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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Con EASTERN PROMISES la maturazione di Cronenberg, ormai sdoganato anche dalla critica mainstream non più costretta a sbattere il muso di fronte a sperimentazioni para-lisergiche o opere comunque difficilmente assimilabili, giunge a compimento. Il suo cinema acquisisce una classicità e un'essenzialità che le tematiche noir esaltano consegnandoci il film ideale alla consacrazione definitiva del suo autore. Un Viggo Mortensen magnifico (circondato da un cast diretto alla perfezione) chiude il cerchio che musiche, fotografia e una sceneggiatura eccellente avevano già contribuito ad avvicinare a Giotto. Ogni parola è soppesata, non c'è uno sguardo fuori posto, i personaggi trovano tutti il loro spazio collocandosi in un mosaico composto ad...Leggi tutto arte da un maestro che ha saputo con gli anni affinare uno stile in grado di confrontarsi a viso aperto coi migliori registi di sempre. La contiguità col precedente HISTORY OF VIOLENCE è più apparente che reale: qui la convinzione nei propri mezzi è superiore e l'articolazione del soggetto più ricca di spunti interessanti. Mortensen ricalca in parte le caratteristiche che avevano reso grande il protagonista di HISTORY OF VIOLENCE, ma è integrato in un disegno complessivo molto più sfaccettato e vario. Cassel è una buona spalla, Naomi Watts svolge con diligenza e professionalità il compito. Ancora esplosioni di violenza improvvisa e sangue, ma ormai nessuno riesce più a definirli gratuiti. Il film non ingrana subito, ma quando lo fa rapisce fino all'ultima scena. Londra appare più gelida dei volti dei mafiosi russi che la abitano.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/12/07 DAL BENEMERITO XAMINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 30/12/07
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Xamini 21/12/07 02:00 - 1047 commenti

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Cronenberg mette in scena una rappresentazione della mafia russa di stanza a Londra utilizzando, come nelle barzellette, un inglese, un francese e qualche attore dell'est. Ma il drama-thriller che ne risulta gode di interpretazioni di alta classe, nonostante la difficoltà nell'uso dell'idioma del Cremlino. Alla riflessione sulle colpe che strizza l'occhio a Dostojevski, Cronenberg aggiunge qualche immagine di rosso-sangue vivo alla sua maniera, ricamandole attorno al suo amato attore protagonista dai tratti spietati (A history of violence) come tatuaggi sulla pelle.
MEMORABILE: Colpisce l'inizio. Memorabili anche l'esame di Viggo e la scena al bagno turco. Ma il finale è in calando.

Flazich 25/12/07 23:11 - 659 commenti

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La struttura narrativa di "Eastern promises" (chissà perché poi hanno storpiato il titolo in questo modo) non si discosta molto da History of violence ma non per questo Cronenberg non riesce ancora una volta a sorprendere. La metamorfosi è superficiale, quasi esterna, quasi non si avverte ma lo spettatore lo so e la cerca. Interpretazioni notevoli di Cassel e Mortensen (che per fortuna sua si è liberato dal personaggio fantasy). Regia notevole come nella scena della carrellata a tavola. Purtroppo il doppiaggio è al limite del ridicolo.
MEMORABILE: La scena finale.

Galbo 29/12/07 14:34 - 11576 commenti

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Dopo l'ottimo A history of violence, un altro grande film per David Cronenberg. La promessa dell'assassino è la continuazione ideale del precedente; il regista rappresenta una realtà di violenza estrema che non trova possibilità di redenzione. Nel mondo malato di Cronenberg la violenza è sia morale (la criminalità russa priva di qualunque principio etico) che fisica (la scena nella sauna è di grande impatto) nel vero e proprio senso corporeo del termine (e il corpo è un manifesto di intenti). Ottime le intepretazioni di tutto il cast.

Cotola 29/12/07 19:29 - 7811 commenti

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Con questo film Cronenberg continua la sua riflessione sulla violenza cominciata nella pellicola precedente. Il tono è sempre molto amaro e pessimista anche se qui c'è un piccola noticina di speranza. Il film, certamente superiore alla media, è molto bello e ci regala grandi momenti di cinema. Sobria ed equilibrata la sceneggiatura che crea un buon crescendo di tensione. Peccato per il piccolo calo nella parte finale che viene però riscattato dalla splendida scena che chiude il film. Buono anche il cast ma il doppiaggio è vergognoso!
MEMORABILE: La scena della lotta nella sauna ma ancor più quella dell'"esame" per essere accettato.

Tomslick 31/12/07 14:04 - 205 commenti

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Un tantino sottotono. Probabilmente è la storia in sè, ma è una pellicola un po' troppo misurata per quel che sono gli (strepitosi) standard di David Cronenberg. In un paio di scene (almeno) la sua mano si vede, è vero (la sauna ed i tatuaggi), ma purtroppo non basta per elevare questo film ai migliori lavori del regista. Esageratamente intimista e stereotipato: questi forse sono i suoi piccoli grandi difetti. Comunque, sebbene non sia un grande film, rimane un film da vedere.

Puppigallo 13/01/08 11:33 - 4587 commenti

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Un Cronenberg atipico, ma non per questo da biasimare. E’ come se uno scienziato, possessore di una formula testata e vincente, avesse voluto ricominciare a sperimentare, utilizzando nuovi composti; e bisogna dire che il risultato è notevole. Meno scioccante (a parte i crudi ammazzamenti e il diario) e allucinante del solito, Cronenberg si scopre buon regista anche da lucido narratore (e non è poco). Il vero appunto che gli si può muovere è che i personaggi sono un po’ stereotipati (bravo Viggo, troppo macchietta Vincent, bene il boss). Nel suo genere, decisamente riuscito.
MEMORABILE: I tagli delle gole; I tatuaggi che descrivono la vita dell’individuo (senza di essi, è come se non esistesse); L'agguato dei due ceceni nella sauna.

