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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La serie che ha rivoluzionato il panorama televisivo italiano degli Ottanta si fonda su un solido script di Ennio De Concini, sulla regia professionale ed efficace di Damiani ma soprattutto su un protagonista d'eccezione, un Michele Placido che nel ruolo del commissario Cattani, capo della squadra mobile di Trapani, trova il personaggio ideale per mettere in luce tutto il proprio valore. L'intensità nello sguardo, la risposta mai ovvia, la credibilità estrema che riesce a regalare in ogni frangente lo erge a figura chiave della nostra storia televisiva, capace di originare negli anni ben nove seguiti! Catapultato nella provincia siciliana, dove deve sostituire il commissario da poco ucciso in un agguato, Cattani si trasferisce...Leggi tutto con la moglie (Jamet) e la figlia adolescente (McKinnon Nardulli) per cominciare un lavoro che da subito si presenta ricco di insidie, di trappole e naturalmente di cadaveri. A metter le mani sui veri potenti ci si scotta, e l'inchiesta condotta con grande pervicacia da Cattani lo dimostra già nelle fasi iniziali, foriere di importanti sviluppi. Sono infatti le prime tre puntate quelle più tese, impostate classicamente ma forti di interpretazioni eccellenti che le rendono immediatamente vive, coinvolgenti, febbricitanti. Scritte con grande maturità, peraltro, anche quando si tratta di affrontare il difficile ménage familiare, con la moglie del commissario che scopriamo averlo tradito dopo appena tre mesi di matrimonio col migliore amico di lui. Dopo tredici anni Cattani ancora non sa se riuscirà più ad amarla e preferisce dedicarsi anima e corpo al lavoro, trascurandola. Niente di nuovo nemmeno qui, si dirà, eppure gli scambi in ambito familiare sono ugualmente condotti con sagacia, interessanti, psicologicamente attendibili e studiati attraverso dinamiche che comunicano sentimenti e stati d'animo diversi, contrastanti e contrastati coinvolgendo parzialmente anche la figlia, meno passiva di quanto ci si aspetterebbe in occasioni simili. Quelle che invece più faticano a mantenere il ritmo sono le parti con una giovane Barbara De Rossi, qui figlia della defunta baronessa sul cui funerale si apre la storia, morta lo stesso giorno del povero commissario sostituito da Cattani. Ragazza perduta, eroinomane che pare andare d'amore e d'accordo con un "fimminaro" locale (Infanti, altro personaggio indimenticabile della serie), è spesso protagonista di scene che paiono superflue, dominate dall'instabilità psichica di lei e da un Placido cui spetta di accudirla e attenzionarla finendo quasi per innamorarsene. Confinata nella comunità di recupero gestita dal sacerdote locale (Bucci), Titti è custode di più d'un segreto, che svelerà facendoci capire quanto non sia poi l'omicidio iniziale quello su cui si fonda l'intreccio. A tre puntate in cui il protagonista procede dritto per la sua strada conscio di rischiare la vita, fanno seguito altrettante in cui l'inatteso rovesciamento delle posizioni fa scemare la tensione aprendo una fase completamente nuova in cui però ancora maggiormente profondo è lo scavo psicologico (e la cura nella sceneggiatura di De Concini), con un Cattani sempre più combattuto e un consequenziale scioglimento della tensione presente nelle prime puntate, inevitabile quanto un po' penalizzante. Straordinario il cast, che trova in Florinda Bolkan un atout esterno da giocarsi di quando in quando, in Renato Mori un aiutante perfetto al commissariato, in Massimo Bonetti la faccia pulita che si contrappone alla ferocia e il doppiogiochismo di avvocati e banchieri, spalleggiati come si può immaginare da potenti affaristi di stanza a Roma, tra cui anche l'uomo di cui Cattani pensava di potersi fidare. C'è insomma più di un motivo per appassionarsi alla serie, commentata da Riz Ortolani facendo ricorso a sonorità tipiche del genere. Non sarà un'operazione perfetta (e il finale interlocutorio, povero di idee, sta lì a testimoniarlo), ma il rifiuto di concedersi all'azione è per esempio una presa di posizione forte che favorisce lo sviluppo di dialoghi e scambi in cui Placido (che non ride mai) troneggia indicando la direzione, impostata sulle dinamiche relazionali prima ancora che sull'intreccio mafioso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/08/07 DAL BENEMERITO G.GODARDI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/05/21
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G.Godardi 1/08/07 16:36 - 950 commenti

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Corrado Cattani, commissario di polizia tutto d'un pezzo, viene trasferito in un paesino della Sicilia per sostituirne il commissario perito in un assassinio. Indagando scoprirà una fitta rete mafiosa che si collega ad oscure società che hanno collusioni con lo Stato. Importantissimo sceneggiato tv che apre la strada alle fiction moderne. E' la trasmigrazione del vecchio cinema di genere poliziottesco-impegnato. Rivisto oggi regge ancora: merito della regia di Damiani, della sceneggiatura di De Concini e del ricco cast di "genere" (Mori, Colizzi, Infanti).

