La contessa bianca

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/01/10 DAL BENEMERITO VSTRINGER
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Vstringer 17/01/10 14:41 - 349 commenti

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Ivory fa rileggere Tanizaki a Ishiguro: ne esce fuori una sorta di Casablanca con i giapponesi al posto dei tedeschi, nella Shangai del '36. Di suo il regista ci mette le consuete immagini levigate dal notevole gusto pittorico: le buone interpretazioni della famiglia Redgrave (le sorelle Vanessa e Lynn, insieme alla compianta Richardson nel ruolo dell'eroina eponima), come di Fiennes nel ruolo dell'ex diplomatico cieco, aiutano un film bello da vedere che però non lascia il segno.

Galbo 1/01/11 10:24 - 11344 commenti

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Nella Shangai degli anni '30, storia d'amore tra una contessa russa caduta in disgrazia e un ex diplomatico americano. La ricostruzione ambientale ottima (molto bella la fotografia) e la bella prova degli interpreti non riescono a colmare i limiti che spesso si evidenziano nel film di Ivory, quello cioè di raccontare le vicende senza una grande partecipazione emotiva.

Nando 29/03/11 11:58 - 3458 commenti

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In una Shanghai degli anni 30 si assiste al tormentato e inizialmente difficile rapporto tra una entreneuse russa ed un gentiluomo non vedente. Narrazione efficace ma, sovente, lievemente fredda che non genera stimolo emotivo nello spettatore. Cast valido ed interessanti ambientazioni.

Saintgifts 6/06/14 01:32 - 4098 commenti

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Ivory in tono minore. Convincente la ricostruzione ambientale, anche se forse ricalca stereotipi troppo occidentali. Migliore l'interpretazione delle vicende in secondo piano proprio perché non sottoposte a una perfezione millimetrica, riservata invece ai protagonisti e alla storia principale (che risulta così un esercizio stilistico troppo ricercato, sacrificando calore ed emozioni). Interpretazioni che appaiono troppo guidate dalla mano del regista il quale, come il cieco Todd Jackson (Ralph Fiennes), ha già in testa ciò che vuole realizzare.

Daniela 31/12/19 13:32 - 9222 commenti

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Nel crogiuolo cosmopolita di Shangai negli anni 30, il pudico rapporto tra un ex diplomatico americano cieco ed una contessa russa in esilio costretta a lavorare come entreneuse per mantenere la famiglia... Nonostante la sceneggiatura porti la firma di Ishiguro, non si ripete il miracolo del 1993: il film, curato sotto il profilo della confezione, risulta piuttosto inerte, quasi paralizzato nella sua stessa eleganza formale, per cui la relazione sentimentale che si instaura tra i due tormentati protagonisti, entrambi gravati dal peso del passato, stenta ad appassionare.
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  • Curiosità Daniela • 30/12/19 15:06
    Consigliere massimo - 5071 interventi
    Soggetto e sceneggiatura dello scrittore inglese di origini giapponesi Kazuo Ishiguro.

    Ishiguro è l'autore del romanzo "Quel che resta del giorno" da cui nel 1993 James Ivory aveva tratto il soggetto per l'omonimo film, accolto con successo dal pubblico e con plauso unanime dalla critica.
    Non altrettanto fortunata fu invece la collaborazione diretta tra regista e romanziere nel 2005 in occasione de "La contessa bianca".