La corsa della lepre attraverso i campi - Film (1972)

La corsa della lepre attraverso i campi

Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/01/08 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 2/01/08 01:01 - 5574 commenti

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Film di grandi facce (la Massari, Trintignant, Ray, Gaven), col grandissimo Robert Ryan un anno prima della morte. Tisa Farrow quasi al debutto. Lento, lungo, non facile, curatissimo. Nell'ultima mezzora prende ritmo, ma senza dimenticare di dare adeguata attenzione agli aspetti psicologici, pure un poco eccessivi per la vicenda che narra. Immagini e musica (Lai) talora struggenti. Non si è, alla fine, completamente soddisfatti del tutto, ma, pensandoci, ne valeva la pena, perché è discreto e perché rappresenta un'esperienza anomala.
MEMORABILE: La saltellante discesa finale delle biglie.

Daidae 19/05/10 15:58 - 3229 commenti

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Ecco un noir fatto come si deve, nonostante le ristrette ambientazioni (praticamente tre) gioca molto sulla validità del cast (Ryan e Trintignant su tutti) e sulla accuratezza. Bella la scelta di inserire fotogrammi della strage colposa del pilota e i ricordi d'infanzia poco prima di morire. Lungo quanto bello.
MEMORABILE: La palla da biliardo.

Silenzio 14/01/11 00:43 - 59 commenti

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Un noir affascinante e anticonformista, di notevole acume psicologico, pervaso da uno struggente senso di morte (genialmente reso nel suo incombere dalla minacciosa e fantasmatica presenza degli zingari) contrappuntato da dosi di àcro humour nero. Clément sembra trovare nelle dimensioni del gioco e dell'infanzia la risposta al nullismo che ammanta le vite dei suoi personaggi: Trintignant dorme in una culla e si diverte a far su torri di sigarette, Gaven usa come arma una palla da biliardo, Ryan scherza la Mietitrice con un ultimo tirassegno.
MEMORABILE: Lo zingaro con il flauto; il finale.

Buiomega71 3/08/12 00:57 - 2960 commenti

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Inizia come Giochi proibiti, omaggia Leone, diventa una specie di Grissom Gang con la simpatica family di delinquenti, si trasforma in un kammerspiel, poi via via diviene qualcosa di unico e originale, con sparatorie, vendette e un finale grottesco quasi simile a quello di Piccoli omicidi. Clèment si dimostra regista a dir poco straordinario, attento alla psicologia dei suoi interpreti (dolcissima la Farrow, sensuale la Massari). Bellissimo il commento di Francis Lai. Un amalgama di generi messo insieme con note bizzarre e dolenti. Da riscoprire.
MEMORABILE: Mattone e l'incontro al parco con la "medium" Isola; L'incipt coi bimbi e le biglie; Ryan e Trintignant che sparano fuori dalla finestra nel finale.

Giùan 2/11/13 07:20 - 4678 commenti

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Chi s'aspettasse un ritmo cinematografico alla Fratel Coniglietto in fuga per i boschi, si ritroverà di fronte piuttosto a un vecchio orso zigzagante sulle strisce pedonali. Il difetto principale di questo eccentrico noir sta in effetti nella sua insistita ponderatezza, in una esibizione tramortente di crasi cinematografica (thriller e gangster movie, Melville e Huston) talora suggestivo ma fondamentalmente anodino, trascinato invece che trascinante. Clement è sempre stato un ottimo professionista mentre nel cast multillingue svetta un grande Bob Ryan.

Lucius 1/02/15 00:06 - 3015 commenti

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Nonostante il finale reciso, trattasi di un classico intramontabile, di matrice verista. Uno di quei film in grado di compenetrare lo spettatore. Una volta visionato non lo si dimentica più, passassero pure cent'anni. Questo vuol dire che è intriso di quel quid filmico che lo rende evergreen. Attori di razza, sceneggiatura calibrata come nei migliori noir. Un poliziesco che, come il vino d'annata, può risultare col tempo solo più saporito. Un'occasione per rivedere anche una grande attrice italiana: Lea Massari.

Lythops 3/10/15 19:05 - 1019 commenti

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Opera impmegnativa da gustare dimenticando l'orologio e concentrandosi come se si stesse per studiare un trattato che, come il film, scava nel passato dei protagonisti, nel perché dei loro comportamenti, nell'immutabilità dei riti e delle cose. Trintignant e la Massari soprattutto conferisono ai loro personaggi l'esatto tono drammatico sorreggendo una storia basata tanto sulla fotografia che sulla potenza del ricordo. Location perfette, contemplazioni e tensioni sempre lì, magari nascoste, pronte ad aggrefirti all'improvviso. Ansiogeno.

Pessoa 23/01/17 06:50 - 2476 commenti

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Clement firma un noir tutto di testa, costruito come una tragedia greca, dove ognuno dei personaggi attende la propria nemesi quasi rassegnato. La fuga di Tony, soprattutto da se stesso, si interseca con il sogno di un gruppo di criminali sui generis. La vicenda è accattivante, sebbene alcuni passaggi sembrino in po' forzati mentre il cast di livello conferisce spessore alle esili trame narrative del maestro francese. Un bel film, ma non un capolavoro. Fra gli interpreti segnalerei Trintignant e la Massari, grande attrice del nostro cinema.

