La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The downfall
Anno: 2004
Genere: biografico (colore)
Note: (aka "Der Untergang") aka "La caduta di Hitler"
Numero commenti presenti: 40
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Due ore e mezzo per raccontare gli ultimi giorni del terzo Reich nel bunker di Berlino con la città assediata dai russi. Un polpettone tedesco che trova nella straordinaria interpretazione di Bruno Ganz (un Hitler ormai fuori di senno e incapace di accettare la sconfitta) l'unico vero motivo di interesse. Il resto, puntellato da una colonna sonora che accentua la decadenza con tocchi di romanticismo un po' fuori luogo, non riesce ad andare oltre a una messa in scena di maniera appesa a una sceneggiatura assemblata senza molta fantasia. L’ambientazione claustrofobica nel bunker, appena interrotta qua e là da sprazzi di guerra combattuta sulle strade, non è sfruttata al meglio, mentre la figura della segretaria...Leggi tutto del Führer (che apre e chiude il film trasformandolo in un lungo flashback) non emerge affatto come ci si aspetterebbe. Il regista si adopera come può per mantenere vivo l'interesse, cedendo definitivamente solo nello strascicatissimo finale, che prosegue ben oltre il suicidio di Hitler evidenziando quanto fosse fondamentale l'apporto di Ganz. Probabilmente, limando un'ora di pellicola e focalizzando meglio la vicenda attorno all'atteggiamento delirante del suo unico, vero protagonista, si sarebbe ottenuto un film sì commerciale e comunque piuttosto banale, ma se non altro più godibile e sostenibile. Era necessaria l'impronta forte di un regista, che in LA CADUTA non si avverte proprio. A sprazzi coinvolgente.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Magnetti 18/01/07 09:20 - 1103 commenti

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Film storico, quasi documentaristico, che racconta la caduta di Hitler insieme alla sconfitta della Germania alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Con uno stile asciutto si sono evitati sensazionalismi perchè, in questo caso, i fatti si commentano da soli. La megalomania distruttrice di pochi trova sempre terreno fertile laddove esistono menti manipolabili. Alla fine Hitler è un uomo distrutto da se stesso più che dai suoi nemici.

Caesars 16/02/07 10:20 - 3015 commenti

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Una ricostruzione accurata degli ultimi giorni di Hitler ricostruiti attraverso il ricordo di colei che fu la sua segretaria personale. Il film ha sicuramente una lunghezza eccessiva che ne penalizza in parte il risultato finale, ma rimane comunque un documento interessante, in particolar modo per ricordare a tutti un pezzo di storia che non deve, in nessun modo, essere scordato. Da ricordare la buona interpretazione di Bruno Ganz nella parte di un Hitler oramai completamente avulso dalla realtà.

Lele Emo 27/07/07 12:49 - 184 commenti

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Assolutamente immensa l'interpretazione di Ganz, che in questa pellicola arriva ad essere impressionante. La resa della follia hitleriana è resa al massimo da Ganz e dal contorno grigio freddo ed inquietante, come inquietante è la somiglianza di Goebbels con il suo interprete. Tuttavia la pellicola si perde spesso in lungaggini inutili che rendono alcune parti noiose, forse anche a causa delle ambientazioni troppo spesso alla Derrick, che di certo non incrociano il senso del fruibile e/o la componente di scorrevolezza che a questo film manca.

Redeyes 29/01/08 10:49 - 2266 commenti

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Una prospettiva diversa che è merito del film. Un Hitler che a tratti fa proprio pena, avvolto nell'oblio della sua mente. Una pazzia che non sfocia, ormai, solo nel dominio e nello sterminio ma bagna ogni cosa ch'egli tocca. Un occhio che guarda alle sue relazioni interpersonali delineando un uomo innanzitutto solo (pur circondato da tirapiedi e profittatori). Immagini di contorno suggestive. A tratti prolisso. Ganz strepitoso.

