L'atto di uccidere

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Titolo originale: The act of killing
Anno: 2012
Genere: documentario (colore)
Note: Werner Herzog e Errol Morris sono produttori esecutivi.
Numero commenti presenti: 14

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/10/13 DAL BENEMERITO CAPANNELLE
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Capannelle 30/10/13 09:02 - 3702 commenti

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Film documentary pluripremiato nel mondo che ci fa capire come possano esistere genocidi passati completamente sotto silenzio. Non siamo in Jugoslavia ma in Indonesia e il taglio originale dell'opera è limitarsi a intervistare gli autori dello sterminio di migliaia di comunisti che si vantano delle loro azioni, mescolando il tutto con una sottotrama di tipo grottesco. Film lunghetto (più di 2 ore) ma in grado di colpire nel segno e di suscitare più di una riflessione visto il ruolo che questa gente ricopre oggi senza che nessuno dica bau.

Mickes2 28/01/14 18:21 - 1668 commenti

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Indigna fino al nervosismo, siamo oltre i limiti del sostenibile; due ore sono troppe, 160’ improponibili. Viaggio senza ritorno nei meandri più profondi dell’assurdità umana, dove l’atto di uccidere è giustificato da mentalità estremiste e mitomani che non trovano spiegazioni se non nell’orgoglio cieco di individui mossi da ideali folli e sadici. Le ricostruzioni sceniche riproducono l’orrore così che la finzione disseppellisca la realtà - immane, penosa, catastrofica - dalla profonda voragine della menzogna. Etico, cosciente, monumentale.
MEMORABILE: Congo che piange esprimendo pentimento e una specie di comprensione per le vittime; E Joshua: “Ma te sai di fingere, loro sapevano di dover morire".

Schramm 7/03/14 12:05 - 2412 commenti

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Uccidere come retorica teatrale, mimesi di un genocidio a opera degli stessi carnefici divertiti di recitar se stessi e di creare, ripercorrendo tutti i generi, uno star-system metastorico supportato da un governo che identifica nel mass-murdering l'onore, la grandezza e la libertà di una nazione e che giustifica ed esalta le virtù bonificatrici dello sterminio ripercorrendo certi 2+2 non dissimili da quelli che costellano il Mein kampf. Metapolitica e metanarrazione distillano un'imbevibile cicuta documentaristica, ma un loop di tre ore di un orrore di cui si è preso subito atto è smodato.

Deepred89 19/05/14 03:14 - 3272 commenti

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L'idea di base è geniale nel suo capovolgere i parametri del mockumentary e nel portare all'estremo (specie nell'inaspettata presa di coscienza finale) l'idea di cinema diretto, ma se l'amarissima ironia colpisce quasi sempre nel segno, il puntare sull'accumulo funziona meno, con le reiteratissime recite da massacro che col passare dei minuti creano sempre più assuefazione anestetizzando l'interesse. Eppure il film funziona e colpisce, sbattendo in faccia l'orrore allo spettatore in modo originale e intelligente. Da vedere.

Saintgifts 11/08/14 18:25 - 4098 commenti

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Inizia con belle quanto insolite immagini da musical per proseguire poi come un documentario con i protagonisti stessi di quello che successe in Indonesia nel 1965, dopo che i militari presero il potere. Si parla di uno sterminio di centinaia di migliaia di comunisti o presunti tali che i "gangster", che danno alla parola il significato di uomini liberi, perpetrarono, assieme a organizzazioni paramilitari, in quel periodo. Arriva a essere grottesco nelle ricostruzioni dei modi di uccidere, dove si coinvolgono bambini che rimangono scioccati.
MEMORABILE: Relax e Rolex.

Gestarsh99 13/08/14 19:48 - 1315 commenti

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Docufiction scomoda e controversa che ripercorre i primi sanguinari anni del regime indonesiano di Suharto catturando le memorie della stessa manovalanza responsabile dei tremendi eccidi di stato. Una scaltra e impietosa seduta psicodrammatica che sonda a loro insaputa i diretti attuatori delle stragi, dalle cui millanterie spavalde e vanaglorie omicidiarie arrivano pelo pelo ad emergere giustificazioni, infimi pilatismi e nauseate resipiscenze. L'eccessiva durata però amplifica quel cinico oggettivismo occidentale che piega la buona fede degli interpreti a un'idea di morale che assoluta non è.
MEMORABILE: Le sgargiantissime coreografie trash delle danzatrici accanto alla pisciforme costruzione; i significativi malori psico-fisici del boia/gangster Anwar Congo.