Mfisk 14/01/08 15:25 - 127 commenti

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Sembra quasi Bresson, questo Cronenberg ormai divenuto un maestro del rigore formale sia dal punto di vista visivo che narrativo; e Mortensen è la pietra chiave di questa volta gotica pura, essenziale e asciutta. Da valorizzare anche la (criticata) scelta di rivelare l'identità di Nikolai, sui 3/4 del film: ciò che si perde in tensione lo si recupera in rigore e coerenza della sceneggiatura e in credibilità dell'opera. Inutile solo il bacio finale, ma questa è un'idiosincrasia personale. Magna lode a Armin Mueller-Stahl.
MEMORABILE: Il bordello privato e (sarà banale...) il bagno turco.

Magnetti 15/01/08 18:21 - 1103 commenti

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Dopo lo straordinario History of violence, Cronenberg ritorna a viaggiare dentro la violenza alla base della società. Ci si sposta dagli USA all'Inghilterra. È un film molto crudo con scene violente. Eccezionale il lavoro di cesellatura fatto nella creazione del personaggio interpretato (molto bene) da Mortensen, che in alcuni momenti sembra uscito direttamente da un fumetto. Nota di demerito invece per un V. Cassel troppo sopra le righe. Un film che si erge sopra il piattume degli ultimi anni come il Cervino sulle montagne circostanti.
MEMORABILE: La "nuda" e cruda scena nella sauna, veramente impressionante.

MAOraNza 22/01/08 12:37 - 192 commenti

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Oramai Cronenberg trascende da se stesso. Dopo l’eccezionale, ma forse un po’ troppo lento, A history of violence, il buon David torna riproponendo un grandioso Viggo Mortensen in un film ricco di riferimenti alla cinematografia di Kubrick: teso, opulento, nervoso. Cronenberg riprende, da un altro punto di vista, l’approccio alla metamorfosi umana, la deformazione spirituale e fisica già esplorata in La mosca, Inseparabili e Crash, questa volta però rimanendo nella “quotidianità”. Ed è ancora più inquietante. Fantastico.
MEMORABILE: Una spettacolare scena di lotta in un bagno turco dove il buon Viggo mostra tutto il mostrabile, anatomicamente parlando.

Lercio 24/01/08 00:09 - 232 commenti

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Cronenberg gioca ancora sulla metamorfosi mantenendo il suo nuovo attore feticcio Vigo Mortensen. L'apporto di Cassel nel reparto recitativo è inestimabile e il tema trattato è originale dando un'identità unica al prodotto. Eleganza visiva e alcune sequenze da manuale rendono il film entusiasmante con un finale che è una vera e propria firma dell'autore.

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Grada 27/01/08 00:25 - 26 commenti

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Film perfetto. La cifra è l'essenzialità (senza sbavature) della narrazione, della recitazione, del paesaggio urbano, dell'ambientazione tra gli immigrati russi. Nessun fotogramma potrebbe essere scartato. E proprio per questo il tema del film (la violenza) giganteggia, ossessivo, inquietante, senza che lo spettatore possa mai distrarsene con un'immagine di contorno. Quella proposta è la violenza assoluta (non solo quella "strumentale" dei gangster, dello spionaggio e simili ma anche quella su donne e bambini). A una pagina di diario di distanza da noi.
MEMORABILE: Tutti i primi piani del boss e dell' "autista" sguardo-e-silenzio.

Almayer 29/01/08 13:05 - 169 commenti

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La storia alla fine è poca cosa (viste le premesse si sarebbe forse potuto fare di più): l'elefante ha partorito un topolino. Epperò, con queste riprese, con queste interpretazioni... Insomma, avercene di film così. E gli perdono il fatto che alla fine la storia sia esile (ma lo era ancora di più sulla sceneggiatura), che la fine mi abbia lasciato con la bocca ancora affamata, come un coitus interruptus cinematografico, che non fosse più lungo e la storia non andasse avanti; mi è piaciuto e basta.

Rebis 4/02/08 19:46 - 2111 commenti

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Cronenberg ormai fa scivolare le immagini ai nostri occhi con indiscutibile e serafica abilità. Egli dista anni luce dalla pellicola, è uno spettro che la infesta di presagi, epitaffi e algebra pitagorica. Mette al centro un corpo turgido e carnale, quello di Mortensen, che accentra sguardi, incunea l'eros e muta, scivoloso, cangiante. Sangue freddo, algido, dentro una nidiata di rettili sintetizzati - la mafia russa - come cellula tumorale in una Londra glabra, dilaniata dal livore urbano, dallo smarrimento delle origini identitarie. Antropologico e smagliante.
MEMORABILE: La sauna.

Caesars 8/02/08 08:29 - 2911 commenti

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David Cronenberg è uno dei migliori registi ancora in attività e questo "Eastern promises" ne è la conferma, se mai ve ne fosse stato bisogno. Non siamo di fronte ad un film perfetto, ma la storia (nella sua semplicità) avvince e gli attori danno il meglio di se stessi, ad eccezione di un Vincent Cassell esageratamente sopra le righe (ma forse il suo personaggio richiedeva proprio questo). Unico rammarico alcune cose un po' troppo forzate (vedi il tentennamento di Cassell nell'eseguire il suo ultimo compito). Comunque un film da vedere.

Redeyes 19/03/08 22:43 - 2252 commenti

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Innegabile il fascino di questa pellicola cui, tuttavia, si debbono fare degli appunti: eccessiva stereotipizzazione dei personaggi, doppiaggio italiano della ragazzina morta improponibile (sembra l'opossum de L'era glaciale 2) e alcune parti che suonano già viste. Bella ed efficace la scena nella sauna, assurda ed acontestuale quella del bacio Mortensen/Watts. Fotografia fredda, regia buona. Cassel bravo per quanto troppo macchiettistico, Mortensen anche. Non un capolavoro, ma da vedere!
MEMORABILE: La scena della sauna.

Deepred89 6/03/08 13:23 - 3368 commenti

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L'abilità registica di Cronenberg cresce di film in film e raggiunge con questa pellicola uno dei livelli più alti. Non c'è un'inquadratura fuori posto, tutte le riprese sono ben calibrate, la scene di violenza sono ottime e quasi sempre necessarie. Inoltre la fotografia è di alto livello, il cast è eccellente (su tutti Viggo Montersen), le ambientazioni sono ottime e anche le musiche funzionano. La storia inizia in maniera non troppo appassionante ma cresce lentamente col passare dei minuti fino a diventare emozionante e coinvolgente.

