La gatta in calore

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Imprenditore di successo, Antonio (Tranquilli) torna a casa una sera dopo la solita dura giornata di lavoro e trova nell'ordine: cadavere in giardino malamente coperto dalle foglie e moglie affranta (Czemerys) seduta al tavolo della cucina con pistola davanti. Lui non sa che dire e lei non parla. Per un po' stanno in silenzio, poi scattano i flashback che cominciano col farci conoscere la vittima (Fontane), un giovane artista venuto a vivere nella villa a fianco. Dissoluto come vuole il luogo comune, attraente, circondato da ragazze, di certo qualcuno da invidiare per la povera donna, che passa tutte le giornate a casa da sola girandosi i pollici in attesa che il marito torni per poi vederselo crollare addormentato come un piombo dopo essersi...Leggi tutto spogliata per una serata di fuoco. Si procede quindi su binari paralleli: passato e presente raccontano due storie diverse, per quanto si capisca come la fine della seconda coinciderà con l'inizio della prima. Che l'uomo l'abbia ucciso lei pare non ci sian dubbi, resta da capire perché. Intanto, hitchcockianamente, l'anziano sorvegliante della zona (Pinciroli) entra nel giardino privato della coppia per spegnere i fari della Maserati lasciati accesi e la tensione sale, dal momento che il cadavere non l'ha ancora spostato nessuno. Di far denunce alla polizia i due non paiono avere alcuna intenzione e per il momento lui vuol capire cosa sia accaduto. Una scappatella? Certo, c'è anche quello dietro, perché mica si può lasciar sempre la moglie da sola a casa a non far niente, no? Così subentrano i filosofeggiamenti dell'artista sulla vita e sull'amore mentre ci facciamo progressivamente una chiara idea di chi mai possa essere la gatta in calore del titolo. Da scoprire non c'è molto (giusto la protagonista, che infatti non si fa pregare) e più che verso la primaria impostazione da thriller ci si indirizza lentamente verso il melodramma (c'è di mezzo pure la droga), salvo ritornare su piste più nere in chiusura. Qualche bell'esterno cupo nel comprensorio (anche con pioggia) ben fotografato da Massaccesi, un colpo di scena finale francamente patetico, un Tranquilli diligente e una Czemerys piuttosto antipatica nonché troppo fredda rispetto alle promesse del titolo. Tutto comunque a suo modo torna ed è già qualcosa, anche se la parte centrale con le avventurette extraconiugali non ha alcun trasporto e quando si parla di amore un certo imbarazzo s'avverte subito. Superficialmente disegnata la figura dell'artista (che Anthony Fontane poco riesce a ispessire) e canonico lo svolgimento, trattato troppo scolasticamente. Per fortuna ci son le buone musiche di Gianfranco Plenizio a regalarci quel flavour Anni Settanta che non guasta mai...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/11/07 DAL BENEMERITO UNDYING POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/06/17
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Undying 6/11/07 20:21 - 3840 commenti

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La bella Eva Czemerys, nata a Monaco ma di adozione italiana (sin dall'età di un anno), è passata sugli schermi cinematografici in una serie di film altamente suggestivi. Qua è diretta da Nello Rossati (Io zombo, tu zombi, lei zomba), regista meritevole d'esser riscoperto per lo strano connubio di "temi", conviventi - spesso in puro contrasto - all'interno dei film; in questo caso, invece, l'erotismo e thriller "coagulano" per dare corso ad uno strano (ma efficace) mix di generi. Il risultato finale è accattivante.

Cotola 3/04/08 23:57 - 7528 commenti

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Thriller a tinte erotiche, piuttosto blande, che risulta meno volgare e sciatto della media, propinando con moderazione allo spettatore l’epidermide della protagonista. Il tutto viene raccontato attraverso una serie di flashback e di andirivieni temporali grazie ad un meccanismo narrativo piuttosto riuscito. Il problema invece è nel ritmo blando che la pellicola sconta soprattutto a causa di una sceneggiatura troppo risaputa per interessare ed avvincere veramente. Peccato perché la regia di Rossati non è malvagia. Pessimo il finale.

John trent 20/11/10 15:52 - 326 commenti

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Interessante storia dalle tinte morbose che si sviluppa col meccanismo dei flashback. A dispetto del titolo che potrebbe far pensare ad un banale porno-soft, il film di Rossati è un buon thriller erotico, molto ben interpretato da una Eva Czemerys in ottima forma, che dà vita ad un interessante ed inquieto personaggio, combattuto tra la noia del rapporto coniugale e l'attrazione per un vicino di casa che andrà a sfociare in un rapporto ricco di colpi di scena. Fantastiche le musiche di Gianfranco Plenizio, autentico tripudio della musica lounge Anni Settanta.
MEMORABILE: Il cadavere nascosto sotto le foglie.

Il Dandi 8/12/10 02:36 - 1778 commenti

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Lui torna dal lavoro e trova la moglie che ha appena ucciso il giovane vicino di casa. Il resto del film ci svela i retroscena (già ovvi) che hanno portato a tale gesto, con ritmo non sempre funzionale. Nell'ultima parte però si riscatta, con un paio di scene di tensione ben costruite (l'intrusione del cane ridesta l'attenzione). Buone musiche, professionalità ma anche un po' di noia.
MEMORABILE: L'auto impantanata nel fango, con il portiere che si offre di aiutare a spostarla.

