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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Difficile definirlo un giallo. Lo è solo nell’ultima parte, la migliore, quando finalmente il piccolo nucleo di paesani descritti fin lì da Mazzacurati comincia ad assumere una fisionomia, a trovare una sua vera collocazione nella storia. La prima ora, invece, aveva vissuto di buoni sprazzi e tanta noia, penalizzata da un ritmo troppo lento che se anche può sposarsi bene con la sonnacchiosa provincia veneta (siamo in pieno Polesine tra Taglio di Po, Ca' Tiepolo, Ca' Vendramin...) finisce presto con il mettere a dura prova la pazienza dello spettatore, che attende il concretizzarsi della situazione. L'idea della maestrina “foresta” (dice di venire dalla Toscana) che entra in una realtà...Leggi tutto consolidata da anni attirando su di sé l'attenzione, è quanto di più abusato si possa pensare. Ecco così che attraverso i rapporti della gente nei suoi confronti cominciamo a conoscere il tabaccaio, l'autista del bus, il meccanico tunisino e poi anche lui, il ragazzino aspirante giornalista, voce narrante del film e testimone privilegiato. Mazzacurati dipinge con la giusta malinconia le sue terre, la pianura, ne coglie bene l’essenza e ne sa dipingere con realismo gli abitanti, ma incontra una sceneggiatura povera di spunti e di mordente, che si trascina stancamente fino al momento in cui irrompe inatteso l’omicidio. Non che da lì in avanti si cambi marcia, ma almeno si comincia a seguire qualcosa di più coinvolgente. Attori nel complesso piuttosto modesti tranne Battiston (il tabaccaio) e Bentivoglio, direttore del giornale troppo poco in scena.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/10/07 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/04/09
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Puppigallo 20/10/07 08:37 - 4711 commenti

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La giusta distanza è quella che un giornalista deve mantenere dalla notizia (non troppo coinvolto, ma neanche troppo poco). Uno spaccato di vita in un paesino della pianura, circondato da campi coltivati, dove vivono, o sopravvivono, personaggi di ogni tipo (bravi, in generale, gli attori, a parte il ricco tabaccaio, troppo macchietta). Il film ha un buon ritmo e dialoghi anche piacevoli, ma si ha la sensazione che manchi l’impronta del regista di puro talento, quella sterzata che lo farebbe elevare al rango di pellicola unica. Discreto.
MEMORABILE: Natalino Balasso e le notizie di Focus. L'interpretazione del tunisino. Il sorriso della protagonista.

Mfisk 22/10/07 23:50 - 127 commenti

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Per i primi 75 minuti non succede praticamente nulla; ma è un nulla ben raccontato e ben fotografato. Dopodiché si vira sul giallo e il racconto ne risente in peggio. L'unica spiegazione logica è che il giallo è di moda e ormai senza un omicidio un film non viene neppure distribuito. Nel complesso vale comunque la pena, perché il gioco dei protagonisti è ben disegnato (mentre nei comprimari Mazzacurati non va oltre lo stereotipo banalotto). A un tratto pensavamo che ci si risparmiasse la scena di sesso gratuito: abbiamo perso, ma si vede poco.

Grada 25/10/07 01:22 - 26 commenti

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Anche nel profondo nord (siamo sul delta del Po, nebbia, campi e poche case) sono arrivati gli immigrati. Pochi anche loro e apparentemente integrati. Ma l'incontro tra il meccanico tunisino e la giovane maestra arrivata in paese svela la diversità delle attese: lui sogna il matrimonio con la ragazza italiana, lei, in procinto di partire per un'esperienza in Brasile, non ci pensa proprio. Altre incomprensioni sullo sfondo, ad esempio tra il tabaccaio e la moglie rumena scelta... da un catalogo. Questo tema, che sarebbe stato interessante indagare, non viene ulteriormente approfondito e irrompe un finale giallo che si sarebbe potuto risparmiare. Miglior attore il tunisino.

Deepred89 20/12/07 19:50 - 3425 commenti

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Film italiano di medio livello. Lentissimo ma non noioso, con vari personaggi curiosi e alcune sequenze ottimamente realizzate. La virata in giallo dell'ultima mezz'ora è interessante, ma arriva troppo tardi e si chiude con una soluzione assolutamente tirata via. Mediocre la protagonista, bravi gli attori secondari. Musiche discrete. Si può vedere.