Tetsuo 13/05/08 19:48 - 2 commenti

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Il corpo di Viggo Mortensen è un film nel film. Ogni tatuaggio, infatti, racconta la vita del protagonista con vigore e precisione come a dirci che le scelte che facciamo in vita siano incancellabili e inequivocabili. Anche in una delle sue opere meno estreme Cronenberg graffia come al solito con uno stile inconfondibile in un noir destinato a restare tra i grandi classici del genere.

Ghostship 6/07/08 13:52 - 394 commenti

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Secondo capitolo di una ideale serie nella quale Mortensen interpreta questo personaggio ambiguo che rappresenta un borderline tra bene e male. I colori freddi, le scene di grande violenza e di grande impatto sono contorno e tramite attraverso il quale Cronenberg aggiorna e rinnova il suo personale percorso cinematografico fatto di trasformazioni. La resa filmica è perfetta, al di là di qualche sbavatura nel doppiaggio.

Hackett 7/07/08 20:12 - 1799 commenti

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Cronenberg è in piena mutazione creativa e conferma la virata iniziata con A history of violence. Questo noir cupo ha i toni delle tragedie del Ferrara prima maniera e punta più sulle trasformazioni dei personaggi che su quelle del corpo. Da par suo, il corpo è sempre il protagonista divenendo un libro criminale che recita la storia privata della mafia russa. Pellicola densa e coinvolgente; il nuovo Cronenberg è inarrestabile.
MEMORABILE: Il duello all'arma bianca nella sauna.

Redvertigo 2/11/08 11:57 - 78 commenti

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Il film nella sua semplicità scorre via liscio; sapiente regia (lineare ma non troppo), ottime interpretazioni, ma ho avuto l'impressione che mancasse un po' di mordente e soprattutto che non ci fosse quella componente "weird" - malsana che in passato ha contraddistinto le opere di Cronenberg. Negli ultimi anni sembra che Cronenberg abbia perso un po' la sua "unicità". Un film del genere lo avrebbe potuto tranquillamente girare un qualsiasi altro bravo regista. Mi sarei aspettato un po' di più, da un mostro sacro del cinema come Lui!
MEMORABILE: Menzione particolare per la scena di Viggo con la prostituta, la lotta nella sauna e l'iniziazione della mafia russa.

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Ammiraglio 10/11/08 11:23 - 150 commenti

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"Eastern promises" è un film che sulla carta si presenta come molto interessante ma che alla prova dei fatti delude, ed anche pesantemente. Malgrado la mano di Cronenberg si veda e malgrado un cast davvero ottimo, il film stenta davvero a decollare e si mantiene sulla stessa tonalità dall'inizio alla fine. Sembra quasi mancargli uno scopo, un fine ultimo da raccontare a parte "la mafia russa". Peccato perché Mortensen come Nikolai ha compiuto un lavoro eccezionale.

Herrkinski 29/12/08 16:32 - 5634 commenti

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Cronenberg ha preso un'altra strada da "Spider" in poi, questo è innegabile. Ma che continui a fare dell'ottimo cinema, è altrettanto palese. Quest'ultima fatica mette in scena una storia tutto sommato minimale, ma che trova il suo punto di forza nelle interpretazioni: il regista riesce a rendere eccellenti attori (a mio avviso) di basso profilo come Mortensen, Cassel e la Watts, al servizio di una vicenda noir londinese gelida come i venti della Russia, vero cuore maligno della storia. Livido e rigoroso, duro e conciso. Doppiaggio pessimo.

Capannelle 30/12/08 00:41 - 3840 commenti

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Una buona confezione questa di Cronenberg e soprattutto attori messi al posto giusto, perfino quel Cassel che spesso va fuori binario. Per Mortensen un ruolo ritagliato ad hoc sulle sue capacità (e in originale il suo inglese-russo è notevole) ma la palma del migliore va a Mueller-Stahl, pronto a ricevere l'eredità di Brando. Storia tutto sommato semplice ma di grande attualità: la mafia russa, la sua genesi, le mani sulla civile Londra. Tensione che va e viene ma diversi spunti interessanti.
MEMORABILE: L'iniziazione di Nikolai.

Matalo! 21/01/09 09:36 - 1368 commenti

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È un Cronenberg minore e concessivo al gusto del thriller blockbuster quello di questo film. Non traggano in inganno certe belle sequenze ome quella del bagno turco oppure la classe degli attori molto ben diretti e con Mortensen in testa (davvero un protagonista affascinante). Questo film potrebbe essere programmato tranquillamente su rete4 in seconda serata nei Bellissimi (censurando il pisello del protagonista...). Non si può non sogghignare in certi momenti come la lettura fuori campo del diario o la banalità del personaggio di Cassel.
MEMORABILE: Mortensen si spegne una cicca sulla lingua; La scena del bagno turco.

Patrick78 22/01/09 16:49 - 357 commenti

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Intrattenimento di Cronenberg come non si era mai visto prima da parte di un regista più a suo agio con film stravaganti e deliranti. Forza dell'opera sono una Londra atipica vista con occhio distaccato come solo quello di un canadese poteva fare e la prova di tutto il cast. Mortensen è bravissimo nel dare spessore al suo personaggio, così come Cassell forse nella sua miglior interpretazione di sempre. Cronenberg lo è ancora di più nel regalarci un film di sicuro impatto e dal finale a sorpresa che tiene viva l'attenzione fino ai titoli di coda.

Onion1973 24/01/09 17:33 - 154 commenti

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Vita e drammi di una famiglia mafiosa russa insediatasi a Londra e della lotta delle autorità per contrastarla. Ancora più che in History of Violence Cronenberg abbandona le metafore della corruzione della carne per parlare in modo più realistico del marciume che è dentro e fuori di noi. Un film prezioso e perfezionista con momenti da antologia (come la tatuatura, la lotta nella sauna, o la stessa sequenza finale della moneta). Un ottimo cast, con un Mortensen che dimostra di avere un passo in più rispetto ai colleghi in circolazione. Eccellente.
MEMORABILE: L'aggressione nella sauna. Il giuramento ai capi della "famiglia".

