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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/07/17 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 24/07/17 08:40 - 10342 commenti

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Contabile ex alcolista disoccupato accetta un lavoro facile e ben retribuito, da svolgere con assoluta discrezione: trascrivere delle intercettazioni telefoniche... Promettente esordio nel lungometraggio di un nuovo regista con un thriller da inserire nel filone paranoico/complottistico, con un uomo comune intrappolato in una situazione apparentemente senza via di scampo. Il valore aggiunto è costituito dalla prestazione di Cluzet, assai convincente nel ruolo: segnato dalla vita, chiuso in se stesso e rassegnato alla solitudine, un perdente capace però di scatti imprevedibili.
MEMORABILE: In ufficio in mezzo ai faldoni

Kinodrop 16/08/17 18:26 - 1868 commenti

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Rimasto senza lavoro dopo una parentesi da alcolista, Duval viene ingaggiato da una misteriosa e potente organizzazione col compito di trascrivere compromettenti intercettazioni telefoniche. Thriller di vecchio stampo ma molto chiaro, senza indugi o tergiversazioni che punta al progredire della tensione psicologica del protagonista stretto nella morsa di vicende sempre più ingarbugliate. Ottima l'interpretazione di Cluzet, coadiuvato da un cast di qualità; peccato per il finale un po' affrettato e a effetto, anche se di indubbia efficacia teatrale.
MEMORABILE: Le giornate di Duval tra routine e colpi di scena; Il finale in notturna nello stadio vuoto.

Galbo 25/08/17 05:58 - 11613 commenti

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Bellissimo film francese che ricorda alcune grandi pellicole americane degli anni 70 per tema e sopratutto per spirito. Un grande Francois Cluzet interpreta magnificamente un uomo comune alle prese con un complotto politico che finisce per schiacciarlo in un bel crescendo di tensione. La messa in scena volutamente spartana accentua la confusione emotiva del protagonista. Splendido il finale. Film da non perdere.

Minitina80 29/09/17 18:49 - 2556 commenti

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Titolo quanto mai esplicativo per un thriller di stampo prettamente europeo che include qualcosa in più del solito. Spionaggio e politica, polizia e servizi segreti si mescolano per una volta senza inseguimenti, esplosioni o scene d’azione ai limiti dell’impossibile. Kruithof lascia qualche scampolo di spazio per riflettere su quanto la società sia governata da fili invisibili all’occhio comune e tira in ballo un uomo come tanti per descrivere questa situazione. I termini per identificarlo come polar ci sono e la qualità è decisamente buona.

Cotola 30/12/17 12:49 - 7872 commenti

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Bel thriller, a sfondo politico, proveniente dalla terra dei cugini. Colpisce per uno stile assolutamente spartano e di grande sobrietà che è però funzionale alla storia narrata, incentrata su un uomo "grigio" e ordinario. Molto ben orchestrato ed efficace il crescendo di tensione che si basa sul tenere ben coperti i moventi di alcuni personaggi. Bravissimo Cluzet mentre la Rohrwacher recita alla sua solita maniera, tra l'altro non aiutata da un personaggio quasi del tutto inutile. Finale discutibile, ma secondo me riuscito.

Capannelle 1/01/18 00:37 - 3876 commenti

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Molto interessante il meccanismo dell'uomo qualunque imprigionato nelle oscure trame del potere, ottimamente interpretato da Cluzet. Funziona meglio nel crescendo di tensione del primo tempo, quando si tratta di tirare le fila onestamente i passaggi topici si prestano a più di un dubbio ma il ritmo e una messa in scena abbastanza indovinata permettono di passarci sopra. Rohrwacher non al massimo ma soprattutto per la parte affidatale.

Jandileida 29/04/18 22:19 - 1309 commenti

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Per seguire le peripezie dell'uomo qualunque Cluzet nei marosi dello stato parallelo c'è bisogno di sospendere la propria incredulità fino a vette altissime, così alte che quasi manca l'ossigeno. Se è infatti interessante lo spunto iniziale e non dispiace nemmeno l'approccio filmico alla Haneke, già al primo snodo cruciale della vicenda si inizia a pensare che in Boulevard Mortier rimpiangano l'approccio no-nonsense di un Lino Ventura. Film dignitoso e ben interpretato da Cluzet ma che tira troppo la corda fino a un finale da sbraco totale.

Il ferrini 12/05/18 00:47 - 1832 commenti

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Ottimo thriller, dalla trama lineare ma non per questo banale. Se si considera che è un'opera prima, sia la regia che il montaggio sono sbalorditivi, non per particolari virtuosismi ma per asciuttezza ed efficacia. Cluzet se possibile riesce di nuovo a superarsi dando vita a un personaggio cupo e disperato, Alba Rohrwacher è piuttosto accessoria ma risulta utile per la caratterizzazione del protagonista. Il film è breve e scorre veloce dosando con parsimonia i colpi di scena. Senz'altro da vedere.

Nicola81 26/07/19 18:07 - 2128 commenti

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Thriller politico in cui si respira quell'aria di cospirazione e paranoia tanto cara a certe pellicole degli anni '70. Improntato a una apprezzabile sobrietà, sia nell'azione che nella messa in scena, è tuttavia sorretto da un'idea di partenza sulla cui credibilità potremmo discutere a lungo: possibile che a un perfetto sconosciuto venga affidato un incarico che gli mette in mano informazioni così delicate? Comunque si lascia seguire con interesse, sino a un finale che non volerà troppo in alto, ma nemmeno delude. Buona la prova di Cluzet.

Ira72 28/07/19 21:24 - 1047 commenti

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Pochi fronzoli e molta sostanza per questo bel thriller sapientemente sceneggiato e interpretato ancora meglio da un ottimo - ma non c’erano dubbi - Cluzet. In parte anche il resto del cast, invece Rohrwacher è ininfluente e piuttosto piatta. Ma. Tutto il resto funziona egregiamente, trascina e conquista con un finale a sorpresa che lascia il palato cinefilo soddisfatto. Cluzet rende empatico un uomo comune, solitario e castigato dalla vita che, toccato il fondo di interminabili giornate grigie e vuote, ha bisogno di risollevarsi. Ma il conto è salato!

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Bubobubo 15/02/21 17:50 - 1446 commenti

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All'irreprensibile contabile Duval (Cluzet) viene avanzata una ricca proposta di lavoro che non si può rifiutare: trascrivere per un'agenzia di sorveglianza privata l'esatto contenuto di alcune intercettazioni in un anonimo ufficio senza dare nell'occhio. Il gioco delle parti sembra funzionare, ma... Sovrastrutture politico-criminali e complottismo da strategia della tensione: il primo tradimento inforna i successivi, in una spirale senza fine in cui nessuno può fidarsi di nessuno. Perfetto Cluzet come travet stritolato dal meccanismo: in ombra la spalla femminile Rohrwacher.
MEMORABILE: Irruzione fallimentare nell'ufficio di Al Shamikh; Il finale, fulmineo.

Gottardi 5/05/21 12:20 - 107 commenti

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Disoccupato di mezza età senza prospettive accetta monotono lavoro di trascrizione senza sapere di essere un minuscolo ingranaggio di un complotto. Classico noir alla francese in cui l’azione, che pure non manca con sangue e omicidio, è affiancata da un opprimente senso di non appartenere a sé stessi. Perfettamente calibrato fino al finale esplosivo, il film si avvale di un ottimo Cluzet che non abbandona mai la sua anima da travet senza via di fuga. Stile registico in sintonia con l’atmosfera.
MEMORABILE: Il rendez vous finale sugli spalti dello stadio.

Myvincent 24/05/21 07:40 - 2838 commenti

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Un uomo disoccupato e al "collasso" psicologico trova un lavoro come sbobinatore di cassette, poi si accorge di essere entrato in un meccanismo estremamente compromettente. Cluzet, nonostante la faccia raffinata, sa come destreggiarsi in questo thriller politico in cui la costruzione dei personaggi arricchisce una storia, raccontando dei piccoli grandi fallimenti quotidiani della gente comune. Brava la Rohrwacher di poche, ma essenziali parole.
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