troppo debole per sperare di vincere), sono elezioni che si conducono sul filo di lana, con sondaggi tutti da interpretare e una lotta alll'ultimo sangue tra gli organizzatori delle campagne delle due fazioni. Stephen (Ryan Gosling) lavora per l'entourage di Morris (Clooney) assieme al suo capo Paul (Philip Seymour Hoffman), Tom (Paul Giamatti) per l'avversario. Non è ancora importante capire chi riuscirà...Leggi tutto a prevalere: la grande abilità della sceneggiatura sta proprio nel rendere comunque interessanti i personaggi. A partire dal protagonista Stephen naturalmente, al quale il volto di ghiaccio di Gosling rende un magnifico servizio incarnando al meglio lo spietato cinismo di chi fa carriera programmando apparentemente ogni azione e calcolando ogni reazione. Molto più umani i simboli delle fazioni avverse, interpretati divinamente dagli straordinari Hoffman e Giamatti: non sbagliano un'espressione, riescono ad arricchire ogni dialogo con un'intensità tale da infondere credibilità a qualsiasi scena. Il Clooney attore interagisce in maniera perfetta e chiude il cerchio rendendo godibile anche la connessione al piano più alto della gerarchia, mentre il Clooney regista si affida a un classicismo che gli permette di essere sincero e trascinante, dirige il cast senza una sbavatura, muove la macchina da presa con sicurezza impensabile cogliendo negli sguardi e nei primi piani una naturalezza che sa quasi d'incanto. Muove le pedine del suo gioco sapientemente, sfrutta gli incastri esemplari del copione senza mai farli apparire forzati, sviluppa linearmente i diversi segmenti di cui si compone la storia senza ricercare lo stucchevole virtuosismo di chi vuol stupire; facendoli respirare, lasciandoli evolvere e insieme colpendo con cambi di rotta inattesi che, in mano ad interpreti così sopraffini, centrano doppiamente il bersaglio. Nella sua semplicità, nell'utilizzare sempre una recitazione sottotraccia che si accompagna splendidamente alla colonna sonora, il film mostra quanto grande possa essere il cinema quandanche si limiti a sfoderare senza clamore le armi di sempre. Niente di epocale, nessuna rivoluzione, forse persino un veloce oblio... ma che importa dopotutto, se per un paio d'ore ci si è appassionati senza il doping del montaggio, dell'azione, della corsa all'esagerazione che da anni impera nella gran parte delle produzioni hollywoodiane deviando dall'interesse vero che dovrebbe scaturire primariamente da elementi legati in linea diretta alla narrazione?
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/12/11 DAL BENEMERITO DIDDA23 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/01/12
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Didda23 17/12/11 02:52 - 2287 commenti

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Abbandonato l'ideologismo politico, Clooney opta per l'approccio realista (tanto massacrato dal popolo americano) con risultati sensazionali. L'ottima sceneggiatura esalta al meglio le potenzialità del cast, capeggiato dal talentuoso Gosling, che dipinge un personaggio dalle profonde sfumature. Il mondo delle primarie viene reso con stupefacente veridicità (i misteriosi giochi di potere giocano un ruolo determinante, nella pellicola). Senza dubbia da premiare l'assetto amorale e pragmatico. Clooney degno erede di Machiavelli. ****

Greymouser 17/12/11 23:29 - 1458 commenti

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Clooney dirige (e interpreta) un film che non ha nulla di originale da dire, ma svolge bene il compito, senza picchi e senza cadute, aiutato dalle buone prove di Seymour Hoffman e Gosling. Alla fine, pur nella scorrevolezza dell'insieme, non mantiene quel che promette: un po' sospeso in una dimensione quasi televisiva, senza incisivi movimenti drammatici, il film denuncia la corruzione e gli intrighi della politica, e, di questi tempi, non è il massimo delle rivelazioni. La sceneggiatura non illumina a sufficienza tutti i passaggi.