Homesick 17/03/09 19:02 - 5737 commenti

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Dopo History of violence, ancora una pellicola diretta e immediata, seppur non sempre solida come la precedente: talvolta infatti si galleggia in situazioni di calma piatta, anche a causa di una dimensione maggiormente intimista. Non mancano repentine esplosioni di ferocia, come lo sgozzamento iniziale e la furibonda lotta nella sauna, equiparabile a sequenze da antologia come quella di Scheider ne Il maratoneta o al forno de Il sipario strappato. Impeccabili la fotografia e tutti i comprimari, tra cui il redivivo Mueller-Stahl.

Pinhead80 14/06/09 11:50 - 4063 commenti

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Difficilmente Cronenberg sbaglia un colpo e qui sforna uno dei suoi film più belli (se non il migliore insieme a Videodrome). In una Londra che sembra soffocare nelle grinfie della mafia russa tanto da rimanere in disparte, si erge Nikolai, uomo fidato del boss, pronto a tutto per lui. Sul corpo di Viggo Mortensen (sotto forma di tatuaggi) Cronenberg continua la mutazione della carne cominciata con Il demone sotto la pelle e la riaggiorna aggiungendo all'impasto fatto di sangue e anima anche il cuore. Un capolavoro assoluto.
MEMORABILE: Scena iniziale; La sauna.

Jofielias 17/11/11 09:47 - 170 commenti

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Nonostante il buon cast e alcune scene potenti (come la molto citata scena della sauna) non sembra di avere a che fare con lo stesso Cronenberg che abbiamo imparato ad amare. I personaggi sono bidimensionali, caratterizzati da fastidiosi cliché etnico-culturali e alcuni dialoghi sfiorano il ridicolo involontario, come se gli autori dello script parlassero di una cultura che non è la loro. La descrizione della criminalità russa aveva ben altro spessore in Little Odessa. Superficiale.

Saintgifts 3/08/09 09:57 - 4098 commenti

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Una storia ben congegnata seppur tutto sommato semplice (è il caso di dire che la bellezza sta nella semplicità). Il regista la porta sullo schermo usando bene tutti i mezzi tecnici e umani a disposizione. Il film riesce a prendere per la presenza conduttrice della levatrice, giusto contrappeso al mondo "ordinato" e violento della mafia russa in una Londra quasi irriconoscibile se non per il per costante luccichio delle strade bagnate. A mio avviso qualche primo piano da horror poteva essere evitato, il film non ne aveva bisogno. Ottima la fotografia.

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Daniela 31/10/09 06:52 - 10132 commenti

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Cronenberg continua nel solco tracciato con il precedente capolavoro: storia narrata in stile classico, asciutto, solcata da lampi di estrema violenza, che si sintetizza in una parabola morale, potente anche se il finale non convince pienamente. Il trait d'union è Mortensen, che conferma la sua piena maturazione attoriale. Volto enigmatico, dai tratti duri aperti ad improvvise dolcezze, corpo parlante, portatore di storie (cicatrici o tatuaggi). Eccessivo ma necessario Cassel, superbo Mueller-Stahl, sensibile Watts. Grande film.
MEMORABILE: Tante le scene memorabili: l'omicidio nel prologo, il rito di iniziazione, il bagno turco con i due killers vestiti di pelle nera

Ghirlanda 12/07/10 15:40 - 58 commenti

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David Cronenberg, dopo aver già sperimentato un nuovo stile con A history of violence, ritorna con un thriller appassionante e sofisticato. Ne "La promessa dell'assassino" c'è meno azione (a parte quella del bagno turco) a voler dare più spazio ai personaggi legati alla mafia russa e alle loro storie (scritte sulla pelle attraverso un sistema di tatuaggi). Di nuovo troviamo come personaggio principale un Viggo Mortensen di spessore affiancato da un grandissimo Cassel. Buono, anche se molto diverso dai suoi esordi, Cronenberg continua a piacermi!

Tarabas 22/01/10 10:28 - 1765 commenti

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Un tirapiedi della mafia russa a Londra incrocia i destini di un'ostetrica e di una neonata. Cronenberg continua a riflettere sulla violenza, mettendo in scena una storia classica sia per sceneggiatura che per regia, di straordinaria compattezza, che ricorda i classici del noir ma non dimentica l'ossessione del regista per le mutazioni. Il corpo di Nikolai muta al mutare del suo status, descritto dai tatuaggi e dalle cicatrici, in un destino di sangue che accomuna killer spietati e innocenti neonati. Nel Pantheon.
MEMORABILE: La piccola Christine, inquadrata nella culla neonatale col corpicino acnora coperto di sangue dopo il parto, prefigura il tema del film.

Greymouser 19/03/10 09:31 - 1458 commenti

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Cronenberg prosegue sulla strada del suo masterpiece precedente, History of Violence, dimostrando che la sua spiazzante svolta registica non era un caso, ma una scelta lucida e definitiva. E fa ancora centro. Personalmente ho preferito "History" rispetto a questo, ma diventa questione soggettiva, come confrontare barolo e brunello. XXI secolo nel segno di Cronenberg, vista la maturità sorprendente di un regista dalla carriera senza compromessi, che - ci scommetto - ci stupirà ancora a lungo.

Aal 13/08/10 10:28 - 322 commenti

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Cronemberg ormai è ad altezze vertiginose. Classico e profondo e lineare come il miglior Clint Eastwood. Non c'è un secondo di pellicola fuori posto in questo film. Grande prova di Viggo Mortensen e Vincent Cassel, un po' enfatica la Watts ma convincente. Meno male che esiste ancora il cinema così. Purtroppo però il mio pregiudizio sull'ex-impero russo come una terrificante landa grigia e desolata dove la violenza e la sopraffazione sono la legge esce accresciuto dalla visione di questo film.

Gestarsh99 2/09/10 12:17 - 1377 commenti

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Ancora un'altra identità sepolta, ancora un altro piede in due scarpe per Mortensen, in questa seconda tranche del rinnovato percorso di stile del canadese Cronenberg. Un gangster-noir solido e violentissimo, ambientato in una Londra livida e uggiosa, popolata da una inattesa comunità ex-sovietica in lotta fratricida contro se stessa. Oltre all'eleganza ed alla millimetrica composizione delle immagini, ciò che rende questo film grandioso sono i volti degli interpreti: l'algido protagonista, il padrinesco Semyon, il figlio degenere Cassel, la tenace Watts.
MEMORABILE: La brutale colluttazione tra Mortensen e i due sgherri ceceni nella sauna russa.

