L'inventore di favole

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Titolo originale: Shattered Glass
Anno: 2003
Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia: Billy Ray
Numero commenti presenti: 9

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/12/08 DAL BENEMERITO KOLLY
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Kolly 7/12/08 14:05 - 34 commenti

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La storia di Stephen Glass, un noto e promettente giornalista degli anni '90, che lavora per il "The New Republic". Ma questa pellicola non racconta solo la salita al successo di un giornalista, ma la sua discesa in picchiata verso il licenziamento. Infatti si verrà a scoprire che i suoi articoli sono frutto della sua mente, avvenimenti e persone mai esistite. Un Christensen che ci dimostra ancora una volta quanto è bravo nel suo mestiere. Il resto del cast è molto buono. Discreta la fotografia. In conclusione un film che merita.

Magnetti 18/02/09 10:49 - 1103 commenti

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Il nodo centrale è il personaggio interpretato da un irriconoscibile Hayden Christensen (in un ruolo mica facile): infantilmente narcisista e bugiardo. Attorno a lui il mondo del giornalismo in cui il giovane scrittore si ritaglia un successo effimero e truffaldino. È fin irritante il suo personaggio per la continua ricerca della approvazione dei colleghi/capi fino al tracollo nelle menzogne più bieche. Un pregio? Proporre una riflessione sulla forza della verità, anche attraverso buona prova del direttore della rivista, Peter Scarsgaard.

Fabbiu 12/03/09 11:42 - 1971 commenti

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Billy Ray riesce a mettere bene in luce alcuni aspetti chiave di questa storia vera (in cui, come capita nel genere, le didascalie finali hanno quasi sempre un pregiato effetto), in particolare il capovolgimento dei ruoli (chi era un grande diventa presto un truffatore e il cattivo si conquisterà la fiducia mentre la menzogna è descritta non come il semplice ed infondato racconto quanto come una condizione psicologica turbante); ma per la biografia del personaggio sarebbe bastato un corto di mezz'ora, tutto film è diluito con ritmi esageratamente lenti.

Galbo 14/03/09 09:53 - 11520 commenti

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La storia vera del promettente giornalista Stephen Glass è raccontata in un film diretto da Billy Ray che da un lato affronta il tema dell'ascesa e caduta di un giornalista i cui presunti scoop si rivelarono totalmente inventati (il che portò al suo licenziamento) dall'altro estende la visione all'etica professionale di una delle professioni più importanti e delicate del mondo moderno. Benchè non impeccabile nella struttura il film è realizzato discretamente con una buona prova del protagonista.

Capannelle 7/04/09 12:04 - 3782 commenti

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Bel raccontino con due attori, Saarsgard e Christensen, in forma e ben diretti. Nella parte centrale la pellicola si trascina stancamente e indispone perché punta i riflettori sul carattere odiosetto del protagonista. Poi capisci il perché. Ottima la riflessione sull'etica del giornalismo e, più in generale, sul difficile ruolo del responsabile che deve gestire situazioni impopolari. Da vedersi dopo la visione di Tutti gli uomini del presidente, anche se quello stava su un altro livello.

Kanon 23/03/11 01:15 - 596 commenti

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Aggiornamento del quarto potere in epoca internet & ragnatele, dove difatti questa mosca furbetta è rimasta alla fine ben impigliata e divorata pezzo per pezzo dal ragnetto guardiano. Fortunatamente il film si limita a ricreare ed esporre l'accadimento nel modo più veritiero e documentato possibile senza buttarci in gola pillole di sentimentalismo con effetto narcolettico. Però effettivamente qualcosa si poteva scorciare; e l'uomo del 2000 non ha il carisma né le facce degli zii di tre-quattro decadi fa. Interessante e per chi ha apprezzato Pakula.

Giùan 8/02/12 15:27 - 3132 commenti

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Film profondamente americano, sia per la storia (reale) che racconta, sia per l'aura di cinema classico che lo avvolge, talmente senza fronzoli da rasentare la rappresentazione apatica. Billy Ray, esordiente alla regia, mostra le sue qualità di scrittura con un copione ben congegnato, scorrevole ma capace anche di rendere la dualità schizofrenica del personaggio principale, come della realtà che lo partorisce (e che in qualche modo ne ha bisogno). Bella performance trasformistica di Christensen e splendido il mimetico gioco di parole del titolo originale.

Daniela 11/03/12 15:11 - 9840 commenti

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Nel raccontare la caduta di un giornalista sparaballe che riuscì per alcuni anni a pubblicare articoli su un importante rivista d'opinione, il regista sceglie da un lato la chiave cronastistica, affrontata in modo corretto ma forse poco incisivo, dall'altro tenta una spiegazione psicologica sottolineando il carattere infantile del protagonista, continuamente alla ricerca dell'approvazione altrui, il ciò aiutato dall'aspetto adolescenziale di Christensen. Film interessante, con una sempre attuale riflessione sul ruolo etico del giornalismo, anche se non del tutto convincente

Anthonyvm 5/12/19 17:22 - 2293 commenti

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Più curiosa che davvero interessante la storia (vera) narrata dall'esordiente Billy Ray, che si concentra sul ritratto psicologico del protagonista, giornalista bugiardo e manipolatore meschino, più che sulle questioni etiche e sociologiche riguardanti l'influenza dei media sul pubblico. Forse con qualche minuto di metraggio in più (anche per approfondire il background personale di Glass, di cui poco ci è dato sapere) ne sarebbe uscito un film rilevante, ma anche così com'è resta un prodotto piacevole e memorabile, sorretto da un buon cast.
MEMORABILE: Il fantomatico giovane hacker e le sue capricciose richieste; Glass piagnucola e si mortifica quando il capo lo accusa; L'aula scolastica nel finale.

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