LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Geoffrey Rush si cala subito magnificamente nella parte di Virgil Oldman, battitore d'asta eccentrico, risoluto, ossessionato dall'igiene, che impareremo a conoscere meglio di chiunque altro nel corso del film: è lui infatti il perno attorno al quale ruota la storia, un uomo che rivela solo nel privato qualche sprazzo di insicurezza. Una giovane donna, per telefono, gli chiede di farle una valutazione dei beni della casa di proprietà, una villa che si scopre custodire tra le altre cose i resti di un preziosissimo automa; l'uomo troverà in un abile riparatore un amico e un confidente, che si mette oltretutto in testa di ricostruire l'automa coi pezzi che gli vengono portati di volta in volta. Ma la cosa insolita, nella vita di Oldman, è lo...Leggi tutto strano sentimento che si accorge di provare per la misteriosa ragazza che vive nella villa, affetta da un'acutissima forma di agorafobia che la porta a nascondersi da tutto e da tutti, rinchiusa in un'ala dell'edificio. Dopo la magniloquenza strabordante di BAARIA Tornatore passa ad occuparsi di un cinema meno ambizioso e più efficace; sorretto da una sceneggiatura tradizionale impedisce che la forma soffochi il film, lasciando a Morricone il compito di riempire i silenzi con una colonna sonora ariosa e dal sapore vagamente settantiano. Rush s'impone eclissando chiunque, trovando solo in Donald Sutherland una spalla all'altezza, mentre la controparte più giovane si perde abbastanza nell'anonimato. Con spunti quasi da giallo che puntellano una trama piuttosto classica, incanalata a prima vista in direzione di un amore impossibile, LA MIGLIORE OFFERTA inciampa tuttavia in qualche luogo comune di troppo (la nana autistica al bar, per restare ai personaggi) e in una discreta dose d'improbabilità malcelata tra le pieghe della sceneggiatura, che offre il fianco a facili critiche proprio per certe incongruenze poco consone a opere di primo livello. Eppure Tornatore sa coinvolgere, incuriosire, affascinare nella scelta delle inquadrature (la sala dei dipinti), trovare nei numerosi cambi di direzione della storia il modo di spiazzare e aprire a letture diverse occultando in questo modo abilmente gli ultimi sviluppi (ideale sarebbe infatti assistere al film senza saperne nulla o quasi). La caratura tecnica del regista non si discute, e se si è disposti ad accettare qualche concessione a facilonerie che possono apparire fuori luogo, lo spettacolo è garantito.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/01/13 DAL BENEMERITO REBIS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/01/13
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Rebis 3/01/13 11:15 - 2088 commenti

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Ci sono oggetti e desideri, e ci sono oggetti del desiderio. Nel mondo dell'antiquariato e delle aste un giallo tornatoriano – vale a dire barocco, ellittico, trascendente – dal soggetto fascinoso, ben congegnato nell'ingranaggio, ma pedante e prolisso nell'allegorizzare gli eventi, per cui ogni cosa ne significa quantomeno un'altra. Si dipana un mondo di solitudine e apparenze, misantropia e misoginia. Quando mette mano al "manuale della seduzione" tra uomo e donna il cliché si fa ingombrante e l'umorismo involontario incombe. Eccellente Geoffrey Rush; fronte tecnico ineccepibile.

Tarabas 4/01/13 15:18 - 1702 commenti

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L'arte e la vita, la contemplazione e l'azione, il vero e il falso. Un antiquario che vive come un automa e gli ingranaggi di un uomo meccanico settecentesco. Decostruzione del primo, ricostruzione del secondo, in una specie di lungo montaggio parallelo. Visivamente bellissimo e senza i vezzi inutili del Pianista, il film esce dal piattume nostrano e osa, osa molto, accumulando simboli e metafore, che fatica a portare a una conclusione conseguente. Forse è da rivedere con calma, senza la suggestione del grande schermo. Rush straordinario.

Galbo 5/01/13 05:54 - 11386 commenti

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Luci ed ombre in questo film di Tornatore. Il battitore d'asta Virgil, interpretato dall'eccellente Geoffrey Rush, è uno dei migliori personaggi del cinema del regista siciliano e si muove in un contesto molto ben ricostruito. Meno riusciti gli altri personaggi, anche penalizzati da un doppiaggio mediocre. La sceneggiatura è buona nella prima parte ma nella seconda spreca le sue potenzialità, con spiegazioni eccessive. Lo score musicale è discreto ma invadente. Alla fine uno spettacolo nel complesso gradevole ma deludente rispetto alle attese.

Tommy3793 6/01/13 03:19 - 72 commenti

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Il ricco battitore d'aste Vergil Oldman, innamorato esclusivamente dell'arte e della pittura, incontra la giovane Claire costretta, a causa di una malattia, a vivere nascosta da tutto e da tutti. Tornatore ci presenta un'ottimo dramma legato alla relazione sentimentale che nascerà tra i due: l'alienazione sociale di lei e la paura di amare da parte di Oldman uniranno i due amanti nonostante l'età. Importante è comunque il simbolismo metaforico presente nella pellicola oltre che all'eccelsa fotografia e a un'ottima interpretazione/colonna sonora.

Belfagor 9/01/13 01:27 - 2623 commenti

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Tornatore imbastisce un dramma dalle venature hitchcockiane, mettendo al centro della storia un eccellente Geoffrey Rush nei panni di un antiquario la cui vita meccanica viene sconvolta da una giovane cliente agorafobica. Nella prima parte il film scorre liscio come l'olio, arricchito dalle eleganti scenografie e da una perizia insolita per il cinema italiano attuale. Ma, al momento di dipanare il mistero, le pecche (soprattutto dal punto di vista logico) vengono a galla. Il finale, oltre ad essere telefonato, è particolarmente artificioso.
MEMORABILE: La donna nana nel bar.