Myvincent 17/03/17 19:52 - 3800 commenti

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Un parigino tombeur des femmes pare continuamente in fuga perseguitato da loschi personaggi che solo verso la fine del film si riveleranno. Un gran cast internazionale di forte impatto per una storia piena di risvolti psicologici che scolpiscono personaggi di sicuro fascino cinematografico. Il volto francese di Trintignant si sposa alla figura snella di Lea Massari e al volto rugoso di Robert Ryan.

Rufus68 5/07/17 23:05 - 3867 commenti

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Lentissimo (ma l'unica vera scena d'azione - la sparatoria - è perfetta nella sua essenzialità) e molto giocato sulle psicologie dei vari personaggi (che non convincono del tutto). Solo alcuni brandelli di storia sono pienamente perspicui (la grande interpretazione di Ryan, il finale, i fulminei flashback) e nell'aria si avverte la sensazione che gli snodi narrativi importanti rimangano incompiuti o allo stato di abbozzo. Bene la Massari, ordinario Trintignant, un po' anonimo il resto del cast.

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Daniela 13/09/18 17:56 - 12803 commenti

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La sequenza d'apertura mostra un bambino che vorrebbe giocare con altri ragazzini sconosciuti ma viene da essi respinto: qui va cercata la chiave di lettura di questo film affascinante, mix fra noir onirico e commedia grottesca. Divenuto adulto ma solo nell'aspetto, Ranocchio nella sua fuga verrà rapito/adottato da una "famiglia" criminale in cui troverà finalmente qualcuno con cui giocare, compreso un padre orco severo ma autorevole ed una madre orchessa premurosa. Grande cast con Ryan superlativo in una delle sue ultime interpretazioni, finale indimenticabile, bella colonna sonora.

Keyser3 6/03/20 22:00 - 444 commenti

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Splendido ed estenuante. Personalissima la visione del noir da parte di Clément, che spinge sul versante psicologico a discapito dell'azione, concentrata nell'ultima parte. Ottima prova del cast, in cui spiccano Trintignant, scaltro e sornione, Ryan, stanco e disilluso e Ray, ottuso e impetuoso. A chiudere il tutto, una colonna sonora pertinente e commovente.
MEMORABILE: I lanci di Rizio...

Nicola81 19/05/20 11:25 - 2899 commenti

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Tra gli ultimi film di Clément (per capirci, da Parigi brucia? in poi) è senz'altro il migliore. Un noir di ambientazione canadese forse troppo lungo e non sempre scorrevole, ma estremamente affascinante, ricco di simbolismi e richiami all'infanzia, immerso in un'atmosfera onirica e nella sensazione che da un momento all'altro qualcosa debba sempre accadere. Ottimo l'eterogeneo cast: Trintignant più furbo di quello che sembra, Ryan stanco e amareggiato, Ray ottuso e manesco, splendide la Massari e la Farrow. Bella colonna sonora di Francis Lai.
MEMORABILE: L'inizio; L'incursione in ospedale; La sparatoria; Il finale.

Reeves 13/07/23 10:10 - 2406 commenti

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Grande noir con molte idee e uno svolgimento del tutto sorprendente, anche grazie all'ottima interpretazione di Jean-Luis Trintignant che nel ruolo del bambino cresciuto fornisce sempre il meglio di sé. Regia essenziale e senza fronzoli, grande spazio ai vari attori e una menzione speciale per Robert Ryan, che a termine carriera riesce come sempre a essere magnetico.

Paulaster 3/04/24 18:01 - 4536 commenti

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Uomo in fuga dagli zingari trova riparo da una gang di rapinatori. Noir brillante all’inizio, varia trasformandosi in un western moderno (a tal riguardo, più che discreta la colonna sonora) e riprende in un finale alla Bond. Qualche snodo e la questione del denaro nascosto mostrano forzature, però il livello di scavo psicologico funziona e le varie caratterizzazioni sono miscelate bene. La Massari smussa i toni criminali e Trintignant ha un ruolo sottile (anche se sembra un impiegato). Piccoli inserti più leggeri con “Mattone” e punta romantica nell’epilogo.
MEMORABILE: I soldi nella giacca del morto; Le tre sigarette in equilibrio; La macchina come ariete.
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  • Curiosità Buiomega71 • 3/08/12 10:13
    Consigliere - 26294 interventi
    *Come assistente alla regia si trova un giovanissimo Jean Jacques Beineix, mentre Emmanuelle Bèart e la bambina che mangia il dolcetto all'inizio del film.

    *La trama scritta dal Morandini, nella scheda critica, e zeppa di errori: Trintignant NON scappa dagli zingari per un furto commesso nei loro confronti.

    *Il Mereghetti prima lo stronca con un * 1/2, poi lo rivaluta appioppandoniene ***

    *Il film è tratto dal romanzo di David Goodis "Black Friday".
  • Discussione Buiomega71 • 3/08/12 10:49
    Consigliere - 26294 interventi
    L'ESTATE FRANCESE IN NERO

    Bello, bellissimo, onirico, trasognato, bizzarro, picaresco, struggente e assolutamente originale.

