Landru

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Titolo originale: Landru
Anno: 1963
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka: "Bluebeard"; "Der Frauenmörder von Paris"; "Landrú"; "Siniparta"; "Landru der Frauenmörder von Paris"; "Landru, o dolofonos ton gynaikon".
Numero commenti presenti: 8

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/08/09 DAL BENEMERITO BRAINIAC
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Brainiac 13/08/09 11:03 - 1083 commenti

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Il Landru di Chabrol somiglia all'Hitler di Sokurov. Dotato di una glaciale eloquenza sfrutta l'impatto della guerra seducendo e facendo leva sulle paure per poi compiere il suo massacro. Al pari di Hitler, è descritto come un'automa (si veda la testa che scatta automatica a passaggio di ogni donna) i cui più grandi complessi degenerano in ambito familiare ("Mi disprezzi come mia madre", dice alla moglie). L'emotività è forzata (i soldi elargiti ai figli con algido distacco) e più spesso rimossa. Da vedere in originale per godere del lavoro sul timbro vocale di Denner, un attore superlativo.

Daidae 14/12/14 20:40 - 2762 commenti

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Chabrol è una garanzia, Denner un validissimo attore ed ecco che ci sono i presupposti per un buon film. Diretto bene, dalle belle ambientazioni, credo abbastanza fedele alla storia vera, decisamente superiore al futuro Barbablù di Dmytryk/Sacripanti. Consigliata la visione, con nota finale: il doppiaggio di Alberto Lupo è a mio avviso ottimo.
MEMORABILE: Io ho buoni motivi per essere triste, voi dovreste averne per essere felice.

Belfagor 28/04/16 23:07 - 2627 commenti

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Barbalù del primo Novecento, Landru seduce donne ricche e sole per poi farle sparire nella sua stufa. La ricostruzione di un celebre fatto di cronaca è un'ottima occasione per Chabrol che, avvalendosi della parlantina e delle movenze di un superlativo Denner, tratteggia il ritratto di un serial killer atipico, freddo e cinico quanto la società dell'epoca. La parte finale, dedicata al processo, non fa che enfatizzare questo parallelo. Buona la scelta di un ridotto dinamismo nella messa in scena, che fa risaltare i dialoghi e le espressioni.

Liv 16/12/16 17:36 - 237 commenti

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Recitazione superba di Charles Denner, una scenografia altrettanto magnifica. Le inquadrature sono pensate come fotografie, le quali sono pensate come altrettanti dipinti, come la foto che scatta il protagonista alla più attraente delle sue donne messe in scena, a imitazione, appunto, di "quei pazzi, come si chiamano... Manet, Minet..." La messa in scena rinuncia all'"indignazione", considerato che i temi (la guerra lunga e cruenta, il "femminicidio" seriale, ecc.) la renderebbero superflua e noiosa. Si usa invece una certa sapiente ironia.
MEMORABILE: La strategia del protagonista per incontrare le sue donne, messa in pratica con grande economia di mezzi e di parole.

Daniela 5/05/17 10:43 - 9643 commenti

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Sulla falsariga di Chaplin, anche Chabrol, in collaborazione con Françoise Sagan sceneggiatrice per l'occasione, trasforma la vicenda di cronaca nera in un apologo che mette a confronto l'omicidio al dettaglio, condannato, con il massacro di massa benedetto. Rispetto all'ironico Verdoux, che uccide per mantenere le persone a lui care, il suo Landru è però più cinico: agisce anch'egli per denaro, ma per rispetto convenzionale del suo ruolo sociale e non per l'affetto verso moglie e figli. Scenografia deliziosa, Denner eccezionale nella sua mimica impettita da glaciale seduttore seriale.
MEMORABILE: Gli arredi ed i colori della villa al mare, cangianti a seconda delle ospiti femminili in essa accolte prima di essere eliminate (fuori campo)

Cotola 11/08/17 18:41 - 7622 commenti

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Diverso sotto molti punti di vista, è anche affine al capolavoro chapliniano per la carica eversiva e satirica antiborghese: Landrù è sì un turpe omicida, ma è bene anche fustigare l'ipocrita borghesia francese che guarda con indifferenza al macello che si sta compiendo al fronte. La confezione è ragguardevole, si vedano i deliziosi interni, e la regia è sobria (ovviamente gli omicidi sono tutti fuori campo), professionale e sapiente. Ottimo il protagonista e bravo anche il cast di contorno. Un bel film che merita di essere visto.

