La legge del mercato

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Titolo originale: La loi du marché
Anno: 2015
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 10

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/11/15 DAL BENEMERITO GIACOMOVIE
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Giacomovie 6/11/15 01:07 - 1359 commenti

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Il film inizia con le problematiche di vita e di lavoro legate alla crisi economica ma, dopo una buona partenza, stiracchia le situazioni e finisce per analizzare aspetti minori – anche se ugualmente importanti – del microcosmo sociale. L’analisi però perde di efficacia in quanto parlare di cosa può succedere all’interno di un centro commerciale restringe l’ambito descrittivo del titolo. Finale comprensibile nell’idea ma lasciato fine a se stesso. L’atteggiamento del bravo Lindon contribuisce a dare al film un’aria sia seriosa che noiosa.

Myvincent 22/11/15 08:05 - 2713 commenti

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Thierry è un uomo come tanti, in una famiglia problematica nell'Europa contemporanea, in uno spaccato realista come spesso esiste e che è "invisibile" ai più. Il film racconta e descrive, con uno stile scarno ed essenziale, le vicende di un padre di famiglia e marito, responsabile di fronte alle difficoltà della vita, senza addolcire la pillola ma neanche avvelenarla. Ottimo Vincent Lindon.
MEMORABILE: La colonna sonora che "compare" solo nella scena finale.

Galbo 15/04/16 06:36 - 11546 commenti

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Una storia apparentemente ordinaria, che parla di perdita del lavoro e di disagio sociale. Girato in modo realistico, è sicuramente un documento interessante che rifugge da ogni forma di spettacolarità a favore di una naturalezza estrema che colpisce anche in considerazione del fatto che gran parte degli interpreti sono non professionisti. L'unico che lo è, Vincent Lindon si conferma grande interprete fornendo una prova intensa e misurata.  

Daniela 4/05/16 23:38 - 9977 commenti

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Uno spaccato di vita ai tempi della crisi, con un uomo di mezz'età che si ritrova privo di lavoro e anche di identità sociale, costretto a rimettersi sul mercato alla ricerca di una nuova possibilità... Il film rifugge da ogni forzatura spettacolare nella ricerca di un taglio realista, evidente anche nello stile semi-documentario. Alcune sequenze sono molto incisive, altre meno, per cui l'impressione talvolta è di opera interessante ma dispersiva. Per fortuna, a fare da collante c'è l'estrema naturalezza di Lindon che ancora una volta si conferma uno dei migliori attori della sua generazione.
MEMORABILE: Il colloquio di lavoro via skype; La lezione sulla postura da tenere durante un colloquio di lavoro

Kinodrop 4/07/16 23:08 - 1735 commenti

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Argomento, quello della perdita del lavoro e la necessità di reinserirsi, celato dietro a una girandola di pseudo opportunità, inutili corsi di aggiornamento e colloqui umilianti. Lindon presta la sua forza interpretativa, tra rabbia repressa e necessità di compromessi a questa storia che richiama lo stile dei fratelli Dardenne ma che, nonostante i drammatici presupposti, perde di intensità e si riduce a dei tableaux spesso superflui o reiterativi. Anche il finale appare più una sospensione che una soluzione significativa e delude le aspettative.
MEMORABILE: Il colloquio via skype; La lunga lezione di ballo; Ladruncoli, piccoli e grandi drammi all'ipermercato.

Nando 8/06/17 23:49 - 3515 commenti

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La crisi e la perdita del lavoro, tutto incentrato nello sguardo di un intenso Lindon, unico professionista tra un gruppo di attori dilettanti, per una pellicola francese veritiera e cronachistica che, talvolta, sembra tendente al documentario. Clima rarefatto e dialoghi che rendono bene l'idea. Finale di grande impatto etico che genera riflessione.

Jandileida 18/12/17 13:53 - 1290 commenti

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Chiaramente dardenniano nei presupposti, nello svolgimento e, soprattutto, nei modi, il film di Brizé affronta uno dei temi più attuali dal 2008 in poi: la disoccupazione di un protagonista di mezza età. L'impostazione "realista" rende necessario un gran lavoro degli attori: Lindon stupisce per misuratezza e intensità, gli altri fanno da contorno ma con un certo contegno che ben si addice al tema. Si riescono anche a evitare scivoloni melensi (il rischio c'era soprattutto nei momenti in famiglia). Un po' ripetitivo verso la fine ma con qualche gran momento.
MEMORABILE: L'analisi del colloquio di lavoro.

Muttl19741 2/09/18 00:05 - 112 commenti

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Stéphane Brizé racconta la storia struggente di un uomo in composta, dignitosa e trattenuta lotta tra la sopravvivenza propria e della sua famiglia e il suo senso di giustizia e di pietà umana. Ottima la prova di Vincent Lindon premiato a Cannes 2015 come miglior attore. Nei suoi occhi scorrono la sofferenza, la compassione, la vergogna e la rabbia verso la miseria a cui l'attuale società costringe il genere umano. Alla riuscita film non serve molto altro.

Lou 30/08/19 15:54 - 1007 commenti

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Lento e faticoso. L'impostazione è di stretto e cupo realismo, sul modello dei Dardenne e di Ken Loach, ma con un un taglio ancora più documentaristico. Il tema è sicuramente di grande drammaticità e attualità: un uomo di mezza età che perde il lavoro e che deve sottoporsi a prove umilianti per cercare di trovarne un altro. Lindon si conferma attore di grande forza espressiva.

Giùan 28/07/19 07:37 - 3184 commenti

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Sorta di propedeutico studio di carattere alla successiva emotività incendiaria de In guerra (non a caso la fabbrica dalla quale Thierry è licenziato si chiama Perrin). Se dal punto di vista cinematografico alcuni momenti sono staticamente programmatici, reiterati fin a perdere valore (l'insistenza sugli schermi del centro commerciale) o a divenir accessori (il figlio disabile), clamorosamente centrato è il discorso sulla "alienazione" e sulla dissezione della propria individualità e socialità a cui è costretto Thierry. Troppo "determinato" ma sentito.
MEMORABILE: Il colloquio via Skype; La infinita discussione sul prezzo del camper.

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