124c 7/01/13 12:39 - 2771 commenti

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Ascesa e caduta di un battitore d'asta, coinvolto in una strana storia d'amore. Giuseppe Tornatore torna in sala con un film internazionale e affida a Geoffrey Rush il ruolo principale. Il film scorre bene grazie anche alle suggestive location europee, che fanno da sfondo alla storia. Non è solo da applaudire la prova di Rush, ma anche quelle dei giovani Jim Sturgess e Sylvia Hoeks, che affiancano il protagonista dalla prima scena. Donald Sutherland fa solo brevi comparse, ma è sempre ottimo. Un altro bel film del regista siciliano.

Rambo90 9/01/13 01:28 - 6345 commenti

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Dopo il mezzo passo falso di Baarìa, Tornatore confeziona un gran bel film, ottimo se si ha la pazienza di arrivare alla parte finale, vista la lunghezza e la lentezza dell'intera pellicola. Ineccepibile la confezione, straordinarie le interpretazioni: Rush è impeccabile, i giovani se la cavano molto bene (soprattutto Sturgess) e Sutherland impreziosisce il tutto con varie apparizioni. Bella la colonna sonora. Bentornato Tornatore.

Deepred89 13/01/13 14:58 - 3282 commenti

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Pazzesco. Una prima mezz'ora che sfiora il capolavoro, poi il progressivo disvelamento del mistero porta il film verso un inesorabile, devastante declino, con esiti inimmaginabili: trash-citazioni a Basic instinct, dei ex machina assurdi, un'asta "sofferta" degna di Lino Banfi, un incredibile, disonestissimo colpo di scena finale che distrugge anche la buona parte iniziale. Tecnicamente ottimo e, come solo coi capolavori accade, in grado di stupirti anche quando l'apoteosi sembra raggiunta. Da annali del ridicolo, ma che spasso!

Didda23 16/01/13 18:34 - 2287 commenti

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Abbandonando unversalismi e falsi lirismi, Tornatore si risolleva da un periodo qualitativamente "nero" evidenziato anche dallo spottone all'Esselunga e si attesta su livelli buoni. Ciò che colpisce maggiormente nell'opera è la costruzione narrativa soprattutto nella prima ora, perchè poi con lo scorrere dei minuti la pellicola scade leggermente. Il comparto tecnico è di indubbio valore: sono ottime infatti sia le scenografie che la fotografia. Morricone non entusiasma, al contrario di uno strepitoso Rush. Doppiaggio poco riuscito.

Berta61 18/01/13 10:04 - 17 commenti

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Bravo Tornatore! Lontano dalla sua Sicilia dà il meglio e anche in questo film lo dimostra. Buon cast, ottima confezione, come di consueto, finale brillante e un racconto che tiene avvinto lo spettatore senza momenti di cedimento. Ma quel che più colpisce è la riflessione sottesa su sguardo e azione, finzione e realtà, che è alla radice di ogni espressione artistica e, nella fattispecie, del cinema. Un esito fin troppo esplicitato, forse, ma che regge grazie alla bellezza delle immagini. Da vedere.
MEMORABILE: Le ripetute inquadrature sull'occhio che spia, dunque sullo sguardo.

Cotola 20/01/13 22:22 - 7521 commenti

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Luci ed ombre equamente ripartite per l'ultima fatica di Tornatore. Di sicuro c'è una confezione di gran classe e bellezza ed una prima ora di alto livello che riesce ad avvincere lo spettatore pur senza sparare chissà quali cartucce. Poi nella seconda parte il film scema, mantenendosi comunque piacevole, per arrivare ad un'ultima mezz'ora che lascia tante perplessità soprattutto per il modo di chiudere il film. Il colpo di scena finale, infatti, non soddisfa e non è certo impossibile da prevedere, ma soprattutto apre alcune crepe nella sceneggiatura. C'è anche tanto sottotesto. Finale aperto?
MEMORABILE: Il "caveau" zeppo di quadri di Rush. La scena con cui si chiude il film (arriverà o è solo una sua convinzione?)

Caesars 21/01/13 10:51 - 2692 commenti

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Buon film di Tornatore, che può contare su un ottimo Geoffrey Rush (praticemente sempre in scena nelle due ore e passa di spettacolo), tecnicamente ineccepibile e con una trama interessante (pur con un finale non propriamente non anticipabile). Certamente non mancano momenti in cui la storia ha qualche cedimento (vedasi ad esempio la penultima asta), ma il regista siciliano sa bene come intrattenere lo spettatore e lo fa alla grande nonostante la pellicola abbia un ritmo non elevatissimo. Sempre gradevole rivedere Donald Sutherland. ***!

Pigro 27/01/13 10:19 - 7788 commenti

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L’ambiguo scontro tra verità e simulazione, tra identità e doppio si materializza nell’incontro tra un antiquario che ama le donne solo dipinte e una ragazza agorafobica: due in fuga dalla realtà. L’apologo filosofico finge di diventare novella romantica e infine trapassa nell’intrigo, perdendo però la sua forza simbolica e mostrando (anche per prolissità) falle narrative e logiche. Ma il fascino rimane, soprattutto nella prima parte, per un film elegante, che affronta in modo inconsueto questioni inconsuete. Ottimo Rush per un bel personaggio.

