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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/07/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 4/07/07 09:13 - 3011 commenti

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Colto studioso si letteratura si infatua di una hostess e ci passa la notte a margine di un convegno. Al ritorno la moglie sospetta, ma lui ci ricasca... Non proprio inedito il tema di questo Truffaut, un fiasco di pubblico, che non ne colse la modernità e la lucidità nel rappresentare il trito clichè dell'infedeltà coniugale. Ottima anche la scelta degli interpreti, dalla bella e sfortunata sorella della Deneuve all'antipaticissimo Desailly. Comincia con quest'opera la lunga e sanguinosa guerra dei titolisti italiani contro Truffaut.

B. Legnani 4/08/08 02:10 - 4935 commenti

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Buono. Il finale mi ha sorpreso, essendo lontano dal Truffaut che conosco e da quello che s'era visto, pure stavolta, nel film, nel quale il regista mostra di amare la tecnica di farci presumere una cosa che puntualmente NON si verifica (credo che uno dei punti massimi di essa la tocchi poi in Non drammatizziamo... è solo questione di corna). Regìa dolce e mirabile, attori perfetti. Il titolo originale ("La pelle dolce") era bellissimo... Il gatto sarà ripreso in Effetto notte e ne L'uomo che amava le donne.
MEMORABILE: Escono dall'ascensore all'ottavo piano e si dirigono verso la stessa camera, nella quale entrambi entrano. Una scena stupenda, senza una parola.

Matalo! 4/10/08 17:55 - 1368 commenti

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Si dice che questo film soffra di un'eccessivo controllo che deprime l'emozione del racconto e dell'immagine. Ma l'analisi di un amore vile è condotta magistralmente e senza pietà, sottilmente soffocata dalle ipocrisie borghesi del protagonista. Ottimi interpreti, clima perfetto. Tradurre "La pelle dolce" con "La calda amante" non è una grande idea... Françoise Dorleac era sorella gemella di Catherine Denevue, a tratti anche più affascinante.

G.Godardi 5/02/09 17:17 - 950 commenti

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Uno dei più misconosciuti film di Truffaut e uno dei migliori, a mio avviso. La descrizione di un banale triangolo amoroso destinato a finire in tragedia, il tutto descritto con la meccanicità dei gesti e delle azioni. Grande lavoro di montaggio nervoso e frenetico e di fotografia che si rifà all'impressionismo. Nella seconda parte si avverte l'influenza di Hitchcock. Alcuni procedimenti mi hanno ricordato Kubrick. Freddo e asettico mette in rilievo la vigliaccheria del protagonista. Non privo di una certa ironia. Da vedere.

Pau 12/04/10 10:32 - 125 commenti

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Affascinante analisi di un amore (o meglio di due: c'è anche quello di Franca, la moglie tradita, nei confronti del suo Pierre), dal momento in cui le prime onde increspano il mare quieto della vita dell'intellettuale Pierre Lachenay, sino all'ultimo scoppio di tempesta, fragoroso, inatteso e tragico. Solo apparentemente freddo, in realtà vibra di emozioni sottese agli sguardi ed ai gesti, in contrapposizione ai freddi oggetti (spesso ripresi in primo piano). Ottimo commento musicale, lieve, malinconico e mai invadente, di Georges Delerue.
MEMORABILE: Desailly che spoglia con pudore Francoise Dorleac addormentata.

Homesick 11/10/10 17:52 - 5737 commenti

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L’altra faccia di Jules e Jim. L’amour fou, filo rosso che raggruppa diversi capitoli del corpus Truffaut, si scorge ancora in un classico triangolo destinato a crollare tragicamente sotto i colpi della gelosia e del conformismo in un finale hitchcockiano. Per volere dello stesso regista, gli eventi sono presentati con freddo distacco, in modo che l’emozione sia percepita nella neutralità degli sguardi, nei gesti quotidiani e nei silenzi eloquenti dello scrittore Desailly, maschio debole e represso che si divide insicuro tra la bionda e aggraziata Dorléac e la bruna e irruente Benedetti.
MEMORABILE: L’ascensore; la Benedetti che liquida il suo insistente tacchinatore.