Jandileida 17/12/11 23:48 - 1253 commenti

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Nel frullatore delle primarie americane un ottimo Gosling subisce una trasformazione: da idealista che era si ritrova Sbardella, con tanto di chili di pelo sullo stomaco. Ottima composizione di Clooney che, prima con la classe sommessa di un certo cinema Usa (che belle le conversazioni sommesse nei bar con i banconi di legno) e poi con una foga tenuta sotto controllo grazie ad una perizia tecnica invidiabile, ci porta a spasso per i perigliosi corridoi della politica a stelle e strisce. Sceneggiatura di ferro capace di appassionare e far riflettere.
MEMORABILE: Diciamoci la verità: con un programma elettorale del genere Clooney avrebbe difficoltà anche a candidarsi (non dico vincere) in Svezia...

Galbo 18/12/11 07:43 - 11387 commenti

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La carriera da regista di Clooney tocca con Le idi di Marzo il suo punto più alto. L'ambiente politico americano visto dal di dentro lascia l'amaro in bocca ma la rappresentazione è probabilmente edulcorata rispetto alla realtà: l'abilità dell'autore è quello di costruire un vero thriller politico, adulto e maturo ma nello stesso tempo godibile e spettacolare, nel senso migliore del termine. Lo spettacolo è dato da una sceneggiatura quasi perfetta e dalle grandi interpretazioni del cast, che annovera alcuni dei migliori attori in circolazione.

Paulaster 19/12/11 09:51 - 2783 commenti

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Il film risulta un filo compassato, risvegliandosi nella seconda parte grazie alle ottime prove di Hoffman e Giamatti. Clooney non fa denuncia politica, ma avvisa del cinismo che regna, pur di conquistare una poltrona. Messaggio più sociologico che altro, dove tutti giocano contro tutti e cerca di risvegliare la mente di chi crede ai paroloni delle campagne elettorali. Disillusione e rassegnazione, con poco mordente. Ad aspiranti presidenti Usa basterebbe consigliare: “Stagiste? No, grazie”. Poche ottime idee, ci si aspettava di più.

Cotola 19/12/11 20:49 - 7525 commenti

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Clooney firma un gran bel film sulla politica e più in generale sul potere che logora, a prescindere che lo si possegga o meno. Gli si può imputare una progressione drammaturgica dei personaggi un pò troppo veloce e disinvolta, ma in un film il tempo scorre più veloce della realtà. Ben scritti ed interessanti i dialoghi (specie quelli della prima parte); solida e sicura la regia che si mantiene sobria e efficace, evitando inutili svolazzi formali e che nulla concede al facile spettacolo. Gran cast, con Gosling e Giamatti su tutti.

Capannelle 20/12/11 11:26 - 3721 commenti

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Un Clooney capace ma meno appassionante che in Good night and good luck. Gli piace scavare nei personaggi (aiutato da dialoghi efficaci) lasciando da parte gli scenari più ampi ma alla resa dei conti l'insieme non emerge come ci si aspetta. Soprattutto Clooney stesso e Seymour ricevono poco spazio a favore dei due giovani che catalizzano le parti emozionali del racconto. Gosling, inoltre, fa il suo ma avrei preferito un altro volto, fa più figura Giamatti come cinico. 2 e mezzo.
MEMORABILE: Conosci le regole: gli elettori ti perdoneranno se sfasci il paese o rovini l'economia ma non se ti scopi una stagista.

Saintgifts 24/12/11 17:13 - 4098 commenti

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Il film è ben fatto, usa tecniche collaudate che, se sorrette da una buona sceneggiatura (come in questo caso), non possono fallire. Ci sono anche ottimi interpreti, professionisti, ed un regista che ce la mette tutta per dimostrare quanto sia maturo e quanto stia mettendo a frutto tutto ciò che ha imparato e che gli ha dato celebrità. L'argomento è conosciuto, ma intriga ancora, specie se ben ordinato e se si fa capire dall'inizio alla fine, senza richiedere troppi sforzi per seguirlo, lasciando così solo il piacere di godersi lo spettacolo.

