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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Uno dei più azzeccati e autentici ritratti di donna della nostra commedia. Sandra Milo, che accetta di infilare sotto gli abiti un'enorme culottina per guadagnarsi l'appellativo di "bella culandrona", sa conferire al suo personaggio una profondità memorabile, centrando in pieno la figura della quasi quarantenne di provincia (siamo a San Benedetto Po, nella Lombardia più vicina all'Emilia) sola e desiderosa d'affetto. La visita del titolo si svolge in sole ventiquattro ore, ed è quella di un commesso di libreria romano (François Périer) che raggiunge la Pina (Milo) al suo paese dopo averla contattata sugli annunci matrimoniali. La bravura di Pietrangeli, che ha saputo sfruttare magnificamente l'ottimo copione di Scola, Maccari e De Santis,...Leggi tutto sta nel non caricare mai i toni e riuscire a regalare ai due assoluti protagonisti (dapprima timidi, poi imbarazzati, poi - grazie al Lambrusco - più disinvolti) una serie di sfumature che li rendono vivi: lei nella sua casa dove vive con un cane, un pappagallo e una tartaruga, lui con il suo carattere aparentemente docile ma che in realtà nasconde egoismo, intolleranza e presunzione. Dialoghi ben scritti, non privi di ironia e una piccola galleria di caratteristi che, pur con il poco spazio loro concesso, sanno incrementare il verismo del quadro di provincia: come dimenticare Mario Adorf scemo del villaggio o Gastone Moschin camionista/amante di Pina? Forse i cinque brevi flashback che interrompono il botta e risposta, che mette a confronto due mondi diversi, spezzano leggermente la magnifica unitarietà del racconto, ma sono difetti da poco rispetto a un impatto complessivo che resta indelebile, testimonianza di un'epoca.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Matalo! 22/09/08 16:39 - 1371 commenti

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Pietrangeli, grandissimo nell'usare la commedia all'italiana per raccontare dolori e vizi dell'Italia dei 60. Più di Risi senza dubbio. "La visita" è uno dei suoi film più belli; trasformata e "culonizzata" (è detta Culandrona infatti) la Milo nel film di una vita interpreta una debordante e ingenua donnona che si incontra con un viscido, ipocrita e supponente libraio, interpretato divinamente da François Perier. Imperdibile per chi cerca la verità tra le mezzetinte.

R.f.e. 4/08/09 11:31 - 816 commenti

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Poco ricordato, è in realtà uno dei film più riusciti di Pietrangeli e forse la migliore interpretazione in assoluto della Milo (truccata con un culone posticcio per rendere il suo, già notevole, ancor più abbondante). Ottimi gli altri interpreti: François Perier, attore francese che il doppiaggio di Paolo Ferrari rende un perfetto stereotipo del romano meschino (al livello dei più sgradevoli personaggi tratteggiati da Alberto Sordi); mario Adorf, delizioso "scemo del paese"; Moschin e la Perego (quest'ultima in un ruolo ingrato, a dir poco).

Daniela 2/08/09 14:34 - 10911 commenti

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Una provinciale emiliana non più giovane invita a casa propria un libraio romano con cui è in corrispondenza, sperando nel matrimonio, ma l'uomo si rivelerà avido e meschino. Se l'esordio è da commedia di costume, con tocchi di bonaria ironia, l'epilogo è molto amaro e malinconico, in questo bel ritratto di donna già sfiorita, ma ancora ingenua e vitale, reso con grande aderenza psico/fisica da Sandra Milo, forse alla migliore interpretazione in carriera. Anche Perier risulta convincente nel suo ruolo odioso. Una delle migliori opere di un regista talvolta sottovalutato.
MEMORABILE: Il libraio "valuta" la casa ed il suo contenuto

Stefania 12/03/11 22:46 - 1600 commenti

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Ha il minimalismo raffinato e arguto di certi racconti di Maupassant, questo film, delicato senza essere indulgente, innamorato dei dettagli, attento alle sfumature del lessico dei personaggi, alla contraddizione, quasi sempre dolorosa, il loro rappresentarsi, l'idea che hanno di sé, e la loro verità. Piccole virtù e piccoli vizi, quelli di Pina e di Adolfo: proporzionati allo sfondo gretto entro i cui confini essi si muovono, come se niente di molto grande potesse contenere quel paesaggio, né quel poco che resta della loro giovinezza e dei loro sogni. Grande, è il film!