Belfagor 4/03/11 18:59 - 2634 commenti

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Quello di Cronenberg non è solo un cinema di mutazione ma anche di evoluzione. Il regista dimostra di aver raggiunto un rigore formale invidiabile, pur mantenendo quello stile di difficile definizione che lo contraddistingue. Nelle sue mani questa storia di mafia si trasforma in un bizzarro intreccio di immagini, personalità e parole (i tatuaggi di Mortensen sono un microcosmo a loro volta). Il tema di fondo, la violenza, non è esaltato ma attentamente inserito in ogni contesto. Da evitare il doppiaggio italiano, che sfocia nel ridicolo.
MEMORABILE: Il prologo; l'esame dei tatuaggi; l'aggressione nel bagno turco.

Smilla 13/05/11 14:57 - 3 commenti

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Già la colonna sonora è una promessa. Un rosario di destini che si rincorrono cadendo l’uno tra le braccia dell’altro, secondo i codici di un mondo che si ciba di piccole vite. Della piccola voce di Tatiana e di tutte le piccole stelle sacrificate alla bestia non resta che il silenzio inerme, ma devastante. Il finale vibra di un suono incompiuto, un vuoto che partorisce un dolore. Forse è a questo vuoto che il regista vuole condurre. Per tatuarci stelle sulle ginocchia, a sottolineare che l’anima non si piega né alla paura, né all’indifferenza.

Lattepiù 25/06/11 11:39 - 208 commenti

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Film solido e profondamente morale, all’insegna di un minimalismo narrativo squarciato da feroci esplosioni di violenza. Noir ancorato alla realtà, che ci parla del nostro presente: un mondo spietato in cui domina il sopruso e la vita umana è quotidianamente calpestata. La pellicola si mantiene su livelli altissimi per quasi tutta la durata, salvo calare un po’ con dieci minuti finali risolti troppo frettolosamente e una scena (quella in riva al fiume) decisamente discutibile. Straordinario Mortensen, decisamente troppo caricaturale Cassel.

Pigro 18/07/11 22:01 - 8323 commenti

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Gran bel film che procede tortuoso e insinuante nei labirinti della mafia russa a Londra e in quelli di personaggi cinici, spietati o pusillanimi e nei loro corpi esuberanti o inermi. Non solo scene notevoli (la lotta nella sauna), ma tutta la storia è racchiusa in immagini raffinate e incalzanti (talvolta con inutili effetti splatter come le dita tagliate). Il rapporto tra il rampollo del boss e il tirapiedi è carico di un’ambiguità che riflette le mille ambiguità del racconto, in cui morte e vita stanno tragicamente a braccetto.

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Luchi78 22/08/11 14:59 - 1521 commenti

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Film sicuramente notevole, ma la sceneggiatura mi sembra avere qualche punto debole tanto da far perdere ogni tanto l'interesse allo spettatore. Cassel interpreta un personaggio piuttosto stereotipato che stona nel complesso criminale ideato da Cronenberg, mentre Mortensen è semplicemente strepitoso. La fotografia di Peter Suschitzky merita un plauso particolare, accompagnando egregiamente alcune scene del film girate con notevole maestria. Finale apertissimo ad un seguito.
MEMORABILE: La scena in cui Mortensen viene sottoposto ad un "esame" prima di essere tatuato con le stelle.

Jandileida 1/02/12 20:28 - 1298 commenti

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Il canadese si tuffa nel mondo della mafia russa e lo fa proseguendo con coerenza il nuovo ciclo (che a me piace molto) cominciato narrando una storia di violenza: sceneggiatura secca, regia rigorosa e molto riconoscibile per chi ha amato il Cronenberg "mutante"; crudi scoppi di violenza, grande sapienza nella costruzione dell'atmosfera (praticamente un notturno). In più l'ennesima grandissima prestazione di Mortensen, che si cala come un camaleonte nella pelle tatuata di Nikolai Luzhin. E sì, lo ammetto, ho un debole per la Watts. Straordinario.
MEMORABILE: L'accento di Viggo Mortensen.

Gaussiana 1/05/12 23:54 - 121 commenti

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Secondo me dopo il riuscito A history of violence stavolta Cronenberg fa del suo peggio. Può sembrare forse troppo critica la mia opinione, ma il finale è di una stupidità e banalità che mai mi sarei aspettato da Cronenberg. Il film si regge in pratica solo sulle notevoli capacità del regista (evidenti in scene come la lotta nella sauna) e sulla bravura di Mortensen e Cassel. Niente da dire sulla tecnica, ma questo film non è da Cronenberg, è veramente malriuscito, non convince; guardabile, ma di certo mi aspettavo di meglio.

Mickes2 26/01/13 16:16 - 1668 commenti

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Pellicola esteticamente debordante, dalla cura maniacale dell’inquadratura alla ricercatezza fotografica, in cui i temi della violenza, oltre ogni soglia morale e umana, il doppiogiochismo, l’appartenenza al gruppo, il tradimento e la vendetta trovano - nella muscolosa ossatura del corpo narrativo - uno splendido sviluppo. Gangster-noir tutto atmosfera e intimismo, amarissimo, che predilige la semplicità dell’intreccio plasmando i character e la fisicità di sguardi e corpi (impressionante Mortensen), facendo emergere la vena emotiva degli interpreti.

Piero68 23/05/13 15:50 - 2808 commenti

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Si ricompone l'ottimo duo Cronenberg/Mortensen, anche se non credo si possa parlare di capolavoro. Infatti c'è un ottimo soggetto che viene sviluppato male in alcune soluzioni, troppi dialoghi in russo che alla lunga stancano e parti francamente noiose, se non addirittura inutili, su una pellicola già lenta di suo. Eppure è innagabile che il film possieda un fascino forte sia per il tema, poco trattato dal cinema occidentale, della mafia russa e sia per la performance di tutto il cast dove svetta un Mortensen a tratti gigantesco. Solo la Watts sembra sottotono
MEMORABILE: La "lavorazione del cadavere"; Il giuramento e la "marchiatura" e, ovviamente, la lotta nel bagno turco.