B. Legnani 30/01/08 14:32 - 4981 commenti

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Potente, funereo. Mescola, in modo non armonioso, la vicenda della segretaria di Hitler, la tetraggine del bunker e vicende personali (fra le quali l'ecatombe Göbbels). Forse era difficile - con questi presupposti - fare di meglio: film buono, che non riesce a spiccare più in alto, perché dispersivo e, nonostante la professionalità degli interpreti, che perde mordente quando sparisce dalla scena il fantastico Ganz, che disegna un Hitler notevolissimo, non trascurando di ricordarci che tutti i dittatori sono sempre gentilissimi ed umani nei confronti dei loro domestici.
MEMORABILE: Le riunioni coi generali, i loro sguardi perplessi e timorosi, il tornare a fantasticare sulle armate Steiner, ormai dissolte...

Capannelle 6/03/08 10:06 - 3915 commenti

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Gli ultimi momenti della vita del Fuhrer e la descrizione di come lui e gli altri gerarchi hanno reagito di fronte all'arrivo dei sovietici. Il soggetto è interessante, anche nel delineare il rapporto tra il pazzo supremo e i pazzi sottoposti. La sceneggiatura è però zoppicante e la fotografia troppo accesa, quasi da film tv, il che per me non rende bene idea dell'angoscia e della claustrofobia dentro al bunker, nonostante il film si svolga quasi sempre al suo interno. Ganz interpreta bene le pazzie di Hitler, ma gli altri attori non eccellono.

Galbo 29/11/08 05:50 - 11678 commenti

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Bella ricostruzione storica della disfatta personale e politica di uno dei più grandi dittatori della storia. Il regista tedesco Oliver Hirschbiegel ha il coraggio di prendere di petto le vicende del suo paese attraverso una messa in scena molto curata e veritiera del clima tragico e insieme surreale del bunker di Hitler e insieme di una Berlino devastata dagli attacchi russi. Valore aggiunto del film la straordinaria interpretazione di Ganz.

Herrkinski 1/12/08 16:48 - 6010 commenti

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Accurata ricostruzione storica degli ultimi giorni del Terzo Reich sotto il comando di un Hitler ormai allo sbando. Ganz se la cava benissimo e rende alla perfezione le sensazioni che deve aver provato il dittatore nel vedere il suo impero e il suo sogno megalomane crollare sotto le bombe dei russi. Forse eccessivamente prolisso, ma nonostante questo lineare e godibile, il film mantiene un'atmosfera grigia e desolante e oltre al bravo Ganz sono da segnalare le buone interpretazioni del resto del cast, mai sopra le righe.

Pigro 30/01/09 11:09 - 8482 commenti

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La fine di Hitler nelle memorie di una testimone. Un film bellissimo e rigoroso, con un incredibile Bruno Ganz, che affronta un Führer assediato non tanto dall'esercito nemico quanto dai propri ufficiali, sbandati con lui nel bunker, dagli eventi, e soprattutto assediato dalla sua stessa personalità e fragilità di ossessivo e feroce dittatore. I lati umani di Hitler esaltano proprio la follia dell'avventura nazista: l'uccisione dei figli di Goebbles è sconvolgente nella sua spietatezza, così come sconvolgente è il ritratto dei soldati bambini.

Onion1973 3/10/09 14:13 - 154 commenti

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Si narrano gli ultimi giorni di Hitler nel bunker di una Berlino assediata dall'Armata Rossa. Con taglio documentaristico il film riesce a trasmettere con intensità la disillusione di un burattinaio senza più marionette. Ottimamente bilanciato l'alternarsi dell'umano e del disumano, della quotidianità e della ferocia delle idee. Perfetta la resa del clima malato di quel virus culturale che è stato il nazismo. Molto bravo Ganz nel rappresentare il contrasto tra le umanissime psicosi di Hitler e la sacralità di cui i suoi fedelissimi lo rivestono.
MEMORABILE: Agghiaccianti i coniugi Goebbels.

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Animalo 14/06/10 11:16 - 31 commenti

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Nonostante la sconfitta sia ormai certa, qui Hitler è mostrato come un irriducibile quanto pazzo leader (i soldati continuano imperterriti a eseguire i suoi ordini diretti). Il film è stato allungato tra noiose circonlocuzioni dei vari personaggi e una regia non troppo matura (forse non ancora pronta per un film del genere). La ragione principale per vederlo è la magnifica interpretazione di Bruno Ganz, che mostra un Hitler molto fedele e allo stesso tempo originale.