Myvincent 27/01/13 12:41 - 2551 commenti

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Un film dalle tonalità gialle, ma che punta decisamente verso il sentimento con una frecciata affilata, senza pietà. Quando il cuore più freddo si scioglie, il rischio è di bere un amaro calice, se nella vita non si è stati capaci di farlo battere. Tante leggerezze nella sceneggiatura (che a tratti sembra favolistica) controbilanciate da uno stile inequivocabilmente alto. Finalmente un gran film italiano.

Andykap 6/03/13 12:07 - 37 commenti

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Elegante, ben girato, un bel mix tra cinema internazionale e un certo sapore artigianale europeo (cui giovano soprattutto i set “minori” tra Trieste, Bolzano e Parma). Geoffrey Rush disegna benissimo la patologica solitudine di un affermato battitore d’asta preda di una ossessione che ovviamente lo perderà; il resto del cast è un po’ in soggezione (ma fa sempre piacere rivedere il grande Sutherland). Più fiaba che mystery e quindi non dispiace scoprire molto prima come andrà a finire: più della trama contano atmosfere, dettagli e simboli.

Saintgifts 26/02/13 00:18 - 4098 commenti

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Durante la visione la prima e più notevole impressione è la caduta di qualità quando la storia entra nel vivo rispetto a un inizio praticamente perfetto. Nel finale c'è un certo recupero, dato dalla spiegazione, di diverse incongruenze, ma non per questo completamente accettabili. A fine visione, passati i titoli di coda, c'è la forte sensazione di un prodotto meccanico con ingranaggi perfetti o che comunque devono combaciare come l'automa di Vaucanson, che non potrà mai essere un uomo vero. Virgil Oldman direbbe: "Bello ma è un falso".

Cloack 77 4/03/13 16:35 - 547 commenti

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Geoffrey Rush è tutt'uno con il personaggio, asseconda i suoi umori e muta con l'andare del tempo, perfetto nel sentirsi addosso una sceneggiatura che cresce ancora lasciando intuire addirittura la possibilità di mutarsi in un melò impossibile. E invece l'intoppo è proprio questo, il melò che non si realizza, le carte si scoprono e l'amore rende il tutto abbastanza stucchevole.

Xamini 1/05/13 02:24 - 1012 commenti

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Elegante, anzitutto. Proprio come Geoffrey Rush, il volto del protagonista, il film veste una forma che denuncia classe da ogni inquadratura. Poi si fa istrionico, sfiorando il thriller, stolto in qualche soluzione, sulle orme di una splendida Sylvia Hoeks, seducente mescola di fragilità e follia, e arriva a perdere qualche colpo sul finale, rinunciando a un pelo di coerenza, pur di scuotere lo spettatore. Ci riesce e torna persino al suo manto d'eleganza.
MEMORABILE: Il finale

Daniela 13/05/13 09:46 - 9393 commenti

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Regista di filmoni talvolta più indigesti che ispirati, Tornatore riesce ad intrigare con thriller con pochi personaggi e twist finale. Era successo per Una pura formalità e La sconosciuta, accade anche in questo film imperniato su un antiquario banditore d'aste di scarsa onestà professionale, collezionista segreto di donne, ma solo su tela, che si imbatte in una ragazza più misantropa di lui, restandone affascinato... Una storia elegantemente impaginata, ben recitata da Rush, le cui incongruenze logiche, pur vistose a posteriori, non rovinano la visione né la rendono meno intrigante.
MEMORABILE: La nana numerica - l'automa da ricostruire come un puzzle à l'interno del ristorante praghese

Bruce 27/05/13 12:46 - 1004 commenti

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Film atipico e di difficile catalogazione; drammatico, sentimentale, psicologico, giallo... tutto insieme. Vi si respira l'aria buona degli anni settanta, forse grazie al tema di Morricone e alla forte suggestione della casa misteriosa e abbandonata dove vive rinchiusa e sola la ragazza. Non tutto fila per il verso giusto, ma la vicenda, sospesa tra verità e finzione, intriga lo spettatore.

Zaratozom 2/06/13 12:19 - 56 commenti

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Virgil si toglie i guanti solo per accarezzare le opere d’arte. Il film sta tutto qui. Il Tornatore che per me funziona di più è questo. Raffinato, truffatore, elegante, seminatore di indizi fasulli, creatore di misteri di Pulcinella che fregano solo i semplicioni come me che vengono attratti dalla bellezza dell’inquadratura, dai soggetti e dalla recitazione. Diciamo che questo film è strutturato come Una pura formalità. Chi ha apprezzato quello, vedrà con piacere anche questo. La dannazione come un lavacro per una nuova vita.
MEMORABILE: Il caveau di Virgil. Impressionante in tutte e due le versioni, prima e dopo.

Delpiero89 2/07/13 15:20 - 263 commenti

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Bisogna dire la verità: questo é un grandissimo film. Teso, le due ore volano e tengono incollato lo spettatore. Molto hitchcockiano; con le dovute proporzioni quasi una Donna che visse due volte dei giorni nostri. Trama affascinante ma non eccessivamente "ingarbugliata", eleganti immagini (la villa, la collezione di guanti, la collezione dei ritratti femminili...) e un grandissimo Rush. La colonna sonora di Ennio Morricone (tra Zbigniew Preisner e C'era una volta in America) al solito eccezionale.
MEMORABILE: La collezione di guanti; La collezione di ritratti femminili; Le aste.