    Clèment si (ri)conferma regista immenso, attento alla psicologia dei suoi strampalati personaggi: si autocita con Giochi proibitinel bellissimo incipt con i bambini e le biglie che cascano per le scale (e che torneranno nel bellissimo finale), omaggia il cinema di Sergio Leone con l'arrivo del treno alla stazione, prende una piega quasi da cinema di fantascienza (le scene nella cupola), per poi virare in una specie di kammerspiel quasi cormaniano, con reminiscenze al Grissom gang aldrichiano e al sottostimato film di Elliot Silverstein Cominciò per gioco.

    Di Clèment ho sempre amato L'uomo venuto dalla pioggia, ma anche il sottovalutatissimo e autunnale Unico Indizio: Una sciarpa gialla, ma in questo mezzo capolavoro costruisce qualcosa di unico, grottesco che rasenta la sana follia.

    Una family criminosa dal cuore tenero capeggiata da un carismatico Robert Ryan , quasi dei looser peckinpaniani (ci sono molti sapori western nel film, dopotutto), con un pugile bambinone e manesco (Aldo Ray), un sensibile e fidato israelita (Jean Gavin) e le due donne, la sensuale e carnosa Lea Massari e la dolcissima Tisa Farrow (e non mi si venga a dire-Fulci docet-che faceva la tassista a New York per campare), che imbraccia il fucile meglio del cecchino di Bersagli, con due occhioni e una sensibilità da farti innamorare.

    In mezzo, capitato un pò per caso e per destino, Trintignant, che si destreggia tra furbizie, scaltrezze e conteso dalle due donne (la Massari se lo porta a letto, la Farrow vuole che scappi con lui a Nuova Orleans).

    Parte con un inizio al fulmicotone tra fughe e inseguimenti, diventa una commedia d'interni e di lunghi dialoghi e situazioni grottesche, poi vira nel noir puro, con colpi come nei migliori "rapina movie" e sparatorie degne del miglior Don Siegel, per finire in un clima onirico, trasognato, con Ryan che racconta a Trintignant la storia della lepre che fugge ai cacciatori tra i campi, assediati, non resta che sparare fuori dalla finestra come nel finale di Piccoli Omicidi.

    Straordinario il commento sonoro di Francis Lai, e fotografia da gran cinema americano di Edmond Richard (mi e venuto alla mente anche il bellissimo e poco conosciuto gioiello di Richard Sarafian E la terra si tinse di rosso).

    Come sempre in Clèment , di gran rilievo le figure di contorno, che spiazzano e spezzano il racconto: dalla majorette "medium" flippata e ochissima di Nadine Nabokov dal nome pressochè improbabile, Isola (di culto l'approccio di Aldo Ray nel parchetto con lei in macchina), alla ragazza mentalmente ritardata ma bellissima, che tiene in braccio una bambola parlante ( Ellen Bahl), sino ai flashback subliminali dell'incidente di Trintignant o a quelli sull'infanzia.

    Clèment regala anche momenti violenti: Paul gettato dall'auto in corsa da Trintignant, il pestaggio di Rizzio (Gaven) da parte della polizia.

    Emblematica e persecutoria (quasi da Guerrieri della palude silenziosa) la presenza degli zingari che stanno alle costole di Trintignant, uno con coltello a serramanico e l'altro con flauto alla pifferaio di Hamelin.

    135 minuti che passano senza un momento di stanca, in un esperienza filmica quasi unica nel suo genere (e non per nulla garantisce il produttore di Luis Bunuel). Forse non per tutti i gusti, ma assolutamente e doverosamente, da recuperare dall'oblio.
    Ultima modifica: 3/08/12 12:07 da Buiomega71
  • Curiosità Buiomega71 • 3/08/12 12:01
    Consigliere - 26294 interventi
    Da notare la frase di lancio del film sul flano d'epoca...Peccato che di stupri non ve ne sia manco l'ombra.

  • Musiche Lucius • 30/06/14 15:59
    Scrivano - 9041 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 30/06/14 18:02 da Zender
  • Homevideo Patrick78 • 4/08/14 15:08
    Magazziniere - 545 interventi
    Esce in DVD il 24/10/2014 etichetta DYNIT. Ammetto di non conoscere questo film ma da quanto leggo sembrerebbe davvero interessante.
    Ultima modifica: 4/08/14 15:08 da Patrick78
  • Discussione Daniela • 13/09/18 17:34
    Gran Burattinaio - 5934 interventi
    Soggetto liberamente ispirato al romanzo "Black Friday" del giallista statunitense David Goodis, pubblicato nel 1954.
  • Discussione Daniela • 13/09/18 18:07
    Gran Burattinaio - 5934 interventi
    Nel film compare per la prima volta sugli schermi Emmanuelle Béart che allora aveva otto anni. Il suo ruolo, non accreditato, è quello di una "child" nella sequenza di apertura, quella delle biglie che vengono fatte rotolare dalla scalinata.