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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/04/09 DAL BENEMERITO RENATO
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Renato 2/04/09 19:54 - 1528 commenti

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Forse il film di Bertolucci che ho amato maggiormente. Lontano dalla grandeur dei suoi kolossal dalle grandi ambizioni storiche, racconta con un gusto notevole questa storia povera, quasi meschina, perfetta per le corde di un grandissimo attore come Ugo Tognazzi. Azzeccatissime anche le location, che danno al film un tono agrodolce che rimane impresso. Un piccolo film solo a livello produttivo, a mio avviso.

Saintgifts 16/02/10 22:25 - 4098 commenti

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Non so se era nelle intenzioni di Bertolucci ma alla fine a me è sembrata la storia di una regione, dei suoi orientamenti politici, dei suoi abitanti e dei suoi favolosi prodotti. Il tragico rapimento è vissuto tra assaggi di prosciutto, feste, sesso e un ritratto non troppo lusinghiero dei Carabinieri (ah, c'è pure la fattucchiera). Venite a visitare la favolosa Emilia, campagna montagna e cibi gustosi. Il grande Morricone ha fornito la musica, usata in modo troppo invadente e Ugo Tognazzi è il protagonista perfetto, estimatore delle belle tette.

Enzus79 30/03/11 10:54 - 1755 commenti

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È un film che nonostante tutto coinvolge abbastanza. Una storia drammatica che si tinge di giallo per via del rapimento del figlio di un noto imprenditore emiliano. Ugo Tognazzi in una delle sue migliori performance, così come Laura Morante. Sufficiente la Aimee.

Lythops 4/05/11 09:18 - 972 commenti

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Bertolucci ha descritto questo film come un sogno. Si sa, i sogni molto spesso finiscono in modo strano e con poco senso o, per lo meno, senza essere esaurienti. Se visto sotto questo aspetto, il film si apprezza e diventa ancor più prezioso per l'assoluta interpretazione del grande Ugo. Poco convincenti Victor Cavallo nei panni del prete operaio e la Morante che, da sempre, propina più o meno le stesse espressioni.

Tomastich 7/11/12 08:12 - 1216 commenti

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Classico film d'autore che si è fatto apprezzare più per quello che voleva rappresentare che per le immagini che scorrono per i 100 minuti. Tognazzi (Palma d'oro) riesce a fare apprezzare un personaggio apparentemente disgustoso, mentre la Morante (l'attrice che più detesto degli ultimi 30 anni) non regge il ruolo importante che Bertolucci le assegna.

Homesick 10/11/13 17:14 - 5737 commenti

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Tante idee e confuse. Bertolucci cerca ed ottiene con successo il realismo d’ambiente – i paesaggi parmensi, il lavoro nel caseificio, l’insostenibile brutalità della macellazione suina - , ma naufraga nel connettere la parte intimista sul gap tra padri e figli con quella politica relativa al rapimento, alla borghesia capitalista e alle lotte operaie. Tognazzi si attiene ad un’interpretazione controllata e malinconica, pronto tuttavia a ristabilire la sua fama accennando passi di rock’n’roll e facendo il bavoso con la pasionaria Morante. Capatine comiche di Caprioli maresciallo.
MEMORABILE: Victor Cavallo che danza frenetico nella balera anche dopo la cessazione della musica.

Capannelle 4/12/13 08:47 - 3700 commenti

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Tuffo nel passato nell'Italia degli anni di piombo e dei sequestri con un Tognazzi corrucciato e meditabondo. Narrazione che alterna momenti incisivi ad altri più lenti e con una bella ambientazione nella bassa padana, tra forme di grana, visi gaudenti e balere improvvisate. A merito di Bertolucci non aver approfittato di cliché legati alla borghesia decadente (anche se le critiche non mancano); peccato per le figure non proprio riuscite del prete e della ragazza.

B. Legnani 30/12/13 00:25 - 4688 commenti

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La cosa che più colpisce è che l'attore che meglio sa interpretare il grottesco (Tognazzi) per almeni due terzi di film ha il ruolo meno grottesco di tutto il cast. Film solo parzialmente riuscito, in cui, quasi paradossalmente, l'eccezionale bravura di Tognazzi in un ruolo drammatico rende ancora più opache le già opache prestazioni degli altri, Aimée compresa. Bertolucci lancia artigliate che solo talora vanno a segno e mette cose talora incomprensibili: per quale motivo la Morante è così baffuta?

