L'immorale mr. Teas

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Titolo originale: The Immoral Mr. Teas
Anno: 1959
Genere: erotico (colore)
Regia: Russ Meyer
Note: Aka: "L'Immoral M. Teas", "El Inmoral Sr. Teas", "Mr. Teas and His Playthings", "Den Omoraliske Mr. Teas", "L'immorale mr Teas".
Numero commenti presenti: 4

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/06/08 DAL BENEMERITO UNDYING
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Undying 14/06/08 16:05 - 3839 commenti

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Il sig. Teas (Bill Teas), agghindato con una tutina color salmone, consegna dentiere ai gabinetti odontoiatrici. In esilio dalla città, si rifugia in uno sperduto paesotto di campagna, nel quale si incanta, sempre più spesso, ad ammirare le signorine che passano. Improvvisamente l'uomo inizia ad avere paradisiache visioni: tutte le donne che vede le appaiono... completamente nude! Notevole erotico-comico, impostato come un documentario e senza dialoghi, con una voce fuori campo che descrive le varie situazioni, spesso a carattere grottesco. Di stampo prettamente voyeuristico...
MEMORABILE: La descrizione delle specie di serpenti, fatta dal "cronista", mentre Teas striscia tra le foglie per spiare alcune ragazze naturaliste...

Luchi78 10/02/12 08:51 - 1521 commenti

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Erano i tempi delle pin-up e del burlesque appena accennato, con un altro tipo di moralità e di erotismo. Meyer comunque non si tira indietro e sfrutta il tema condendolo con una delle fantasie che più adolescenziali non si può: vedere le donne nude come se si avessero i raggi X. Un po' puerile ma divertente. Da segnalare il protagonista, Bill Teas, che a tutti gli effetti sembra un tipo molto sopra le righe...

Giacomovie 24/11/12 19:35 - 1355 commenti

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In questa sua opera prima Russ Meyer mostra subito le sue future credenziali presentando figure femminili dalle forme abbondanti (ancora non eccessive) in un gioco di erotismo voyeuristico che è un inno alla gioia dei sensi. Per l'anno di uscita e la presenza dei primi corpi nudi il film può essere considerato un mini-cult. Con una musica ripetitiva ma divertente e una trama esile ma surreale, l'ora di durata scorre mettendo il buonumore. Innocuo e sensualissimo, con una morale libertina e peccaminosa.

Schramm 3/10/15 12:32 - 2454 commenti

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Un po’ per il caso forzato dalla mancanza di propellente economico, un po’ per consapevolezza stilistica, Meyer attinge al muto più per impostazione formale che per ricchezza qualitativa e quantitativa di idee, ottenendo una sghemba e psychotronica comica keatonian-brassiana già portatrice più o meno sana di tutto il suo ertoti-coon a venire, con un’evidenziatissima avversione per un mondo moderno che anestetizza i sensi e inibisce l’animalità insita nell’umana natura. Quel che (non) ha da raccontare avrebbe potuto sintetizzarlo in meno di 20’. Curioso e simpatico, ma alla lunga narcotizzante.
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  • Curiosità Undying • 9/07/08 23:47
    Scrivano - 7629 interventi
    * A conti fatti figura come l'opera del debutto per Russ Meyer, poiché The French Peep Show, datato 1950, è irrecuperabile (pare, addirittura, distrutto);

    ** la pellicola è stata girata a tempo di record: soli quattro giorni. Il set fu allestito utilizzando lo studio dentistico di un amico del regista;

    *** i rapporti tra l'attore Bill Teas (a detta di Meyer un tizio perennemente in stato d'ebbrezza) s'incrinarono quando, a causa del successo del film, il protagonista pretese un ulteriore compenso economico.

    Fonte: Russ Meyer, Editrice il Castoro, a cura di Furia Berti (2007).