L'uomo di Laramie

Media utenti
Titolo originale: The Man From Laramie
Anno: 1955
Genere: western (colore)
Note: Da un racconto pubblicato in 8 puntate sul Saturday Evening Post da Thomas T. Flynn.
Numero commenti presenti: 12

LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/12/07 DAL BENEMERITO LOVEJOY
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Lovejoy 26/12/07 23:37 - 1824 commenti

I gusti di Lovejoy

Sceneggiato dal grande Philip Yordan e diretto con vigore dallo specialista Anthony Mann, uno dei più grandi western realizzati in quel magico decennio che erano gli anni '50. Will Lockhart vuole trovare il rinnegato che ha venduto i fucili agli indiani che hanno causato il massacro di un reparto di soldati. Bellissima, emozionante, con un confronto memorabile tra Stewart, Kennedy e Crisp. Insieme al successivo Là Dove Scende Il Fiume il capolavoro del terzetto Mann/Stewart e Kennedy. Cult.
MEMORABILE: La rissa che vede coinvolti Lockhart e il figlio del potente Waggoman, Dave; lo scontro finale.

Galbo 18/03/09 16:34 - 11350 commenti

I gusti di Galbo

Tra i migliori film western mai realizzati, L'uomo di Laramie è uno dei migliori frutti della collaborazione tra il regista Anthony Mann e il grande attore James Stewart. Il pregio principale del film è quello di fornire un'immagine realistica e priva di stereotipi della vita di frontiera non priva di durezze e momenti di grande violenza. Molto suggestivo visivamente, il film è interpretato da un cast di grande livello.

Tarabas 6/04/10 10:55 - 1691 commenti

I gusti di Tarabas

Sulle tracce di un traffico di fucili con gli indiani, un uomo si scontra con una famiglia di possidenti che spadroneggia sulla cittadina di Coronado, dominata dal padre vecchio pioniere, duro ma a suo modo onesto, dal figlio spostato e dall'aiutante diviso tra la fedeltà al capo e l'ambizione di succedergli. Come dice bene Morandini, un Re Lear della frontiera, epico, tragico, che lascia poco spazio al futuro. In tv si può solo intuire il grande lavoro fatto da Mann con Cinemascope e Technicolor. Cast ottimo dominato da Stewart, Crisp e Kennedy.

Saintgifts 20/10/10 11:57 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

L'impressione è che sia già tutto predisposto e preparato e si confida sulla conoscenza dello spettatore del Far West cinematografico, così che non c'è bisogno di sceneggiare in modo esplicativo e si entra subito nel vivo delle relazioni personali. Detto questo è indubbio che il film gode di un ottimo cast, è diretto con sicurezza e offre scenari naturali molto suggestivi. Dalla metà del film in avanti, la storia entra nel vivo e la prima impressione è dimenticata e allora si segue con interesse lo sviluppo dell'azione di stampo classico.
MEMORABILE: Il finale superclassico, certo che dal New Mexico a New York, passando per Laramie, era un bel viaggio per quei tempi.

Homesick 10/11/10 17:56 - 5737 commenti

I gusti di Homesick

L’impalcatura da tragedia classica sorregge un’opera che racchiude l’essenza di un intero genere - la Frontiera, gli indiani, i paesaggi sterminati, il tradimento, la vendetta – e la completa, potenziandone l’introspezione psicologica con l’evolversi delle dialettiche incrociate tra Stewart e Kennedy, complessa coppia antagonista già collaudata in Là dove scorre il fiume, il patriarca Crisp e il figlio degenere Nicol. La violenza si radicalizza: le zuffe selvagge, il trascinamento con i cavalli e lo sparo alla mano diventeranno tòpoi immancabili nei western di casa nostra. Scespiriano.
MEMORABILE: L’assalto alla miniera di sale e l'uccisione dei muli; il carro fatto precipitare; la vendetta degli indiani.

Silenzio 14/08/10 03:54 - 59 commenti

I gusti di Silenzio

Sunto e sublimazione della poetica western del regista californiano, a partire dal protagonista, archetipo dell'eroe manniano che «non incarna la legge, la terra, l'immagine paterna, ma viene da altrove e va altrove» (J. Rancière); così come la macchina da presa che lo immortala, Lockhart soffre gli spazî chiusi (civiltà), trovando agio soltanto nella sconfinatezza dell'Esterno (Natura-libertà). Dietro la figura tragica di Alec Waggoman non si fatìca a riconoscere il Lear scespiriano. Cast eccelso.
MEMORABILE: "Eppure hanno tutti un paese al quale sentono di appartenere, no?" - "Non io: a me pare sempre d'essere nato dove sono".

Rambo90 10/04/12 16:49 - 6318 commenti

I gusti di Rambo90

Bellissimo western di Mann, con toni da dramma greco, ben evidenti nei difficili legami della famiglia Waggoman e con una maestosa fotografia in Technicolor che rende giustizia ai paesaggi sconfinati. Eccezionale James Stewart nel classico ruolo di uomo in cerca di vendetta (ma profondamente giusto), ma bravi anche Kennedy, Crisp e il sempre presente Elam. Ottimo.
MEMORABILE: Il finale.