Saintgifts 21/03/11 10:17 - 4098 commenti

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L'ambiente di provincia, inizio Anni Sessanta, è reso alla perfezione e perfetta è la Milo nel suo personaggio, forse truccata un po' troppo fuori moda con le labbra a cuore e la "permanente" già da zitella. Non mi convince la scelta del francese Perier, seppur ben doppiato; sa rendersi odioso quel tanto che serve, ma resta pur sempre francese nelle movenze. Bene tutti gli altri, in testa Moschin, il personaggio più "uomo" in tutta la storia e il rapporto più vero con la Pina, donna vera anche lei, intelligente e con tanto da dare.
MEMORABILE: Il colloquio tra Adolfo e la domestica.

Roger 5/04/12 21:05 - 143 commenti

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Delicato e amaro ritratto di due "cuori solitari" che si incontrano per un giorno, quanto basta per conoscersi un po' meglio al di là degli iniziali, vuoti convenevoli. La solitudine come condizione a cui lei reagisce con ostinata, speranzosa ingenuità, lui con meschino calcolo della tanto agognata "sistemazione". Brava la Milo, perfetto Perier che con la sua recitazione "alla francese" rende il suo personaggio antipatico e al contempo patetico.
MEMORABILE: "La solitudine è brutta, specialmente d'inverno... e qui è quasi sempre inverno..." L'ottimismo di Pina che vorrebbe raddrizzare pure... la torre di Pisa!

Dusso 19/06/12 21:22 - 1548 commenti

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Prefinale non molto convincente, finale un po' di più, per il resto gran film. Grandissimi le interpretazioni della Milo e di Perier (quest'ultimo veramente un personaggio squallido, autentico punto di forza del film che alla fine dimostra anche un minimo di sensibilità). Belle location mantovane. Trama semplice, diretta e sviluppata in modo ottimale, di poco inferiore a La parmigiana (che resta il miglior Pietrangeli da me visto).

Addison 22/07/12 10:35 - 90 commenti

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Delizioso, spietato ritratto dell'Italietta anni '60 filtrato attraverso il primo incontro tra due "cuori solitari": lei buffa, provinciale, ma decisamente buona e generosa; lui tronfio, gretto piccolo-borghese. Il film descrive con simpatici dettagli questa giornata passata insieme, fino alla sua (amara) conclusione: inizia col farti sorridere e poi via via svela l'angosciosa solitudine di queste due esistenze. Ottima la Milo, perfettamente in parte; bravo anche Perier (un attore italiano avrebbe cercato di rendersi più simpatico al pubblico).

Liv 29/07/12 13:07 - 237 commenti

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Grande regia e sceneggiatura: discreta, accurata. Capisco che Pietrangeli si intenerisca per il personaggio femminile, però ci racconta una storia non del tutto credibile e anche un po' disonesta. Adolfo è un gran cialtrone, ma è "troppo" stupido. Pina sembra un angelo, ma ha una relazione con un camionista sposato che, quando passa, si serve. Ora, questo fa parte della norma, ma in paese anche i bambini sapranno della relazione: Adolfo ne verrebbe a conoscenza subito e buonanotte fidanzamento.

Cinefolle 3/08/12 22:50 - 21 commenti

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Uno dei migliori film nlla storia del nostro cinema, diretto da un autore che, riscoprendolo opera dopo opera, si profila come un maestro delle cupezze esistenziali. Merce rara in Italia, soprattutto quando questo è accompagnato agli schemi più classici, ma destrutturati, della commedia all'italiana. Sandra Milo qui è bravissima, vera, dolorosa, in uno dei ritratti più aspri e crudeli del nostro cinema. Perier ci fa vergognare di noi, delle nostre meschinità e dei nostri egoismi. Capolavoro.
MEMORABILE: Sandra Milo che getta in faccia a Perier tutto il suo squallore.