Greymouser 15/06/10 14:25 - 1458 commenti

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Rappresentare un personaggio come Hitler in un'opera di fiction non è impresa facile per nessuno. Il regista è molto aiutato, in questo caso, da una rimarchevole interpretazione di Bruno Ganz, che nei panni del dittatore tedesco riesce ad essere abbastanza credibile, mai troppo sopra le righe, e quindi a darci una performance realistica, anche dal punto di vista storiografico. Al di là di questo il film presenta un buon soggetto, ma anche il difetto di una messa in scena un po' troppo "televisiva". Vista la difficoltà, non è male.

Daniela 24/07/10 12:18 - 10667 commenti

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Una caduta dalla resa dignitosa, ma pesante, didascalica, con qualche concessione alla retorica. Ganz si mangia tutto il film, come un buco nero, grazie ad una prestazione impressionante per mimetismo ed intensità, ma cosa c'è di nuovo nel mostrare il lato umano di un mostro? La storia ha giù fornito riprove innumerevoli sulla compatibilità fra umanità e follia criminale. Piuttosto sarebbe stato interessante cercare di indagare il perchè di una fede tanto tenace nel fuhrer da parte di quanti lo circondavano negli ultimi giorni. Ma il mistero resta.

Karim 8/08/10 12:30 - 22 commenti

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Un magnifico Ganz nei panni del confuso, isterico, parkinsoniano Hitler degli ultimi giorni. La pecca del lungometraggio è di avere la presunzione di fungere da documentario presentando gli interminabili ordini e contro-ordini tra una miriade di gerarchi militari che tentano un'impossibile difesa di Berlino, rischia di annoiare chi non abbia un minimo di nozione storica sulla vicenda. Messa ottimamente in luce la reale incompetenza militare di Hitler: una caporale alla guida del Reich.

Nando 8/08/10 03:34 - 3574 commenti

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Il drammatico racconto degli ultimi istanti di vita del famigerato Hitler, rinchiuso in un bunker insieme ai suoi fedelissimi. L'interpretazione di Ganz è eccezzionale, impersona magnificamente l'imminente catastrofe e l'indagine psicologica è ammirevole. Tuttavia si cerca la teatralità in alcune vicende. Finale speranzoso.

Luchi78 30/08/10 10:47 - 1521 commenti

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Assolutamente un buon film, che ripropone, tramite la straordinaria interpretazione di Ganz, la figura storica di un Hitler completamente folle e devastato dalla sua megalomania. Ottima la scelta di concentrare tutto nei giorni finali all'interno del bunker, rendendo il tutto claustrofobico fino al suicidio generale finale, che rappresenta una vera e propria liberazione. Da rilevare l'ottima interpretazione di Matthes nella parte di Joseph Goebbels.

Mco 29/09/10 12:36 - 2212 commenti

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Per chi ama la storia e soprattutto gli orrori della medesima. Tutto saputo e risaputo ma che dolore (visivo) vedere alcuni bambini uccisi nel sonno ovvero teste che saltano per non consegnarsi al nemico russo alle porte. La durata è proporzionale alle crudezze manifestate, la pars conclusiva è un piccolo capolavoro di tensione, gli attori sono sorprendentemente adeguati, anche fisiognomicamente. Quindi non posso che consigliarne la visione, magari anche ai giovani, adeguatamente informati e non soli.

Belfagor 2/11/10 22:24 - 2642 commenti

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Non è più il tempo della propaganda e della potenza militare: l'unica cosa che resta da fare ai protagonisti è constatare la rovina del "mito del XX secolo". La prospettiva fredda e obbiettiva non lascia nessuno sotto i riflettori, mostrando l'aberrante umanità (e l'umana aberrazione) degli uomini che resero possibile un simile incubo. Di tutte le interpretazioni, storicamente precise e meritevoli ciascuna di una trattazione a parte, si ricordano quelle di Ganz nei panni di Hitler e di Matthes nel ruolo del fanatico Goebbels.
MEMORABILE: Magda Goebbels che avvelena i figli; hitler che sfoga la sua rabbia contro i vertici dell'OKW; il finale "Essere giovani non è una scusa".

Tnex 5/12/10 20:18 - 62 commenti

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È comunque una delle prove meglio riuscite di questo cinema tedesco di inizio secolo. La follia del dittatore dentro la follia del regime, dei gerarchi, dei personaggi secondari. Anche se un po' dispersivo le scene funzionano tutte. Hitler in persona non sarebbe riuscito ad interpretarsi meglio di quanto abbia fatto questo Ganz straordinario (e dire che superare l'Alec Guinness del film di De Concini non era cosa da poco). Gran bel film! In lingua originale è ancora meglio.

Domino86 15/02/11 09:42 - 571 commenti

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Un buon film il cui interprete principale (Bruno Ganz) impersona molto bene Adolf Hitler definendone tratti che in altre pellicole vengono, forse, messi in secondo piano. Il film è piuttosto lungo e il procedere è a tratti tendente al lento, ma comunque si segue bene.

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Tarabas 15/02/11 14:10 - 1801 commenti

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La caduta degli Dei, vista da vicino. Troppo vicino, per non accorgersi che gli dei sono umani, troppo umani. Inutile ricorrere all'espediente dell'eccezionalità, sembra dire il regista. Hitler, i suoi gerarchi, l'ambizioso Speer, l'intrigante Himmler, l'avido Goering, lo sprezzante Bormann, la corte dei miracoli che rimase vicina al Fuehrer negli ultimi giorni del regime sono esseri umani. Fuori dal bunker e dalla storia, esseri umani innocenti vengono falciati dalla guerra. Come scrisse Primo Levi, è accaduto, può accadere ancora.

Jorge 16/02/11 16:19 - 164 commenti

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Partendo dal fatto che l'incarnazione di Ganz è attorialmente perfetta e che le scene girate nel bunker agevolano una sensazione di claustrofobia e di imminente catastrofe, il film denota notevoli pecche: dalla regia, piattamente televisiva e poco professionale (sono l'unico che ha notato le "giraffe" in molte scene?) al resto del cast, molle e svogliato ("caratterizza" storie di contorno assai banalotte e da fiction). Girato da altri e con altri sceneggiatori, considerato Ganz, sarebbe stato perfetto. Per com'è, non è male, ma non certo memorabile.

Homesick 20/02/11 18:46 - 5737 commenti

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La caduta del Terzo Reich secondo i diari della segretaria di Hitler T. Junge e dello storico J. Fest. Ganz si cala in un Hitler umorale, intatto nella sua delirante volontà di potenza ma capace persino di timidi slanci di umanità nei confronti dei suoi fedelissimi e hanno dell’incredibile la cieca, assoluta dedizione al capo carismatico dimostrata fino alla morte da parte delle SS o la gelida risolutezza con cui la Goebbels avvelena la propria prole. Un dramma dal crescendo epidemico consumato nella claustrofobia del bunker e sotto i bombardamenti di una Berlino allo sbando. Buono.
MEMORABILE: Durante la celebrazione del suo matrimonio ad Hitler viene chiesto se appartenga alla razza ariana; l’avvelenamento dei figli di Goebbels.

Macguffin 23/08/11 17:54 - 124 commenti

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Difficile capire cosa è mancato: con una storia avvincente di suo ed un perfetto Ganz come protagonista, molta strada era già fatta; poi ottime scenografie e un regista che spesso dimostra di saperci fare. Forse si sarebbe dovuto sforbiciare qualcosa, o il resto del cast è solo discreto o la regia è mediamente un po’ piatta. Peccato, perché la vicenda degli ultimi giorni di Hitler rinchiuso “a matrioska” (nella sua follia dentro al bunker nella Berlino assediata) aveva la forza storica e simbolica per portare ad un capolavoro. Comunque buono.
MEMORABILE: L’avvelenamento dei figli di Goebbels.