Jena 12/01/13 18:11 - 1171 commenti

I gusti di Jena

Mi piaciuto meno di altri western di Mann. Il conflitto interiore non è così evidenziato: il buono è buono (stewart), il cattivo è un idiota che sembra un Will Ferrer in versione western; in mezzo c'è Kennedy, il vero protagonista, che fa il male senza volerlo trascinato dagli eventi. Stewart resta un po' ai margini e questo dispiace. Completamente esornativa, al limite dell irritante, la O'Donnell, ma i personaggi femminili nei film di Mann sono sempre sacrificati. Grande come sempre l'utilizzo del paesaggio...

Jdelarge 13/02/15 19:40 - 851 commenti

I gusti di Jdelarge

Buon western diretto da Mann, il quale si avvale del sempre ottimo James Stewart nella parte del protagonista. Per quanto riguarda la sceneggiatura si riscontrano temi piuttosto originali (su tutti quello dei cowboy che vendono le armi agli Apache). L'intero cast non sembra ispirato e registicamente parlando sono pochi i momenti davvero memorabili, ma nel complesso il film funziona dall'inizio alla fine.

Puppigallo 20/02/16 23:27 - 4499 commenti

I gusti di Puppigallo

Solido e notevole western, dove il protagonista, uomo giusto quasi sempre nel posto sbagliato, è di un'integrità fuori dal comune, arrivando quasi a sfiorare l'ingenuità, soprattutto quando rimane di stucco davanti alle prevaricazioni (la scena nella salina) del classico figlio di papà, che non sa vivere, ma ha tutti, o quasi, sotto di lui. Gli attori sono decisamente in parte, il ritmo è buono; e i colpi di scena di certo non mancano, fino all'inevitabile resa dei conti, che riserverà comunque qualche sorpresa. Da vedere.
MEMORABILE: Il mezzo indiano e mezzo irlandese, che dà qualche dritta al protagonista; La figura del braccio destro del vecchio possidente e allevatore.

Daniela 19/06/18 16:52 - 9236 commenti

I gusti di Daniela

Per vendicare la morte del fratello ucciso dagli indiani, un militare si mette alla ricerca di chi ha venduto loro le armi, venendo in contrasto con un ricco proprietario terriero e con il figlio scapestrato di questi... Trama classica con echi da tragedia greca per un film asciutto, in cui l'azione, immersa in paesaggi di spettacolare maestosità, passa in secondo piano rispetto ai rapporti complessi fra i personaggi, segnati dall'intrasigenza da una parte e dall'ambiguità dall'altra. Grande cast, con riproposizione della coppia Stewart-Kennedy, manniana per eccellenza.
MEMORABILE: Lo sparo nella mano; La resa dei conti in cima alla rupe

Rocchiola 23/04/20 08:57 - 858 commenti

I gusti di Rocchiola

E venne un uomo... L’ossessione per la vendetta è un tema ricorrente in Mann, regista con una filmografia western sicuramente importante ma talvolta sopravvalutata. Il film infatti non si discosta dalla media dei prodotti dell’epoca se non fosse per un paio di sequenze un po' più violente del solito. L’uso del cinemascope aggiunge quella componente paesaggistica che mancava alle precedenti opere del regista. Di contro prevalgono i toni da tragedia shakespeariana che tolgono realismo alla vicenda aumentandone il tasso melodrammatico.
MEMORABILE: Lo sparo nella mano; L'incidente alle saline; Lo scontro tra Vic e Dave in procinto di vendere i fucili agli indiani.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Columbo • 17/07/11 10:47
    Magazziniere - 1102 interventi
    Primo film in CinemaScope di Mann e restaurato.
  • Musiche Columbo • 17/07/11 13:28
    Magazziniere - 1102 interventi
    L'omonima song è di Lester Lee e Ned Washington:

    http://www.youtube.com/watch?v=gc4TDx_0k9Q
  • Homevideo Rocchiola • 23/04/20 09:05
    Call center Davinotti - 1125 interventi
    In Italia è da sempre in catalogo il DVD Columbia rieditato in tempi più recenti da Sony. Pubblicato in varie edizioni con cover diverse si tratta sempre di un master vecchiotto e non restaurato. Il video rispetta il formato panoramico 2.35 ma le immagini presentano qualche spuntinatura e la definizione non è eccelsa. Inoltre i colori hanno una dominante marrone che tende ad uniformare e smorzare la componente cromatica dei singoli elementi. L'audio italiano 2.0 è uno dei più bassi mai trovati in DVD e pertanto bisogna alzare il volume del televisore ben oltre i normali limiti. Stando alle recensioni all'estero ci sono già eccellenti versioni in bluray debitamente restaurate come l'americana Twilight Time, l'inglese Eureka e la francese Sidonis, tutte ovviamente prive dell'audio italiano.