Galbo 2/03/08 09:53 - 11613 commenti

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A tutt'oggi una delle migliori produzioni televisive italiane dedicate alla mafia siciliana. Memorabile da questo punto di vista la figura del commissario Cattani che scopre una ragnatela di collusioni tra stato ed antistato criminale. Il film si avvale di un'eccellente sceneggiatura, dell'ottima regia di Damiani e di belle intepretazioni sia del protagonista che del resto del cast. Una pietra epocale televisiva.

Gugly 3/03/08 19:15 - 1030 commenti

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Mitica serie televisiva. Una trama ben congegnata, una colonna sonora difficilmente dimenticabile e infine lui, il Commissario Cattani di Placido, che riusciva a smuovere milioni di telespettatori per la sorte sua e, bisogna dire la verità, della sua disgraziata famiglia (moglie e figlia un po' sfortunate...). Rivista oggi rivela la patina Anni 80, ma l'intreccio regge.

Jorge 14/02/11 13:06 - 164 commenti

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Il primo capitolo de "La Piovra" dimostra una regia solida (quella di Damiani) la quale porta aventi una sceneggiatura solida, coadiuvata da un cast internazionale (Guers, Perier e la Bolkan) di primo livello e dalle interpretazioni, ottime, dei "nostri" Placido, della De Rossi e del compianto Infanti. Rivedendola oggi, questa prima serie mostra un poco la patina anni '80, specie per quanto riguarda gli equilibri ed i ruoli familiari; ma l'intreccio è davvero ottimo, credibile ed attuale. Superbo "primo passo" di un serial storico e memorabile.

Lythops 14/04/11 13:26 - 980 commenti

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Una testimonanza, tra le altre cose, di una televisione che non c'è più e non potrà mai più esservi, prima stagione (quando ancora non si sapeva che a lei ne sarebbero succedute altre nove) in cui in un certo senso si pongono le basi per un'operazione sempre più coraggiosa di denuncia su cosa sia effettivamente il fenomeno mafioso e su cosa si basi. Girato probabilmente in 16mm, ha grandi interpreti diretti da un Damiani che nel tema della mafia ci sguazza come un topo nel formaggio. Molto interessante davvero, sociologico.
MEMORABILE: L'assassinio di De Maria al bar.

Nicola81 15/02/13 11:21 - 2128 commenti

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Primo straordinario capitolo di una memorabile saga televisiva e primo vero esempio di fiction moderna. Scritto da un gruppo di fuoriclasse (soggetto di Badalucco, Battistrada e De Rita, sceneggiatura di De Concini) e impeccabilmente diretto da Damiani, scava con lucidità nel cancro della mafia e delle sue connivenze altolocate. Per Placido è stato il trampolino di lancio verso la celebrità e al tempo stesso anche il punto più alto della carriera. Ottimo anche il cast di contorno, con nota di merito per Mori. Bella colonna sonora di Ortolani.
MEMORABILE: L'incipit; I dialoghi di Placido con il suo vice (Altero) e il procuratore (Abruzzo); La vendetta nei confronti di Cirinnà (Infanti); Il finale.

Furetto60 13/03/13 09:06 - 1129 commenti

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La Piovra avvolge i personaggi nelle sue velenose spire, li stringe lentamente in modo che quando la vittima si accorge della stretta, è ormai troppo tardi. Lo stesso accade allo spettatore, affascinato dal mondo splendente e degradato di una Palermo abitata da personaggi tragici, meschini e da piccoli eroi destinati a rimanere anonimi, con alte interpretazioni da parte degli attori. Poetico, violento, cinico, di una bellezza struggente, la prima serie di una saga che ha caratterizzato un’epoca scavando un fossato tra ciò che era prima e dopo. Un capolavoro.
MEMORABILE: Il suicidio della De Rossi; L'incontro tra il commissario e la figlia rapita.

Markus 14/05/14 16:13 - 3410 commenti

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Nell'anno dell'esordio di questa serie tv, in molte città del Mezzogiorno (e in special modo in Sicilia) c’era una guerra tra famiglie di "Cosa nostra"; insomma, l'argomento Mafia era all'ordine del giorno. Lo sceneggiato, di taglio moderno, si giova di alta tensione, ritmo, attinenza alla realtà e, almeno nelle prime stagioni, di una forte drammaticità mostrata senza sfiorare il patetico. Grande interpretazione e trampolino di lancio definitivo per Placido (nel 1985 rimarrà nei paraggi con Pizza connection).

Schramm 23/02/15 18:23 - 2562 commenti

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Cattani caparbio Sciasciacarrozze dell'andazzo generale siculo, sedizioso idealista Don Chisciotte della Mafia contro i muri di chewingum, in una partita a shanghai i cui bastoncini lo trafiggeranno come San Sebastiano. Dialoghi elogianti i luoghi comuni sul bordo del risibile, taglio che nemmeno Derrick con gran dispendio di campo-controcampo tutto primi piani e piani medi, azione quasi nulla (ma quanto a crudezza non si bada al risparmio), disarmanti interpretazioni-cartolina, trash formalmente corteggiato (con molti passaggi ove si ride increduli). Svecchiato da Sollima sarebbe una bomba H.