Schramm 3/10/13 13:41 - 2414 commenti

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Tornatore si pone quale nostro miglior offerente: sacrifica sugli altari del set e dello schermo il minimalismo e la tinellaggine pantofolaia che lasciano appestato il cinema italiano, contrappone come oggetto smarrito et ultracorpo quello di uno sfarzo spalmato su ogni dove, che guarnisce i significati (tanto che si ingrassa solo a vederli, figuriamoci a recepirli), di un'autorialità affezionata all'ipnosi che sopravanza la storia, fa di Rush un'opera d'arte d'altri tempi vociante e semovente e del robot suo doppio il vero protagonista, dell'estetica un metal-detector del vuoto dei tempi.

Luchi78 20/09/13 16:51 - 1521 commenti

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Film ben congegnato; peccato che in un paio di punti sveli le carte e lasci intravvedere il finale a sorpresa. La scrittura, per quanto fantasiosa possa risultare, viene coadiuvata dal ritmo che la mano registica di Tornatore gestisce sapientemente, mentre le musiche di Morricone e un'ottima fotografia fanno il resto. Altro pezzo forte è l'interpretazione di Rush, che coinvolge e affascina. Un film che nonostante qualche imprecisione non lascia indifferenti.

Lythops 26/09/13 06:35 - 972 commenti

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Interessante dal punto di vista formale, il film assomiglia a un dolce splendidamente incartato ma insipido. Divisibile in due parti: una prima interessante e coinvolgente e l'altra eccessivamente improbabile; alla fine abbiamo la solita operetta sentimentale. Ma è credibile trovare casualmente i pezzi dell'automa? Un'agorafobica mentalmente disturbata bellissima? Un uomo della caratura del personaggio maschile, avvezzo a ogni genere di imbroglio, non accorgersi di nulla? Belle location, musiche, scenografie digitali e non. E i contenuti?

Lucius 4/10/13 10:35 - 2819 commenti

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Uno dei più riusciti film di Tornatore, un prodotto di alto lignaggio cinematografico, un thriller elegante, ben congegnato che nulla lascia al caso. Tutto appare estremamente curato, dalle location alla soundtrack, alla storia assai realistica. Un uomo che relega la sua primaria passione in secondo piano dopo aver conosciuto una donna bellissima: si troverà a fare i conti con un tradimento che si rivelerà a lui fatale. Coinvolgente, autentico, un film d'autore come pochi.
MEMORABILE: La villa al centro del film.

Capannelle 6/10/13 00:07 - 3721 commenti

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Elegante, curato nei dettagli e con uno sfondo scenografico che lo eleva dalla media. Ma troppo didascalico nell'approfondimento delle situazioni e nei dialoghi, dannatamente mancante di sfumature che avrebbero impreziosito i personaggi. Rush fa la sua gran figura (anche troppo), i giovani sono discreti ma non acquistano spessore col procedere delle scene. Morricone non scrive una nota nuova che sia una e Tornatore scrive la sceneggiatura in modo non proprio impeccabile. Rimane comunque un buon film nel nostro panorama e la serata passa bene.

Giacomovie 13/12/13 01:32 - 1347 commenti

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Un esperto d'arte, capace di distinguere sempre il falso dall'autentico, non riesce a fare lo stesso con le intenzioni di una donna. Tornatore esplora il mondo dell'arte con un'ambientazione di classe. Tecnicamente il film si avvicina alla pregevole fattura, con una trama che si snoda a spirale ma con un andamento ombroso e distaccato che riduce l'efficacia sia del sottile mistero dell'identità che dei momenti di sottile suspence. I diversi accostamenti tra arte e realtà sono pertinenti. ***
MEMORABILE: "In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico".

Giùan 21/12/13 07:21 - 2989 commenti

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Dopo il verismo melodrammatico del suo film migliore (La sconosciuta) Tornatore si produce in un virtuosistico assolo stilistico, il cui perché cinematografico sta nella capacità di condurre e tener desta l’attenzione dello spettatore lungo un percorso le cui coordinate son chiarissime fin dall’incipit a tutti tranne che, ovviamente, a un protagonista astratto dalla realtà, chiuso nello spazio onanistico delle proprie stanze (anche mentali) e del proprio “consumo” artistico. Opera scientemente frigida, non un falso ma certo con nessuna firma “originale".
MEMORABILE: La stanza dei ritratti.

Ilcassiere 28/12/13 13:04 - 283 commenti

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Tornatore ci regala questo bel film che, senza pause o tentennamenti, accompagna lo spettatore attraverso una storia fatta di ossessioni, a volte vere e a volte simulate, facendo davvero volare le due ore della durata della pellicola. Ci sono molti cambi di direzione, mai prevedibili e molte immagini affascinanti, dalla collezione di guanti alla stanza dei quadri. Ma è l'interpretazione di Rush il vero valore aggiunto: la sua rappresentazione del professionista forte, ricco e sicuro che nasconde però una grande fragilità interiore è notevole.

Mickes2 2/01/14 14:47 - 1668 commenti

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Virgil usa i guanti come schermo verso le cose meno care. Le sue dita esistono solo per i suoi adorati dipinti, le uniche donne che abbia mai amato davvero. Un imprevedibile, fortissimo tornado a cielo grigio (come la sua vita) irrompe senza pietà dilaniando i meccanismi di un’esistenza calcolata come il passo degli ingranaggi. Tanta eleganza e perizia tecnica ma sostanza poca e sviluppo fallace, finanche artificioso; pregevole il discorso del falso e del vero, ma per essere un giallo esistenzialista twist più prevedibile non poteva esserci.