Puppigallo 24/12/11 01:07 - 4509 commenti

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Clooney scopre l'acqua calda mostrandoci (come altri) cosa ci sia dietro un politico, in questo caso, un governatore. Qui ci si focalizza sullo staff, con vecchie, nevrotiche volpi e giovani che devono ancora affilare gli artigli e mettere da parte la coscienza (c'è chi imparerà in fretta, stimolato da un calcio nelle palle virtuale ma comunque doloroso). Gli attori sono ben diretti, mentre i dialoghi non passeranno certo alla storia. Non male invece il trappolone teso al protagonista (Gosling). Un po' troppo forzata la figura della stageista (poco naturale). Nel complesso, non male.
MEMORABILE: Il silurato "ripiega" su una consulenza da un milione l'anno!

Mickes2 25/12/11 13:33 - 1668 commenti

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Pellicola girata bene ed interpretata meglio. La confezione è di tutto rispetto ma il film molto presto si incanala su binari fin troppo canonici; sceneggiatura e tratteggio dei personaggi non graffiano e si rimane imbrigliati in una storia che ci rivela in modo troppo sobrio e con poca personalità il cinismo, l’ipocrisia e le scorrettezze che imperano nel mondo della politica. Gosling, Hoffman e Giamatti sono grandi attori e lo dimostrano. Alla fine rimane come una sensazione di compitino, svolto bene, ma pur sempre un compitino. **!

Redeyes 26/12/11 11:14 - 2144 commenti

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Il buon George con un eccellente cast, va detto, firma e filma una gran bella pellicola. Tecnicamente niente le si può eccepire, ed anche i dialoghi e quindi sceneggiatura sono curatissimi. Gosling, che non avevo apprezzato ne Il caso Thomas Crawford, qui mi è sembrato molto credibile, nonostante la giovane età. Su Hoffman non si può aver dubbi, mai, e l'altalenante Giamatti qui è bravo. Ci sarebbero da aggiungere la Wood e la deliziosa Tomei, anch'esse credibilissime. La storia, pur non imprevedibile, piace e cattura.

Daniela 26/12/11 11:56 - 9402 commenti

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Governatore in corsa per le primarie del partito democratico: idee progressiste, ma anche incapacità di tenere chiusa la patta di fronte a stagiste avvenenti. Addetto stampa della sua campagna: giovane imbevuto di ideali, ma troppo ambizioso per non essere disposto a buttarli a mare. Con questo thriller etico che lo conferma degno erede del grande cinema liberal americano, Clooney non dice nulla di nuovo ma lo dice molto bene: pulizia formale nella regia, dialoghi in punta di penna, ottimo fiuto nella scelta degli attori, tutti eccellenti.
MEMORABILE: Hoffman e Gosling che conversano dietro le quinte, sagome nere contro lo sfondo di una enorme bandiera americana

Ducaspezzi 27/12/11 12:51 - 222 commenti

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Uno spaccato, privo di edulcorazioni, del retropalco di certe complesse macchine elettorali (in questo caso statunitensi). E non c' è zucchero nemmeno per il "cinemaro" della domenica pomeriggio, dato che il film è magistralmente privo di accelerazioni spettacolaristiche fracassone ed avvince parecchio sui dialoghi chirurgicamente intelligenti, ove non si butta niente, sulla sceneggiatura compatta, efficiente, mai banale, tale da imbeccare una regia corretta. In palla gli attori. Lo scolorire degli ideali sul volto di Gosling scuote parecchio.

Qed 29/12/11 12:18 - 54 commenti

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Il programma del governatore Morris è un po' troppo visionario per gli Usa di oggi, ma a parte questo il film è assolutamente privo di difetti formali: asciutto e diretto, pur teso solo a tratti. La sceneggiatura è sì solida, ma solo perché stiracchiatissima: quasi due ore di film per una storiella che si può riassumere comodamente in due minuti. Il film merita dunque perché si vede bene, gli scambi verbali sono quelli giusti; oltreché per la critica rivolta a tutte le meschinerie del potere che logora anche indirettamente. Serviva più densità.
MEMORABILE: Il vociare della sala si spegne per lasciar spazio alla vibrazione del cellulare, Morris si guarda attorno; "Come è stato possibile questo successo?".

