Le diable au couvent

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Titolo originale: Le diable au couvent
Anno: 1899
Genere: corto/mediometraggio (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 9

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/02/10 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 18/02/10 08:31 - 5737 commenti

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I consueti trucchi illusionistici presentati da Méliès si inseriscono questa volta in un contesto religioso ove, seppur sempre con ironia, si accenna a qualche elemento macabro (il Diavolo che entra sotto mentite spoglie nel convento e semina panico terrorizzando le suore e facendo apparire uno stuolo di diavoli e diavolesse, fino alla decisiva vittoria del Bene), poi fatto proprio da innumerevoli horror del XX secolo. Notevole la scenografia del convento, elegantemente dettagliata e dal forte impatto prospettico.

Ciavazzaro 19/02/10 11:34 - 4769 commenti

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Non uno dei migliori prodotti di Meliès, ma molto godibile. Come al solito ottime scenografie, una trama essenziale ma funzionale, per la breve durata (3 minuti circa anche questo), lo rendono meritevole della visione e degno di essere conservato. Promosso.

Undying 21/02/10 04:26 - 3828 commenti

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Da un'acquasantiera spunta un satanasso, prontamente mascherato da frate che prima coinvolge, poi spaventa, un gruppo di suore. Rimesso mano all'arredamento - con esilarante rimozione di simboli sacri, costretti a ceder posto ad alambicchi e oggetti infernali - e chiamato a raccolta un cospicuo numero di diavoli, deve alfin vedersela con la croce e il rito dell'esorcismo. Immagini di un convento ridotto a tre minuti: e tutto a un secolo (che per il cinema equivale ad un tempo enorme) di distanza. Godibili, al solito, gli artigianali effetti speciali per un pastiche d'immagini ironico-oniriche.

Pigro 15/04/10 10:33 - 8410 commenti

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Il diavolo entra in convento insidiando la religiosità del luogo, ma accorrono i preti per esorcizzarlo. La complessità della trama, soprattutto per i temi affrontati, avrebbe forse meritato sia un'altra sceneggiatura che altro tipo di invenzioni e colpi di teatro. La cosa più divertente è il fatto che all'inizio il diavolo si trasformi in prete.

B. Legnani 21/07/10 21:10 - 4935 commenti

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Méliès crea il genere conventual-demoniaco allo scadere dell'Ottocento. Bello il fondale prospettico col chiostro e bello il continuo succedersi di immagini, fino al salvifico finale. C'è anche una trovata "sacra", con la citazione di San Michele che sconfigge il drago. Notevole.

Pinhead80 18/10/10 18:00 - 4089 commenti

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Un diavolaccio riesce in qualche modo ad entrare in un convento e in poco tempo, tra travestimenti e inganni, mette a ferro e a fuoco l'ambiente. Ben congegnato, con una trama solida che né fà un film vero e proprio. Presente in questo corto anche la classica figura della grande bocca che sputa fuori o ingurgita cose o esseri umani e non umani (questa volta sputa figure femminili diaboliche). Bene vs male: chi trionferà?
MEMORABILE: Il diavolo sopra al ranocchio che incita al ballo e alla confusione.

Trivex 20/10/10 14:11 - 1563 commenti

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È corto anche il commento: semplicemente bello. È un tema eterno, la lotta tra il bene e il male, anche in questa versione conflittuale/conventuale. La manifestazione diabolica, l'inganno del diavolo con il suo iniziale travestimento, la lotta, le maschere e gli oggetti diabolici. Per il suo tempo e per quello di tutti gli altri, come dicevo prima e brevemente: semplicemente bello.

Galbo 5/04/12 06:50 - 11613 commenti

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Il sacro e il profano, con il delizioso incipit del demonio che viene fuori da un'acquasantiera, cogliendo poi di sorpresa un gruppo di monache sbigottite. Cortometraggio simpatico, che affronta il tema dell'esorcismo ma paga una trama un pò semplice e i fondali che sanno troppo di cartapesta.

Caesars 5/05/21 11:42 - 2976 commenti

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Non tra i Méliès più memorabili; comunque un discreto prodotto che può vantare alcune trovate assai originali (il diavolo che si traveste da prete per ingannare le suore) alternate ad altre un po' più banali. Forse può essere considerato un pioniere del genere "esorcistico"? Più probabilmente solo un espediente per mostrare più trucchi cinematografici possibili. Pochi minuti, ma ben ritmati, che meritano sicuramente una visione.

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