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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'affare Dreyfus sembra concludersi nella prima scena, con la cerimonia in cui all'ufficiale francese (Garrel), di origine ebraica, vengono tolti i gradi prima di essere spedito al confino sull'Isola del Diavolo, al largo della Guyana in Sudamerica. Condannato per tradimento, per aver passato importanti documenti all'Impero Tedesco, sembra non dover più far ritorno in patria. Senonché un nuovo incaricato dei servizi segreti francesi, Georges Picquart (Dujardin), che pure non ha in simpatia gli ebrei, comincia a subodorare che non tutto nel sommario processo a Dreyfus si sia svolto correttamente. Soprattutto pare evidente che la lettera con cui l'ufficiale è stato incriminato non sia stata scritta da lui come ha sentenziato superficialmente...Leggi tutto un grafologo ma da qualcun altro, un maggiore dell'esercito sul quale, secondo Picquart, non possono che ricadere tutti i sospetti. Ma riabilitare Dreyfus non sarà impresa facile, dal momento che contro di lui si sono ormai schierati, uniti, gli alti papaveri governativi. Polanski ambienta in una Francia di fine Ottocento meravigliosamente ricostruita la rilettura del celebre caso collegato all'ancor più citato "J'accuse...!" di Émile Zola. Piuttosto farraginoso all'inizio, con il regista che non riesce proprio a ingranare faticando oltremodo a rendere interessanti i suoi personaggi, il film recupera col passare del tempo riuscendo finalmente a cogliere i contorni di una storia per lungo tempo evanescente, dai contorni solo parzialmente afferrabili. Il Picquart di Dujardin, facilmente identificabile fin da subito come il protagonista assoluto (Dreyfus sta sull'isola a coglier margherite...), si muove in un ambiente che non comprende perché gli si mostri quasi ostile, nonostante una carriera gloriosa di venticinque anni nell'esercito. Dujardin assolve al meglio al compito, dà a Picquart la corretta profondità e lo spessore necessario aiutato da una sceneggiatura indubbiamente non banale, eppure l'impressione che resta fino all'ultima scena è di un'opera raffinata, colta, visivamente ricercata con qualche splendida apertura in esterni di grande pregio eppure fredda, incapace di coinvolgere davvero. Priva di veri momenti che sappiano puntellare con decisione la vicenda, di guizzi che la sveglino da un torpore generale che si crogiola nella ricchezza della forma (costumi e scenografie davvero eccellenti), l'opera non si può dire fallisca nelle singole componenti quanto piuttosto nell'impatto generale, che resta quello di un valido film in costume d'impronta piuttosto moderna eppure troppo “anonimo” per poter emergere, persino nel finale. A tratti efficace, certo, ma il pallore del personaggio della Seigner (amante del protagonista) dice già molto della generale inefficacia dell'insieme.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/11/19 DAL BENEMERITO IL FERRINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/03/20
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Lou 1/12/19 00:31 - 960 commenti

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Polanski mette in scena il noto "Affaire Dreyfus", clamoroso errore giudiziario in ambito militare nella Francia di fine 800, intrisa di antisemitismo. La rigorosa ricostruzione, molto lenta nella prima parte, segue passo passo l'azione dell'integerrimo colonnello Picquart che riesce a riaprire il caso e a favorire la pubblicazione del famoso "J'accuse" di Zola che divise il paese. Cinema classico, d'altri tempi come impianto ma sempre attuale nel celebrare l'importanza della lotta per la verità contro le ingiustizie e i pregiudizi.

Myvincent 25/11/19 08:18 - 2553 commenti

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Il celebre caso Dreyfus torna a interessare il cinema contemporaneo, con la sua storia fatta di inganni, omertà, bugie ai piani alti dell'esercito. Il regista insiste con ossessione sulla ricostruzione di scottanti lettere e perizie calligrafiche, con il rigore artistico a cui ci ha abituati. Ma qualcosa non funziona: la lentezza a volte fa perdere l'attenzione e le stesse vicende giudiziarie di Polanski sembrano far vibrare quel "J'accuse" che alla fine del XX secolo ebbe, però, un effetto a dir poco dirompente.

