La custode di mia sorella

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Titolo originale: My Sister's Keeper
Anno: 2009
Genere: drammatico (colore)
Note: Soggetto dall'omonimo romanzo della scrittrice statunitense Jodi Picoult pubblicato nel 2004.
Numero commenti presenti: 6

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/11/11 DAL BENEMERITO LUCHI78
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Luchi78 14/11/11 10:33 - 1521 commenti

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Cassavetes ce la mette tutta per portare lo spettatore sull'orlo della disperazione. Una malattia terribile, una ragazzina che soffre ed accetta di morire, una famiglia che segue fino all'ultimo la sorte che le è riservata. In tutta questa morbosa situazione in cui il dolore è il leit-motiv del film, spunta la vicenda della sorella della vittima, nata in provetta per compatibilità genetica nel tentativo di salvarla dalla malattia. Il tema dell'emancipazione sanitaria, appena accennato, avrebbe meritato più considerazione. Film furbetto...

Mco 6/03/12 23:39 - 2156 commenti

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Un film bellissimo, toccante e raggelante anzichenò. Toccante perché la malattia è momentum tremendo per antonomasia, raggelante perché colpisce una bambina, quanto di più puro il mondo abbia creato. La disperazione regna per tutto l'arco della pellicola e noi spettatori ci si interroga se sia giusto o meno ciò che hanno scelto i genitori della piccola, facendoci trasportare dalla magnifica interpretazione del reparto giovanile ma anche di una Diaz in veste insolita. Ci si armi di fazzoletto, sarà un buon compagno di viaggio.
MEMORABILE: L'incontro con il ragazzo malato con cui la ragazza vive una breve storia d'amore.

Galbo 11/12/12 07:10 - 11424 commenti

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Già avvezzo ai film strappalacrime, il regista Nick Cassavetes ritenta il colpo affrontando il rischiosissimo genere del "cancer movie". Di tale genere nulla viene risparmiato allo spettatore, tentando peraltro la carta della variante legale. Pur se confezionato con eleganza, il film soffre quasi inevitabilmente di eccesso di retorica, e della ricerca dell'"effetto lacrima". Attori convincenti. Per i patiti del genere.

Capannelle 18/05/15 18:07 - 3732 commenti

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Non è così strappalacrime perché nella prima ora indovina il giusto equilibrio tra discorsi pesanti e più leggeri, inquadrando bene l'atmosfera e dando modo agli interpreti di emergere (in primis le due ragazzine). Poi, con l'avvio del processo, sbarella un po', come quando coinvolge lo stesso Baldwin nella serie di drammi; ma si tratta di piccoli problemi che non compromettono il sapore del film e di alcune sue sequenze.

Daniela 11/09/18 14:52 - 9533 commenti

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Messa al mondo per fornire "pezzi di ricambio" alla sorella leucemica, la piccola Anna si rivolge ad un avvocato per ottenere il diritto di disporre del proprio corpo, pur consapevole delle gravi conseguenze del suo rifiuto di donare un rene... Cancer-movie al cubo completo di risvolti processuali: la trama, punteggiata da momenti altamente drammatici, è studiata per spremere lacrime, gli attori del ricco cast si impegnano, tutto fila nella direzione voluta, eppure l'effetto non si produce per un surplus di retorica ricattatoria che sortisce l'effetto contrario, raffreddando l'interesse.

Zoltan 21/08/20 11:37 - 201 commenti

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Sfacciatamente costruito per tentare la via della lacrima facilissima (col combo cancro più età giovanissima della vittima), è un film che può piacere a chi è abituato a un certo tipo di spettacolarizzazione del dolore sia al cinema che alla tv, ma per tutti gli altri rischia di risultare frustrante il dover appurare come tante cose siano posticce e fittizie e come tutto sia improntato sul melodramma, portandolo a essere eccessivo. Le scene in tribunale convincono ancor meno del resto. Da dimenticare.
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