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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/01/08 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Il Gobbo 16/01/08 19:10 - 3011 commenti

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Niente male questa variazione sul tema del döppelganger dal racconto moraviano. Un film che traccheggia fra due tipi d'atmosfera, privilegiando, forse involontariamente o per forma mentis del regista il cotè del dramma erotico-borghese, classico del cinema e della letteratura dell'epoca. Protagoniste notevoli, la Ralli è bella ma la Gravina (truccata come la Maraini che sceneggia) è davvero intrigante. Attonito il giusto Tranquilli, inconfondibile colonna sonora di Morricone. E a proposito di icone d'epoca, c'è anche Gigi Rizzi!

Homesick 15/01/08 18:17 - 5737 commenti

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Fascinosamente vintage, segue la lunga scia di film realizzati a fine anni 60 sulla crisi di coppia, la contestazione studentesca (e le sue ipocrisie), le morbosità e mondanità borghesi: ma in questo caso – nonostante le lungaggini di troppo – si aggiunge valore con qualche variazione in stile buñueliano, che si manifesta nell’ambiguo personaggio della Gravina e nel finale fantastico-psicologico. Sensuale e riservata la Ralli, viveuse la Sanders, essenziale Tranquilli.

Supervigno 17/01/08 23:33 - 229 commenti

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Classico film italiano anni '60 sulla crisi della coppia borghese, con qualcosa di decisamente intrigante e sensuale in più. Forse il personaggio della Gravina, enigmatica, affascinante e seducente. Forse la maschera dolente della Ralli, donna invisibile. Forse la colonna sonora e, più in generale, l'atmosfera d'epoca, forse i vestiti meravigliosi delle signore annoiate della buona borghesia milanese. Un film non banale, che pur sfruttando tutti i cliché possibili finisce in modo spiazzante e sicuramente inatteso.
MEMORABILE: Il ballo "allo specchio", protagoniste la Gravina e la Ralli.

Vitgar 9/02/17 15:43 - 586 commenti

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Film che vive sostanzialmente del suo finale un po' metafisico ma ben congegnato. Per il resto un mattoncino pretenzioso con troppi silenzi che si scambiano sguardi e simbolismi di vario genere. D'altronde il periodo era quello e proprio i film come questo andavano di moda. Belle la Ralli e la Gravina, Tranquilli ingessato fuori ruolo. Di qualità Morriconiana la colonna sonora.

Fauno 5/02/10 12:05 - 1906 commenti

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Un film eccellente, che non prende il massimo dei voti solo perché per apprezzarlo fino in fondo bisogna vederlo più volte. Ogni interpretazione è valida, quella mia non è assolutamente pessimista... Significa che quando la passione è finita o si trovano degli svaghi che possano coinvolgere entrambi (e ce ne sono miriadi anche meno volgari) o la si prende persa senza drammi e si va a cercare uno spirito più consono. Niente è eterno. Fantastica la Ralli, sia come interpretazione che come trucchi, ma bravi anche gli altri. Laida come sempre la Sanders.
MEMORABILE: Divino il viso a metà da Pierrot, il flirt con lo studente e la scena finale

Il Dandi 5/12/10 14:15 - 1744 commenti

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Bell'esempio di cinema sessantottino, in cui la spinta verso la liberazione erotica convive con l'attaccamento alle sicurezze borghesi più consolidate, e le ipocrisie della crisi di coppia si sovrappongono a quelle della crisi sociale (il personaggio dello studente leader dei contestatori, che si scopre essere ricco anche lui). A distinguerlo dalla massa di tanti prodotti simili è soprattutto la fascinosa interpretazione delle due protagoniste, ma anche un uso del montaggio e della musica che preparano a un finale simbolista e psicologico.
MEMORABILE: L'orologio d'oro (di Piaget) che Tranquilli regala alla moglie Ralli, ma glielo mostra provandolo al polso della Gravina.

Ronax 31/08/12 02:25 - 897 commenti

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A tutt'oggi è l'unico film di questo autore ingiustamente dimenticato ad avere un minimo di visibilità, sia pure nella copia purgata che passa saltuariamente in tv. Ispirato a un racconto di Moravia dalle nebulose implicazioni metafisiche, è una summa di tutti gli archetipi del cinema erotico-intellettual-sessantottino: crisi di coppia e sesso trasgressivo, contestazione studentesca e smaglianti interni alto-borghesi, finale "simbolico" e splendida musica di Morricone. Superbo il cast femminile, con Giovanna Ralli all'apice del suo splendore.
MEMORABILE: La Gravina che cerca di spogliare la Ralli durante il festino.