Manfrin 21/04/14 21:13 - 326 commenti

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La mano di Tornatore, la classe di Rush e le musiche di Morricone creano una delicata commistione che permette allo spettatore di immedesimarsi nel protagonista, un anziano e stimato battitore d'aste, assieme alle sue manie, alle sue ansie, ai suoi vizi. Qualche forzatura nella trama non offusca di certo un'opera d'autore davvero interessante.

Piero68 25/02/14 10:08 - 2758 commenti

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Nonostante la buona regia di Tornatore il film dura circa una mezz'oretta: un quarto d'ora all'inizio e uno alla fine. L'ora e mezza compresa tra i due spezzoni è praticamente fuffa. E non solo per l'estrema lentezza che permea tutta l'ambientazione ma perché la sceneggiatura non riesce ad andare oltre a qualche dialogo più o meno interessante. Se lo spettatore viene rapito da un inizio più che intrigante viene presto riportato alla realtà da una banale storia d'amore. Finale più che prevedibile. Bravo come sempre Rush e fotografia discreta.
MEMORABILE: La competenza con cui Oldman riesce a valutare se un quadro è un falso.

Nando 11/02/14 09:31 - 3475 commenti

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Un banditore e una misteriosa ragazza. Tornatore confeziona una pellicola elegante che mostra una prima parte attenta e ben delineata mentre nella seconda sfiora il melodramma. Ottimo Rush, che regala una bella interpretazione ben supportato dalla Hoeks. Sempre corrette le ambientazioni e interessante quel clima inquieto che aleggia.

Yamagong 24/02/14 23:33 - 274 commenti

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I colpi di genio arrivano quando meno te li aspetti. Così ecco che, improvvisamente, Tornatore torna a stupire grazie a un film fosco, grottesco e incredibilmente beffardo. La regia gioca maestosamente mescolando i registri del drammatico, del thriller e del sentimentale, realizzando un'interminabile suspense che deflagra in uno dei finali più spiazzanti e intelligenti mai visti in un film contemporaneo. Atmosfera evocativa, tra polverose anticaglie, interni barrocchi e una fotografia spenta. Ispirato Morricone. Rush in pieno stato di grazia.
MEMORABILE: La presentazione di Virgil, in tutta la sua eccentrica solitudine; Il terrificante (in senso buono) finale; Il paragone asta-relazione.

B. Legnani 2/03/14 17:24 - 4722 commenti

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La magniloquenza di Tornatore, fuori luogo in Baarìa, trova adeguata ambientazione nelle aste milionarie. Il tema principale del film è l'amore senile, sul cui tema viene avvitata una trama sostanzialmente gialla, cui avrebbe giovato una decina di minuti in meno. La vicenda ha qualche falla, peraltro compensata da alcuni momenti gustosissimi (dalla torta non mangiata al carrello finale, in mezzo a emblematici e barocchi "mobili ordigni di dentate rote") e da due attori anziani impeccabili.
MEMORABILE: "Vivere con una donna è come partecipare ad un'asta. Non sai mai se la tua è l'offerta migliore"

Nancy 6/03/14 15:23 - 774 commenti

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Manierato nella regia e certamente curato nei dettagli questo film di Tornatore, anche se non si capisce bene dove esattamente voglia andare a parare. La storia del battitore d'aste ben interpretato da Geoffrey Rush poteva reggere se non si fossero inseriti (e chi scrive ne ha avvertito un po' la forzatura) cavilli e intortigliamenti di sceneggiatura per rendere più "serio" il tutto, col solo risultato di coprire di ridicolo alcuni passaggi, specie quelli finali (anche se già intuibili). Un film abbastanza straniante, ma non in senso positivo.

Puppigallo 29/03/14 11:30 - 4508 commenti

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La puzza di bruciato si sente subito (la situazione è talmente singolare...). Ma nonostante questo è impossibile non apprezzare tale pellicola, che fa dell'interpretazione del protagonista e di chi gli ruota attorno, il suo punto di forza. Siamo al cospetto di un uomo grigio, immerso in quello che è tutto il suo mondo (l'arte). Ma anche lui è umano; e quando nella sua vita entra lei, ha lo stesso effetto di un tarlo, che gli rosicchia via certezze e stabilità, diventando un'ossessione. Se ci si adatta al "ritmo" del battitore d'asta, nonostante qualche forzatura, sarà una piacevole visione.
MEMORABILE: "Lei è bravissimo a parlare senza dire niente"; L'asta (un momento sacro per il protagonista) totalmente sconvolta dalla scomparsa di lei.

Stelio 20/04/14 10:27 - 384 commenti

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Regia maestra di Tornatore, probabilmente il suo miglior lavoro dal punto di vista tecnico e sceneggiativo. L'ispirazione artistica non è ai livelli di Nuovo Cinema Paradiso ma di sicuro avanti ad altri suoi capolavori, da La leggenda del pianista sull'oceano al misconosciuto Una pura formalità. Interpreti quasi tutti magistrali (forse qualche dubbio sulla protagonista femminile, comunque affidata a una parte a lei congeniale), esteticamente una gemma dall'inizio alla fine. Un film che cambia genere tre volte, pazzesco.
MEMORABILE: "Com'è vivere con una donna?" "Esattamente come partecipare a un'asta. Non sai mai se la tua offerta sarà la migliore".