Cotola 9/09/11 00:14 - 8011 commenti

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Basato sui diari della sua segretaria, il film mette in scena gli ultimi giorni di Hitler e della cricca riunita attorno a lui nel lugrubre bunker berlinese. Ben diretto e confezionato, sa descrivere degnamente certe atmosfere lugrubri e l'orrore, la follia (ai limiti del grottesco), lo sfascio e la decadenza cui si procede col passare dei giorni. Eppure non un è gran film per la mancanza di incisività e di guizzi registici. Enorme il peso specifico di Ganz-Hitler nella riuscita del film: dà vita ad una grande prova d'attore che non si dimentica facilmente.
MEMORABILE: Scelta scontata: l'avvelenamento da parte della signora Goebbels dei suoi sei bambini. Il celebrante che chiede a Hitler se sia di razza ariana.

Von Leppe 10/12/11 19:40 - 1106 commenti

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Difficile ricostruire una situazione simile; il film è dignitoso, seppur stilisticamente non eccezionale. Gli ultimi giorni di Hitler come vengono narrati sembrano grotteschi: una massa di pazzi inconcludenti, che vedono arrivare la fine continuando a servire il fuhrer e la sua donna Eva Braun (i due personaggi più folli e fuori dalla realtà). Si segue la vicenda senza che vengano mostrati gli orrori che l'hanno creata, mostrando i nazisti non come i soliti gelidi mostri con manie di superiorità, ma come dei poveri perdenti.

Jena 4/02/12 17:32 - 1341 commenti

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Eccellente e fedelissima ricostruzione storica degli ultimi giorni di Hitler, con la consulenza addirittura di Joachim Fest, il più grande storico tedesco di quel periodo. Nessuna demonizzazione nella descrizione del Fuhrer, fanatico uomo politico che vede annientato il suo folle disegno di dominio. perfetto Ganz ma anche gli interpreti di contorno sono all'altezza nel rappresentare i vari Himmler, Goebbels e Fegelein. Gli amanti della Storia non possono perdere questo film. Grande esempio di cinema****
MEMORABILE: Le conferenze militari di Hitler; I bambini della Hitlerjugend mandati a morire; L'assassinio/suicidio della famiglia Goebbels.

MAOraNza 6/02/12 11:35 - 203 commenti

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Aderenza storica, set meravigliosi, Bruno Ganz totalmente fuori parametro. Persino alla terza visione il fascino de "La caduta" rimane intatto. L'unico appunto che mi viene da muovere a una delle migliori pellicole tedesche degli ultimi anni è forse una leggera dispersività e, forse, si sarebbe potuto sfoltire qualche minuto che potrebbe appesantirne la visione ai più. Marziale, decadente, imperioso, impetuso: Hirschbiegel mette insieme un affresco angosciante di quelle ultime, febbrili ore... Per me, un quasi capolavoro.

Piero68 23/09/13 13:38 - 2842 commenti

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Candidato all'Oscar come miglior film straniero è indubbiamente uno dei migliori lavori sull'argomento, sia per il valore tecnico sia per l'aderenza con la realtà. Hirschbiegel è un buon regista ma essendo tedesco e sentendo ancora di più l'argomento si profonde in una performance di tutto rispetto. Stesso discorso per il cast: quasi tutto tedesco mette tutto se stesso con punte di eccellenza come lo stesso Ganz o come Berkel, abituato a ruoli e film del genere. Nonostante la durata non ci si annoia per nulla. Buone anche le scene di guerra.
MEMORABILE: L'avvelenamento dei bambini Goebbels; Il suicidio dei due ragazzi della Hitler Jugend; I vaneggiamenti di Hitler sulle armate inesistenti.

Zio bacco 9/02/15 15:30 - 240 commenti

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Buon film tedesco sugli ultimi giorni di Hitler. La ricostruzione storica è molto curata, come i costumi e le scene di violenza. Eccezionale la prova di Bruno Ganz, che monopolizza la scena con un'interpretazione da applausi. Degno di lode anche l'ottimo Matthes-Goebbels. Stilisticamente, però, lascia molto a desiderare la regia, che fa trasparire una qualità da film-tv più che da grande schermo. La stessa sceneggiatura è a tratti rivedibile e non mancano momenti di stanca. A essere severi, un Ganz così avrebbe dovuto essere sfruttato meglio.