Guru 30/12/11 17:58 - 348 commenti

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Capolavoro clooneyano in cui l'etica e la politica si inseguono. Una sfida all’ultimo sangue e l’amara constatazione che il gioco non è fatto sino a quando non si scoprono tutte le carte. L’ideologia si scontra con la realtà, ma la posta in palio ripagherà entrambe! Scelta eccellente quella di Ryan Gosling, in un ruolo decisamente predominante che ricorda, sull’aspetto della professionalità incontestabile, quello del film Il caso Thomas Crawford. Fascino e bravura fanno di lui un nuovo divo. Regia pulita, attenta e altamente qualificata.

124c 2/01/12 12:28 - 2771 commenti

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Evoluzione di un giovane idealista (Ryan Gosling) circondato da politici corrotti (George Clooney e Jeffrey Wright) e personaggi abbietti e meschini, ben interpretati da alcuni volti noti del grande schermo. George Clooney, qui anche regista, preferisce apparire poco (ma quelle poche scene dove appare graffiano e fanno male) dando spazio al giovane co-interprete, che si riconferma una delle nuove promesse di Hollywood. Un film più che buono, dove fra i produttori spicca anche Leonardo di Caprio. Da vedere, almeno per la bravura di Gosling.
MEMORABILE: La relazione fra il protagonista e Evan Rachel Wood, con tanto di colpo di scena un po' già visto.

Ilcassiere 3/01/12 11:35 - 283 commenti

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Un gran bel film con cui George Clooney conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di non essere solo bello ma anche bravo, come attore e come regista. Anche se con qualche eccesso di troppo (le promesse elettorali, purtroppo inverosimili), le strategie, le tattiche esasperate, i tradimenti e i veleni sono davvero appassionanti. E alla fine gli errori si pagano a caro prezzo. La politica vista da un'altra angolazione. Davvero notevole!

Tarabas 5/01/12 14:14 - 1702 commenti

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"Che tristezza i giovani d'oggi. Non hanno idee, solo ideali" (J. Roth, Destra e sinistra). Stevie ha solo ideali, incarnati dal suo candidato Morris. È pronto a tutto per lui e per la campagna elettorale. È un idealista senza scrupoli, ircocervo apparentemente molto diffuso oggidì. Clooney lo filma classicamente, confermando doti non comuni. Curatissima fotografia e inquadrature di gran gusto (Gosling al telefono, riflesso in un vetro dietro il quale scolora una bandiera americana). Cast ottimo, molto ben gestito.

Pinhead80 12/01/12 15:36 - 3951 commenti

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Nonostante si tratti di un film che non è nelle mie corde, non mi è assolutamente dispiaciuto. La denuncia alla corruzione del sistema che parte dall'alto non è certo una novità, ma lo stile narrativo appassiona e la bravura del cast fa il resto. La regia è ben curata e l'intrigo si disvela mano a mano in maniera chiara dando la possibilità a tutti di seguire senza distrazioni la verbosità dei dialoghi.

Markus 15/01/12 21:07 - 3295 commenti

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L'entusiasmo delle campagne elettorali americane hanno fatto storia e generato film di buon livello in questo affascinante quanto intricato contesto. Le Idi di Marzo, dunque, non fa altro che rinnovare una tradizione di film di questo genere e non può essere perciò l'innovazione il suo punto di forza, ma un serio lavoro sì. Clooney firma una pellicola calibrata e ferma con una sceneggiatura che cura il particolare. Il regista lascia l'onore del personaggio principale a Gosling, che non delude. Consigliabile.

Ford 22/03/12 12:28 - 582 commenti

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Mi capita raramente di sperare che un film non stia per finire; questo è uno dei rari casi: quasi si spera che Clooney decida di tirarne fuori una serie tv, per raccontarci altre storie simili, con questo stile classico azzeccatissimo e con questi dialoghi asciutti ma ficcanti e poi inquadrature perfette, un cast di "facce" imbattibili, fotografia drammatica ma non invadente: un perfetto film politico dove si evincono chiaramente le idee dell'autore, senza però sentirsi indottrinati e soprattutto senza annoiarsi.