Homesick 24/04/14 18:02 - 5737 commenti

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All’inizio si viene intrigati dall’enigmatico racconto, anche per i suoi forti legami con la pittura e con la robotica di de Vaucanson, ma nel giro di appena mezz’ora si finisce risucchiati ex abrupto in un vortice di melensaggini e banalità che emanano il tanfo di una fiaba patetica; e la giustificazione in ultimo addotta per far quadrare il cerchio è alquanto frettolosa e posticcia. Al fallimento della sceneggiatura Tornatore replica con una regia vigile, una Trieste mitteleuropea avvolta in ricercatezze cromatiche e un Geoffrey Rush meglio come sgradevole misantropo che ingenuo innamorato.
MEMORABILE: L’armadio con i guanti, porta d’ingresso per una collezione di ritratti femminili; le aste.

Paulaster 14/05/14 10:57 - 2781 commenti

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La visione di questo cinema provoca sentimenti contrastanti: prima parte interessante e godibilissima per l’ambientazione e il piglio di Rush, poi l’attenzione va sul rapporto di coppia e il magico impatto si affievolisce. Gli accadimenti amorosi presentano incongruenze che man mano si accentuano facendo dubitare della sceneggiatura. Finale tra la catarsi e il vuoto di idee, così così. Tornatore dirige bene (anche se imperdonabile nella scena del pube): dimostra padronanza del mezzo nonostante sviluppi scontati.

Escape1 25/05/14 00:31 - 12 commenti

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Rendo merito al regista di avere creato un capolavoro, come è insito nel suo DNA. Tuttavia ritengo che la sceneggiatura regga per i primi trenta minuti, piccando, clamorosamente, nell'istante in cui la committente si appalesa, nella sua beltà, allo spettatore. Sarà una mia deformazione, cresciuto con il fantasma del Louvre, che si svela solo all'ultimo!

Neapolis 1/06/14 17:49 - 175 commenti

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Dopo l'esordio col botto di Nuovo cinema Paradiso e Il camorrista Tornatore sembra proprio essersi smarrito per strada e quest'ultima prova ne è una conferma. Il maggior difetto della pellicola è la mancanza di credibilità nella storia, che dopo il buon inizio si perde in una trama al limite del farsesco e dell'inverosimile. Buono Geoffrey Rush solo nella parte del misantropo battitore che colleziona ritratti di figure femminili, tutto il resto è da dimenticare.

Ultimo 5/09/14 21:04 - 1359 commenti

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Tornatore torna a dirigere un film coi fiocchi: gran regia, ottima prova del cast in un film denso di contenuti in grado di catturare l'occhio fin dall'inizio. Il tutto prosegue bene, con un Geoffrey Rush banditore d'asta che si trova a fare i conti con una "oscura" cliente. Nulla è dato per scontato e il finale soddisferà anche i palati più fini. Presente anche Donald Sutherland.

Elsolina 14/03/15 11:05 - 41 commenti

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Ammirevole interpretazione di Geoffrey Rush, calato con grande perizia nei panni di un battitore d'aste sicuro della propria integrità di uomo e professionista. Sicurezza abbattuta, però, dall'incontro con una giovane donna che rivela la fragilità psicologica del protagonista. Tornatore seduce con l'avvincente trama, una riflessione sulla vulnerabilità e la debolezza dell'uomo, illustrata nel colpo di scena finale che cambia le carte in tavola e lascia lo spettatore con l'amaro in bocca. Top Morricone.
MEMORABILE: "Vivere con una donna è come partecipare a un'asta. Non sai mai se la tua è l'offerta migliore".

Il ferrini 1/02/16 23:47 - 1680 commenti

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Un film molto elegante, con una regia e una fotografia assai suggestive. Geoffrey Rush semplicemente perfetto per il ruolo, Donald Sutherland sempre piacevole. L'atmosfera iniziale del film è molto intrigante, misteriosa e l'intreccio lascia presagire grandi sviluppi narrativi che poi in realtà verranno almeno in parte disattesi. Tuttavia si tratta di un ottimo prodotto, impeccabile nella confezione e abbastanza avvincente. Il colpo di scena finale è parzialmente prevedibile ma comunque è raccontato con grande stile.
MEMORABILE: "Vivere con una donna è come partecipare a un'asta. Non sai mai se la tua è l'offerta migliore".

Alex75 1/03/16 09:38 - 676 commenti

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Attraverso una vicenda imprevedibile e coinvolgente, ambientata nel contesto inusuale delle aste, Tornatore offre spunti non banali sulle fobie sociali, sulle meccaniche dei sentimenti e soprattutto sul rapporto inestricabile e ambiguo tra verità e finzione, con grande cura di dettagli e dialoghi. Alcune cadute di stile e alcuni passaggi cervellotici sono riscattati dall’enigmatico e inquietante finale. Buone le prove degli attori, soprattutto quella dell'espressivo e umorale Geoffrey Rush.
MEMORABILE: Le collezioni di Virgil e i suoi dialoghi con Robert; Il parallelo tra la costruzione dell’automa e quella della relazione; Il ristorante praghese.

Guru 1/08/16 17:35 - 348 commenti

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Sicuramente ben curato e ben sceneggiato, il film non pecca di presunzione come giallo ma si destreggia decorosamente nei meandri di una storia anche grottesca e paradossale. La fine scontata (volutamente) è trattata in modo delicato e con un ingranaggio voluto! Si riconoscono le luci e le ombre di una regia squisita ma non esagerata e i personaggi recitano la loro parte divinamente. Grande Tornatore.

Rigoletto 23/04/16 19:09 - 1565 commenti

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Il film si gioca tutto su due elementi: una protagonista che c'è ma... non c'è e la straripante performance di Geoffrey Rush. Lui è un mostro di bravura, ogni scena in cui è presente prende corpo, vita propria. La storia è poi condotta da Tornatore con professionalità senza sconfinare nell'accademismo e porta a un finale notevole che però non sarà apprezzato da tutti. Il ritmo lento, la durata non indifferente e una certa monocromia visiva non sono sempre carte vincenti, ma in questo caso non turbano il risultato complessivo.

Fabbiu 27/07/16 20:47 - 1933 commenti

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Una splendida e ben riuscita riflessione sulla vita sotto molti punti di vista (dal rapporto con gli altri alle conseguenze dei sentimenti), espressa anche attraverso i dialoghi ben costruiti dei vari personaggi. Durante la visione si passa dal provare antipatia all'affezionarsi sempre più al protagonista interpretato ottimamente dal bravo Rush, anziano e "storico" battitore d'asta. La fotografia è elegante e raffinata, in linea con il contesto centrale della trama; il finale, riuscito, lascia alquanto amareggiati.

Lou 19/09/16 18:10 - 958 commenti

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Film riuscito di Tornatore, con una sceneggiatura originale e molto ben articolata, ambientata nel mondo del collezionismo d'arte. L'intrigante relazione sentimentale che vede coinvolto un battitore d'aste di successo inesperto nei rapporti con le donne, mirabilmente interpretato da Goffrey Rush, è appassionante e conduce a una svolta finale drammatica e sorprendente. I meccanismi di seduzione si intrecciano diabolicamente con i misteri dell'arte, dove si confondono i confini tra realtà e finzione, tra autenticità e simulazione.

Almicione 16/12/16 02:31 - 765 commenti

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Trama che fa perno sulla curiosità, sagacemente stimolata nello spettatore e nel protagonista da questa misteriosa e fantomatica ragazza che si cela dietro un muro, di cui conosciamo la voce ma non il volto. Il gioco regge bene finché non si apre la porta, che sarebbe dovuta rimanere chiusa fino al finale per stimolare ancora lo spettatore. Ma lo schema era un altro, suggerisce Tornatore e sbadatamente lo rivela già a metà pellicola. La sua regia è senza dubbio lodevole, mentre il cast lascia a desiderare. Una visione è imprescindibile.

Rocchiola 23/02/17 15:17 - 864 commenti

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Il film conferma che Tornatore si esprime al meglio quando gira alla larga dalla sua amata Sicilia. Ormai dedito a un cinema dal respiro internazionale in controtendenza con l'odierno e misero panorama italiano, il regista ci offre un thriller psicologico a cui giova la sorpresa finale in un momento in cui la storia stava perdendo interesse e suggestione. Interessante la figura del protagonista mercante d'arte di successo ma socialmente emarginato, sempre inguantato e non avvezzo ai rapporti con il prossimo, soprattutto se di sesso femminile.
MEMORABILE: La scoperta del furto dei dipinti; "Vivere con una donna è come partecipare a un'asta, non sai mai se la tua è l'offerta migliore"; La visione pubica.

Minitina80 16/03/18 19:18 - 2336 commenti

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Tornatore scrive e dirige un buon giallo, tecnicamente inoppugnabile e assai elegante. Rush si dimostra attore di lignaggio interpretando magnificamente il battitore d’aste e offuscando chiunque gli graviti intorno. La sceneggiatura, invece, tradisce qualche imperfezione nei raccordi e in alcuni snodi. Dietro la maschera del giallo si nasconde una piccola chiave di lettura riguardo la fragilità dell’animo umano, imprigionato dietro formalismi e apparenze. Non incide Morricone, rimanendo in sordina per tutto il tempo.
MEMORABILE: Anche in un falso d'arte c'è qualcosa di vero!

Matalo! 26/08/17 16:14 - 1368 commenti

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Da uno dei registi che meno apprezzo (vedi l'orrido Pianista) un film che mi ha sorpreso per la buona messinscena, polanskiana e per un protagonista, as usual, eccelso. Come girare un piccolo film e dimostrare un bell'artigianato narrativo, alla pari di modelli esteri. La morale è che chi vuol controllare tutto è il primo a perdersi. Persino dall'amico più caro. Bello il finale fatalista in un contesto in cui domina il tempo e i "dialoghi" con la protagonista; in fondo chi si protegge dalla realtà non è lei, in tutti i sensi.

Magi94 27/11/17 22:58 - 675 commenti

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Forse il meno tornatoriano e più internazionale dei film di Tornatore (non avrei saputo minimamente dire che fosse stato lui a dirigerlo), ma non per questo meno bello. La storia di seduzione dell'anziano battitore d'aste è intrigante, elegantemente maliziosa nel personaggio di Claire che gioca tutto sul nascondere se stessa (meravigliosa la scena in cui Rush la spia dietro la statua). Anche l'inganno finale è un colpo da maestro, spietato ma allo stesso poetico grazie a una regia sapiente e fascinosa. Bellissima l'ultima scena.
MEMORABILE: "Vivere con una donna è come partecipare a un'asta. Non sai mai se la tua è l'offerta migliore".