Il ferrini 22/11/19 22:45 - 1685 commenti

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Accurata ricostruzione del caso giudiziario più eclatante della storia recente, straordinaria la messa in scena con particolare attenzione a costumi, trucco e parrucco. Un dramma, sicuramente, ma Polanski lo trasforma anche in un legal thriller, facendo crescere la tensione in vista d'una verità che quando pare finalmente afferrabile s'allontana d'un altro metro. Potentissimo manifesto contro l'omertà delle alte cariche, ma anche un inno alla pervicacia nel perseguire la giustizia. Gran film.
MEMORABILE: La consegna delle lettere in chiesa; Il processo; La proposta di matrimonio.

Digital 26/11/19 14:24 - 1120 commenti

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La nuova fatica di Polanski è focalizzata sul controverso caso Dreyfus, tra i più ricordati di sempre. Ciò che impressiona di più è la minuziosa ricostruzione ambientale di una Francia del Diciannovesimo Secolo, con una messinscena di prim'ordine. Fatica a carburare e, specie nella prima parte, il tedio trapela con un po' troppa insistenza; fortunatamente si riprende nella seconda, con un crescendo spasmodico della tensione. Tagliuzzando qua e là sarebbe stato più compatto, ma anche così è film assai pregevole. Bravissimo Dujardin.

Bruce 2/12/19 11:11 - 1004 commenti

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Polanski, non a caso, prende a cuore la famigerata vicenda Dreyfus, presunta spia dell'esercito ma in realtà innocente, che a fine Ottocento scosse la Francia e dirige con le sue innegabili capacità una ricostruzione cinematografica del caso che è rigorosa e fedele alla realtà storica. Ogni passaggio è curato nei minimi dettagli. L'opera è impeccabile. La prima parte tuttavia pare troppo lenta e nel complesso il film risulta emotivamente poco coinvolgente.

Josephtura 2/12/19 11:12 - 150 commenti

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Un bel film, potente e incisivo. Si affrontano due problemi: il primo, manifesto, è l'abbietta ricerca del capro espiatorio e l'ipocrisia della politica; il secondo, ben rappresentato da Gadebois, è la volgarità e l'indifferenza del Male, il rispetto ottuso e privo di sensibilità nei confronti di qualsiasi ordine. Il film è però deludente: prolisso nella prima parte e quasi superficiale nel finale, dove di alcune situazioni non si capisce lo sviluppo. Nel descrivere l'ipocrisia del potere rimane ancora una pietra miliare Orizzonti di gloria.

Giùan 1/05/20 14:23 - 2992 commenti

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Impressiona, guardando il film, il fatto che l'eterno fanciullo Polanski, col suo viso da astuto sbarazzino apolide e il suo cinema in perenne rinnovamento dinamico, sembra giunto (a 86 anni ormai) a un'opera così esplicitamente matura, compiuta, linearmente cristallina. E sta proprio in questo consapevole senso di coerente finitezza l'unico limite che talora appesantisce, rendendola appena stucchevole, un'opera potentemente irregimentata e di marziale cinismo, in cui il perseguimento della verità non implica, anzi non ammette, alcun coinvolgimento emotivo.
MEMORABILE: Pauline rifiuta durante una passeggiata la proposta di matrimonio di Picquart; Il duello con il maggiore Hube.

Xamini 6/12/19 23:08 - 1012 commenti

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Polanski è asciutto e preciso nel ricostruire una vicenda che scosse la Francia alla fine del diciannovesimo secolo e che ebbe il suo apice nel famose J'Accuse di Zola. A stupire sono in particolare il rigore formale della regia (grazie al quale la lentezza della prima parte diventa sopportabile) e la messa in scena (par quasi di indossare gli abiti militari di Picquart). Dujardin è perfetto nella parte e di spessore è anche il doppiaggio di Prando. Piacevole escursione storica.

