La gente che sta bene

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Patierno si muove a fatica come la maggior parte dei suoi colleghi registi in quella strana terra di nessuno che è la commedia italiana di questi anni: troppo tendente alla macchietta per essere credibile come ritratto sociale, troppo vacuamente ambiziosa quando si tratta di virare nel dramma o nella riflessione meno superficiale. Bisio comunque val la pena notare quanto possieda la maschera ideale, per calarsi nel ruolo dell'avvocato cinico e borioso, pronto a licenziare col sorriso sulle labbra chi proprio non avrebbe sperato di finire fuori dell'azienda. Guarda solo a se stesso e alla sua famiglia, si gode i guadagni e non arriva a pensare che tutto un giorno potrebbe sfuggirgli di mano nello spazio di un attimo. L'incontro cardine è con...Leggi tutto un pezzo grosso dell'avvocatura come il Patrizio Azzesi impersonato da Abatantuono: ad un ricevimento Bisio conosce lui e sua moglie e ne nasce una strana amicizia, che non si capisce dove possa arrivare e chi possa favorire. Siamo ancora nella fase migliore del film, in cui la sfacciata sfrontatezza, il maldestro savoir-faire, l'evidente atteggiamento sopra le righe del protagonista funzionano al meglio come iperbolico riflesso di un tipo d'uomo assai comune, nell'Italia dei nostri giorni. Si ride insomma, per merito di una sceneggiatura che bene sfrutta la comicità intrinseca di molte situazioni e per la buona vena dell'attore, che dimostra di saper gestire bene tempi e parole. Nella figura della Buy invece, moglie insoddisfatta e un po' troppo lagnosetta, già si intravedono le prime crepe di un film dalla due facce, incapace di sposare il registro grottesco a quello drammatico senza farli stridere. Ad ogni modo si prosegue senza troppo annoiarsi, nonostante si intuisca che il lavoro in regia non è dei migliori. E' però nell'ultima, interminabile parte che i nodi vengono al pettine: incapace di chiudere senza lanciarsi in pretenziose riletture social-psicologiche, il film d'improvviso cede di schianto. Patierno accantona le risate e fa mutare radicalmente l'approccio alla vita del suo protagonista, che d'improvviso pare comprendere la precarietà del suo lavoro e insieme della sua relazione coniugale, con un nuovo figlio in arrivo che non parrebbe proprio il caso di tenere. Abatantuono gli offre la staffetta per la ripartenza e forse tutto si potrebbe risolvere, ma c'è di mezzo la crisi con la moglie e l'ambiguo conforto di un'amante. Non sapendo dove sbattere la testa finirà con lo sbatterla davvero, e le conseguenze saranno una cicatrice forse insanabile che darà al film il colpo di grazia, seppellendolo definitivamente nella mestizia. Appena il tempo di un ultimo colpo di coda dai carabinieri con Buccirosso in un bello sketch irridente, poi è il momento della consapevolezza e del lento spegnersi fino ai titoli di coda. Possibile che ci sia da rivolgersi ai cinepanettoni per non inciampare regolarmente in epiloghi scolasticamente riflessivi con moraletta annessa?
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/02/14 DAL DAVINOTTI
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Puppigallo 3/03/14 11:42 - 4515 commenti

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Parte già male, con l'intervista, dove si hanno le prime avvisaglie del personaggio, recitativamente anabolizzato da Bisio (c'è modo e modo di rappresentare un ottuso milanesot bauscia; e il genere commedia non giustifica un'interpretazione più irritante, che divertente). Ma se da una parte ci si deve sciroppare un protagonista fastidiosamente sopra le righe, dall'altra, nella seconda metà del film, si ha anche la pretesa di entrare, con superficialità, nel dramma (la siliconata). Il risultato è una pellicola maldestra e bifronte, dove persino Abatantuono non può fare altro che arrendersi.
MEMORABILE: "Qui si tratta anche delle nostre generose donazioni all'Isituto delle Suore Abbacchiat...Addolorate".

Markus 1/02/14 11:20 - 3310 commenti

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Spassosa e raffinata commedia che gioca col cinismo che talune situazioni professionali “impongono” (Bisio nella parte di un avvocato) e che si scontrano con un avvenimento inaspettato. Un gioioso primo tempo soddisfacente che nella seconda parte, con ancora il ghigno sulle labbra e la fame di ulteriori risate, si tinge inaspettatamente di lagnoso drammatico, con quella fastidiosa aria di pretenzioso/sociologico che il cinema italiano spesso tenta di inserire in un contesto che "doveva" essere dilettevole. Come "ammazzare" un buon film...

Dengus 28/03/14 12:56 - 349 commenti

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Un Bisio poco convincente e incisivo e un Abatantuono cinico e spietato, quindi con un personaggio fuori dalle sue corde. Vi è poi la parentesi dedicata al finale e alla moglie di Diego interpretata dalla Rodríguez (non Belen, ma Jennipher, che divenne nota nel 2004), personaggio sinceramente inutile. Non si ride, non si piange e non si riflette; anzi no, a ripensarci si pensa a come sia possibile produrre e spacciare per film lavori di questo genere, tanto inconcludenti quanto vuoti.

Panza 29/03/14 21:26 - 1501 commenti

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Molto strana questa commedia di Paterno scartata dal pubblico: parte per i primi quarantacinque minuti scatenatissima con gag fulminanti che sfociano spesso in una volgarità dosata grazia anche al cast particolarmente in forma. Poi la vicenda assume tratti drammatici in un clima assurdo in cui Bisio entra al centro della storia fino a un finale deludente e poco chiaro. Film molto strano che ci consegna alcune scene divertentissime come la festa a casa di Abatantuono oppure il licenziamento. Convincente Buccirosso dopo alcune performance scadenti.
MEMORABILE: Il nudo della Rodriguez.

Galbo 9/06/14 05:47 - 11422 commenti

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Alla galleria dei personaggi cinici e spregiudicati della commedia italiana si aggiunge quello interpretato da Bisio in questo film di Patierno. La gente che sta bene fotografa la realtà della crisi economica, che sembra negare sé stessa dietro le patinate apparenze di benessere. Purtroppo, oltre a personaggi ben caratterizzati (non solo il protagonista), il film racconta una vicenda banale attraverso da una sceneggiatura debole, a fatica rivitalizzata dalla bella prova degli attori, tra i quali si segnala il "luciferino" Abatantuono.

Maxx g 10/08/14 16:24 - 492 commenti

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La storia non è originale, questo è innegabile: il classico avvocato senza scrupoli che da carnefice diventa vittima e solo a un certo punto capisce i valori della vita. All'inizio c'è qualche battuta divertente, poi si cade nel drammatico. Bisio funziona a tratti e Abatantuono, nei panni luciferini di Azzesi, si adatta. Il film verrà forse ricordato dai voyeurs per i fugaci nudi della Rodriguez. Nulla di che.

Rambo90 28/09/14 03:28 - 6394 commenti

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Commedia altalenante ma riuscita nell'insieme, molto divertente nella prima parte quando Bisio si lancia con grande bravura in un ruolo che non avrebbe sfigurato addosso a un Christian De Sica dei tempi d'oro. Bei tempi comici, battute a effetto e la compagnia di un Abatantuono non sempre presente ma incisivo come al solito. Qualche caduta di tono quando le cose si fanno serie e, inevitabilmente, più prevedibili ma apprezzabile il finale un po' inaspettato.

Didda23 29/09/14 09:59 - 2288 commenti

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Se a lungo andare l'unica cosa che ricorderò di questo insipidissimo film è il meraviglioso corpo della Rodriguez, significa che il valore complessivo sia tendente al nullo. Non mi capacito di come si possa fare un'opera senza ritmo, senza gag, senza un registro brillante e spacciarla per commedia. Forse Patierno (cosa evidente anche nella precedente pellicola) dovrebbe cambiare genere e puntare sul drammatico, visto che la tematica sociale è centrale nella sua concezione di cinema. Peccato che, in questo, sia affrontata con superficialità e affossi definitivamente l'interesse dello spettatore.

Gabrius79 19/01/15 23:55 - 1199 commenti

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Un tris d'assi come Claudio Bisio, Diego Abatantuono e Margherita Buy non basta a risollevare le sorti di questo film che è avaro di sorrisi e che ha poche cartucce da sparare nonostante il tema sociale di fondo possa suscitare un certo interesse. Ad una prima parte più fresca fa da contraltare una seconda più seriosa e per certi aspetti un po' cupa. Menzione per Jennipher Rodriguez, piuttosto brava.

Piero68 3/02/15 09:42 - 2768 commenti

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Opera raffazzonata che prende spunto dall'odierna crisi economica. Ma la crisi è solo un pretesto, un pallido scenario che si perde nel vuoto lasciando soltanto lo squallore del personaggio principale cui questa volta Bisio non riesce nemmeno a dare la giusta fisicità. Opinabile definirla commedia visto che i momenti tragici sono maggiori delle gag che possano strappare un sorriso. Cast inconsistene con una Buy sempre uguale. Unica chicca un Abatantuono che sfodera una interpretazione da grande cinema. Peccato averla sciupata per questo film...

Nando 2/02/15 12:52 - 3486 commenti

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Commedia cinica e amara in cui si analizza un certo mondo lavorativo in cui l'arrivismo e la ricchezza governano tutto. Bisio gigioneggia molto nel suo ruolo che lo conduce a un ravvedimento forse troppo telefonato. Abatantuono è mefistofelico e teatrale in un ruolo cucitogli addosso mentre la Buy appare troppo remissiva e non incide. Sostanzialmente un prodotto non propriamente memorabile in cui si riflette in maniera edulcorata. Sensuale la Rodriguez, ma era proprio necessario ingaggiare una venezuelana?

Pinhead80 8/02/15 12:46 - 3969 commenti

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Ennesima commedia italiana di cui francamente non si sentiva il bisogno. Sceneggiatura tremenda con un Bisio (su cui si regge tutto il film) tremendamente logorroico e fastidioso. Voleva essere una macchietta? Una caricatura? Patierno non riesce a sfruttare il buon cast a disposizione. Pure gli attori sembrano rassegnati alla pochezza che li circonda. Pessimo.

Tarabas 14/02/15 12:30 - 1706 commenti

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Già dalla prima scena si capisce il problema: il protagonista è totalmente fuori parte. Da lì in poi è tutto uno sciorinare banalità in stile Zelig sul mondo degli avvocati d'affari (il film è tratto da un romanzo di un ex avvocato, autore anche di un noto blog). La sceneggiatura tenta uno dei peggiori mix mai visti tra parti comiche (insomma) e pseudodrammatiche (insommissima). Conoscendo di prima mano l'ambiente posso testimoniare del realismo delle scene ambientate nello studio. Non male Abatantuono e la Buy. Premio prevedibilità agli autori.

Vitgar 15/02/15 19:17 - 586 commenti

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Commedia gradevole (anche se nel finale scade un po' nel lacrimoso) che si regge sulle buone interpretazioni dei protagonisti. La storia di per sé non dice nulla di nuovo, ma viene ben raccontata mantenendo un ritmo narrativo con pochi vuoti. La descrizione di una società problematica dove i "senza scrupoli" la fanno da padrone non è una grande scoperta... ma repetita iuvant.
MEMORABILE: Il maresciallo dei carabinieri.

Jep21 30/04/15 17:21 - 31 commenti

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Una storia che di per sé "ci può stare": Bisio ha l'aspetto e la capacità di impersonare l'insopportabile cinico protagonista e pure Abatantuono mi sembra "centrato" come "avvocato del diavolo de noantri"; la storia fila via divertente ricca di situazioni cinicamente comiche ma a un certo punto si "schianta" e inizia a scivolare mestamente verso un finale scontato e mieloso tipico di molte commedie italiane, quasi fosse obbligatorio il finale buonista con morale incorporata. Che delusione!

Liv 14/05/18 17:12 - 237 commenti

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Commedia non priva di ambizioni che manca maldestramente il bersaglio. Claudio Bisio, in particolare, è troppo fuori parte, troppo sopra le righe, e lo è fastidiosamente per tutto il film. Un film che vorrebbe far notare la volgarità dell'arrivismo nei tempi supplementari della nostra infelice penisola. Di volgarità se ne vede fin troppa, a livelli nauseanti, ma è la volgarità del film che scoraggia lo spettatore. Povera commedia italiana.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 2/02/14 12:32
    Segretario - 4677 interventi
    Questo film è tratto dal secondo romanzo di Federico Baccomo (accreditato anche tra gli sceneggiatori se non ricordo male), l'autore di "Studio illegale", uno spaccato feroce sugli studi milanesi succursali, o imitatori, dei grandi studi anglosassoni.

    Parlo di "imitatori" perchè uno studio medio, ma strenuamente imitatore del metodo anglosassone (ritmi di lavoro infernali, look rampante con precise regole di abbigliamento, pretese di contatti internazionali, pubblicità estenuante con roboanti annunci) l'ho frequentato per un po'.
    Peccato che l'imitazione finisse laddove si iniziava a parlare di congruo compenso a a fronte dell'impegno richiesto :D
    Ultima modifica: 2/02/14 12:35 da Gugly
  • Discussione Panza • 4/02/14 15:43
    Contratto a progetto - 4960 interventi
    Comunque si vede proprio quando ad Abatantuono interessa un ruolo. Qui recita davvero bene (la scena della festa è automaticamente da antologia) mentre in film come Buona giornata non funziona mai (sarà anche colpa del copione, però...).
  • Discussione Didda23 • 4/02/14 17:09
    Comunicazione esterna - 5722 interventi
    Panza ebbe a dire:
    Comunque si vede proprio quando ad Abatantuono interessa un ruolo. Qui recita davvero bene (la scena della festa è automaticamente da antologia) mentre in film come Buona giornata non funziona mai (sarà anche colpa del copione, però...).

    Non cerchiamo giustificazioni quando non ci sono. A dire il vero c'è l'aggravante che l'episodio di Abatantuono ( in Buona Giornata) se l'è scritto lui stesso. Doppiamente colpevole,quindi.
    Ultima modifica: 4/02/14 17:10 da Didda23
  • Discussione Panza • 4/02/14 17:10
    Contratto a progetto - 4960 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Panza ebbe a dire:
    Comunque si vede proprio quando ad Abatantuono interessa un ruolo. Qui recita davvero bene (la scena della festa è automaticamente da antologia) mentre in film come Buona giornata non funziona mai (sarà anche colpa del copione, però...).

    Non cerchiamo giustificazioni quando non ci sono. A dire il vero c'è l'aggravante che l'episodio di Abatantuono se l'è scritto lui stesso. Doppiamente colpevole,quindi.


    Giusto.
  • Discussione Didda23 • 4/02/14 17:12
    Comunicazione esterna - 5722 interventi
    Non volevo essere antipatico, ti chiedo scusa
  • Discussione Panza • 4/02/14 17:19
    Contratto a progetto - 4960 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Non volevo essere antipatico, ti chiedo scusa

    Tranquillo. Con la comunicazione scritta c'è sempre il rischio di non riuscire a capire l'intonazione di una frase.
  • Discussione Galbo • 4/02/14 18:48
    Gran Burattinaio - 3764 interventi
    Forse qualche film viene fatto per ragioni per così dire "alimentari", per cui l'impegno è minore.....
  • Curiosità Samuel1979 • 2/12/17 19:41
    Call center Davinotti - 2952 interventi
    In una scena Umberto (Bisio) assiste in casa al film Totò Diabolicus (1962) di Steno: