La solitudine dei numeri primi

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2010
Genere: drammatico (colore)
Note: Liberamente tratto dal romanzo bestseller di Paolo Giordano.
Numero commenti presenti: 33
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/09/10 DAL BENEMERITO IOCHISONO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/08/11
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Rebis 24/11/10 17:06 - 2157 commenti

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Turgido, insolubile orrore adolescenziale avvinghiato ai corpi degli interpreti (bravissimi), immerso negli scenari della paura che ne accolgono gli eccessi narrativi e giustificano certo schematismo psicologico. Da un mediocre caso editoriale pianificato a tavolino, un superbo adattamento cinematografico che scardina la cronologia e dilata la dialettica tra nessi causali. Un'esplorazione del dolore tesissima e opulenta, amplificata da un pertinente citazionismo (Argento, Carpenter, De Palma, Antonioni) qui vera decìfra dei recessi emozionali. Soundtrack grandiosa.

Myvincent 4/11/10 22:52 - 2990 commenti

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Da un fortunato romanzo soavemente drammatico sulla diversità e l'incomunicabilità, un film sugli "sfigati" dove abbonda l'intensità, molto meno la profondità. Tentativo traspositivo dunque a vuoto da parte di Saverio Costanzo, nonostante l'ottima interpretazione di Alba Rohrwacher controbilanciata dall'ennesima prova di incapacità recitativa di Isabella Rossellini.

Iochisono 12/09/10 23:29 - 133 commenti

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Attesissimo terzo film di Costanzo, stupisce e rapisce lo spettatore per tutta la prima metà, condotta coi modi dell'horror surrealista del primo Argento o del Kubrick di Shining, poi però si affloscia, probabilmente vittima della fatica nel convertire le pagine del libro di Giordano, così poco cinematografico. Se per tutta la prima parte l'esperienza dell'horror esistenziale è talmente viva e angosciante da far pensare di trovarsi di fronte a una pietra miliare, poi si finisce per percorrere tutto il resto del film nel distacco e nella indifferenza. Non convince la Rohrwacher, bene gli altri.

Supercruel 13/09/10 00:32 - 498 commenti

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Lungometraggio mediocre questo di Saverio Costanzo. La storia (nonostante il clamore del romanzo) è ben poca cosa e il film è tirato per le lunghe. A parte un paio di scene riuscite (come il montaggio alternato pista da sci/festa) il film si trascina stanco e vuoto verso la fine. La regia cerca di non essere banale ma Costanzo gigioneggia senza alcun pudore con sequenze pompose, dal sapore quasi "argentiano", totalmente fuori contesto. Più che discreti i protagonisti, pessimo il resto del cast. Davvero poca cosa. Ps. Ottima colonna sonora a cura di Mike Patton.

Ghirlanda 13/09/10 14:49 - 58 commenti

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Ci si siede in sala con tutti i buoni propositi sperando di non confermare il proprio odio per il made in italy attuale. Anche se il film parte bene, pastoso ed enigmatico, finisce per rotolare giù dal burrone del finto filosofico intellettuale. Narrativamente parlando rischia di confondere lo spettatore mischiando i vari piani temporali e di annoiarlo con dialoghi banali (oltretutto sussurrati male, dunque poco chiari all'udito). Una storia che potrebbe essere interessante se trattata con intelligenza e non con megalomania. Non ci siamo!

Cotola 18/09/10 10:46 - 8099 commenti

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La prima parte è visivamente spiazzante, interessante ed abbastanza intrigante (credo ancor di più per chi non ha letto il libro) da un punto di vista narrativo. Nella seconda si rientra maggiormente nell'ordinarietà. C'è di buono l'intenzione di scostarsi dai soliti modi piatti di raccontare e di girare del cinema nostrano; c'è di male un'eccessiva supponenza di Costanzo i cui formalismi appaiono, per quanto a volte belli, fini a se stessi.

Kint 20/09/10 09:53 - 39 commenti

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Spinto dal successo del romanzo (che tra l'altro avevo apprezzato) sono andato a vedere questo nuovo film di Saverio Costanzo, anche se le premesse non erano le migliori. La prima parte è tutto sommato accettabile, ma quando il regista gioca a fare Lynch il film precipita. Alcune sequenze quasi da horror le ho trovate del tutto fuori luogo, per la scelta degli attori si poteva fare di meglio mentre nella sceneggiatura sono stati omessi episodi significativi al fine della comprensione completa del film. Acerbo.