Buiomega71 25/10/13 00:44 - 2374 commenti

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C'è ancora la carne nel "nuovo Cronenberg": che si scontra, si taglia e si martoria in una sauna, ci sono il sangue emorragico, le gole squarciate, i cadaveri "operati". La mafia russa è una "mutazione", come se fossero dei nuovi scanners (l'idioma e i tatuaggi come il potere della mente di una comunità borderline e impenetrabile), l'amicizia tra Viggo e Cassel quasi omoerotica e morbosa (Inseparabili), il sesso come nella Mosca e in Crash (il bordello) e poi gli edifici freddi e asettici, puramente cronenberghiani. Script piatto e piuttosto banale, ma Crony c'è!
MEMORABILE: Cassel che osserva Mortensen mentre fà sesso con una prostituta; Urinata sulla lapide e seguente scannamento; L'emmorragia di Tatiana; Le dita amputate.

Didda23 19/11/13 08:45 - 2310 commenti

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La mano ispirata e pungente di Cronenberg trasforma una trama dal sapore classico in un noir antropologico nel quale il corpo simboleggia attraverso il tatuaggio il grado gerarchico e l'evoluzione sociale dell'individuo nella tribù (con tanto di riti e iniziazioni) della mafia russa. Non solo carne, ma anche fluido: saliva, urina, sangue e sperma danno vita a scene madri o iniziatiche attraverso le quali il registro narrativo assume una piega nuova e più matura. La fotografia del fido Peter Suschitzky dipinge una Londra cupa e funerea. Indimenticabile.

Bizzu 3/06/14 00:32 - 210 commenti

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Senza ombra di dubbio un ottimo blockbuster d'autore. Complice anche la buona scrittura di Knight, Cronenberg dirige senza la minima sbavatura il classico thrillerone che piace a 360 gradi. Se proprio si vuole trovare qualche pecca potrebbe essere la mancanza di profondità e un intreccio forse troppo lineare e semplicistico, ma d'altra parte questo contribuisce a renderlo un prodotto godibile anche al grande pubblico. Mortensen è la vera anima del film, mentre Cassel è praticamente il solito noioso personaggio di sempre.

Vitgar 20/03/15 10:50 - 586 commenti

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Ottimo film da un ottimo regista quale Cronenberg è. Buona sceneggiatura, con grande scelta scenografica e accurata ricerca dei colori. Il film non si propone - e forse qui è la sua forza - di dare giudizi morali su quello che succede, quanto di descrivere lo spietato mondo della mafia russa per quello che è. Buono il cast di attori, con Mortensen in grande spolvero in un ruolo che sembra scritto apposta per lui. Finale interlocutorio che lascia in sospeso qualcosa.

Nicola81 29/03/15 14:58 - 2096 commenti

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Oscillando tra dramma, gangster/noir e affresco sociale, Cronenberg ci regala sprazzi di grande cinema, una messa in scena perfetta (splendida la fotografia) e un ottimo cast: se Cassel ripropone il suo solito personaggio, sono da applausi Mueller-Stahl (cattivo dall'aria innocente), l'ambiguo Mortensen e l'indomita Watts, come pure le seconde linee. Due difetti: qualche dialogo in russo di troppo e un finale che lascia parecchie cose in sospeso. Perdonabile il primo, meno il secondo. Ci vorrebbe un sequel, ma dopo 8 anni non ci spero più...
MEMORABILE: Le gole tagliate; La sequenza della sauna; La Watts alle prese con la madre e lo zio.

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Lythops 22/10/15 13:07 - 980 commenti

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Cronenberg ritorna al noir girato per la prima volta interamente in Canada con un film nobile quanto eleborato, lasciando tracce delle sue passate esperienze nel realismo del sangue e dei cadaveri. La sua firma è indiscutibile, presente in ogni gesto epressivo degli attori che dirige come pochi rendendo unica ciascuna sequenza, con dialoghi essenziali come la fotografia, perfettamente intonata alla pioggia leggera o ai suoi residui presenti ovunque, giorno e di notte. Asettico, reale e per questo coinvolgente. Ottimo, vagamente scorsesiano.

Ultimo 30/08/16 10:22 - 1439 commenti

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Una giovane morta, la mafia russa e un'ostetrica molto curiosa sono gli ingredienti base di questo bel film firmato Cronemberg. La regia è magistrale e non lascia nulla al caso (belle le riprese della periferia londinese). Naomi Watts se la cava piuttosto bene, ma Viggo Mortensen risulta insuperabile per bravura, a differenza di Cassel, il cui personaggio è un poco forzato. La vicenda viene gestita con giustezza, inserendo quella dose di violenza che fa sobbalzare sulla poltrona (gole tagliate a più riprese). Davvero notevole!
MEMORABILE: La scena di lotta nella sauna.

Ira72 5/10/16 20:22 - 1005 commenti

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Uno dei film dell'ultimo decennio a mio avviso più riusciti. Cronenberg riesce a mescolare ingredienti classici e comuni, tipici di film drammatici/noir (i buoni e i cattivi, la corruzione e la rettitudine, l'odio e l'amore, la violenza e la purezza) senza propinarci, però, la solita zuppa. Ne, esce, al contrario, un piatto gustosissimo e ricercato dolce/amaro. Cassel, con quel viso, sembra nato per recitare parti da instabile psicotico. La vera sorpresa è Mortensen, ciliegina sulla torta del regista. Momenti di noia e prevedibilità non pervenuti.

Il ferrini 8/01/17 00:37 - 1794 commenti

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Un vero gioiello di recitazione (del resto il cast è di quelli importanti e c'è da dire che Mortensen ha proprio la faccia giusta per fare il russo). Cassel è odioso, come richiede il copione e Armin Mueller-Stahl deliziosamente inquietante. Alcune scene sono difficili da dimenticare per la brutalità (il taglio delle falangette al cadavere), altre per la gelida eleganza (la cerimonia d'affiliazione e il tatuaggio), ma in generale tutto il film ha un'estetica perfetta. Ennesima perla di Cronenberg, assolutamente imperdibile.

