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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/11/07 DAL BENEMERITO UNDYING
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Matalo! 20/05/09 18:46 - 1368 commenti

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Tra pochade e pecoreccio, le peripezie di un imprenditore veneto per la vendita di una villa (Vargas). Tutto si ritorcerà contro di lui; affari e sesso andranno male. In mezzo un tonto prestanome, un figlio allocco, un'attricetta carnosa e una furba segretaria. Cosa fece sì che una bellezza non eccelsa come la Staller assurse a ruolo di sogno erotico italiano? Non certo questa pellicola, che ripropone in tono minore situazioni già viste. Buffo Ardisson (veneto doc) in un ruolo non eroico; fisiologicamente uomo Anni Settanta amante del grappin!

Undying 12/11/07 02:16 - 3828 commenti

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Sceneggiato da Giacomo Gramegna ed interpretato da Giorgio Ardisson, Orchidea de Santis e Daniele Vargas: esattamente come La nipote, solo che alla regia non c'è Nello Rossati e alla fine la parlata veneta (anch'essa in entrambe le pellicole) risulta meno divertente. Vargas fa quel che può (e garantisce qualche attimo di sano divertimento) ma la storia del truffatore gabbato dall'ingenua (mica poi tanto) di turno (in questo caso "Cicciolina" pre-porno), lascia spazio a tanta noia e a tanta superficialità.
MEMORABILE: L'incontro per la stipulazione di un contratto, con un notaio "patentato".

Homesick 27/12/07 09:02 - 5737 commenti

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Triviale e imbarazzante. A parte i corpi generosi della Staller e della De Santis, ci troviamo al cospetto di una pellicola del tutto prova di interesse cinematografico, che barcolla ubriaca tra la commedia erotica e il film barzelletta riciclando il solito noioso repertorio di truffe, tradimenti, coniugi cornuti, piedini sotto i tavoli, appuntamenti segreti tra le lenzuola ed abuso di dialetti (veneto ed emiliano). Qualche duetto tra Vargas e Ardisson giunge a segno, ma in genere l’odore di stantio prevale.
MEMORABILE: Il ristorante “Alla padella”.

B. Legnani 20/05/09 00:40 - 4935 commenti

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Molto brutto. All'inizio c'è qualche promettente duetto Vargas (sempre bravissimo)-Ardisson (presenti pure ne La nipote, come Marano, Cazzola e la De Santis, dell'anno prima), ma più il film procede e più si avvìa al disastro, fino al pessimo pre-finale, in cui tutti, assurdamente, pernottano nello stesso luogo, compreso il terrificante notaio che sembra il pirandelliano Chiàrcaro. Le gag sono vecchissime, molte addirittura risalgono al cinema muto. Ilona è stupenda, ma è straniante sentirla parlare in veneto ("Tàsi, mona!). Orchidea ha battute da denuncia, con orrida cadenza emiliana.

Ronax 7/09/09 00:29 - 962 commenti

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Pietra miliare nella carriera di Ilona, ancora lontana dal personaggio di Cicciolina e dalla sua carriera di diva hard, il filmetto di Baldanello è la solita minestrina di "sesso & provincia", qui più che mai scipita, assai poco comica, meno che mai erotica e resa spesso insopportabile da un uso smodato e irritante della parlata dialettale. Però ogni tanto Vargas e Ardisson riescono anche a far sorridere. Ilona sfoggia tutto il suo giovanile splendore e soprattutto c'è Orchidea che, come Parigi una messa, val bene anche una carcassa come questa.

Daidae 3/02/10 19:24 - 2848 commenti

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Vaccata noiosissima e banale, che non a caso porta la firma dello stesso regista dell'orrido Che dottoressa ragazzi! A parte i bei corpi delle due giovani attrici, c'è davvero poco da salvare: trama che sa di già visto e attori che pur bravi sono diretti da un regista mediocre. Non ci siamo.

John trent 13/08/13 12:28 - 326 commenti

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Dopo La nipote il produttore Armando Bertuccioli ci riprova l’anno dopo con "L’ingenua". Praticamente è quasi tutto identico: soggetto e sceneggiatura firmati Giacomo Gramegna, musiche di Savina, fotografia e montaggio di Romano Scavolini e Francesco Bertuccioli e buona parte del cast mutuata dal film precedente (Vargas, Ardisson, Ezio Marano e Orchidea De Santis). Purtroppo il regista Baldanello non è Rossati e si vede... La Staller pre-porno non sembra lei (è quasi virginale) e l'Orchidea nazionale merita sempre. E si ridacchia un po'.
MEMORABILE: Orchidea De Santis e Giorgio Ardisson nel fieno; La Staller che buggera Vargas cambiando stanza.

Markus 3/01/15 17:46 - 3410 commenti

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Se già nel 1975 definire "ingenua" la Staller era un simpatico eufemismo, figuriamoci con gli occhi di oggi e la sua biografia sottomano. D'ambientazione veneta, la pellicola di Baldanello si inserisce nella folta schiera di commedie pseudo-erotiche di quel periodo, senza però rallegrare con il dovuto piglio narrativo. Peccato perché con l'aggiunta del ridanciano accento veneto e la disponibilità di un Vargas particolarmente in forma si poteva e doveva fare di più. La seconda parte scade in decisa noia e qualche nudo inizia a non bastare più.

Victorvega 25/11/16 14:09 - 404 commenti

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Commediola un po' scombiccherata di quel magico periodo. Si faceva tutto con poco e quell'artigianalità a rivederla ora è solo fascino. Come spiegare un film in cui la notte non esiste mai (a volte è evocata mentre si è al buio in un bosco e la luce filtra tra le foglie...) e si va a letto quando fuori pare mezzogiorno? Risparmio sui costi? Fantastico! L'uso dell'accento veneto è eccessivo, annoia già al primo dialogo. Nel cast si salva Vargas, la storia è esilina e ha buchi di sceneggiatura. A volte può affiorar lo sbadiglio.

Faggi 12/06/18 14:52 - 1515 commenti

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L'ingenua del titolo è la splendida e giovanissima Ilona Staller pre-Cicciolina: si potrebbe chiudere il commento dicendo che la sua sensuale presenza è l'unico vero motivo per vedere questa sorta di pochade all'italiana, molto pecoreccia e fumettistica (secondo lo stile dei più popolareschi fumettacci sexy da barbiere); in realtà c'è altro, ovvero la lussuosa Orchidea de Santis che in quanto a sensualità potrebbe superare la sua comprimaria. Il filmetto, per il resto, è poca, pochissima cosa; simpatica l'interpretazione di Daniele Vargas.

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Buiomega71 3/02/19 10:27 - 2399 commenti

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Terrificante commediaccia paesana con tutti gli stantii cliché del genere (escamotage da comiche del muto, patetici inseguimenti d'auto, tristi situazioni da pochade volgarotta, piedini sotto il tavolo e logorroici dialoghi estenuanti da teatrino di provincia in dialetto veneto). Umorismo greve, i soliti equivoci nelle camere da letto, il corposo e ruspante comparto femminile che si spoglia poco lasciando spazio alle misere gag di Vargas e Ardisson. Nel marasma squalliduccio si salvano una Ilona Staller al massimo dello splendore e una carnosa Orchidea de Santis.
MEMORABILE: Il figlio di Vargas che sbircia estasiato sotto le gonne della de Santis in autoreggenti e sandaloni con i tacconi; Il nudo integrale della Staller.

Nando 2/05/20 23:12 - 3554 commenti

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Commediola con venature erotiche in cui si annoverano vicende truffaldine e situazione boccaccesche non propriamente originali. Tutto appare posticcio, a cominciare dall'uso del dialetto veneto ed emiliano. Certo, la Staller prima della deviazione pornografica sembra una fatina meravigliosa ed è ben coadiuvata dalla burrosa De Santis, ma sono le uniche cose da salvare...
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