Antonio Pietrangeli HA DIRETTO ANCHE...

Il Gobbo 24/03/13 17:41 - 3011 commenti

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Terribile, amarissimo campionario di piccole miserie, solitudini, grettezze, il tedio a morte del vivere in provincia (o anche nella metropoli) ma senza la grazia. Pietrangeli, coadiuvato da Maccari e Scola, non assolve né condanna, orchestrando con bravura, anche se la verosimiglianza di alcuni particolari è perlomeno dubbia. La miglior Milo di sempre? Possibile.

Homesick 25/06/13 17:21 - 5737 commenti

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Negli ultimi dialoghi si concentra tutta l’amarezza della solitudine, che Pietrangeli aveva già fatto assaggiare qua e là, seppur edulcorandola nei continui momenti umoristici e financo licenziosi. Un rapido affresco di provincia eseguito talora con tecnica pittorica (l’effetto dissolvenza tra le varie sequenze) con un’amabile Milo ad incarnare una donna single sensibile e onesta lavoratrice e un grande Périer cui tocca l’onere di dar vita a uno dei personaggi più spregevoli proposti dal nostro cinema. Adorf colora la scena nella macchietta di uno scemo del villaggio che sa vedere lontano.
MEMORABILE: La filastrocca registrata per il pappagallo; lo scherzo delle mutandine giocato dai colleghi della Milo.

Mickes2 29/07/13 19:57 - 1668 commenti

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La timida decisione d’incontrarsi, dopo un rapporto epistolare, è l’occasione per colmare ed evadere dalla propria solitudine, così paurosa, ingombrante. Parte in punta di piedi come commedia spigliata e verace per poi trasformarsi in un dipinto esistenziale, un ritratto di donna e un’amarissima radiografia dell’Italia dei vizietti e delle piccole virtù; un’Italietta composta da provincialotti dal cuore d’oro e cittadini spocchiosi. Un contrasto insanabile di un popolino incapace di guardare al di là del proprio naso. Solo Adorf, forse...
MEMORABILE: "Sai come te chiamano? Lo vuoi sapè? La bella culandrona!" "Sì ma scherzavano, anche se a volte sono un po’ pesanti... cafoni, bastardi e disgraziati!”

B. Legnani 16/12/13 00:18 - 5026 commenti

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Resta nel cuore e nella mente la dolcissima interpretazione della Milo, incredibilmente a suo agio nel ruolo. Non le è da meno il francese Périer, mentre Moschin colora bene un ruolo non ampio. Ritratto della solitudine in una storia che dura un giorno, che giustamente non dà una chiusura netta alla vicenda, ma che ha più un momento memorabile. Regìa di impeccabile sicurezza.

Myvincent 25/12/15 09:24 - 2996 commenti

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Non è poi tanto cambiato, oggi in tempo di social-network, il modo di incontrarsi "blind" per far accoppiare cuori solitari: cambiano solo gli strumenti. E resistono quelle differenze antropologico-culturali che tanto differenziano gli italiani del nord e quelli del sud. Una commedia più amara che dolce, sulle solitudini che non conoscono riscatti, se non giusto il tempo di una breve "visita". Attori in gran livrea e una strepitosa Sandra Milo.

Rufus68 17/06/17 22:52 - 3394 commenti

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Il protagonista maschile, laido e venale, situa subito il film nell'ambito della commedia nera, ma Pietrangeli usa il genere per una riflessione sulla solitudine nella nuova Italia globale del Boom (che ha uniformato città e provincia). Il finale, con Périer e la Milo che attraversano la campagna ferrarese in un'alba livida, per poi lasciarsi, mentendosi reciprocamente, ognuno chiuso nella propria esistenza alla deriva, è di una forza drammatica impareggiabile: profonda seppur tratteggiata con tocchi leggeri, quasi inavvertiti. Grandi attori.