Thedude94 8/10/17 17:10 - 680 commenti

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Un formidabile Mortensen, una splendida Watts e un eccentrico Cassel vengono diretti egregiamente da Cronenberg in questa storia di mafia russa e situazioni familiari molto pericolose. Al di là della trama eccellente, tutto è al proprio posto e inserito perfettamente in ogni scena; lo spettatore è convolto e vive i travagli emotivi dei personaggi e la storia è fatta talmente bene che non si è in grado di distinguere e giudicare il bene dal male, cosa è giusto da cosa è sbagliato. Si viene portati dentro, e questo è merito anche della regia.

Alex1988 16/05/18 18:05 - 707 commenti

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Film su commissione diretto da Cronenberg, come fu per A history of violence; in qualche modo entrambi i film hanno un comune denominatore che è quello del passato riguardante il lato oscuro dei protagonisti. E anche in questa occasione Cronenberg non rinuncia a portare sullo schermo immagini scioccanti, tipiche del suo cinema. Riesce però a farlo con una tale maestria che non si può mai parlare di violenza gratuita. Viggo Mortensen in stato di grazia.

Minitina80 27/09/18 08:24 - 2504 commenti

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A fronte di un’eleganza stilistica e una raffinatezza nella messa in scena non indifferente, si sente la mancanza di qualcosa di concreto che vada al di là della riuscita di alcune sequenze. Non si riesce a capire bene se l’intenzione fosse quella di focalizzarsi sulla violenza e la mancanza di moralità o se il desiderio fosse semplicemente quello di mettere in piedi un noir con lo scopo di intrattenere. Senza dubbio si tratta di un ottimo lavoro, ma è una definizione che a un regista come Cronenberg può solo andare stretta.
MEMORABILE: La sauna.

Rocchiola 3/04/19 18:04 - 896 commenti

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Proseguendo sulla strada del neo-classicismo noir del precedente capolavoro, Cronenberg sforna un altro film di grande livello. Ancor più lineare del suo predecessore, questa dolente storia di mafia russa dimostra quanto lo stile del regista applicato al realismo sia avvincente. E non preoccupatevi, il profeta della “nuova carne” non è del tutto sopito e almeno nella superba scena della sauna dimostra ancora di saper lavorare sui corpi con un fisicità incredibile. Bello e inaspettato il finale. Grande cast, tra i più ricchi diretti dal regista.
MEMORABILE: La “pulizia” del cadavere surgelato; L’esame sessuale di Mortensen; Il salvataggio del bambino; La lotta nella sauna; L’assegnazione dei gradi.

Gabigol 25/09/19 06:33 - 422 commenti

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Cronenberg si riconferma regista sui generis, impeccabile persino quando si sposta su territori lontani dalla sua comfort-zone. Fulcro della narrazione è la mafia russa calata nella città londinese, alla stregua di un corpo autonomo che muove le fila della criminalità e decide i destini delle persone con uno schiocco di dita. L'uomo è da sempre colluso con l'abuso di potere e le riflessioni del sottotesto narrativo colpiscono duro, a dispetto di un plot ben inquadrato ma forse un po' ingessato. Eccellente direzione del cast.
MEMORABILE: L'obbligo verso la prostituta ucraina; L'iniziazione; La lotta nel bagno turco.

Vito 26/10/19 18:21 - 686 commenti

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Mafia russa a Londra tra prostituzione, schiavismo, stupri e omicidi. Un Cronenberg senza speranza, che dipinge un ritratto urbano di sopraffazione e violenza senza scrupoli che atterrisce lo spettatore. Le lacerazioni del corpo di Mortensen, tatuato, ferito dalle lame nella fredda scena della sauna, vengono messe in secondo piano rispetto ai tormenti della sua anima divisa tra orrore e pietà. Immensi anche Cassel e la Watts. Struggente.

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Paulaster 25/11/19 11:20 - 3068 commenti

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Ostetrica cerca i parenti di una nascitura orfana. Clima uggioso londinese con ombre maligne di mafia russa. Sprazzi di lucida violenza e codici da osservare: le parti migliori sono quando il potere del più forte si scatena. Mortensen in un ruolo con più sfumature, Cassel pregiudicato dal doppiaggio, la Watts incolore. Finale deludente in stile hollywoodiano che sembra essere scritto da un'altra persona.
MEMORABILE: Le dita tagliate; I tatuaggi; L'omicidio in sauna; La sorte dello zio.

Berto88fi 31/12/19 13:08 - 207 commenti

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Pur non tra gli apici del regista, siamo di fronte a un buon noir. Curata la messa in scena e innegabile lo stile in regia, ma che affianca scene di forte impatto con altre più statiche e tediose, eccedendo nelle sequenze splatter, chiudendo la pellicola senza un degno e soddisfacente finale. Mortensen davvero azzeccato e in parte, ben coadiuvato da Mueller-Stahl e Cassel.
MEMORABILE: Il triste canto della giovane prostituta; L’affiliazione ufficiale al clan; La sigaretta spenta in bocca e poi... via le dita!
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 25/10/13 12:01
    Pianificazione e progetti - 22548 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Come ho sempre sostenuto (così anche per gli attori) che in mano a un autore viscerale e carnale anche lo script più banale può mutarsi in altro e riprodurre il gusto nichilista e personale del suo regista



    E' proprio quello che sta succedendo all'ultimo Cronenberg: cambiano le storie ma non lo stile e la sostanza. Anzi, oserei dire che Cronenberg non ha più bisogno delle "solite" storie per dichiararsi come autore. C'è tutto, anche in un film in costume come A dangerous metod o (e secondo anche di più) nel profluvio logorroico situazionista di Cosmopolis.

    Come sempre comlimenti per la bella analisi, Buio: essì, ora ti ci vorrebbe proprio History of violence..