Stuntman22 11/10/15 22:13 - 116 commenti

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La prima Piovra ha il fascino dell' "originale", nonché quello della polverosa, realistica ambientazione nella società trapanese, tra invadenti telegiornalisti, mafiosi "femminari" a grana grossa (Angelo Infanti assolutamente perfetto) e un'aristocrazia criminale che invece incarna una mafia di ben più inquietante calibro. La figlia di Cattani, malgrado quel che le succede, resta antipatica fino in fondo. Le musiche di Ortolani, piuttosto chiassose, non valgono i successivi e quasi epici temi del Morricone nazionale.

Damiano Damiani HA DIRETTO ANCHE...

Daidae 29/12/18 18:32 - 2848 commenti

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Rivista oggi questa serie conferma che merita tutto il successo avuto; nonostante sia una miniserie e non un film vero e proprio ha poco da invidiare alle grandi opere del cinema italiano del genere "mafia" anni 80. Cast straordinario che vede diversi attori italiani conosciuti nel cinema italiano di valore: Bonetti, Placido, Cecchetto, la Bolkan e altri stranieri di ottima caratura. Bella trama, solida regia, ottima fiction.

Ultimo 11/06/19 20:48 - 1456 commenti

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Mitica serie tv anni '80 in grado come poche altre di spiegare al meglio il dualismo Stato/criminalità organizzata. L'esperto regista Damiani si avvale di un grande cast, a partire da Michele Placido, il cui Commissario Cattani è uno dei poliziotti più famosi e amati del nostro piccolo schermo. Grande prova anche della giovane De Rossi e di Florinda Bolkan. Nel complesso una serie davvero notevole, molto pessimista e (purtroppo) molto affine alla realtà.
MEMORABILE: La colonna sonora.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Lucius • 2/06/12 16:18
    Scrivano - 8539 interventi
    Che io sappia la colonna sonora de La Piovra è di Ennio Morricone, quelle de La piovra 8 e La piovra 9 di Paolo Buonvino...
    Ultima modifica: 3/06/12 20:27 da Lucius
  • Musiche Zender • 3/06/12 09:15
    Consigliere - 44557 interventi
    Veramente anche Imdb segna Riz Ortolani come autore delle musiche, per questa prima serie.
  • Musiche Fabiodm102 • 3/06/12 20:07
    Disoccupato - 346 interventi
    Che La Piovra 1 sia di Ritz Ortolani non ci sono dubbi!! Nell'87 uscì anche un vinile di Ortolani (Cinevox CIA 5063)dove raccoglieva, insieme alla Piovra, altre tracce dei film di Damiano Damiani. Effettivamente però c'era un inesattezza in quello che avevo scritto, e cioè che Paolo Buonvino ha curato le musiche de La Piovra 8 e 9 (Non presenti nel doppio cd Rai Trade), ma non della 10, perchè ancora di Ennio Morricone e presenti nel doppio cd.
    Ultima modifica: 3/06/12 20:22 da Fabiodm102
  • Musiche Lucius • 3/06/12 20:38
    Scrivano - 8539 interventi
    E questo come si spiega?
  • Musiche Zender • 4/06/12 12:57
    Consigliere - 44557 interventi
    Si spiega che questa credo proprio sia una collezione di vari temi tratti dalle diverse serie (tanto che c'è anche Mezzogiorno in primo piano, che nella prima serie non c'era). Non so se Morricone abbia ripreso per l'occasione i pezzi di Ortolani per rifarli, ma per l'apppunto credo proprio che quelli originali siano di Ortolani, come dicono Fabio e Imdb.
  • Musiche Lucius • 4/06/12 19:39
    Scrivano - 8539 interventi
    Ho verificato,in effetti è così.Non si finisce mai di imparare...
    Ultima modifica: 4/06/12 19:39 da Lucius
  • Discussione B. Legnani • 23/08/14 00:17
    Consigliere - 14227 interventi
    E' morto Renato Mori.
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    p.s. credo che il post precedente sia da eliminare.
  • Discussione Daidae • 29/12/18 18:27
    Compilatore d’emergenza - 919 interventi
    Al minuto 52 del primo episodio un cameo del regista Damiano Damiani:

    Ultima modifica: 29/12/18 18:50 da Zender
  • Curiosità Daidae • 29/12/18 18:36
    Compilatore d’emergenza - 919 interventi
    La serie ebbe grande successo. Come esordio registrò ben 8 milioni di spettatori nel primo episodio e addirittura 15 milioni nel sesto e ultimo episodio!

    Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/La_piovra_(miniserie_televisiva)
  • Discussione Daidae • 3/01/20 16:58
    Compilatore d’emergenza - 919 interventi
    Nella pellicola è presente anche l'attore Giampaolo Saccarola(accreditato però come Giancarlo Saccarola) che fa una piccola parte nel ruolo dell'avvocato in un solo episodio.
    L'attore ritornerà in un ruolo diverso, ma più corposo nella quarta serie.

    Ultima modifica: 7/01/20 07:41 da Zender