Rullo 24/03/12 22:15 - 388 commenti

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Le idi di marzo, che bel titolo. Giulio Cesare vi morì e fece la storia, Clooney allo stesso modo cerca di raccontarne una, di storia, per passare alla storia. La politica come cornice di un intrigo drammatico-sentimentale degno del miglior sceneggiatore, coronato da un regista non alle prime armi con la macchina da presa e che per questo motivo segna quello che è forse il suo film artisticamente più maturo. Bellissimi i primi piani.

Panza 1/04/12 20:11 - 1495 commenti

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Il film ci mostra il volto più nascosto e cupo della politica: la trama possiede infatti una forte dose di critica sociale. La sceneggiatura sviluppa un'intricata serie di intrecci politici che si evolvono col proseguire dei minuti. Al suo quarto film da regista, Clooney gestisce in modo eccellente la regia regalandoci una pellicola molto emozionante.

Coyote 17/05/12 15:02 - 185 commenti

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Grande cast, splendida trama; un film molto coinvolgente. George Clooney opta per uno stile classico e dosa con sapienza i colpi di scena, che non appaiono mai pretestuosi: in questo modo la storia scorre senza pause e i personaggi vengono presentati uno ad uno con molta attenzione ai dettagli. Soltanto nell’ultima parte, forse, il ritmo cala un po’, paradossalmente nel momento in cui il protagonista rivela il suo lato più oscuro. Comunque ottimo.

Nando 30/12/12 23:31 - 3476 commenti

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Gli intrighi politici nell'America odierna durante una campagna elettorale. Un film corretto e avvincente che presenta pochi momenti di stanca, culminando con il finale risolutivo. Cast altisonante in cui Gosling emerge in maniera spietata, Clooney non incide da attore ma probabilmente da regista. Seymour e Giamatti appropriati. Interessante.

Homesick 31/12/12 18:40 - 5737 commenti

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La politica, come noto, è cosa sporca, e dietro l’elezione del Presidente di una grande democrazia si agita un vortice di calcoli, lusinghe, inganni, finzioni, ricatti, pugnalate alla schiena e persino morte. Clooney non dice nulla di nuovo – la base è peraltro una pièce teatrale – ma lo fa in modo deciso, calibrando le espressioni degli attori (tutti ben scelti, dallo zelante Gosling alla stagista Wood) e dirigendo in modo corretto ed equilibrato. Il fascino oscuro e perverso del potere politico è messo a nudo e si rivela uguale in tutte le democrazie occidentali. Buono.
MEMORABILE: La telefonata al governatore, fatta da Stephen con il cellulare della defunta Molly.

Piero68 8/01/13 09:22 - 2758 commenti

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Asciutto e diretto, Clooney dirige e interpreta in maniera impeccabile il suo miglior film fino ad ora visto; per apprezzarlo appieno non basta una sola visione perchè più si guarda e più ci si accorge del fine lavoro registico. Tanto che la sceneggiatura, quantunque anch'essa ben strutturata, sembra quasi inutile, in questo magnifico affresco politico. Cast ottimo e come al solito Gosling superlativo. eccellente anche il doppiaggio italiano: mai come questa volta incide positivamente e fa guadagnare punti.
MEMORABILE: Tutto il confronto Morris/Mayers con quest'ultimo che reclama di nuovo il suo posto, seppur attraverso un ricatto.

Cangaceiro 8/02/13 19:09 - 982 commenti

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Bel coraggio per Clooney, che serve un severo e sonoro schiaffone all'attuale mondo politico americano, messo alla berlina sfoderando più o meno tutte le subdole meschinità di cui può esser capace una persona. Non si salva nessuno perchè negli ambienti di partito l'arrivismo e la disonestà contagiano chiunque, anche chi di partenza avrebbe idee sane. Pur essendo quasi solamente parlato è un film dinamico, che si fa avvincente nella stretta finale a suon di ricatti. Azzeccate diverse scelte registiche (di discreta classe). Gosling è da sufficienza.

Giùan 8/02/13 13:31 - 2992 commenti

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Intrapresa ardimentosa più per il punto di vista utilizzato (tutto interno ai liberal americani) che per la complessa ma risaputa tematico etico-politica focalizzata. Clooney utilizza il testo teatrale di Willimon con un non comune senso del ritmo cinematografico, supportato da uno “staff” di attori davvero presidenziale, in cui primeggiano la palpitante Evan Rachel Wood e gli antagonisti palle-cervello Hoffman-Giamatti. La successione di colpi di scena tuttavia rischia di apparir stucchevole come Gosling che perde la verginità (moralmente parlando).

Nancy 4/03/13 00:53 - 774 commenti

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Bellissimo film, questo di Clooney che vede come protagonista la giovane promessa Ryan Gosling in un ruolo che fa suo al 100% (probabilmente grazie a questo si fa suo anche il film). Una bella storia lineare d'intrighi politici che, se anche non i segnala per vivacità e innovazione, rimane comunque impressa. La regia di Clooney è abbastanza invisibile, non calca molto la mano e ciò giova alla sceneggiatura e ai dialoghi, di grande impatto. Sobrio, corretto, senza troppe smaccature, un film squadrato ma ben inquadrato.
MEMORABILE: Lo sguardo finale di Ryan Gosling...

Belfagor 2/05/13 20:47 - 2623 commenti

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Un ritratto disilluso della politica statunitense, coraggioso nel prendere di mira i democratici proprio negli anni di esaltazione mediatica di Obama (ma il discorso si sarebbe adattato bene anche ai repubblicani). Clooney dirige bene e compare poco in scena; il vero protagonista è Gosling, che nasconde un'enorme ambizione dietro gli ideali di facciata. Finalmente la corruzione viene mostrata come qualcosa di connaturato al sistema politico considerato, anche se il film avrebbe potuto osare di più. Sobrio, efficace, poco statunitense.
MEMORABILE: La discussione dietro le quinte durante il dibattito televisivo.

Pigro 19/11/13 14:11 - 7789 commenti

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Il torbido backstage della politica è un classico del cinema americano, qui declinato nella storia dei maneggi nello staff di un candidato alla nomination democratica. Raccontata con cristallina lucidità narrativa (in una sceneggiatura incalzante di derivazione teatrale) e cinematografica. Dunque, un filmone solido ma agile, attento alla grande tradizione hollywoodiana, ma anche sorretto da un’acuta riflessione sull’ambiguità dell’etica politica, e soprattutto da un cast di grande eccellenza che si misura con un profondo lavoro sui personaggi.

Enzus79 9/02/14 10:08 - 1802 commenti

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Buon film, questo diretto da George Clooney, che da regista delude raramente. Scritto bene e soprattutto non annoia, nonostante le quasi due ore. Si evidenzia bene la critica mossa al sistema politico e ai suoi doppi giochi peri arrivare al potere. Ottima la prova del cast.

Hackett 16/03/14 08:52 - 1725 commenti

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Con equilibrio e maturità Clooney ci regala un film politico ma più che altro morale. Impietoso reportage della spietatezza di un mondo fatto di compromessi e sottili equilibri mutevoli. Sceneggiatura robusta, regia sicura e interpretazioni efficaci. Il regista ritaglia per sé il ruolo più spiacevole ed equivoco. Bella prova.

Papele82 5/12/15 12:57 - 7 commenti

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Sarà l'astinenza da House of cards, sarà che non dura due ore, ma tanto basta per promuoverlo. Non entusiasmante, non memorabile nei secoli dei secoli, ma cinema impegnato e d'intrattenimento, con gli attori che gigioneggiano il giusto. Clooney regista si segue sempre volentieri, come attore un po' meno (e sceglie come contraltare il granitico e monoespressivo Gosling). Giamatti e il compianto Philip Seymour Hoffman supportano questo esempio di cinema anni '70 trasferito ai giorni nostri.