    Grazie Rebis

    Il primo "approccio" al nuovo "mutamento" cronenberghiano mi ha pienamente soddisfatto

    Quindi, in teoria, pronto per il "nuovo" Crony

    A leggerne la trama si resta basiti di come non ci sia nulla di cronenberghiano

    Vedere il film ci si rende subito conto che Crony si e allontanato dalle sue ossessioni biologiche e tumorali, ma il suo stile, la sua tematica per la carne debole e "mutevole" e la sua viscerale violenza "carnale" sono rimaste intatte

    A parte una sceneggiatura nella norma e senza particolari guizzi, c'è tutto il Cronenberg che ho amato. In più meno "intellettuale" e "freddo" che in Crash (la scena di sesso "forzato" tra Viggo e la prostituta ucraina vale tutti gli amplessi plastici di Crash, e mi ha riportato ai sudaticci e ginnici atti sessuali tra la Davis e Goldblum nella Mosca)
    Ultima modifica: 25/10/13 12:04 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 25/10/13 12:30
    Gestione sicurezza - 4300 interventi
    io credo che Cronenberg anche nei suoi film più visionari e fantastici abbia sempre fatto riferimento a cose molto fisiche, reali, ben manifeste nella società moderna. Quindi si tratta solo di uno spostamento del punto di osservazione (un genere per l'altro) ma l'occhio che osserva è sempre il medesimo. Poi lo spettatore potrà essere o meno soddisfatto dal punto di osservazione scelto per l'occasione, certo, tipo il libro di DeLillo che ha scontetato gli affezionati del "vecchio Crony" o Crash che risente molto dell'influsso di Ballard (per quanto, a mio avviso, sia un Cronenberg quintessenziale e necessario).
    Ultima modifica: 25/10/13 12:31 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 25/10/13 12:35
    Pianificazione e progetti - 22548 interventi
    Rebis ebbe a dire
    Quindi si tratta solo di uno spostamento del punto di osservazione (un genere per l'altro) ma l'occhio che osserva è sempre il medesimo

    Ora che ho visionato La Promessa Dell'assassino quoto in toto questa tua affermazione, Rebis

    Il suo sguardo si e postato su "altro", ma la sua poetica resta intatta e le reminiscenze al suo cinema sono molte di più di quanto si pensi (chessò: il dialogo alla sauna mi ha balenato ricordi dal Pasto Nudo, le voragini alle gole squarciate il ventre ricettacolo di Max Renn, i mafiosi russi come una nuova tipologia di scanners, di sangue infetto: i discorsi tipicamente cronenberghiani di Mueller-Stahl dopo che la polizia le ha prelevato un campione di sangue, per dire)
    Ultima modifica: 25/10/13 13:48 da Buiomega71
  • Discussione Daniela • 25/10/13 16:53
    Gran Burattinaio - 5470 interventi
    In attesa del commento ufficiale, un bel commento forumistico, caro Buio, al solito pieno di spunti interessanti ... forza, cosa aspetti a vedere l'history e dirci la tua?
    Ultima modifica: 25/10/13 16:55 da Daniela
  • Discussione Buiomega71 • 25/10/13 17:33
    Pianificazione e progetti - 22548 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    In attesa del commento ufficiale, un bel commento forumistico, caro Buio, al solito pieno di spunti interessanti ... forza, cosa aspetti a vedere l'history e dirci la tua?

    Grazie Daniela, troppo buona...

    Visto che il nuovo Crony mi ha pienamente soddisfatto, aspetterò più in là di visionare un altro suo film (raramente guardo di fila un film dello stesso autore, devo assorbire questo prima)
    Ultima modifica: 25/10/13 17:37 da Buiomega71
  • Discussione Greymouser • 25/10/13 19:35
    Call center Davinotti - 561 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Daniela ebbe a dire:
    In attesa del commento ufficiale, un bel commento forumistico, caro Buio, al solito pieno di spunti interessanti ... forza, cosa aspetti a vedere l'history e dirci la tua?

    Grazie Daniela, troppo buona...

    Visto che il nuovo Crony mi ha pienamente soddisfatto, aspetterò più in là di visionare un altro suo film (raramente guardo di fila un film dello stesso autore, devo assorbire questo prima)


    Sono abbastanza sicuro che History ti piacerà anche di più... :)
  • Discussione Buiomega71 • 25/10/13 19:44
    Pianificazione e progetti - 22548 interventi
    Greymouser ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Daniela ebbe a dire:
    In attesa del commento ufficiale, un bel commento forumistico, caro Buio, al solito pieno di spunti interessanti ... forza, cosa aspetti a vedere l'history e dirci la tua?

    Grazie Daniela, troppo buona...

    Visto che il nuovo Crony mi ha pienamente soddisfatto, aspetterò più in là di visionare un altro suo film (raramente guardo di fila un film dello stesso autore, devo assorbire questo prima)


    Sono abbastanza sicuro che History ti piacerà anche di più... :)


    Non saprei Grey, ma comincio a crederci ;)
  • Discussione Didda23 • 19/11/13 08:36
    Comunicazione esterna - 5753 interventi
    Ieri sera me lo sono visto e lo reputo un filino superiore rispetto ad history of violence.
    Oltre al corpo che che si fa simbolo antropologico di accettazione e grado gerarchico, ho notato l'importanza dei fluidi corporei. Non solo sangue che sgorga da gole squartate,ma anche saliva ( lo sputo di Jerzy Skolimowski a Mortensen che simboleggia il disprezzo della old school verso la nuova generazione), lo sperma di uno stupro (anche se non si vede) che segnala l'inizio di una nuova vita (l'innocente e candida Christine), le lacrime compassionevoli di Naomi Watts quando guarda nella culla la piccina e l'urina del ragazzo che profona una tomba( in quella scena inizia la vendetta dei fratelli della prima vittima).
    Il miglior Cronenberg del millennio
  • Discussione Rebis • 20/11/13 09:26
    Gestione sicurezza - 4300 interventi
    Per me Eastern Promises è più genuinamente cronenberghiano, lo è nell'anima, ma History è più compatto, coeso, più riuscito come film.
  • Homevideo Rocchiola • 3/04/19 18:08
    Call center Davinotti - 1195 interventi
    Ottimo BD della Eagle che credo abbia usato il master dell'edizione estera della Universal. Immagine pulita e piuttosto valida anche nelle scene più scure che appaiono piuttosto contrastate. Dettaglio ricco ed incisivo. Audio italiano 5.1 di discreto livello con dialoghi chiarissimi e puliti anche se un pò bassi.