Cotola 15/01/08 22:43 - 8095 commenti

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Il film alterna una prima parte piuttosto anonima e scialba, ma comunque gradevole, ad una seconda che inaspettatamente e inopportunamente si tinge di giallo fino ad arrivare all'affrettato (troppo) e consolatorio finale. Un po' di coraggio e di scorrettezza avrebbero sicuramente giovato a questa pellicola "pulita" ma tutto sommato inutile. Una nota di merito va fatta agli attori che sono davvero bravi. La regia di Mazzacurati invece è piuttosto piatta e senza particolari guizzi.

G.Godardi 29/04/08 15:24 - 950 commenti

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Comincia come una commedia drammatica d'ambiente provinciale (belli i titoli di testa sul Po) e inaspettatamente (e troppo tardi ormai) vira del giallo. Quasi due film al prezzo di uno. Peccato perché la parte gialla poteva essere sfruttata di più (il depistaggio sull'assassino è ben fatto) e regalarci un piccolo capolavoro. Ma anche così, pur irrisolto e indeciso, rimane un buon film con ottime notazioni ambientali e un discreto cast di protagonisti, su cui spicca un laido Battiston. La Lodovini ricorda la Bellucci. Da vedere.

Capannelle 10/09/09 10:47 - 3946 commenti

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Il tema della nuova arrivata nel paesino di provincia è un classico, ma Mazzacurati riesce a svolgerlo con intelligenza, mixando bene gli snodi narrativi, senza rinunciare alla riflessione (suggerita e non urlata) e sfruttando un buon parco attori. Perché Hafiene e la Lodovini funzionano, i caratteristi pure e Capovilla è un giovane che sa destreggiarsi. Forse manca un po' di profondità, ma quante volte la profondità ha preso direzioni sbagliate, tramutandosi in banale sensazionalismo..

Galbo 28/08/09 07:14 - 11724 commenti

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Film italiano bello e sottovalutato con il quale il regista Carlo Mazzacurati torna ai suoi livelli artistici migliori. Lo fa raccontando benissimo una vicenda che si svolge nella remota provincia veneta (nel Polesine per l'esattezza), che comincia come una storia d'amore e continua come un noir, segnata da un'ottima caratterizzazione ambientale ed interpretata da attori non notissimi (almeno nei ruoi principali) ma molto efficaci.

B. Legnani 30/05/10 16:54 - 5022 commenti

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Mazzacurati spesso m'è parso più interessante negli episodi che nell'intero film. Qui, con due storie diverse che s'intrecciano solo un po', non solo il rischio viene evitato, ma la duplice vicenda prende bene, mentre la lentezza tipica del regista ben si sposa con l'evolversi della situazione, giustamente non veloce. Non mancano i difetti (impensabile che un giornalista di provincia possa restare anonimo, un po' troppo vistosa l'anomalìa processuale...), ma non mancano neppure tocchi notevoli (la maestra folle, i volti azzeccati, i paesani...). Ben recitato.
MEMORABILE: Capovilla, aspirante giornalista, approccia Bentivoglio.

Hackett 31/05/10 07:18 - 1815 commenti

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Mazzacurati continua il suo sguardo tra le culture che si incontrano e lo fa con il suo tocco delicato accompagnato dalla sua particolare attitudine a raccontare la provincia. La storia regge e anche la sfumatura gialla del finale, pur non basilare, serve ad aggiungere quel tocco di inquietudine che i piccoli agglomerati di campagna (ma soprattutto i loro abitanti) sanno talvolta suscitare. Ottime le riprese degli spazi aperti polesani, che il regista ha già dimostrato di apprezzare.
MEMORABILE: Il battello fantasma, con a bordo la maestra pazza, ammutolisce la festa.

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Tyus23 17/12/10 11:15 - 220 commenti

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Mazzacurati torna nei luoghi del suo esordio per raccontare la vita di un piccolo paese del Polesine scombussolato dall'arrivo di una giovane maestra toscana. Gran parte del film consiste nella presentazione dei personaggi nella quale obiettivamente succede poco ma che non annoia grazie a bravi protagonisti e ad un'azzeccata ambientazione. Nella mezz'ora finale è invece curiosamente concentrata la vicenda gialla, la cui risoluzione non è così imprevedibile, ma che riesce ad appassionare il giusto. Niente di speciale ma buon film, nel complesso.