Digital 20/10/12 17:35 - 1116 commenti

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La donna invisibile del titolo non è il personaggio fumettistico della Marvel Comics, bensì una donna che agli occhi del marito appare appunto eterea, impalpabile. Il perché è presto detto, l'uomo non la ama più. Film imperniato sulla crisi di coppia che si lascia degustare come un vino ben invecchiato e che può attingere a un cast particolarmente valido: da una bellissima Giovanna Ralli a Silvano Tranquilli, professore borghese in cerca di nuove avventure sentimentali. Ottima (as usual) la colonna sonora di Morricone.

Lucius 13/09/12 08:22 - 2819 commenti

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Una fotocopia dignitosa ma pur sempre fotocopia dello stile antonioniano, che si fa apprezzare principalmente per la Gravina e la Ralli, qui in due interpretazioni particolarmente indovinate. Un Moravia trasformato dagli autori, ma ugualmente fascinoso per un film che presenta uun incipit originale e un filo narrativo non del tutto lineare. La difficile convivenza di una coppia borghese con tanto di accenni di lesbismo e una soundtrack eccellente del maestro Morricone, che ha nettamente contribuito ad innalzare il livello della pellicola.

B. Legnani 14/07/13 15:42 - 4687 commenti

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Pesantissimo film sessantottino, con le tare retoriche (i ricchi annoiati che fumano di continuo...) del caso, perfino ripudiato dalla Gravina, che ne è l'interprete migliore. Fra l'altro chiunque leggesse l'anno e la sceneggiatura (che tradisce molto il racconto moraviano) vedrebbe lei e Tranquilli nei due ruoli, ma mai e poi mai la Ralli, terribilmente fuori parte. Il comico involontario fa spesso capolino (gli episodi della contestazione), ma è la noia a farla da padrona (tediosissima l'interminabile scena del tè). Film da "avanti veloce".

Saintgifts 5/08/14 09:17 - 4098 commenti

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Nel film è facile vedere riflessi l'autore del romanzo (Moravia), gli sceneggiatori che lo hanno condizionato pesantemente e soprattutto il momento sociale in Italia. Buono tutto ciò che è solo visivo (ambienti, abiti, acconciature, make up), ancora buono se si aggiunge la musica di Morricone, ma scade pesantemente se si aggiungono recitazione e dialoghi. Salverei la Gravina, aiutata però dal suo personaggio che le permette di emergere dal "branco". Noioso fino all'osso, non aiuta il vedere come eravamo... o come erano.

Giùan 3/03/15 07:09 - 2924 commenti

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C'è indubbiamente da imputargli una generale temperie narcotica da malinteso cinema autoriale, purtuttavia il film di Spinola resta uno dei più stimolanti tentativi di pamphlet filosofico degli anni '60. Il regista riesce in particolare a tenere desta l'ambiguità del soggetto fino al suggestivo scioglimento finale, riducendo il peso dei cliché sulla "scissione" femminile insiti nel racconto di Moravia. Sacrificata in un ruolo coattamente apatico la Ralli è comunque credibile; brava la Gravina, impenitentemente vamp la Sanders, accessorio il cast maschile.

Myvincent 31/03/17 08:58 - 2520 commenti

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La crisi di una società in fermento e di una coppia alto-borghese migra dalle pagine di Moravia al cinema di Spinola corredato da una cast in cui sopra ogni cosa brilla la presenza di Carla Gravina. I dissapori fra i due coniugi e la scissione della protagonista in due polarità opposte, dove una dovrà sopravvivere all'altra, crea un finale magico e interpretativo, riuscito solo parzialmente.

Faggi 30/05/18 20:38 - 1484 commenti

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Un discreto incipit, che incuriosisce, introduce con un non so che di strano (vagamente antonioniano) in un dramma borghese non convenzionale. Alcuni difetti, anche meramente tecnici, deludono certe aspettative da oggetto realmente originale e compiuto ma l'insieme non deborda nella mediocrità. L'aderenza di Giovanna Ralli e Carla Gravina ai rispettivi ruoli (personaggi) c'è. Alcune belle immagini, la tipica atmosfera sessantiana, i toni cromatici e la splendida musica di Morricone rendono la visione interessante.