Deepred89 4/11/10 01:29 - 3426 commenti

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Un notevole lavoro di regia al servizio di una storiella piuttosto esile e risaputa, peraltro appesantita da continui ed inutili salti temporali. Il coinvolgimento non è altissimo e a colpire soprattutto l'uso sapiente (ma non sempre funzionale) della macchina da presa, con inquadrature barocche e suggestive. Bella la colonna sonora, peccato che il brano più ripetuto (e più bello) costituisca il main-theme di una celeberrima pellicola argentiana. Brava la Rohrwacher, mediocre il resto del cast. Un riuscito esercizio di stile, ma nulla più.

Capannelle 10/01/11 15:02 - 3947 commenti

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Merita un buon voto soprattutto per la conduzione dei bambini, straordinariamente efficace e sincera: su tutti la prova della Nastro. Discreti gli adulti ma più stereotipati. L'atmosfera pseudo thrilling e l'accompagnamento musicale danno sale alla storia che parte pretenziosa, continua esitante ma si infiamma poi nella parte centrale. Non sempre Costanzo centra il bersaglio, omaggia qua e là, ma ha comunque stile (parecchio versatile considerando i film precedenti) e lascia il segno.

Galbo 20/01/11 14:44 - 11727 commenti

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La migliore trasposizione possibile del romanzo di Paolo Giordano (peraltro cosceneggiatore del film) è probabilmente questa diretta da un regista di indiscutibile talento come Saverio Costanzo. Bellissimo nella parte dedicata ai protagonisti durante l'infanzia e l'età adolescenziale, dove le immagini sono commentate da una colonna sonora efficacissima, il film perde un po’ in impatto emotivo quando entrano in scena i personaggi da adulti. Rimane tuttavia un'opera personale che "sfrutta" ottimamente una storia narrativamente forte come poche.

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Luchi78 22/01/11 00:14 - 1521 commenti

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Molto meglio la parte adolescenziale, ma la vacuità dei dialoghi e una trasposizione che probabilmente perde alcuni dei passaggi fondamentali del romanzo rendono il tutto poco incisivo. Inizialmente si intuisce anche il lato più psico-horror che Costanzo vuole dare al film (aiutato moltissimo dalle ottime musiche), ma a lungo andare diventa una mattonata bella e buona. La Rohrwacher tiene bene la scena, mentre Marinelli non mi sembra all'altezza.

Ariel 24/01/11 20:28 - 40 commenti

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A prescindere dal paragone con il libro che è quasi sempre deludente (a discapito del film), la trasposizione cinematografica in questione è più che deludente. Confusa, lacunosa e manchevole di alcuni passaggi logici fondamentali, senza sviluppo. Ancora più caotica l'intervallarsi tra passato e presente. Troppo semplicistico e sbiadito l'approccio all'introspezione dei personaggi, cosa che li rende sorprendentemente (dato il libro) quasi privi di spessore introspettivo percepibile dallo spettatore.

Lupoprezzo 13/04/11 18:32 - 635 commenti

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Il titolo è bellissimo e lo stile coraggioso, citazionista e sperimentale di Saverio Costanzo è sicuramente degno di nota, anche se certi passaggi cadono nel vuoto e non incidono. La sceneggiatura è un po' confusa e non riesce a motivare a sufficienza certi comportamenti dei personaggi, lasciando nello spettatore qualche dubbio. Convincente la prova di Alba Rohrwacher. In definitiva un film imperfetto ma apprezzabile.

Orson 12/07/11 12:22 - 64 commenti

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Visivamente portentoso, Costanzo dirige il solito dramma da cinema italiano come se fosse un horror alla Dario Argento: musiche goblinesche, Morricone di repertorio, eccelsa fotografia dalle luci colorate, inquadrature distorte. E così il solo stile riesce a tenere incollati e a fare stare in apnea per più di una sequenza, come quella splendida della festa o come tutte le parti ambientate nella scuola dove sembra quasi di rivedere un film come Carrie. Non si capisce bene cosa c'entri tutto ciò con la storia di Giordano, ma il film è notevole.

Mutaforme 1/08/11 12:31 - 398 commenti

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Divisibili per uno e per se stessi, i numeri primi sono speciali. Unici e incompresi, forse siamo tutti dei numeri primi. Un film profondo, inquietante, sconvolgente. Non avendo letto il libro non posso fare paragoni con l'opera scritta, il film però è da vedere tutto d'un fiato.