Rambo90 11/04/18 22:52 - 6921 commenti

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Amarognolo. Un riuscito ritratto di due solitudini che s'incontrano senza però trovare terreno fertile per una vita comune. La sceneggiatura è solida nel tratteggiare i personaggi, sfaccettati molto bene, un po' meno nel gestire la lunghezza di una situazione che alla lunga potrebbe stancare (visto che è chiaro dove si andrà a parare). Ottime le interpretazioni, dalla Milo in un ruolo fondamentale della sua carriera alla buona scelta di Perier, fino alle piccole parti di Adorf e Moschin. Si sorride anche, ma di tristezza.

Nando 28/05/18 23:18 - 3591 commenti

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Sorprendente commedia amara ambientata in un unico giorno, si avvale di una straordinaria Milo nell'interpretazione di una donna indipendente in cerca di una stabile relazione: Sandra regala espressioni e una delicata sensualità davvero sorprendenti. Appropriati Périer e Moschin con quest'ultimo lievemente limitato. Finale speranzoso. Indubbiamente interessante.

Rocchiola 14/08/18 11:49 - 922 commenti

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Con Adua il mio Pietrangeli preferito, una commedia amarognola che svela l’altra faccia del boom. Pina, di origina contadina, è divenuta una piccola borghese, mentre Adolfo è un impiegato romano gretto e volgare. L’incontro tra queste due solitudini viene utilizzato per mettere in scena molti temi nascosti dall’apparente benessere di quegli anni. La Milo con un generosissimo lato B posticcio offre la sua prova migliore. Nella descrizione della cittadina di provincia si avverte qualche eco felliniano. Belle musiche di Trovajoli.
MEMORABILE: Il tentativo di seduzione della giovane Chiaretta al ballo; Il volgare scherzo delle mutande; Il campanellino sulla porta di casa; I balli di Adorf.

Pinhead80 28/05/19 20:49 - 4171 commenti

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L'incontro tra una bella donna emiliana e un impiegato in libreria romano non più giovanissimo in casa di lei avviene grazie alla corrispondenza che i due intrattengono da diverso tempo. Film molto interessante che sottolinea come l'apparenza sembri pagare in un primo momento più della sostanza. Ne esce fuori il meglio e il peggio dei protagonisti, che si renderanno conto di quanta distanza possa esserci nell'incontrarsi davvero.

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Faggi 7/07/19 14:47 - 1521 commenti

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Due formidabili interpreti - bravo, pungente, inesorabile nei movimenti François Périer; bravissima Sandra Milo (in uno dei due ruoli della vita) - animano questa storia d'amore surrogato, amara e cinica, scritta molto bene (i dialoghi non perdono un colpo) e diretta con acutezza, arguzia e trovate votate a far emergere una vicenda malinconicamente grottesca e le sottili dinamiche psichiche dei disperati personaggi. È un film che con mezzi espressivi basici, essenziali, riesce a far risuonare echi ambigui e tonalità scure, in do minore.

Zampanò 28/03/20 17:11 - 364 commenti

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Commedia agra in cui scapolo e nubile si incontrano a casa di lei in Emilia a scopo possibile matrimonio. Tra i più precisi scorci psicologici di Pietrangeli, clinico nell'introspezione femminile e nel farabuttismo maschile. Sandra Milo, già felliniana di contorno, qui è regina e ottimizza la parte scritta da Maccari e Scola; nell'attrito fra maniera francese e doppiaggio in romanesco Périer è parecchio irritante e quindi molto azzeccato. Adorf troneggia scimmiesco. Interessante la pennellata sui rapporti Nord-Sud nel '63. Da vedere.
MEMORABILE: Adolfo: "Qui al Nord sarà pure sempre inverno, ma almeno la gente è allegra, ti saluto".

Maxx g 31/03/20 23:54 - 529 commenti

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Commedia leggera (ma dai risvolti amari) di Antonio Pietrangeli dopo La parmigiana. La storia è semplice: una donna della campagna cerca marito e sceglie un libraio di Roma. I due sono evidentemente diversi e la conoscenza sarà meno facile del previsto. La Milo è valida, come del resto Périer, che ricorda Peter Sellers. Nel cast anche Mario Adorf, nel ruolo del matto del paese. Merita una visione anche per lo sfondo in cui la vicenda si snoda. Da ricordare anche Gastone Moschin, nel ruolo di un intimo amico della donna. Valido.
MEMORABILE: I "battibecchi " del libraio con gli animali; Le scene in campagna, con Cucaracha che solleva il nostro.