Giacomovie 6/11/11 10:48 - 1363 commenti

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Se c'è qualcuna "calda" in questo film non è l'amante ma la moglie: piacente, innamorata e passionale. Ma ciò non impedisce al marito di cercare nuovi legami. Il classico tema del triangolo viene trattato in modo volutamente impersonale, il più oggettivo possibile. Nel rimarcare i modi eleganti e distaccati dell'amante, Truffaut traccia meglio l'inconsistente personalità dell'uomo e quanto più la reazione della moglie diventa prevedibile, più si tifa per lei. Bella e sfortunata per la breve vita Francoise Dorleac, sorella di Catherine Deneuve.

Ducaspezzi 31/01/12 06:02 - 222 commenti

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La solita coppia borghese che si disfa sotto i colpi della noia di sé stessa. Il tradimento è descritto con una specie di levità cui la splendida Dorleac conferisce grazia e l'attraente candore del genuino abbandono, mentre Desailly si incarta tra l'entusiasmo vivo e sognante per la relazione extraconiugale e la disorganizzazione del tempo da dedicare alla tresca, finendo per mortificare la giovane amante. Molto interessante e realistico l'atteggiamento di falsa risolutezza del protagonista. Sorprendente il finale sul tono del film.

Mickes2 5/04/12 12:04 - 1668 commenti

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Altro bellissimo triangolo amoroso di matrice hitchcockiana, agli antipodi di Jules e Jim. Freddo, distaccato, ma non per questo meno emozionante e dolente questo rapporto immerso nella soffocante quotidianità, permeato da gesti, sguardi e rituali che delineano gli stati d'animo e la psicologia di personaggi che amano, soffrono, aspettano. Radiografia lucida sulle ipocrisie della classe borghese e partecipe ritratto di vite e sentimenti imprigionati in convenzioni sociali che non lasciano vie di scampo. ***!
MEMORABILE: Il finale; Françoise Dorleac che si cambia i pantaloni.

Giùan 30/10/12 22:25 - 3298 commenti

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Sconcerta ancora per l'intrinseca capacità di andar tanto intimamente a fondo nell'analisi della pur frusta figura geometrica del triangolo borghese. A dispetto della freddezza stilistica criticamente segnalata, mi pare sia uno di quei film in cui la sensibilità di Truffaut si sostanzia in tutta la sua esasperazione anche cinematografica (la preparazione alla tragedia finale, coi tentativi reiterati dell'editore di parlar con la moglie). Desailly s'autocondanna alla fucilazione, la Dorleac si fa rimpiangere, la Benedetti ha pure l'acconciatura killer.
MEMORABILE: Desailly che finge di non riconoscere la Dorleac dopo la serata cinefilo-letteraria; I resti della colazione per il gattino; I litigi tra coniugi.

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Myvincent 14/01/13 15:27 - 2838 commenti

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Dopo Jules e Jim Truffaut indaga sulla coppia alto-borghese, allargata al classico triangolo lei-lui-l'altra. I risultati sono deludenti, basati su una storia di una semplicità imbarazzante. Inoltre vedere un signora high-class imbracciare un fucile con la disinvoltura di un boscaiolo pare un po' inverosimile. Su tutto sovrasta l'innegabile classe di un poeta della pellicola. Protagonista la bella, e nella vita sfortunata, sorella di Catherine Deneuve.

Ryo 3/06/14 12:23 - 2169 commenti

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Titolo italiano che fa pensare a un film erotico, in realtà è una drammatica storia di coppia con classico triangolo. Qui Truffaut adotta uno stile particolare, quasi freddo e distaccato, indugiando su dettagli marginali (uno su tutti gli interruttori della luce), ma allo stesso tempo - pare - racconta molto di personale. Sicuramente molto cinico per i canoni dell'epoca e per questo apprezzata la scelta di distacco dai cliché del genere.

Samuel1979 21/04/15 15:22 - 490 commenti

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113 minuti li ritengo eccessivi per quest’opera di Truffaut, che sebbene sia di indubbio valore oggettivo (nonostante la tematica non sia per nulla inedita), forse nella parte centrale cala un po’ di ritmo. Sul cast nulla da dire, ma probabilmente gli ultimi 15 minuti riscattano un film che almeno al sottoscritto ha fatto storcere il naso. Molto poetica la sequenza del primo incontro in ascensore.

Caesars 22/03/18 08:37 - 2976 commenti

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Truffaut dipinge un nuovo triangolo amoroso, con toni ben diversi da quelli usati nel precedente Jules e Jim: qui i rapporti tra i protagonisti sono analizzati in maniera più fredda, senza partecipazione. Poco amato da critica e pubblico all'epoca della sua uscita, a mio giudizio rappresenta invece una valida tappa nella filmografia del regista che descrive, con il suo tipico stile, un altro dramma borghese. Decisamente buone le interpretazioni di tutti i protagonisti.

Liv 7/12/16 10:25 - 237 commenti

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Pellicola che ci sorprende come una gelida folata di vento invernale parigino. Truffaut ci mostra il lato tragico dell'amore. La tragedia incombe sull'uomo, sposato a un'italiana tutta passione e orgoglio, che si fa prendere dall'attrazione di una giovane bionda incontrata in un viaggio. Come in una tragedia shakespeariana, è una debolezza del protagonista che lo trascina in una spirale senza alcuno scampo: l'irresolutezza. Gelida e statica la stupenda Françoise Dorléac. Titolo italiano becero.

Cotola 27/12/20 22:19 - 7872 commenti

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Tra i Truffaut, uno dei meno memorabili, celebrati ed emozionanti; ma non certamente brutto, anzi. A tratti sembra un po' tirato via, ma in realtà i personaggi principali sono ben delineati sotto il profilo psicologico. E diverse sono le finezze di cui il film è disseminato. Come detto il "vero" problema, ovviamente del tutto soggettivo, è la non irresistibile capacità di avvincere lo spettatore, specialmente rispetto ad altre pellicole del francese. Finale abbastanza sorprendente, per Truffaut, ma non isolato nella carriera del regista francese. Sicuramente buono.

Thedude94 16/01/21 01:05 - 703 commenti

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Truffaut ci catapulta in un'opera che all'inizio pare essere il solito film su un uomo sposato che cade nella trappola del tradimento e si fa ammaliare da una giovane hostess ma che poi si conclude con un finale a dir poco memorabile, che difficilmente si dimentica. La regia è come al solito perfetta, il montaggio dà ritmo anche alle scene d'amore più ripetitive, i dialoghi sono molto buoni. Un film notevole che si fa forte anche delle ottime interpretazioni di Desailly, della Dorléac, e della Benedetti. Da vedere assolutamente per chi ama i drammi romantici.

Daniela 19/04/21 11:19 - 10342 commenti

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Critico letterario di successo inizia una relazione clandestina con una hostess con tutti gli inconvenienti relativi: telefonate di nascosto, incontri di sfuggita, bugie alla moglie sospettosa... Una storia banale nella descrizione del logorarsi di un amore, come banale è il volto da bambino troppo cresciuto di Jean Desailly, è al centro di questo film poco noto rispetto al altri del regista che tuttavia contiene momenti di grande cinema, meravigliosamente allusivi. L'epilogo col suo improvviso cambio di registro può lasciare perplessi ma è l'"amour fou" che reclama i suoi diritti. 
MEMORABILE: La sequenza muta: in ascensore, nel corridoio, lo scambio delle chiavi, lei accende la luce, lui la spenge, i profili dei due amanti in penombra. 
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