Didda23 10/08/11 21:10 - 2326 commenti

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Stupisce decisamente, quest'opera di Costanzo. Il regista ci delizia con un sapiente uso del mezzo, fornendo allo spettatore inquadrature molto ricercate e di gran gusto. La storia penetra lentamente nell'animo, ma una volta entrata è difficile da dimenticare. La colonna sonora è incredibile e funzionale. Stona la non impeccabile recitazione del cast. Opera da non lasciarsi sfuggire. Sorprendente.

Ujd1961 14/08/11 09:31 - 32 commenti

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Il titolo del famoso romanzo di Giordano è soltanto lo spunto, per Costanzo, per indugiare in una trama cervellotica con gratuite sequenze di sapore post-argentiano le quali, a differenza di quelle dei capolavori del maestro italiano dell'horror-splatter, risultano purtroppo tremendamente soporifere, al pari di una tisana di valeriana, per l'incauto spettatore. Tedioso.

Piero68 31/08/11 10:36 - 2848 commenti

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Tanto rumore per nulla. Non ho letto il libro, ma il risultato di questo film è prevalentemente la noia. Sceneggiatura cervellotica basata unicamente sui flash back non adeguatamente supportata dal montaggio. Più volte infatti lo spettatore è costretto a fare uno sforzo di ambientazione relativamente al periodo del film cui le immagini si riferiscono. Un bravo ai "giovani" attori davvero molto credibili. Un male invece a quelli "maturi". La Rossellini su tutti davvero inguardabile. Ambientazione stile Argento dal sapore ruffiano.

Nancy 22/09/11 17:09 - 774 commenti

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Che fare un buon film sul tema della solitudine sia arduo è cosa risaputa, ma che la trama fosse così inconsistente è stato abbastanza sorprendente. Non succede niente nell'ora e mezza, anche i pochi eventi che possono catturare l'attenzione dello spettatore sono parzialmente omessi, quasi ovattati, forse volutamente per creare un clima di vuoto intorno ai due protagonisti. Tutto questo annebbiamento però alla lunga stanca e annoia e fa finire la visione con l'amaro in bocca e un paio di domande su che cosa, veramente, si volesse dimostrare.

Homesick 9/10/11 17:44 - 5737 commenti

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La decostruzione cronologica degli eventi compone un mosaico visivo e sonoro in cui l’andirivieni tra presente e passato si arricchisce di citazioni cinematografiche (le compagne sadiche di Carrie, la nenia dell’Uccello, luci, nebbie e corridoi gotico-onirici) volte ad esacerbare l’isolamento dei due protagonisti nei loro insanabili traumi; tale arditezza grafica si attenua nella seconda parte, quando nel racconto si aprono snodi più superficiali ed ordinari. Lodi a Costanzo per la credibilità attoriale dei bambini e all’ex leader dei Faith No More, Mike Patton, per il poderoso score.
MEMORABILE: Il surreale incipit sulle musiche dei Goblin.

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Nando 8/11/11 18:22 - 3589 commenti

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Trasposizione del best-seller di Giordano realizzata con uno stile molto personale fatto di numerosi momenti musicali evocativi di indubbio impatto emotivo e visivo. La narrazione si concatena cronologicamente e presenta alcuni momenti azzeccati alternati ad altri forti ma sembre realizzati decorosamente.

Mickes2 13/12/11 16:59 - 1668 commenti

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Due anime che si sfiorano perse nella solitudine di un trauma profondo. Costanzo frammenta il piano temporale in un continuo andirivieni di accadimenti, silenzi assordanti, gesti imperfetti, dolci e ruvidi allo stesso tempo. La regia sperimentale brilla di luce propria e spinge l'acceleratore sui volti e gli stati d'animo; intimista nell'afferrare le psicologie cercando di sondare il malessere. Certi svolazzi autoriali non convincono e la sceneggiatura vacilla in qualche occasione, ma il film affascina ed emoziona. Promosso. ***
MEMORABILE: L'incipit.

Hackett 19/05/12 08:00 - 1815 commenti

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Il regista non si fa spaventare da una trama così personale e (complice la co-sceneggiatura dell'autore del libro) riesce a rendere bene le emozioni dei due giovani protagonisti. Buona la scelta degli attori ed eccellente l'utilizzo alternato di flashback e visioni. La storia è affascinante e coinvolgente e, nonostante il ritmo lento e un inizio un po' spiazzante, riesce a rapire lo spettatore in un crescendo di emozioni. Bello.