Il ferrini 27/01/16 23:55 - 1685 commenti

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Davvero un ottimo film: sceneggiatura solida (nomination all'Oscar), interpretazioni impeccabili di tutti gli attori; da Ryan Gosling, il cui personaggio subisce un'evoluzione importante, al mai troppo compianto Hoffman, fino ai "minori" Giamatti e Tomei, tutti molto in parte. Clooney si ritaglia un ruolo secondario davanti alla macchina ma dietro è assoluto protagonista, con una regia molto scrupolosa. C'era il serio rischio di fare un film noioso e invece questa pellicola ha grande tensione narrativa e cattura completamente.

Taxius 3/04/17 10:43 - 1643 commenti

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Come si intende dal titolo il film è tutto un susseguirsi di tradimenti alle spalle in cui non esistono amici ma solo l'interesse personale; ricatti, bugie e doppio gioco in quello che è un mondo cinico che non guarda in faccia a nessuno. Film interessante che svela ciò che molto probabilmente accade nella realtà. Il cast è di altissimo livello e ottima è la regia di Clooney, soprattutto nella seconda parte.

Lou 27/07/18 17:45 - 960 commenti

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Clooney fa centro con un grande film di denuncia politica, che esplora abilmente gli spietati intrighi che si celano dietro una campagna per le primarie nell'Ohio. L'approccio realistico e la solida sceneggiatura hanno grande presa e il cast è di altissimo livello; in particolare Gosling, che riesce a incarnare con grande efficacia il freddo cinismo di chi vuole a tutti i costi stare al gioco.

Bubobubo 20/10/18 19:00 - 1199 commenti

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La politica americana al suo meglio (?): uno show televisivo fatto di intrighi, colpi di scena, alleanze e tradimenti, macchinazioni machiavelliche e fedeltà a nient'altro che non sia il vil denaro e l'interesse personale del momento. Le traversie dell'apparentemente irreprensibile Meyers-Gosling fanno girare la testa, ma si modellano su un vissuto reale, in cui il peso dell'invenzione narrativa è ridotto al minimo. Certo, fa pensare che Clooney sia intenzionato a sporcarsi le mani con la stessa fanghiglia che qui mette all'indice...
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Galbo • 31/12/11 05:54
    Gran Burattinaio - 3755 interventi
    appassionanti e dotte dissertazioni..... :)
  • Discussione Qed • 2/01/12 15:51
    Galoppino - 167 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Dall'accademia della Crusca:

    Sull'uso della maiuscola nei nomi di alcune festività e ricorrenze, del tipo Sabato Santo, Martedì grasso, Lunedì dell'Angelo i dizionari non concordano e alcuni riportano la lettera maiuscola, equiparando queste polirematiche ai nomi delle festività che normalmente presentano l'iniziale maiuscola (Natale, Pasqua, Ferragosto ecc.); altri invece registrano gli stessi nomi con la minuscola, considerandoli come unità autonome in cui l'indicazione della festività è data dal determinante che segue.

    http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4108&ctg_id=44

    Quindi essendo una ricorrenza credo non sia sbagliata la maiuscola.

    Chiedo al grande B.Legnani una delucidazione a riguardo. Semmai è giusto cambiare.

    B. Legnani ebbe a dire:
    Didda23 ebbe a dire:

    Quindi essendo una ricorrenza credo non sia sbagliata la maiuscola.


    Assolutamente esatto: è come scrivere "il Potere", laddove il vocabolo trascende dal significato base e assurge a personificazione, concetto reso dall'uso dell'iniziale maiuscola, come nei nomi propri di persona.
    In questo caso non è sbagliata nessuna delle due lezioni (Marzo - marzo).