Markus 12/11/18 09:32 - 3250 commenti

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C'è crisi, per una coppia altoborghese lombarda, tanto che lui non vede più la moglie! Un essere trasparente... Spinola, che di affreschi sulle paturnie amorose/psicologico/sessuali degli abbienti ha realizzato una serie di film, ci regala la presenza di attori impellicciati che tra un bagno di schiuma e una frizione di eau de toilette Balenciaga hanno il tempo di piangere e di sopravvivere a una sorta di amore-non-amore "a tre". L'idea in sé e la fotografia convincono, restano però i limiti di un'opera retorica e con "personaggi" grotteschi.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Ciavazzaro • 6/06/10 13:07
    Vice capo scrivano - 5596 interventi
    Ennio Morricone Alla Serenità:
    http://www.youtube.com/watch?v=zEFCRubPa78&feature=related
  • Musiche Il Dandi • 5/12/10 14:17
    Contratto a progetto - 1428 interventi
    La colonna sonora di Ennio Morricone può essere considerata una early version in embrione di quella che diventerà la musica di Una lucertola con la pelle di donna
    Ultima modifica: 5/12/10 14:18 da Il Dandi
  • Curiosità Il Dandi • 6/12/10 18:36
    Contratto a progetto - 1428 interventi
    Una scena ambientata a bordo di una Citroen DS (a causa dello specchietto retrovisore posizionato insolitamente nella parte bassa del parabrezza anziché in alto). Siamo nei pressi di Opera (MI), come ha scoperto Herbie in location verificate:



    Mentre Andrea (Silvano Tranquilli) sta guidando osserva nello specchietto (foto a sinistra) le gambe di Delfina (Carla Gravina) seduta sul sedile posteriore (foto a destra):



    La moglie Laura (Giovanna Ralli) seduta accanto a lui lo capisce (foto a sinistra) e a sua volta guarda Delfina fissandola in faccia nello specchietto (stavolta più in alto) della sua aletta parasole (foto a destra):



    Scena magnifica, e per concludere: ammiriamole anche noi le bellissime gambe (all'altezza del resto) di Carla Gravina:

  • Discussione Zender • 6/12/10 19:42
    Consigliere - 43542 interventi
    Il Dandi ebbe a dire in curiosità:
    Una scena ambientabile solo a bordo di una Citroen DS (a causa dello specchietto retrovisore posizionato insolitamente nella parte bassa del parabrezza anziché in alto):



    Mentre Andrea (Silvano Tranquilli) sta guidando osserva nello specchietto (foto a sinistra) le gambe di Delfina (Carla Gravina) seduta sul sedile posteriore (foto a destra):



    La moglie Laura (Giovanna Ralli) seduta accanto a lui lo capisce (foto a sinistra) e a sua volta guarda Delfina fissandola in faccia nello specchietto (stavolta più in alto) della sua aletta parasole (foto a destra):



    Scena magnifica, e per concludere: ammiriamole anche noi le bellissime gambe (all'altezza del resto) di Carla Gravina:


    Effettivamente un bel cult sta scena! Te l'ho sistemata e trasferita in Curiosità perché indubbiamente meritava (anche se di regola è sempre bene usare uno o al max due fotogrammi). Grande Dandi!
    Ultima modifica: 6/12/10 19:42 da Zender
  • Musiche Etico • 4/12/15 22:35
    Galoppino - 6 interventi
    Nel suo periodo d'oro (in tutti i sensi) Morricone raggiunse l'apice della sua scrittura musicale. Fu aiutato da lavori come questo, in cui si concedeva ampio spazio alla caratterizzazione musicale mediante dialoghi dilatati nel tempo, immagini esteticamente perfette, andamento narrativo rallentato. La mente poteva perdersi nel contemplare il dettaglio della fotografia o l'armonia degli ambienti ma la differenza stava nell'invisibile potere moltiplicativo della musica. Grazie ad una Edda versatile e ispirata, ai neogregoriani Cantori di Alessandroni e l'allora fidato direttore Nicolai, la tavolozza era perfetta per il Maestro. Ennio poteva dipingere con libertà autentici capolavori perché il clima irripetibile dell'epoca lo permetteva. Poteva sperimentare a costo zero, incrociare ricerca e mestiere, regalando dal suo ingegno invenzioni contrappuntistiche di origine dodecafonica miste a rigorosa scrittura tanto minima quanto efficace. Melodie che comparivano con naturalezza e restavano nella mente, per il loro carattere ciclico semplice perfetto. Era musica che "sta in piedi da sola". Poi arrivò la fanfara di 'Guerre stellari' e suonò la marcia funebre per quell'epoca d'oro.
  • Discussione Il Dandi • 14/05/16 17:12
    Contratto a progetto - 1428 interventi
    Nelle note: "uno dei tanti seguiti dell'Uomo invisibile".

    Da eliminare, il rip off femminile è questo: https://www.davinotti.com/film/la-donna-invisibile/34160 mentre il film di Spinola tratto da Moravia non c'entra nulla e anzi allude al tema dell'invisibilità in maniera assai più concettuale e per certi versi opposta.