Saintgifts 13/07/12 02:06 - 4098 commenti

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Ci sono diverse cose pregevoli in questo film, aiutato da buoni interpreti (bambini, adolescenti e adulti), ma per la maggior parte fini a se stesse. Forse Costanzo si perde troppo a curare le inquadrature con primissimi piani che più che rivelare confondono, o a prolungare eccessivamente scene che, per ciò, perdono il loro valore e a lasciare in sospeso giocando fra salti temporali. Insomma, più che un lavoro che fluisce con un inizio e una fine, sembrano tanti esercizi di ripresa messi assieme per stupire, come numeri di un giocoliere.

Redeyes 3/09/12 12:46 - 2270 commenti

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Costanzo ha il pregio di trasporre con buona fedeltà l'opera di Giordano. Costanzo ha il difetto di annichilire lo spettatore con pause, tanto gravi quanto lunghe mascherando il tutto con buone musiche e poco altro. Egregia la prova dei protagonisti ma sfiancante. La fotografia non brilla né per colori né per qualità; la sceneggiatura pure non convince pienamente; si percepisce, forte, un' artefazione nella caratterizzazione dei co-protagonisti, su tutti il padre di Alice. Non lo consiglierei, ma non sono nemmeno un entusiasta del libro.

Pigro 26/04/13 09:29 - 8555 commenti

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L’infanzia è una terra di dolore e le sue ferite rimangono ben incise col passare degli anni: la bellissima storia, dal romanzo di Giordano, dei due ragazzi che trascinano con sé lo strappo all’innocenza vissuto da bambini e non sanno ricucire i fili delle loro solitudini è raccontata in maniera fredda e calcolata, da compitino del primo della classe, senza emozione e con (dilatata) pedanteria. Meno male che il plot, destrutturato in poco utili salti cronologici, è potente e cattura. Anche grazie all’intensità di Rohrwacher (e dei bambini).

Furetto60 21/06/13 10:34 - 1129 commenti

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Il film risulta aderente all’opera letteraria, di cui conserva la fondamentale tristezza e apparente fatalità, nonostante i presunti agganci matematici; la difficoltà dei due protagonisti di arrivare al completamento del loro rapporto crea tensione narrativa fino alla fine. La Rohrwacher si conferma molto brava, giustamente premiata per questa interpretazione.
MEMORABILE: Mattia e Alice che si tengono mano nella mano alla festa dei teen ager; La rivincita di Alice al matrimonio dell’ex amica.

Giùan 22/09/13 07:16 - 3495 commenti

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Un deciso passo indietro rispetto a In memoria di me. Costanzo resta imbrigliato nelle ataviche secche della trasposizione cinematografica e il suo film finisce per dar l’idea di un inconcludente work in progress sia dal punto di vista stilistico che sul piano tematico-narrativo. Così tra Saverio e Giordano che giocano a fare gli Arriaga/Inarritu de noantri e Mattia/Alice che sembran nichilistiche parodie di Carrie, il materiale di risulta sovrabbonda. Poi “spettacolarmente” il film un suo appeal ce l’ha ma... Fremente prova di Isabella Rossellini.

Faggi 4/08/16 02:20 - 1521 commenti

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Non lascia indifferenti o stizziti da supponenze o derive intellettualoidi e questo, per un prodotto italiano recente, è già tanto. Diviso in due puntate non avrebbe trovato spazio su Rai 1 in prima serata e quindi non somiglia a una fiction. È imperfetto e pecca di qualche autocompiacimento e ruffianeria citazionistica (quest'ultimo è un peccato perdonabile), ma non è un prodotto da fare a pezzi e buttare via. Si lascia guardare e qualche sequenza è notevole. P.s. non ho letto il libro e non lo leggerò.

Paulaster 21/09/17 11:45 - 3358 commenti

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Alice e Mattia vivono un vicinissimo ma parallelo rapporto senza avere il contatto che li possa unire. Parte infantile che sembra una fiaba gotica dove le atmosfere argentiane e claustrofobiche mantengono una continua tensione emotiva. Con la maturità la trama si sfalda nei continui salti temporali e termina senza pathos. Ammirevoli i protagonisti adulti per la trasformazione fisica opposta (anoressica lei, sovrappeso lui), la giovane Nastro e nota per la Rossellini.
MEMORABILE: “Non c’è il bagno”; Il taglio del polso in classe.

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Pinhead80 9/12/18 18:45 - 4169 commenti

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Un ragazzo e una ragazza; due famiglie diverse tra loro ma che hanno in comune il fatto di aver inciso in maniera indelebile sul destino dei loro figli. La scelta registica di frastagliare il racconto con continui salti in avanti e indietro non fa altro che confondere lo spettatore. Il ritmo è lentissimo, tanto da far venire il latte alle ginocchia. Difficile salvare le musiche, alquanto fastidiose. Gli attori se la cavano ma alla lunga pure loro perdono in simpatia.

Bubobubo 11/12/18 13:27 - 1545 commenti

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Costanzo è un regista tecnicamente molto dotato e la scelta di fargli trasporre il mediocre caso letterario di Giordano, certamente premeditata, è incentrata sulla nobilitazione della confezione a dispetto del contenuto. Quindi dramma diaristico sì, ma cronologicamente franto, spezzato in causalità e consequenzialità: vada per lo psicologismo popolare su mancanze affettive e singolarità ontologiche, a patto che lo si trasmetta via virtuosismo. Il film rimane pertanto in un limbo indistinto, tra volgo e élite. Marinelli ancora acerbo.

Lou 20/01/19 18:11 - 1050 commenti

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La vivida inquietudine del libro trova nel film di Costanzo, sceneggiato insieme allo stesso Giordano, risultanze ancora più forti e disperanti. I destini di solitudine di Alice e Mattia e gli eventi dolorosi della loro infanzia vengono rivelati con tinte molto cupe, utilizzando una destrutturazione cronologica destabilizzante ma efficace. È evidente il tentativo, coraggioso ma anche pretenzioso, di proporre una messa in scena in grado di aggiungere qualcosa a un testo potente di grande successo.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Didda23 • 19/10/11 16:12
    Comunicazione esterna - 5753 interventi
    Vi giuro che non volevo fare parallelismi...Per me la durata non è mai stata un problema (nei film, onde evitare altri parallelismi)
  • Discussione Galbo • 19/10/11 16:14
    Consigliere massimo - 3872 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Vi giuro che non volevo fare parallelismi...Per me la durata non è mai stata un problema (nei film, onde evitare altri parallelismi)

    il problema non è tanto la durata quanto la capacità di allestire uno spettacolo degno di nota; spesso l'impressione che si ricava da un film è che avrebbe bisogno di una "sforbiciata"....
  • Discussione Didda23 • 19/10/11 16:17
    Comunicazione esterna - 5753 interventi
    Anche tu usando la parola "sforbiciata" fai un parallelismo...
    Ora lascio da parte la mia idiozia e torno a fare il bravo ometto
  • Discussione Galbo • 19/10/11 16:22
    Consigliere massimo - 3872 interventi
    Però ti devo tirare le orecchie, nonostante l'avatar non hai ancora visto Sorrentino....
  • Discussione Didda23 • 19/10/11 16:24
    Comunicazione esterna - 5753 interventi
    Stasera ore 22.20 Melzo.
  • Homevideo Gestarsh99 • 4/11/11 11:52
    Scrivano - 18392 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc per Medusa Video:



    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano
    * Sottotitoli Italiano NU Inglese
    * Extra Backstage
    Trailer
    Scene tagliate
  • Musiche Didda23 • 6/09/12 19:34
    Comunicazione esterna - 5753 interventi
    L'emozionante Bette Davis Eyes di Kim Carnes fa da sfondo alla scena più significativa del film. Senza questa canzone, l'opera non avrebbe lo stesso valore...
    Ultima modifica: 7/09/12 09:02 da Zender
  • Musiche Capannelle • 2/01/19 01:33
    Scrivano - 2655 interventi
    Aggiungo Your love, una delle musiche della festa (in versione remix) dei giovani Mattia e Alice https://www.youtube.com/watch?v=zl6uliNCkUU
    Ultima modifica: 2/01/19 01:34 da Capannelle
  • Discussione Capannelle • 2/01/19 01:59
    Scrivano - 2655 interventi
    A suo tempo non la descrissi come momento memorabile ma Timi che racconta la fiaba di Cappuccetto rosso è roba sopraffina.
    Come certe sequenze con la Nastro (Alice da giovane) che è un peccato non abbia potuto o voluto costruirci sopra una carriera di attrice.
  • Curiosità Huck finn • 10/10/19 20:00
    Galoppino - 425 interventi
    Il cartone animato che Alice guarda in albergo durante la vacanza in montagna è stato appositamente realizzato per il film dalla Scuola Romana dei Fumetti:



    Su Youtube è possibile visualizzare la clip animata completa: