Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Vicissitudini di quattro amici pugliesi che suonano in un gruppo chiamato per l'appunto “Le frise ignoranti” (le frise sono una sorta di bruschette locali). Al centro della storia soprattutto uno di loro, Luca (Volpicella), che dopo aver visto la sua splendida moglie (Riccobono) accoppiarsi nei bagni di una festa in maschera con uno dei componenti della band (Nocella) per un tragico equivoco, si ritrova pure a dover cercare chissà dove il padre (Pannofino), malato di cancro e scomparso di casa da un momento all'altro. Un pretesto per far partire i nostri alla scoperta (relativa) delle bellezze di una regione meravigliosa, eletta recentemente come la più bella al mondo dal National Geographic. Lo spirito è quello della commedia di poche...Leggi tutto pretese, che punta sulla simpatia del cast, infila un paio di volti noti per intrigare qualche spettatore in più (Lino Banfi, Dario Bandiera...) e assembla battute semplici semplici affidando all'estro del bravo Nocella i momenti umoristicamente più riusciti. La ricerca di Mimmo (così si chiama nel film Pannofino) prosegue di paese in paese, dove i nostri incontrano sempre qualcuno che dice di averlo visto ma di non sapere dove si trovi, anche se qualche indizio per la mèta successiva lo lascia. Una sorta di caccia all'uomo che si diverte a citare i classici (il misterioso tatuaggio con la scritta “Rosebud”!) e a tirare in qualche modo avanti mantenendo un ritmo accettabile e piazzando qua e là un paio di brani “live” delle Frise. Dario Bandiera fa il loro “manager” ovviamente più interessato ad altro (tipo a far sesso in tutte le posizioni possibili con la sexy babysitter che vuole lanciare come pop singer col nome di Sciaquira!), Banfi il nobile neoborbonico cui basta sentir nominare corso Cavour o viale Mazzini per perdere la pazienza e col quale i nostri partecipano a una simulazione di battaglia travestiti da nemici garibaldini armati di pomodori. E si prosegue così, con la Riccobono che ogni tanto fa capolino, con Luca che s'innamora della bella tatuaggista mulatta (Sparapano), con gli scorci pugliesi a far bella mostra di sé illuminati dalla solita fotografia contrastatissima quasi da cartoon che si usa oggi nelle commedie italiane a basso budget. Perché anche qui è chiaro che i mezzi sono quello che sono e la mancanza di una sceneggiatura che sappia superare il livello medio del genere si avverte: mai un dialogo davvero interessante, solo banali sviluppi di un soggetto piuttosto articolato utile a far scaturire con naturalezza elementari botta e risposta dalle situazioni, in attesa che a valorizzarli sia poi l'estro dei migliori (brillante la Cifola nel ruolo della “psicologa motivazionale” con istinti suicidi, Pannofino si arrangia col mestiere, Bandiera rifà se stesso all'infinito con risultati non disprezzabili).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/08/16 DAL BENEMERITO RUBER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/09/16
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Ruber 6/08/16 16:50 - 684 commenti

I gusti di Ruber

Divertente road movie in salsa pugliese che si accosta a Basilicata coast to coast e con il titolo a Ozpetek. E' la storia di quattro amici di una band locale che si mettono sulle tracce del padre di uno di loro in vena di suicidio. Storia non originale ma che riesce a far ridere; ed e è proprio questo l'unico intento dei due giovani autori, che quindi centrano l'obiettivo. Certo ha i suoi limiti (alcune gag e dialoghi sono un po' banali), ma c'è tutta la voglia di metterci la faccia, con un cast giovane e qualche cameo illustre.
MEMORABILE: La fotomodella Riccobono che urla in posizione dogstyle con dietro Nocella è da annuario della porchetta!

Gabrius79 30/10/17 16:50 - 1325 commenti

I gusti di Gabrius79

Una commediola “on the road” che si appoggia a un quartetto di giovani e simpatici attori (Nocella su tutti) e che contestualmente ci mostra vari luoghi e paesaggi della Puglia. La pellicola non ha spunti interessanti e affida a Nocella qualche buon momento. Poi ci sono i camei di Banfi, Bandiera e Pannofino che nulla aggiungono alla parziale sufficienza della storia. Apprezzabile comunque lo sforzo registico.

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