Lucius 12/12/19 01:03 - 2819 commenti

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Tecnicamente ineccepibile, specie scenograficamene e sul versante storico, ma troppo lungo e a tratti tedioso e ripetitivo. Polanski si focalizza sul contesto storico piuttosto che sulle vicende private, che fanno capolino qua e là, per poco (vedi sottotesti del film). Resta sempre una gioia per gli occhi di ogni cinefilo immergersi nel mondo ricreato dal maestro. Drammatico e autobiografico, per cultori del genere. Per gli altri da vedere una sola volta. Uno dei più grandi scandali giudiziari del ventesimo secolo. Rigoroso, un po' troppo.

Cotola 30/12/19 12:50 - 7525 commenti

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Cinema di impianto classico, nel senso più alto del termine. Polanski si fa invisibile per raccontare il caso Dreyfuss. Lo fa prendendosi i suoi tempi, con un rigore cinematografico che è ormai merce rarissima da trovare, riuscendo così ad evitare tutte le trappole tipiche di questi film: non c'è alcuna scena sensazionalistica o costruita per far indignare gli spettatori. Ciò nonostante riesce a coinvolgere ed emozionare, regalandoci un grande film che con la sua forza, fa indignare eccome. Grande esempio di cinema.

Ryo 28/01/20 01:08 - 2169 commenti

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Film adorabile. Ottima la cura quasi maniacale dei particolari e della precisione dell'allestimento scenografico: ci restituiscono un prodotto che aiuta lo spettatore a calarsi in un contesto reale e autentico, che cattura e sa essere avvincente anche per chi non sa nulla dello storico "Caso Dreyfus", dell'ingiustizia subita e del calvario passato.

Caesars 5/02/20 10:48 - 2693 commenti

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Stile sobrio e asciutto, questa la scelta artistica di Polanski per ricostruire l'Affare Dreyfus. Impeccabile dal punto di vista formale e appassionante, nonostante il ritmo lento, sotto l'aspetto emotivo, l'ultima fatica cinematografica del regista polacco conquista mente e cuore; encomiabile la scelta di rinunciare a scene madri a effetto. A concorrere all'ottima riuscita finale è senz'altro anche la buona prova di tutti gli interpreti. Davvero notevole.

Daniela 9/03/20 23:41 - 9402 commenti

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il film inizia con l'umiliante degradazione di Dreyfuss ma il protagonista del più famoso errore giudiziario di fine Ottocento, nato dal forte antisemitismo, appare poco sullo schermo: Polanski punta lo sguardo sul colonnello Picquart che, per quanto convinto della colpevolezza del suo ex allievo, una volta toccato dal dubbio non esita a seguire la sua coscienza, nonostante le pesanti conseguenze. Un esempio di correttezza morale inserito in una pagina di storia raccontata con puntualità e scrupolo, messa in scena in modo classico ed elegante, interpretata magistralmente da Dujardin.

Galbo 10/03/20 20:26 - 11387 commenti

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Basandosi sulla nuda e cruda esposizione dei fatti, Polanski costruisce un potente thriller politico che fa emergere plasticamente il pesante clima di antisemitismo che permeò la società francese. Evitando i toni eclatanti, il regista si affida ad una sceneggiatura lineare e riesce a valorizzare i momenti di tensione rendendone partecipe lo spettatore che difficilmente potrà rimanere indifferente alla vicenda. Impeccabile la prova degli attori. Cinema “classico” da non perdere.

Capannelle 22/03/20 01:01 - 3721 commenti

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Film di stampo classico che poggia su una solida ricostruzione degli ambienti; altrettanto belle fotografia e costumi. Prova attoriale di gran livello, con Dujardin che non perde colpi mentre chi gli ruota attorno, sia le figure negative che quelle positive, sa trovare la giusta collocazione. Come racconto mancano alcuni pezzi o si raccordano un po' a fatica, ma nel complesso si arriva bene verso la fine. Pioggia di nomination ai César 2020.