Rebis 6/10/10 17:49 - 2157 commenti

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Titolo bellissimo che declina e conduce le dinamiche relazionali fra i molteplici personaggi, imbrigliati in una costruzione narrativa che deve il suo schema logico all'hitchcockiamo The Rear Window (con la provincia italiana al posto del cortile e il punto d'osservazione destituito da un giornalista in erba, immobilizzato dall'anonimia). L'abilità di Mazzacurati nel tratteggiare i caratteri di questo microcosmo agreste lascia incantati; l'ultima mezz'ora, dedicata alla detection, è più prosaica e persino banale, ma è un problema di sceneggiatura prim'ancora che di regia. Intenso.
MEMORABILE: La struggente sequenza dell'anziana maestra sul fiume.

Tarabas 8/12/10 13:09 - 1809 commenti

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Mazzacurati ritorna sul luogo del delitto di Notte italiana provando ancora a raccontare la provincia italiana inquieta, i cui veli cadono per via di un'intrusa. Punto di partenza non originalissimo, per un film recitato benissimo ma che vive di momenti interessanti senza avere, nell'insieme, molto di nuovo da dire. Bravissimo il protagonista Hefiane e il ragazzino giornalista, che scopre presto che, a volte, la distanza giusta dai fatti della vita equivale a metterci il naso dentro.
MEMORABILE: La radio del bar che ricorda la vicenda di Notte italiana (il delitto Tornova).

Nando 17/12/10 15:11 - 3589 commenti

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Un film a due facce che inizia come una semplice descrizione di un nebbioso paesino del Polesine lievemente galvanizzato dall'arrivo della nuova maestra ed una seconda parte che si tinge di giallo e vede il giovane narratore nonchè futuro giornalista districare l'arcano. Una pellicola discreta, ben confezionata che pur priva di picchi riesce a trasmettere un dignitoso quadro narrativo e mette in evidenza un cast omogeneo anche se privo di nomi altisonanti eccezion fatta per Bentivoglio.

Giùan 26/09/11 16:22 - 3491 commenti

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Fa piacere rivedere, dopo qualche passaggio a vuoto, un Mazzacurati doc: lento ma incalzante come i paesaggi che più ama raccontare. È uno splendido film-romanzo La giusta distanza, le cui immagini vorresti proseguissero come le pagine intense di un libro che ti concupisce. Si sente scorrere una passione sincera per l'intreccio, questo (perlopiù) sconosciuto al cinema italiano contemporaneo. Aleggia l'aria del classico, rinverdito però dalla freschezza degli esordienti Lodovini, Capovilla, Hefiane. Lacustre Bentivoglio, spiazzante Balasso. Eccede ma è un bene.

Homesick 24/08/12 11:32 - 5737 commenti

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Opera polivalente e affascinante tanto nella realistica descrizione – geografica e sociologica - del paese di provincia sul delta del Po, quanto nell’inopinata svolta gialla che stimola coraggiose denunce dell’ambiguo ruolo della stampa (coinvolgimento o distacco?) e, soprattutto, della parzialità della Giustizia. Nel succedersi di commedia e dramma la regia si mantiene sciolta e sicura; Capovilla esprime entusiasmi e perplessità del cronista in erba, mentre il sorriso aperto e disponibile della Lodovini incontra le difficoltà e le paure dell’immigrato arabo Hafiene. Hitchcockiano.
MEMORABILE: I consigli giornalistici di Bentivoglio; le avances di Battiston alla Lodovini; il meritatissimo “vaffanculo” all’odioso avvocato difensore.

Furetto60 2/05/13 12:29 - 1129 commenti

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La giusta distanza è l'atteggiamento di distaccato coinvolgimento che deve tenere un giovanissimo aspirante reporter. La regia, pur calcando la mano nell'eccessivo buonismo attribuito agli immigrati nordafricani, offre un interessante spaccato della provincia veneta tra piccoli centri urbani immersi in paesaggi piatti e nebbiosi, in cui tutti conoscono tutti, o almeno credono. L'atmosfera ovattata lascia comunque intravedere timidi possibili cambi di registro, quando la commedia muta in tragedia. Buon film, a tratti originale.