Myvincent 17/05/15 06:49 - 2520 commenti

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Un uomo al tramonto, ricco industriale, sta per veder fallire la sua impresa; senonché il rapimento del suo unico figlio ribalta la situazione in un modo che lascia libera l'interpretazione all'astante. Bertolucci come sempre sovverte i piani, mescola le carte guardando dentro alle contraddizioni umane, che poi sono esse stesse l'essenza della vita. Simbolico e quasi "religioso", si avvale di un cast di grandi interpreti (primo fra tutti Ugo Tognazzi, con le sue smorfie amare).

Daniela 31/07/17 00:49 - 9201 commenti

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Quando il figlio viene rapito, un industriale caseario cerca di approfittare della situazione per mettere in salvo la propria azienda... Esiste una ambiguità feconda di dubbi e un'altra sterile derivante dal voler assestare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Questa "tragedia" appartiene alla seconda categoria, come dimostrano l'incertezza fra i toni drammatici/patetici e quelli grotteschi ed anche l'epilogo pilatesco. Bravo Ugo Tognazzi nonostante il personaggio ingrato, ma il resto del cast fornisce una prestazione mediocre con punte di ridicolo involontario.

Paulaster 12/07/18 10:11 - 2725 commenti

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Industriale caseario cerca di approfittare del rapimento del figlio. Prima parte che fa ricordare gli anni di piombo e dove Tognazzi dà il meglio: un misto tra il depresso per il lavoro che cambia e il sentirsi fuori tempo. Le reazioni emotive alla scomparsa non vengono approfondite e i ruoli di contorno non son delineati chiaramente (la Morante ha comunque presenza). Anche la conclusione poteva meritare maggior gogna.
MEMORABILE: Tognazzi che balla in cucina; La macchina ribaltata durante il rapimento; Caprioli che inciampa in casa.

Gugly 26/11/18 23:47 - 1013 commenti

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Film lentissimo e a tratti oscuro (Giovanni è davvero tornato?) sorretto dal flusso di pensieri del protagonista, un Tognazzi sperso ma non al punto di rifiutare la vita (rectius il cibo e le donne); l'altro protagonista è il paesaggio (con i salumifici). Tognazzi sorregge tutto, gli altri fanno da contorno (la Aimèe) o addirittura da macchietta (Cavallo prete operaio e Morante rivoluzionaria baffuta). Non per tutti.
MEMORABILE: Laura detta una lettera a Primo a seno nudo; Il finale nella balera.

Markus 30/11/18 09:26 - 3252 commenti

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Un industriale caseario parmense assiste al rapimento del proprio figlio e, da questa situazione, cerca di trarne vantaggi per salvare la sua azienda dal fallimento. Tra il grottesco e il drammatico, l'opera di Bernardo Bertolucci cavalca un po' tardivamente il filone terrorismo/uomo/fabbrica con la classica salsa cinica all'italiana. Punto forte è certamente l'Ugo Tognazzi che tutti conosciamo, con un alone di onnipotenza che di lì a poco si farà declino. Punti deboli: ritmo fiacco, attori non tutti all'altezza e chiaroscuri nella vicenda.

Il Dandi 29/11/18 17:45 - 1744 commenti

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Quando si convince che il figlio rapito sia ormai morto, l'industriale emiliano approfitta della situazione per salvare la propria azienda. Apologo grottesco colmo di sottintesi politici (la fabbrica, il prete operaio, i gruppi extraparlamentari...) la cui dimensione onirica è ben mimetizzata da una confezione (fin troppo) realista (audio in presa diretta e fotografia non pervenuta); ma il pretestuoso "giallo" si rivela irresoluto e le prove attoriali disomogenee (oltre a Tognazzi spiccano solo i camei in divisa di Caprioli e Salvatori).
MEMORABILE: L'incontro di Tognazzi con il figlio (interpretato davvero da suo figlio Ricky).

Magi94 9/06/20 23:50 - 656 commenti

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Grande esempio di film il cui geniale titolo vale mille volte l'opera stessa. "L'uomo ridicolo" di cui si parla è un monumentale Tognazzi, che dà vita a un industriale di Parma di probabile fede di sinistra ma il cui ruolo conquistato nella società lo condanna a un'esistenza borghese e al rapimento del figlio. Ma a parte il ritratto di Tognazzi e qualche volto secondario, il film si perde spesso nella noia "artistica" o risulta esso stesso ridicolo (il bacio, Morante che si denuda, il ballo finale?), con qualche bertolucciata di troppo e qualche virtuosismo godardiano inconcludente.
MEMORABILE: La fotografia; I volti dei proletari del caseificio e della villa; Tognazzi che vorrebbe essere in un Kolchoz; I ripugnanti usurai borghesi.
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