Homesick 9/09/13 07:31 - 5737 commenti

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Le premesse sembrerebbero spingere verso il thriller, ma in realtà Rossati gira un dramma erotico - crisi coniugale e parènesi antiborghese e contestataria - che ha il suo nucleo nell’allucinatoria sequenza del droga party, ben servita dalle musiche a tema di Gianfranco Plenizio. La “gatta in calore” Eva Czemerys si destreggia tra malessere e vogliosità, mentre Silvano Tranquilli è compianto esponente di quella medietas espressiva oggi sempre più rara nel cinema italiano. Aiuto regista, Lamberto Bava.
MEMORABILE: «Il lavoro è una droga anche lui: più ti ci dedichi e meno ti accorgi di esserne condizionato».

Maik271 21/07/14 17:54 - 436 commenti

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Più che un thriller un erotico molto casto, nel quale la bella protagonista dal cognome impronunciabile, privata delle attenzioni del marito, trova un altro modo per consolarsi. La trama è simpatica, anche se piuttosto lenta nello sviluppo. Qualche accenno alla contrapposizione tra mondo artistico e mondo borghese, con discrete musiche di Plenizio. Da segnalare Aristide Massaccesi alla fotografia e Bava junior aiuto regista. Buon finale, anche se forzato.

Lucius 23/07/14 19:38 - 2819 commenti

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Una piacevole sorpresa a cominciare dalla a dir poco eccellente colonna sonora di Plenizio. La noia fa brutti scherzi, soprattutto se si è lontani dall'uomo che si ama. Come in A casa da sola la splendida protagonista si trova ingabbiata in un villino con crescenti, inappagati desideri sessuali e un vicino quotidianamente dedito al sesso, anche di gruppo. Si evince dalla struttura temporale a flashback l'ambizione di un progetto riuscito per tre quarti. Spiare l'intimità di qualcuno può essere piacevole, ma anche pericoloso. Accattivante e psicologico.

Fauno 18/01/15 23:48 - 1919 commenti

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C'è una discreta ripresa nel finale e suscita interesse la questione di dar priorità alla carriera e al prestigio piuttosto che alla vita sentimentale, mentre sull'instabilità psichica e sulle fandonie di chi è dedito alla droga non c'è niente di nuovo sul fronte occidentale... qui ci si spinge con giusta ragione a sottolinearne la trasandatezza! Fanno un po' ridere i miagolii che dovrebbero giustificare un titolo che richiama generi ben diversi dal thriller. Non va molto oltre la sufficienza, ma era partito in modo catastrofico...
MEMORABILE: Il dipinto non è male.

B. Legnani 4/01/16 22:04 - 4722 commenti

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Curioso thrillerino che purtroppo fa una fatica terribile ad arrivare a 85', con scene tirate per le lunghe. E' un peccato, perché Rossati sa girare bene, la Czemerys è sempre interessante ed è adatta al ruolo (una Lisa Gastoni di una buona Serie B). Tranquilli in uno dei suoi ruoli, tipo Tecnica di un amore. Anthony Fontane ("l'altro") risulta presente solo in questo film. Qualche buona idea avrebbe meritato una trama più ricca rispetto a quella che ci troviamo a valutare: dispiace non arrivare almeno ai due pallini di una risicata sufficienza.
MEMORABILE: "Non sai che l'amore è un sentimento borghese?" "Errore: la borghesia non ha sentimenti."

Metakosmos 19/05/16 11:14 - 202 commenti

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Né del tutto un giallo né del tutto un film erotico ma un curioso ibrido di gran fascino che nonostante una premessa risaputa e prevedibile riesce nella seconda parte a dare delle sfumature più morbose e accattivanti che ridestano l'interesse. Finale davvero bizzarro come nello stile degli "Italian giallos". I magistrali Eva Czemerys e Silvano Tranquilli alzano il tono della pellicola; da segnalare inoltre l'aiuto-regia di Lamberto Bava e Aristide Massaccesi alla fotografia. Musiche meravigliose di Plenizio con la voce di Edda dell'Orso.

Trivex 17/08/17 11:00 - 1490 commenti

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Assolutamente in linea con i suoi anni. Il marito stakanovista e la moglie appassionata, il bello e maledetto che odia la borghesia pur facendone concretamente parte a tutti gli effetti; e la storia "materiale" che serve per unire i personaggi. Va qui molto apprezzato Silvano Tranquilli, assolutamente in parte, anche nell'aspetto, per impersonare l'ingegnere randagio e imperturbabile, non male gli altri. Non serve soffermarsi su aspetti tecnici in genere, perché qui si respira l'atmosfera 70s che null'altro chiede se non di essere respirata.
MEMORABILE: Il finale, ma non so dire se in bene o in male.

Pessoa 19/07/17 00:35 - 1159 commenti

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Modesto thriller di Rossati che parte da una storia poco credibile sceneggiata con inusitata banalità. Cast amatoriale, se si esclude il buon Tranquilli, costretto spesso a recitare il nulla. Molte situazioni sono poco plausibili e i personaggi male caratterizzati. Qualche scena da droga-movie e qualche corpo nudo non bastano a evitare un ritmo catatonico che trova qualche guizzo nel finale e che evita al film il monopallino. Musiche a tratti fastidiose. Un film sostanzialmente inutile che non consiglio nemmeno agli appassionati del genere.
MEMORABILE: Il cane che entra nella villa, trova il medaglione e poi sparisce dal film. Che senso ha?
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