Pigro 2/02/14 09:09 - 8554 commenti

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La cosa migliore del film è l'accurata descrizione ambientale: paesaggi e personaggi della provincia veneta, colti nel punto di confluenza tra le radici secolari e il moderno che avanza. Meno forte la storia della maestrina che arriva da fuori e s'innamora dell'emigrato tunisino, anche se lo scarto noir (peraltro prevedibile in ogni suo sviluppo ed esito) inserisce suggestioni importanti di riflessione sociale e morale. La realizzazione, infine, si attesta su una placida "normalità", che rende l'opera discreta ma mai davvero incisiva.

Lady 18/04/14 21:13 - 54 commenti

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Si tratta della Vita. Il peggiore, meschino, rivoltante, provincialismo che, scosso dal limpido, puro, autentico, legittimo, desiderio di "vivere", sfocia nell'orrido più estremo: la tragedia. Molto intensi i personaggi e notevoli le relative interpretazioni. Atmosfere estremamente suggestive. Pervaso da un consistente, coinvolgente, totale, romanticismo. Film emotivamente avvolgente.
MEMORABILE: Il ballo, con la bellissiima musica, dei due uomini arabi alla sagra paesana: ridimensionano il contesto, altrimenti povero, creando ricchezza emotiva.

Ultimo 21/06/14 14:19 - 1495 commenti

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A distanza di quasi venti anni da Notte italiana Mazzacurati torna a girare nel Polesine: il risultato è un film "giallo" di notevole fattura, a tratti lento nella prima mezz'ora ma assolutamente godibile, con una Valentina Lodovini inedita e in grande forma.

Carlo Mazzacurati HA DIRETTO ANCHE...

Saintgifts 28/09/14 19:16 - 4098 commenti

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Ambientazione notevole, appropriata, con la giusta atmosfera per l'interessante soggetto. La giusta distanza è stata mantenuta dall'argomento "extracomunitario", scelto non solo come sottofondo di una realtà ormai consolidata, ma fatto protagonista. L'idea forse era quella di rendere tutto più intrigante e coraggioso, con il risultato però di svelare un epilogo che altro non poteva essere (impensabile un ribaltamento di ruolo per Hassan/Hafiene, nemmeno il cinema più spregiudicato è pronto per affrontare in libertà questo argomento).

Paulaster 14/07/16 17:51 - 3358 commenti

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Sorta di thrillerino di provincia dove l'ambiente di paese è reso coi giusti colori e facce di contorno. Qualche incongruenza, specie nella ricostruzione finale, mina appena un ritratto di gente locale dove le notizie del giorno sono al massimo il serial killer dei cani o la maestra in fuga sulla barca. Buona scelta del cast tra la freschezza della Lodovini e il parallelo mondo tunisino. Un filo di malinconia accompagna il girato come le nebbie a far da sfondo.
MEMORABILE: Il personaggio di Cantarelli; Balasso che cita Focus.

Rocchiola 21/08/19 16:40 - 922 commenti

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Mazzacurati continua a raccontare storie e umori della provincia veneta agli inizi del nuovo millennio. Così nel paesaggio arcaico e immobile del Delta del Po irrompono Internet e gli extracomunitari. Un dramma esistenziale a sfondo giallo che prende quota lentamente fino all’azzeccata svolta finale. Ed è anche un bel film sul giornalismo. Ottima prova della bella Lodovini attorniata da un gruppo di caratteristi degni della miglior commedia all’italiana. Malgrado l’ennesimo insuccesso il regista si conferma autore sensibile e intelligente.
MEMORABILE: Il killer dei cani; La maestra pazza sul battello; Il “vaffanculo” di Giovanni all’avvocato difensore; La telefonata finale rivelatrice della verità.

Alex75 26/08/19 13:33 - 744 commenti

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Mazzacurati si conferma profondo descrittore della provincia, con le sue chiusure e meschinità; la trama gialla forse è prevedibile, ma la morale di fondo (che richiama il titolo) è pregna di riflessioni, arricchite da acute notazioni sul giornalismo locale. Accurata, come sempre, la scelta degli attori che danno corpo ai personaggi: Bentivoglio, Balasso e Battiston sono una certezza, Hafiene una rivelazione; Lodovini e Capovilla, pur non sensazionali, almeno hanno la dote della freschezza.
MEMORABILE: Le lezioni di giornalismo di Bentivoglio; Balasso cita “Focus”; Il ballo; La Renault 4 della protagonista; Il “vaffanculo” all’avvocato.

Lou 27/11/19 15:50 - 1050 commenti

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Oltre a essere la regola del buon giornalista (secondo Bentivoglio), la "giusta distanza" sembra indicare anche l'approccio stesso di Mazzacurati, che ambienta nel nebbioso Polesine una storia di discriminazione e pregiudizio ricorrendo ai consueti toni riflessivi e delicati. Situazioni in parte improbabili, ma nel complesso una storia intrigante con buone caratterizzazioni.

Victorvega 15/03/21 19:58 - 423 commenti

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Parte e si sviluppa in maniera probabilmente un po' lenta ma con i suoi tempi, a descrivere un paese del nordest, la vita, a delinearne i caratteri. Si corre il rischio di scivolare banalmente in un film sull'immigrazione; invece, a un certo punto, la pellicola prende "coraggio" e diventa un giallo, anche di un certo impatto: la deriva che non ti aspetti. Forse il tempo passato in precedenza fa risolvere il finale troppo in fretta, ma tutto ha un senso ed è un film notevole. Belli gli sguardi della Lodovini, Marescotti odioso al punto giusto. Un pugno allo stomaco ben assestato.
MEMORABILE: Il ritrovamento del cadavere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 10/09/09 10:53
    Scrivano - 2655 interventi
    Bella scoperta la Lodovini: lei e Bentivoglio erano comparsi nell'Amico di famiglia di Sorrentino ma lei era molto defilata. Dicono possa diventare l'anti-Bellucci? Beh come capacità e simpatia è già anni luce avanti.
  • Discussione B. Legnani • 30/05/10 17:55
    Consigliere - 14375 interventi
    C'è una cosa che mi lascia perplesso. Gli italiani hanno smentito i pessimisti, rispettando il divieto di fumo nel bar, tranne che... in questo film.
  • Curiosità Manfrin • 22/09/10 17:33
    Servizio caffè - 491 interventi
    Un amico che ha un'impresa funebre(meglio tenerseli stretti) ha partecipato a questo film
    interpretando se stesso al momento di raccogliere il cadavere della Lodovini.Sono stati contattati dalla troupe pur essendo a circa 80 km dai luoghi delle riprese solo perchè per il regista il carro funebre doveva essere di colore blu e più vicini non se ne trovavano!
  • Homevideo Rocchiola • 21/08/19 16:43
    Call center Davinotti - 1216 interventi
    Disponibile ormai a prezzi decisamente bassi il DVD 01 propone un video discreto presentato nel corretto formato panoramico 2.35, un pò deboluccio come definizione ma piuttosto pulito. Audio dolby digital 5.1 discreto ma non particolarmente incisivo.
  • Discussione Alex75 • 3/10/19 19:10
    Call center Davinotti - 658 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    C'è una cosa che mi lascia perplesso. Gli italiani hanno smentito i pessimisti, rispettando il divieto di fumo nel bar, tranne che... in questo film.

    Un mio amico, originario di quelle parti, sosteneva che la bassa polesana è un mondo a parte.
  • Musiche Alex75 • 3/10/19 19:13
    Call center Davinotti - 658 interventi
    La canzone della scena del ballo è "Tu est foutu (tu m'as promis)", successo della cantante In-Grid datato 2002, apprezzato un po' dovunque, ma soprattutto in Svezia, in Australia e in alcuni Paesi dell'Est.

    https://www.youtube.com/watch?v=qOGSqC7xds8
  • Discussione Kaciaro • 4/10/19 21:12
    Galoppino - 491 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Bella scoperta la Lodovini: lei e Bentivoglio erano comparsi nell'Amico di famiglia di Sorrentino ma lei era molto defilata. Dicono possa diventare l'anti-Bellucci? Beh come capacità e simpatia è già anni luce avanti.
    qua recita veramente divinamente poi sinceramente si e' un po' persa..........