La monaca nel peccato

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Anno: 1986
Genere: erotico (colore)
Note: E non "La monaca del peccato". Liberamente ispirato al romanzo "Religiosa", di Denis Diderot.
Numero commenti presenti: 8

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/01/08 DAL BENEMERITO UNDYING
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Undying 4/01/08 10:26 - 3836 commenti

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Francia: 1700. Susanna (Eva Grimaldi) viene reclusa all'interno di un convento al fine di evitare uno scandalo (dal quale - in realtà - è estranea). All'interno della "sacre mura" la bella ragazza si trova circondata da monache lesbiche, sadiche e maniache: viene persino accusata d'essere posseduta. Antonio Bonifacio e Daniele Stroppa sceneggiano un porno-soft liberamente ispirato alla "Religiosa" di Denis Diderot. Massaccesi sviluppa, con solita parsimonia, un buon erotico, debitore del più noto Immagini di un convento.

Homesick 2/05/09 17:58 - 5737 commenti

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Con lo pseudonimo di Dario Donati, Massaccesi si confronta con l’anticlericalismo illuminista di Diderot svelando i retroscena di un convento di suore dove tutto impera (sesso, violenza, sadismo, menzogne, tradimenti, complotti, vendette, crisi esistenziali) fuorchè la vera vocazione. La presenza dell’allora splendida Grimaldi e di altre starlets (Well, Moore) rinforza il preponderante aspetto erotico, mentre le musiche di Anelli-Mainetti in taluni punti anticipano quelle poi composte da Cordio per gli horror Filmirage.

Jurgen77 7/03/16 08:16 - 630 commenti

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Erotico soft di quel volpone di Joe d'Amato che lancia sugli schermi una giovanissima Eva Grimaldi. La trama è abbastanza pretestuosa (e non nuova per il genere) per mostrare le grazie di Eva e delle "attrici" di contorno. Il tutto ruota attorno a strani eventi di sadismo e lesbismo (perlopiù velati). Massaccesi come al solito raschia il fondo del barile grazie al solito pretesto di mostrare un po' di "carni" femminili...
MEMORABILE: Il bagno in comune delle novizie.

Mco 20/09/09 22:28 - 2167 commenti

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Ecco Massaccesi (sotto pseudonimo) alle prese con un altro dei sottogeneri in voga tempo addietro, il nunsploitation (di cui il più celebre esponente è il Suor omicidi berrutiano). A fianco del fido Tinti, una bella e discinta Grimaldi, che piace più di quando tenta la strada della commedia pecoreccia, e un'altra "aficionada", la Moore. Nudità, anche integrali, a volontà e storia che unisce eros e violenze abbastanza bene, tentando addirittura la via della (finta) possessione. Meglio di quanto si possa immaginare.

Pinhead80 5/04/11 12:20 - 4042 commenti

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Per certi versi assomiglia (e non poco) a Immagini di un convento, sia per tematica che per lo svolgimento di alcune sue parti. Qui vi è una denuncia molto più marcata nei confronti dell'intero sistema Chiesa, che coinvolge non solo le suore ma anche preti e alte cariche clericali. Un buon nunsploitation che approfitta della buona vena della Grimaldi e di una solida regia di Massaccesi. A tratti forse la storia diventa un po' troppo prevedibile, ma nel suo complesso il film è gustoso.
MEMORABILE: Il processo.

Ryo 26/01/12 15:57 - 2169 commenti

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Simpatica la denuncia alla chiesa di un tempo, complottista e spietata, con tutti i loro metodi atti ad incriminare gratuitamente le loro vittime che diventavano "scomode". Degna di nota la Grimaldi che cerca di impegnarsi nella recitazione. Meglio la madre superiora, evasive le location.
MEMORABILE: Il crocefisso.

