LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/06/18 DAL BENEMERITO GABRIUS79
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Gabrius79 6/06/18 23:40 - 1199 commenti

I gusti di Gabrius79

Un film coinvolgente e interessante girato con grazia e abilità da Alice Rohrwacher, che in due ore riesce a emozionarci e, a tratti, anche a farci sorridere. Ci si immedesima facilmente nella dolcezza e nella bontà del protagonista (uno straordinario Adriano Tardioli) e anche la Braschi, pur apparendo poco, lascia il segno. Il resto del cast (composto per lo più da attori non professionisti) recita ottimamente. Due ore che affascinano lo spettatore con il surplus della fotografia: calda nella prima parte e fredda nella seconda. Da applausi.

Snowbird 7/06/18 12:04 - 5 commenti

I gusti di Snowbird

Un’altra occasione sprecata. Il film parte bene, ma poi diventa fiabesco dunque irritante e da quando prende il volo verso il peggio non torna più con i piedi per terra. L’unica nota positiva è che fa capire quanto l'ignoranza renda l’uomo uguale all’animale, sempre pronto a schiacciare il più debole; ed ecco che la “vittima” diventa a sua volta “carnefice” verso un altro, come ci dice “la Marchesa” in un punto del film. Comunque sia non convince.

Lou 8/07/18 22:43 - 972 commenti

I gusti di Lou

Si parte da un villaggio di contadini dove il tempo si è fermato e la marchesa dispone a piacimento su cose e persone, per poi spostarsi in un ambiente urbano contemporaneo dove alla schiavitù della mezzadria si sostituisce quella dei moderni emarginati. In entrambi i casi Lazzaro è il buono della situazione, sempre immutabile, in odore di santità. Un film denso di simboli e di messaggi poetici, che parla in modo non banale dello sfruttamento degli uomini. Forse troppe pretese e messaggi sovrapposti, però un film originale che fa riflettere.

Cotola 13/07/18 14:16 - 7560 commenti

I gusti di Cotola

Partendo da un fatto realmente accaduto, la Rohrwacker continua a fare il suo cinema personale e fuori dalle mode perseguendo le sue idee come fa una vera "autrice". Ci regala così un universo fatto di umili ma impastati di tutti i sentimenti tipici dell'umanità. E ci regala momenti di grande bellezza e di delicato, e mai programmato, lirismo. Il risultato finale è un film particolare, non facilissimo da fruire ma meritoriamente lontano dagli asfittici panoramici dello spesso banale cinema nostrano. La Braschi per una volta recita degnamente; molto bravo Tardioli.

Nancy 5/09/18 18:46 - 774 commenti

I gusti di Nancy

Un altro film di ambito rurale per la Rohrwacher dopo il più riuscito Le meraviglie. Se l'idea di partenza era buona, lo svolgimento del film diventa col passare dei minuti sempre meno interessante e la dicotomia evidente tra "campagna buona" e "città cattiva" è resa con troppo semplicismo. Gli elementi paranormali e il salto temporale non aiutano alla comprensione di un film che mette troppa carne al fuoco, senza mettere un punto da nessuna parte. Finale abbastanza sciocco. Sorprende quindi il premio alla sceneggiatura ricevuto a Cannes.

Paulaster 9/10/18 10:18 - 2825 commenti

I gusti di Paulaster

Ragazzo buono e senza malizia raggiungerà la civiltà della città. Nella prima parte sembra di assistere a un film di Olmi, ma di minor impatto. Dopo l'arrivo dei Carabinieri il film diventa una fiaba postmoderna, con l'arguzia di far apparire il personaggio del protagonista fuori dal tempo. Conclusione non brillante in banca, ma che lascia una morbida denuncia della società ormai incattivita. Ottimo lo sguardo trasognato di Tardioli.
MEMORABILE: Il volo dalla rupe; Il doppio cambio di lampadina; La pentola a forma di luna.