Deepred89 27/04/20 16:08 - 3427 commenti

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Cinquant´anni prima del fenomeno delle app d'incontri, Pietrangeli ci mostra come le dinamiche che le sottendono si siano manifestate un po' in tutte le epoche, a partire da quella del boom economico. Un dolceamaro incontro di due solitudini inizialmente celate dietro due fotografie e un po' di belle parole, senza cadute nel manicheo o nel cinismo gratuito ma al contempo senza sconti da ambo i lati. Interessante ambientazione in un paesello sul Po, con rispettiva fauna umana ben poco raccomandabile. Sorprendente interpretazione della Milo.
MEMORABILE: Il ballo pomeridiano, pieno di hit d´epoca.

Markus 24/07/20 15:38 - 3448 commenti

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L'incontro pseudo amoroso per due cuori solitari prossimi alla mezz'età che cercano sentimenti per corrispondenza viene tratteggiato da Pietrangeli come un racconto dai toni pressappoco amari. L'ambientazione sul fiume Po, in quella campagna tutta uguale e senza tempo tra Lombardia ed Emilia, appare l'ideale teatro per un incontro dai toni tristemente squallidi di chi non ha combinato nulla nella vita. Perfetti nel ruolo la Milo e il francese (doppiato romanesco) Périer. Peccato per una seconda parte del film decisamente meno incisiva della prima.
MEMORABILE: "...Tuttalpiù, se potessi, m'affitterei uno schiavo negro: io spaparanzato nel dondolo e lui de' dietro daje e spigne".

Paulaster 25/08/21 09:57 - 3368 commenti

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Dopo uno scambio epistolare, coppia emiliano/romana si incontra per un giorno. Sceneggiatura lineare, che azzecca pure i flashback chiarificatori, per descrivere un tentativo di cambiamento in cui regna la solitudine. Atmosfere che illustrano i diversi stati d'animo della giornata restando sempre lucide e dense di realismo. La Milo è in un gran ruolo da contadina che cerca rispetto e Périer è verosimile come romano presuntuoso, oltre a mostrare tutto un campionario di razzismo, mediocrità e opportunismo. Anche la conclusione morbida illustra i sentimenti rimasti in ricordo.
MEMORABILE: Lo spostamento dei mobili; Adorf detto "cucaracha"; "Salutami Andreotti"; I maglioni simili.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Miut • 17/01/13 21:52
    Disoccupato - 7 interventi
    Nel film ho notato che sono presenti tre ponti sul fiume Po ( Guastalla, scena dove ballano e giocano allo schiaffo del soldato, Borgoforte, quando Pina accompagna Adolfo al treno, infine Pontelagoscuro sulla via del ritorno).Mi sono sempre chiesto come mai non girarono scene usando il ponte di barche che esisteva all'epoca proprio a San Benedetto Po.
  • Discussione B. Legnani • 16/12/13 00:11
    Consigliere - 14378 interventi
    Zender, il Maestro dice che la Pina è emiliana: invece è lombarda, essendo di San Benedetto Po.
  • Discussione Zender • 16/12/13 07:56
    Consigliere - 45078 interventi
    Giusto Buono, grazie! Adesso abbatto il papiro e spedisco per Natale in regalo al Marcel un mappamondo assieme a una busta con le spiegazioni (indirizzata alla segretaria, perché se la indirizzo a lui la straccia prima ancora di aprirla, col carattere che si ritrova)!
  • Curiosità Zender • 7/12/16 17:30
    Consigliere - 45078 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Homevideo Rocchiola • 14/08/18 11:51
    Call center Davinotti - 1216 interventi
    Reperibile in DVD grazie alla benemerita Rarovideo con allegato un piccolo ma interessante booklet. Anche se sulla copertina e nel booklet non si accenna a nessun restauro, l’immagine appare abbastanza pulita e nitida ed anche l’audio 2.0 è di buon livello. Insomma un ottimo prodotto come sempre dalla Rarovideo.