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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Matalo! 19/07/08 20:17 - 1368 commenti

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A dire il vero non è così male; i caratteri sono gustosi (anche Tofano, la Volonghi e l'insofferente Stoppa). Ovvio, Sordi fa sbellicare appena mette faccia e son gustose le sue paure del peccato, istigato da un bigottissimo Tofano, che lo fanno tornare all'ovile. Silvana Pampanini è odiosa e questo è grave; non è nemmeno 'sta bella donna peraltro. Due palle esclamative!
MEMORABILE: Sordi si mette faccia alla porta dell'osteria e si becca un rosario, immortale come cerca di svicolare dalla situazione con mezzo segno della croce.

B. Legnani 25/11/12 15:14 - 4932 commenti

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Va avanti a corrente alternata - talora un po' stentatamente - per una buona metà, poi, quando diventa un film di Sordi, la pellicola cresce e diverte, fino al rosario finale, una sorta di "summa", con tutti (o quasi) i personaggi e i loro difetti. Ennesima dimostrazione della grandezza dell'Alberto nazionale, personificazione dell'italiano medio (quasi da antologìa il dialogo con Ciccio Barbi, stavolta sacerdote). Prima che Sordi s'impossessi del film, la sensazione è quella di attori ben migliori della vicenda da loro interpretata.

Pigro 27/06/13 09:08 - 8408 commenti

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Un bel parco attori di qualità rende piacevole una storia un po’ banalotta, ma ben orchestrata: quella della bella, contesa da tre uomini, intenzionata a farsi finanziare un ristorante. Il film merita una visione soprattutto per ammirare gli attori: l’eccellente vis comica di Sordi (capace di giocare di fino sull’alternanza tra passione e voto di fedeltà), la professionalità di Stoppa (la classe non è mai acqua), ma anche l’esuberanza di Pampanini e perfino il vigore di Volonghi e la precisione di Tofano in parti decentrate. Carino.

Graf 17/11/13 00:46 - 708 commenti

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Una commedia di sana e robusta costituzione che affonda le radici sia nel terreno del teatro goldoniano della Locandiera sia nell'humus del neorealismo rosa fruttificato dal capostipite Pane, amore e fantasia. Un film simpatico e cordiale, privo di sofisticazioni, dalla regia ben calibrata, con i personaggi maschili illustrati con calorosa partecipazione dal regista e psicologicamente ben precisati tra miserie, umane tentazioni e spirituali redenzioni; peccato che Nannina, la "bella di Roma" risulti più odiosa che astuta nei suoi intrighi amorosi.

Markus 6/08/14 08:27 - 3409 commenti

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Quando inserisci Sordi in cast sai già che ruberà la scena a tutti per via della sua vitalità e della sua inconfondibile voce: persino "la bella di Roma" Silvana Pampanini (bellezza a mio avviso sopravvalutata) diventa quasi un personaggio secondario di fronte alla strabordante carica dell'attore romano. La storia zoppica dall'inizio alla fine e i momenti di stanca non mancano, segno che Comencini allora era ancora “à la recherche” di una connotazione registica (che arriverà).

Fabiorossi 12/10/14 17:29 - 67 commenti

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Bisogna avere un occhio cinematografico allenato per potere gustare in tutta la sua bellezza un film di Comencini; tuttavia la sua arte raffinata nella rappresentazione della commedia italiana rosa, a volte, tende a rendere la sceneggiatura troppo melensa se non ci fosse, a supporto, un cast di prima qualità. In Pane, amore e fantasia furono De Sica e la Lollo a sostenere l’ossatura del film, ne La bella di Roma il compito è affidato a un evergreen come Sordi, affiancato dal grande Stoppa e dal compianto Cifariello. Consigliato.

Gabrius79 20/09/17 15:44 - 1257 commenti

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Una commedia discretamente gradevole che mostra la bellezza ammaliante di una procace Silvana Pampanini salvo poi far diventare quasi protagonista assoluto (dopo una mezz'oretta) un godibile Alberto Sordi che tenta di salvare una sceneggiatura prevedibile. Anche Paolo Stoppa se la cava egregiamente, ma la pellicola a volte mostra la corda. Da gustare in un ruolo minore il giovane Gigi Reder.

Rufus68 29/05/18 23:00 - 3367 commenti

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Molto sbilanciato fra la prima parte (i raggiri di Nannina interpretati da una Pampanini poco convincente nel ruolo) e la seconda, prigioniera della debordante gigioneria di Sordi: il film ne risulta sbilanciato nella tenuta e fondamentalmente irrisolto, anche perché i vari episodi (il bambino, il ristorante, il voto) mal si conciliano l'un l'altro. Bravo Stoppa (come potrebbe essere altrimenti?), ma le cose migliori le riserva Roma coi suoi fondali straordinari e, allora, incontaminati.

Reeves 22/02/21 14:12 - 572 commenti

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Siamo in zona neorealismo rosa, con le speranze dei giovani, l'arte di sopravvivere e le piccole cattiverie di chi ha i soldi. Però Sordi come al solito riesce a imprimere un ritmo incredibile a tutta la vicenda, rendendola piu moderna. Gli altri attori piu o meno se la cavano, ma Stoppa primeggia e Sergio Tofano imprime una caratterizzazione forte all'assistente di Sordi, soprattutto nel dialogo completamente surreale con il prete.
MEMORABILE: Il prete che ascolta la "confessione" di Sordi e il suo "transfert" con Tofano.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Samuel1979 • 27/11/12 20:02
    Call center Davinotti - 3182 interventi
    Antonio Cifariello è doppiato da Nino Manfredi