Capannelle 1/12/18 00:49 - 3732 commenti

I gusti di Capannelle

Un affondo coraggioso della Rohrwacher che richiama autori del passato ma che al tempo stesso presenta diverse debolezze e schematismi non proprio azzeccati. I suoi personaggi sono vittime designate ma poco inclini alla comprensione verso l'animo candido e stralunato del protagonista. Il cambiamento dello scenario, nella fredda metropoli, porta verso un mescolarsi dei ruoli enigmatico e leggermente caotico. Finale quasi liturgico ma poco convincente.

Giùan 5/01/19 08:12 - 3016 commenti

I gusti di Giùan

Un deciso passo avanti rispetto al pur buono Le meraviglie. Meno ambiguo e allusivo, paradossalmente tanto più "diretto" al presente quanto più sposta la propria cifra narrativa verso i codici dell'apologo ("genere" che peraltro condivide con il Garrone di Dogman). La Rohrwacher non elude i propri riferimenti (oltre a Pasolini/Citti e Olmi in Lazzaro c'è molto di Totò il buono) ma turba ed emoziona vieppiù la sua capacità di integrarli in un sistema filmico originale, molteplice e dialettico. Finale migliorabile e qualche piattezza. Tardioli splendido.

Bubobubo 15/04/19 11:50 - 1223 commenti

I gusti di Bubobubo

Il Rip van Winkle della Rohrwacher è un giovane contadino dalle poche parole e dallo sguardo buono, che abita un luogo fatato disconnesso anche fisicamente dalla civiltà industriale (l'unico ponte è stato distrutto da un'alluvione). Parabola del buon selvaggio disilluso e annichilito dalla contemporaneità, regala alcuni momenti genuinamente emozionanti (specialmente nella seconda parte) e alcune ingenuità zuccherose (la musica che se ne va dalla chiesa, seguendo Lazzaro). Finale un filo didascalico, ma efficace. Neorealismo bucolico.

Pigro 29/02/20 09:29 - 7822 commenti

I gusti di Pigro

Lazzaro il buono (quasi Totò zavattiniano) nella prima parte da racconto fiabesco-realistico di uno sfruttamento di contadini e un’amicizia sbilenca. E dopo la resurrezione, Lazzaro il candido (quasi Minnie bontempelliana) nella seconda parte metropolitana, imperniata sul filone apologante Ferreri-Citti, per raccontare lo sradicamento e il genocidio antropologico in una società alienata. Il notevole protagonista ci accompagna con i suoi occhi ingenui a scoprire il mondo d’oggi, rivelandone contraddizioni e precipizi. Magnificamente straniante.

Xamini 24/03/20 00:44 - 1021 commenti

I gusti di Xamini

Fatica un po' a partire, questo racconto, che trae la propria quota di vero da una vicenda accaduta. Poi, assestatosi sulle tonalità del protagonista, un ritardato, ingenuo, candido, inizia ad ammantarsi di fiaba e poesia. Lo fa sulle tracce di un cavaliere errante, un disperato Orlando moderno, per passare da lupo di gubbiana memoria e acquisire le note di una musica che fugge per raggiungere le anime belle. La Rohrwacher racconta la realtà sospendendo l'incredulità.

Thedude94 27/03/20 19:27 - 587 commenti

I gusti di Thedude94

La Rohrwacher dirige bene un'opera in cui i problemi di un gruppo di lavoranti nei campi sembrano molto remoti rispetto alla vita moderna cittadina. La fotografia splendida riesce bene a farci vivere la vita del protagonista, ben interpretato dal giovane Tardioli. Se la prima parte risulta essere la migliore, per qualità di scrittura e per i paesaggi mostrati, è nella seconda che il film si perde un po' facendosi fagocitare da qualcosa di forse troppo misterioso. Ma ciò non lede la qualità del tutto.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 12/07/18 01:23
    Galoppino - 486 interventi
    visto stasera nella studenda cornice del Tuscia film fest stupenda favola che racconta la dura vita degli ultimi meraviglioso