Il Dandi 2/01/18 13:21 - 1848 commenti

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Le gesta del serial-killer Landru rievocate da Chabrol in una versione calligrafica (sontuoso l'uso delle scenografie) che tuttavia non si rassegna a fare cinema de papà (vedi gli inserti documentari d'epoca) pur abiurando ogni potenziale grand-guignolesco (gli omicidi, scanditi dal camino, non vengono mai messi in scena) e anzi denunciando l'uso del caso mediatico come arma di distrazione di massa. L'orrore si annida tra rituali borghesi (tazze di tea e vezzeggiativi cretini) che Denner padroneggia con imperdibile e provocatoria eleganza.
MEMORABILE: La "caccia" di Landru dietro alle gonnelle per i marciapiedi, orchestrata come una coreografia musicale.

Von Leppe 6/01/18 13:07 - 1050 commenti

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Mentre gli uomini muoiono al fronte, Landru si preoccupa di far morire le donne; il film sembra infatti voler mettere in mostra un certo tipo di pensiero ipocrita riallacciandosi a Chaplin. Divertente la messa in scena: ricorda i film muti, quelli colorati a mano e ricrea bene il periodo storico (con inserti filmati della prima guerra mondiale). Anche gli attori sono acconciati e vestiti come uscissero dalle pellicole del primo ventennio del Novecento e il risultato generale è davvero interessante.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 7/04/09 05:29
    Scrivano - 7630 interventi
    Il flano italiano dell'epoca presenta un film drammatico con toni prossimi alla commedia, vi si legge infatti:

    "Il suo amore "ardente" bruciò 11 donne"

    e si prosegue, sulla linea di una ironia fuoriluogo e macabra (considerata la reale vicenda che ha ispirato la pellicola):

    "Landru = divorzio all'italiana x 11".
  • Curiosità Brainiac • 16/08/09 12:46
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Trasposizione francese del caso già ispirazione di Chaplin per il suo Verdoux.

    C'è la partecipazione del romanziere surrealista Raymond Queneau(che divenne famoso in Francia con la pubblicazione nel 1959 del romanzo Zazie dans le métro adattato per il grande schermo da Louis Malle) nei panni di Clemenceau.

    Carriera camaleontica quella di Queneau,che fu inoltre drammaturgo,poeta e...matematico!

    Fonte:ISerialkiller.altervista.org
  • Discussione Buiomega71 • 2/05/17 19:37
    Pianificazione e progetti - 22102 interventi
    La farloccandina buiesca di Landrù, registrato su Raitre (per Fuori Orario) nel gennaio del 1994 su videocassetta Magnex.

    All'epoca non avevo nulla con cui fare la farloccandina. Mi vennero in aiuto: la foto di Charles Denner sui programmi tv del quotidiano Il Giorno e la locandina di D'Annunzio.

    Dal primo ricopiai la faccia dell'attore con le fattezze dell'assassino di donne sole, rendendolo più minaccioso (quasi demoniaco, con gli occhi iniettati di sangue, la bocca rosso fuoco e i capelli come cornini satanici) con un vistoso papillon.

    Dal secondo ritagliai le attrici (si riconosce Florence Guerin) perché volevo dar risalto alle vittime di (pe)Landrù, ma non sarei riuscito a disegnare tutte quelle donnine messe insieme.

    Bella e pronta la farloccandina buiesca del grottesco/macabro/umoristico chabroliano (che da noi non uscì nemmeno in vhs).

    Ultima modifica: 3/05/17 08:59 da Zender
  • Discussione Zender • 3/05/17 08:59
    Consigliere - 43735 interventi
    Notevole anche questa, Buio, anche se pare gli abbian dato un pugno sulla faccia a sinistra, da quanto gli si è gonfiata :)