    Mah, non so voi ma io scrivo "15 marzo" o "quindici marzo", non certo "Quindici Marzo". Per quanto sia una data storica non è certo una ricorrenza religiosa o civile. Ammettendo poi anche che lo sia (!), e accettando la lezione che fa uso delle iniziali maiuscole, perché allora non scrivere anche "Idi"?
    Si veda inoltre, a mero titolo di confronto, la relativa pagina di Wikipedia, in cui non si scrive mai "idi di Marzo".
  • Discussione B. Legnani • 2/01/12 16:09
    Consigliere - 13827 interventi
    Qed ebbe a dire:
    Didda23 ebbe a dire:
    Dall'accademia della Crusca:

    Sull'uso della maiuscola nei nomi di alcune festività e ricorrenze, del tipo Sabato Santo, Martedì grasso, Lunedì dell'Angelo i dizionari non concordano e alcuni riportano la lettera maiuscola, equiparando queste polirematiche ai nomi delle festività che normalmente presentano l'iniziale maiuscola (Natale, Pasqua, Ferragosto ecc.); altri invece registrano gli stessi nomi con la minuscola, considerandoli come unità autonome in cui l'indicazione della festività è data dal determinante che segue.

    http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4108&ctg_id=44

    Quindi essendo una ricorrenza credo non sia sbagliata la maiuscola.

    Chiedo al grande B.Legnani una delucidazione a riguardo. Semmai è giusto cambiare.

    B. Legnani ebbe a dire:
    Didda23 ebbe a dire:

    Quindi essendo una ricorrenza credo non sia sbagliata la maiuscola.


    Assolutamente esatto: è come scrivere "il Potere", laddove il vocabolo trascende dal significato base e assurge a personificazione, concetto reso dall'uso dell'iniziale maiuscola, come nei nomi propri di persona.
    In questo caso non è sbagliata nessuna delle due lezioni (Marzo - marzo).

    Mah, non so voi ma io scrivo "15 marzo" o "quindici marzo", non certo "Quindici Marzo". Per quanto sia una data storica non è certo una ricorrenza religiosa o civile. Ammettendo poi anche che lo sia (!), e accettando la lezione che fa uso delle iniziali maiuscole, perché allora non scrivere anche "Idi"?
    Si veda inoltre, a mero titolo di confronto, la relativa pagina di Wikipedia, in cui non si scrive mai "idi di Marzo".


    Difatti io scriverei "Idi di Marzo" (difatti vado a cambiare il titolo in tal senso), ma mai "15 Marzo", tranne casi particolari che qui non è il caso di spiegare.
    Ripeto, comunque, che la maiuscola non è legata solo alla ricorrenza religiosa o civile, ma al fenomeno di personificazione citato nel mio post precedente, coem nel caso in esame.
    Anche la maiuscola I riguarda il caso di personificazione/chiara identificazione, come quando nei libri di storia si legge "La Commune".
    Ultima modifica: 2/01/12 16:31 da B. Legnani
  • Discussione Cotola • 24/01/12 19:06
    Consigliere avanzato - 3629 interventi
    Nomination per la miglior sceneggiatura. Che
    Clooney vinca questa di statuetta?
  • Discussione Guru • 24/01/12 19:08
    Servizio caffè - 472 interventi
    Cotola ebbe a dire:
    Nomination per la miglior sceneggiatura. Che
    Clooney vinca questa di statuetta?

    Meritatissima
  • Discussione Zender • 24/01/12 20:19
    Consigliere - 43526 interventi
    Gliela darei tutta, sta statuetta, sto con Guru.
  • Discussione Galbo • 24/01/12 20:33
    Gran Burattinaio - 3755 interventi
    Trovo scandaloso che Midnight in Paris abbia avuto la nomination come miglior film e questo no
  • Discussione Guru • 24/01/12 21:09
    Servizio caffè - 472 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Gliela darei tutta, sta statuetta, sto con Guru.
    Gosling (si disquisiva di ciò nel pre-cena a Torino con Cotola e Gugly) penso che si approprierà in tempi brevi della statuetta...
  • Discussione Didda23 • 25/01/12 12:06
    Comunicazione esterna - 5716 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Trovo scandaloso che Midnight in Paris abbia avuto la nomination come miglior film e questo no

    Su questo hai perfettamente ragione.SCANDALOSO!
  • Discussione Raremirko • 5/12/15 00:04
    Addetto riparazione hardware - 3475 interventi
    Coprodotto da Di Caprio.