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Taxius 14/07/15 01:07 - 1651 commenti

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Interessante film che racconta gli ultimi giorni di uno dei più grandi mostri della storia dell'umanità, ovvero Hitler; un uomo ormai finito, assalito dalla follia e debilitato dalla malattia. La storia è molto interessante e la ricostruzione è curata nei minimi dettagli; l'ambientazione, quasi totale, nel bunker crea un'atmosfera molto claustrofobica. Terribile la scena in cui la signora Goebbels avvelena col cianuro i figli. Magistrale l'interpretazione di Bruno Ganz nei panni di Hitler. Da vedere.

Saintgifts 24/01/17 18:28 - 4098 commenti

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Film buono, non ci sono dubbi, a metà tra il documento (importante e alla portata di tutti) e la finzione cinematografica rispettosa dell'argomento. Le tante scene girate nel bunker, piuttosto spartano e che rende bene l'angoscia del topo in trappola, mostrano una serie di sentimenti i più diversi, compressi nel tempo e nello spazio; una bolla d'aria nel fondo dell'oceano. A parer mio l'esistenza del bunker, di tante capsule di cianuro, presupponeva la certezza della sconfitta, ma il tunnel era da percorrere fino in fondo.
MEMORABILE: La difficoltà nel reperire la benzina per bruciare i corpi: vista l'orribile esperienza potevano dotare il bunker anche di un forno crematorio.

Jurgen77 26/01/17 13:43 - 630 commenti

I gusti di Jurgen77

Decadente e funerea pellicola che racconta gli ultimi gironi della vita di Hitler e del suo impero che si è frantumato. Claustrofobico, cupo e depressivo. Ottimamente girato e schockante in alcuni mometi. Superbo Bruno Ganz nell'interpretare un Hitler stanco, depresso, a tratti "quasi" compassionevole. Una volta tanto il nazismo visto e interpretato dai tedeschi... Una pellicola pesante (complice anche la durata), ma senza dubbio eloquente.
MEMORABILE: Il festino coi gerarchi nel bunker.

Luras 2/06/17 15:01 - 143 commenti

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Solo l'interpretazione di uno stratosferico Bruno Ganz, soprattutto nell'ormai celebre scena della sfuriata con i sottoposti, vale un pallino in più, specialmente nella versione originale in tedesco. Sembra davvero farci capire com'era Hitler negli ultimi giorni al potere, tanto l'attore è riuscito a immedesimarsi nella sua affannosa follia. Per il resto comunque un buon lavoro, con una sceneggiatura bellica senza ridondanti effetti teatrali ma che bada al sodo, semplice ma efficace, arricchita appunto da un Ganz in stato di grazia.
MEMORABILE: L'impeto rabbioso di Hitler nel bunker alla notizia che Steiner non ha obbedito al suo comando.

Josephtura 23/04/18 17:51 - 181 commenti

I gusti di Josephtura

Ogni volta che lo rivedo rimango impressionato dalla forza del film, che riesce a essere un'opera corale. Bruno Ganz è semplicemente monumentale e trascina con sé tutto il cast. In un altro periodo storico potrebbe essere una descrizione della fine del mondo: il fanatismo, la dissoluzione, la disperazione, l'incapacità di affrontare la realtà, le conseguenze delle menzogne vengono esposti in modo fantastico: una pietra miliare del film storico e di un periodo storico.
MEMORABILE: Gli ufficiali: "Non accetteremo un'altra capitolazione, ci siamo già passati".