Pinhead80 25/10/19 17:57 - 3948 commenti

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Un battitore d'aste miliardario che conserva nella sua villa centinaia di opere d'arte dal valore inestimabile, rimane affascinato da una donna che non esce mai di casa. Finirà per innamorarsene. Gli ingranaggi che il protagonista ritrova nella villa della giovane affetta da agorafobia sono gli stessi che muovono una bella sceneggiatura, interpretata con grande classe da una regia raffinata che ha saputo far coesistere il gusto per il bello con quello per il mistero.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 6/10/13 00:12
    Scrivano - 2505 interventi
    3 pallini che potevano anche essere 2,5 ma visto che lady capannelle ne avrebbe dati più di 3 mi sono tenuto alto.
    E diamo anche un premio a quei pochi registi italiani che osano percorrere generi meno battute, anche se Tornatore nella scrittura dei film un pò nazional-popolare lo è.
  • Discussione Galbo • 6/10/13 08:05
    Gran Burattinaio - 3754 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    3 pallini che potevano anche essere 2,5 ma visto che lady capannelle ne avrebbe dati più di 3 mi sono tenuto alto.
    E diamo anche un premio a quei pochi registi italiani che osano percorrere generi meno battute, anche se Tornatore nella scrittura dei film un pò nazional-popolare lo è.


    io gli ho dato 2,5. A mio avviso un film dalle grosse potenzialità che però accusa un calo vistoso nella seconda parte. Tornatore inoltre a mio parere ha "toppato" nella scelta della protagonista femminile, priva del fascino e del mistero necessari al ruolo. In ogni caso, visto il livello di gran parte del cinema italiano, ce ne fossero film così !
  • Discussione Lucius • 14/01/14 13:53
    Scrivano - 8325 interventi
    Non immaginavo, comunque chi come me ha gradito il film (non poco) saprà apprezzarle.
  • Discussione Lucius • 17/01/14 10:40
    Scrivano - 8325 interventi
    Aggiunto un fotogramma all'attico.
    Nei titoli di coda leggo che hanno girato sia a Vienna che a Praga.
    Ultima modifica: 17/01/14 12:01 da Lucius
  • Discussione Lucius • 29/05/14 03:39
    Scrivano - 8325 interventi
    Se volete completate i post o lo faccio io prossimamente coi miei tempi. Zender di odierne ne ho messe solo due, le altre erano segnalazioni preeesistenti.
    Ha parlato anche di un'altra location importante che riporterò il 30.
    Ultima modifica: 29/05/14 03:51 da Lucius
  • Discussione Zender • 29/05/14 07:54
    Consigliere - 43513 interventi
    solo che non possiamo mettere in verificate cose non comprovate (e non comprovabili) da immagini. Lasciamo in segnalazioni.
  • Discussione Ruber • 15/07/16 16:36
    Compilatore d’emergenza - 8966 interventi
    Visto ieri sera per la prima volta (mi ero promesso più volte di vederlo dopo la sua uscita nelle sale), e mai avrei pensato ad un finale del geenere! Pazzesco, Tornatore merita 10+ per l'ultima parte e un po meno per la parte centrale che può essere un pò noiosa. Ma il film in generale è veramente ben scritto e girato, una sceneggiatura che per me lo porta ad essere una delle sue migliori opere insieme a "Nuovo Cinema Paradiso".

    Galbo ho letto il tuo commento che si distacca molto da quasi tutti gli altri che gli hanno dato voti e commenti lodevoli o anche molto lodevoli, concordo che ci sia una parte un pò noiosa come ho scritto nel post, ma bisogna dire che si rifà molto bene nell'ultima, e complessivamente lo giudico un buon film, certo non hai livelli di "Nuovo Cinema Paradiso" ma meglio per certi versi di "Baaria".
    Ultima modifica: 15/07/16 16:52 da Ruber
  • Discussione Galbo • 15/07/16 19:59
    Gran Burattinaio - 3754 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Visto ieri sera per la prima volta (mi ero promesso più volte di vederlo dopo la sua uscita nelle sale), e mai avrei pensato ad un finale del geenere! Pazzesco, Tornatore merita 10+ per l'ultima parte e un po meno per la parte centrale che può essere un pò noiosa. Ma il film in generale è veramente ben scritto e girato, una sceneggiatura che per me lo porta ad essere una delle sue migliori opere insieme a "Nuovo Cinema Paradiso".

    Galbo ho letto il tuo commento che si distacca molto da quasi tutti gli altri che gli hanno dato voti e commenti lodevoli o anche molto lodevoli, concordo che ci sia una parte un pò noiosa come ho scritto nel post, ma bisogna dire che si rifà molto bene nell'ultima, e complessivamente lo giudico un buon film, certo non hai livelli di "Nuovo Cinema Paradiso" ma meglio per certi versi di "Baaria".


    non mi è dispiaciuto ma non mi ha convinto fino in fondo; certo paragonato all'ultimo orrido film è un capolavoro.....
  • Discussione Alex75 • 9/08/16 17:49
    Call center Davinotti - 622 interventi
    Per stile e tematiche, Tornatore è un autore decisamente lontano dai miei gusti; avevo visto, a pezzi, "Nuovo Cinema Paradiso" e "La leggenda del pianista sull'oceano", e mi avevano tediato, da quanto li ho trovati vuoti; da lavori più recenti mi sono tenuto alla larga. Di questo film mi incuriosiva la trama, e, forse per il fatto che avevo poche aspettative, la visione mi ha lasciato piacevolmente sorpreso e spiazzato, per un suo certo fascino, anche se compiaciuto, per i suoi temi e personaggi non banali e per l'assenza di quel retrogusto da fiction televisiva di molti film di oggi. Di qui le mie 4 palle: non è nella mia cineteca ideale, ma, in confronto a molte produzioni di questi anni, è un capolavoro.
  • Homevideo Rocchiola • 23/02/17 15:20
    Call center Davinotti - 1134 interventi
    Confermo che il Bluray della Warner è ottimo sotto tutti gli aspetti.
    Ultima modifica: 23/02/17 15:22 da Rocchiola