Daidae 1/02/12 01:39 - 2806 commenti

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Francamente l'ho trovato un po' troppo esagerato, anche se rispetto agli altri film di monache e dintorni è decisamente migliore. La scena del crocefisso riscaldato di fronte all'inquisitore è davvero ridicola. La Grimaldi era decisamente meglio allora: sia come aspetto fisico sia come recitazione. Film che per me non supera i due pallini.

Giùan 17/10/12 22:32 - 3189 commenti

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Cosa accomuna il purista della Nouvelle vague Rivette e l'artigiano senza frontiere Massacesi? La religiosa di Diderot. Oh straziante meravigliosa bellezza del creato cinematografico. Qui Susanna Simonin è una Grimaldi acerbamente legnosa, semoventesi in un patologico contesto di nunsploitation, in cui la variante sadiana è carica di febbrile morbosità. Leccato dal punto di vista sceno-fotografico ma trucido il giusto nella scelta di volti e corpi (Gori, la Well). Il coraggio anticlericale è (quasi) direttamente proporzionale alla pruderie da soddisfare.
MEMORABILE: Le ciliciate sulla patonza di Eva; Gilda Germano che delira chiamando Susanna Susanna; L'infame voltafaccia di Morel/Gori al processo.

Joe D'Amato (Aristide Massaccesi) HA DIRETTO ANCHE...

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 4/09/09 08:06
    Scrivano - 7619 interventi
    Esordio cinematografico per Jessica Moore, l'italianissima Luciana Ottaviani, poi protagonista assoluta in un altro paio di film diretti da Massaccesi (11 giorni, 11 notti e Top model) nonché presente in alcune delle più brutte pellicole girate e rimaste infelicemente note come ultimi esemplari di horror italiano (Fuga dalla morte, Il fantasma di Sodoma).

    Addirittura alcune scene girate dalla Ottaviani per Non avere paura della zia Marta (1988, Mario Bianchi) verranno riciclate da Fulci nell'antologico Un gatto nel cervello (1990).
  • Curiosità Undying • 21/09/09 00:31
    Scrivano - 7619 interventi
    Eva e... il Cavaliere

    La monaca nel peccato: ovvero la consacrazione "artistica" per la bella Maria Ilva (Milva) Perinoni, classe 1961, meglio nota con lo pseudonimo di Eva Grimaldi.

    La bella veneta posa giovanissima per il fotografo Roberto Rocchi apparendo senza veli su un clamoroso numero di Playmen.

    Il servizio, come si suol dire, fà il botto: e così Milva non solo attira su di sè l'attenzione di un nutrito gruppo di seguaci, ma pure quella di agenti cinematografici e talent-scout.

    Tra gli ammiratori (artistici, per carità) della bella Eva figura un allora lanciato imprenditore milanese, tale Silvio Berlusconi, che era alla ricerca di nuovi volti da utilizzare nei programmi delle sue reti.
    Il Cavaliere (1) nota Milva, la ingaggia, le attribuisce il nome d'arte di Eva Grimaldi e la inserisce nel programma (con record d'ascolti) Drive in: ovviamente nei (pochi panni) di guardarobiera, affiancata alle altre supermaggiorate che costituiscono "l'ossatura" della trasmissione.

    Da questo momento la bella (e nuova) Eva appare ora su Gin Fizz, ora su Blitz, ma con lucido e calcolato mestiere afferra al volo l'occasione di lavorare, pur in ruolo di generica, per Samperi ne La bonne (1986) e abbandona il mercato (spesso destinato a derive più spinte) del nudo per rivista.

    Con Massaccesi e il suo La monaca nel peccato la Grimaldi raggiunge massima notorietà, trovando da questo momento uno sbocco cinematografico di certo interesse, poco più tardi destinato a concludersi a causa della crisi del nostro cinema...

    *NOTA 1
    Un' altra versione vuole che il nome d'arte sia stato assegnato da un agente che l'ha lanciata a posare senza veli, ma sempre in nudi "patinati", per Playmen e simili.