Magi94 12/08/18 20:09 - 765 commenti

I gusti di Magi94

Si presenta con la chiara volontà di diventare un kolossal storico, ma nonostante le buone idee finisce per naufragare lungo una durata eccessiva non supportata da una confezione di livello sufficientemente alto. Fa eccezione l'interpretazione di Ganz, che realizza l'impossibile restituendo una perfetta immagine di una figura storica tabù. Per il resto attori e soprattutto regia non si discostano da un livello accettabile e il risultato finale è solo un buon riassunto dei fatti, quando sarebbe potuto essere una grande opera drammatica.
MEMORABILE: L'avvelenamento dei figli Goebbels.

Saul 8/08/19 08:08 - 11 commenti

I gusti di Saul

Una ricostruzione storica eccellente, forte del fatto che diverse persone erano ancora vive all'epoca del film. Ottimo, perfetto, impareggiabile Bruno Ganz nei panni di Hitler. Il film è inquietante in quell'attesa/difesa e nell'essere consci che la fine è vicina. Kanies/Krebs e Von Dohnanyi/Burgdorf sono perfetti nei loro personaggi. L'austerità di quel tragico periodo della storia sono rimarcate perfettamente in questo meraviglioso film - documentario. Da vedere assolutamente.

Marcolino1 11/08/19 12:34 - 548 commenti

I gusti di Marcolino1

Testa e coda documentaristici e politicamente corretti ed educativi, corpus centrale modellato come un tableau storico-filmico con note già vissute della Germania anno zero rosselliniana e sommesse atmosfere del Portiere di notte della Cavani e della Caduta degli dei di Visconti. Il pathos romanzesco da sceneggiato (allungato poteva diventare una serie a puntate) funziona per la divulgazione e l'intrattenimento di massa, ma è poco originale. La maschera hitleriana è convulsa fino al grottesco caricaturale nell'ingigantire il senso di decadenza.

Gestarsh99 15/07/20 15:53 - 1391 commenti

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L'Umanizzazione del Führer. Revisionismo intimo di quel babau schiacciato al muro della Storia. A Hirschbiegel il peso di riabilitarlo antropologicamente, di scansionarlo sagittalmente come un ecografo per dissuggellarne le multiple ripartizioni interiori: quelle dell'uomo mero e scusso, espoliato dalla grandeur assolutista, dalle torme oceaniche in visibilio, dai cipresséti di braccia tese e baionette in orgasmo. La risultanza è un feretro umano d'ossa e deliri infranti, nevrosi e passioni esauste, un carcàme solingo destinato a perdersi come cenere nel fuoco eterno della Sconfitta.
MEMORABILE: Magda Goebbels che sopprime rapidamente i propri figli facendo loro masticare delle capsule di cianuro.

Gordon 4/08/21 14:17 - 221 commenti

I gusti di Gordon

La vicenda narrata è ben radicata nel nostro immaginario e assume toni da Crepuscolo degli Dei. Se non ci fosse però l'interpretazione magistrale di Bruno Ganz nei panni di un Hitler umorale e delirante, il film avrebbe poco da offrire. L'atmosfera plumbea e claustrofobica del bunker sono infatti alla lunga snervanti, specie in una pellicola che sfiora le due ore e mezza. Le prove dei vari attori, soprattutto i più centrali, sono comunque misurate e le ricostruzioni storiche risultano accurate.
MEMORABILE: Lo sfogo di Hitler nel bunker; La scelta delle possibili modalità di suicidio.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 16/02/11 14:56
    Segretario - 4667 interventi
    Per motivi di tempo non ho visto tutto il film e mi sono soffermata solo sulla sequenza dell'uccisione della prole Goebbels: che dire, conoscevo già gli avvenimenti, ma averli visti rappresentati mi ha fatto gelare il sangue.
  • Curiosità Gugly • 16/02/11 14:57
    Segretario - 4667 interventi
    Magda E Joseph Goebbels ebbero sei figli; a tutti e sei i figli fu imposto un nome che avesse per iniziale la lettera H in onore di Hitler.
  • Discussione Galbo • 16/02/11 15:28
    Consigliere massimo - 3862 interventi
    Peccato che tu non abbia avuto modo di vedere tutto il film, cerca di recuperarlo :)
  • Discussione Gugly • 16/02/11 23:18
    Segretario - 4667 interventi
    Lo farò :-)