Tarabas 18/04/20 17:42 - 1702 commenti

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Di questi tempi, non sembra fuori luogo parlare di pregiudizi etnoreligiosi, razzismo e giustizia piegata ad altri interessi. Polanski mette in scena una solidissima ricostruzione storica, con un'eleganza visiva (i corridoi semibui e perfettamente ortogonali alla camera della sede dei servizi segreti) che non diventa mai vezzo inutile. La vicenda è terribile e (forse) nota, ma non nei dettagli. Nei quali si nasconde (male) il marcio. Ottimo il cast, Dujardin su tutti, nell'incarnare il percorso del suo personaggio dal pregiudizio alla giustizia.

Paulaster 21/04/20 12:36 - 2783 commenti

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Il caso Dreyfus raccontato dalla parte del capitano che ne capì l'innocenza. Film politico e storico che mette al centro l'onore e in secondo piano gli albori dell'antisemitismo. Polanski narra i fatti con chiarezza negli sviluppi e meno efficacemente nei tribunali. Prima parte avvincente nell'arrivare alla verità e resa dei conti penalizzata dalla scarsa profondità. Confezione eccellente per fotografia e ricostruzioni. Discreti i protagonisti.
MEMORABILE: Il cartografo al processo; Emile Zola condannato al carcere per l'articolo scritto; Il duello con le spade.

Nicola81 9/05/20 21:59 - 1956 commenti

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Dettato dalla ragione di Stato e dall'antisemitismo, l'affare Dreyfuss non fa certo onore alla storia della Francia. Polanski lo ripercorre ispirandosi all'omonimo romanzo di Robert Harris e dimostra di aver recuperato i suoi accenti migliori, evitando di percorrere le scorciatoie più facili e riuscendo ad appassionare anche senza ricorrere a scene madri e spettacolarizzazioni. Impeccabile ricostruzione d'epoca e bravi interpreti; in particolare Dujardin, molto credibile nel suo mettere da parte i pregiudizi per battersi in nome della verità.

Nando 14/09/20 15:40 - 3476 commenti

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Polanski come al solito non offre orpelli ma la verità, mostrata con ottimo rigore cinematografico, tra ricostruzioni scenografiche perfette e uno sviluppo narrativo privo di sensazionalismi all'americana. La vicenda scorre via senza noia e mostra il lato oscuro delle alte sfere militari francesi. Dujardin è impeccabile e la pellicola mostra anche un lieve scorcio melodrammatico con la sempre affascinante Seigner.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 23/11/19 08:16
    Consigliere - 43526 interventi
    Ferrini, cast e regia di ogni film vanno sempre presi copiando e incollando i nomi tali e quali in Imdb. Non so dove tu abbia preso Polanski scritto in quel modo, ma per cortesia dimentica ogni altro sito, quando devi inserire un cast. Puoi cambiare l'ordine del cast ma i nomi devono essere identici lettera per lettera ai nomi scritti in Imdb sulla colonna di sinistra o la ricerca non funziona.
  • Discussione Il ferrini • 23/11/19 10:00
    Portaborse - 76 interventi
    Ma io l'ho preso da IMDB! Perché com'era scritto Polanski?
  • Discussione Zender • 23/11/19 10:51
    Consigliere - 43526 interventi
    Allora benissimo, infatti il cast era tutto corretto tranne il nome Polanski (sia in regia che nel cast). Polanski aveva una specie di segno assurdo sulla enne che faceva uscire il nome spezzato con un codice strano in mezzo, cosa che di solito accade quando si copia e incolla un accento "estero" o diverso. Boh. Comunque se l'hai copiato e incollato da Imdb tutto bene, sarà dipeso da qualcosa di legato al momento.
    Ultima modifica: 23/11/19 10:51 da Zender
  • Discussione Lucius • 11/12/19 23:44
    Scrivano - 8325 interventi
    Nel film cammei di Polanski e figurazione speciale per Luca Barbareschi che ha prodotto il film.