Rullo 4/09/14 17:40 - 388 commenti

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Uno straziante documentario, che rappresenta una strage, spesso sorvolata dalle conoscenze occidentali, in cui hanno perso la vita milioni di persone perché "comuniste". Molto interessato il format da "dietro le quinte", stratagemma per mostrare a grandi linee i metodi utilizzati dai gangster aguzzini. Oltre a ciò il film offre poco; anche dal lato emotivo rimane abbastanza distaccato e il percorso catartico dei personaggi è poco credibile. Comunque molto belle le scene accanto alla "casa carpa".

Rebis 4/10/14 23:45 - 2088 commenti

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Uccidere, poi sopravvivere a se stessi, alla propria coscienza. Uccidere, ed evocare ideologie, costruire mitopoiesi, veleggiare sul negazionismo etico. A lungo osserviamo i volti dei carnefici che reinterpretano il massacro, prima esecutori, poi vittime; a lungo restiamo attoniti, perplessi, in attesa delle conseguenze. Infine, emergono: devastanti, impietose, annichiliscono l'indignazione, ci scoprono incapaci a sostenerle. Oppenheimer indugia, reitera, ma lavora in profondità, nella percezione del pubblico, nell'interiorità dei protagonisti, rivela l'umanità che l'atto di uccidere annienta.

Lythops 3/11/14 20:22 - 972 commenti

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Un film che, se voleva essere di denuncia, riesce solo a disgustare ed è fine a se stesso. Perché ascoltare le ragioni e i racconti dettagliati degli esecutori di omicidi di massa, vedere come mettono in scena ciò che hanno perpetrato ai danni dei propri simili è cosa che nulla aggiunge alla conoscenza che si può avere leggendo libri sull'argomento. Qui vincono la rozzezza, la bassezza umana più profonda, i personaggi disturbanti con le loro voci sgradevoli come le azioni che hanno commesso. Il senso di tutto sta nella vomitata finale.

Pinhead80 20/04/15 18:02 - 3898 commenti

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Il modo in cui i personaggi vengono presentati lascia esterrefatti: nonostante siano dei demoni in terra, vivono la loro vita come membri onorari di divisioni paramilitari. L'atto di uccidere riesce a mostrare il male nella sua banalità: il piccolo uomo, gangster, che diventa importante come killer assoldato per eliminare i comunisti. Qui il concetto di "vedere per non dimenticare" viene invertito: i protagonisti pensano di filmare per rimanere nella storia. Un documentario che fa male.

Cotola 13/09/15 13:17 - 7459 commenti

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Indonesia, 1965: in appena un anno il regime militare stermina un milione di comunisti (veri o presunti). Questo documentario non tende tanto a ricostruire quelle vicende ma intervista gli spietati ideatori ed esecutori di quella carneficina che vivono ancora oggi liberi, rispettati ed in ricchezza ma non tutti del tutto privi di rimorsi. E così si vedono passare sullo schermo loschi figuri che "mettono in scena" i loro omicidi e lo fanno con grande naturalezza e divertimento. Un documento unico ed agghiacciante che cerca di esplorare il Male nelle sue pieghe più intime.

Giùan 27/08/15 21:58 - 2936 commenti

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Contradditorio e perversamente polimorfo prodotto cinematografico, la cui idea di partenza è quanto di più formidabilmente azzardato sia stato girato su pellicola da decenni a questa parte. Il potenziale polisemico della "fiction-docu" di Oppenheimer, con la sua carica metastorica, metaletteraria, metacinematografica, ne fa un unicum d'innegabile impatto cerebrale. L'egida di Morris e Herzog poi consacra l'eticità di un'operazione di intrinseca ambiguità. Unico peccato capitale, la strascicata lunghezza, antipaticamente bigger than life. Impressiona Anwars Congo.
MEMORABILE: Anwars Congo che col nipotino si guarda in tv mentre "impersona" una delle vittime delle sue torture.

Daniela 23/04/17 16:54 - 9231 commenti

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Agghiacciante: lascia senza parole e nello stesso tempo mette in imbarazzo quando, nostro malgrado, si ritroviamo a sorridere per l'improntitudine, la mancanza di gusto, lo squallore infinito di questi assassini impuniti che rievocano i loro crimini mettendoli in scena ed impersonando nello stesso tempo loro stessi e le vittime, in una sorta di cine-terapia di gruppo che, almeno in un caso, sembra ottenere l'effetto di far penetrare un raggio di consapevolezza in una coscienza nera come la pece. Opera unica, crudele fino al sadismo, in cui non stupisce rinvenire lo zampino di Herzog.
MEMORABILE: La figura, ridicola ed inquietante, di Herman Koto, vestito da donna in rosa shocking; l'ultima mezz'ora, a tratti insostenibile

Bubobubo 23/06/19 01:38 - 1187 commenti

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La coscienza imponeva di uccidere e loro uccidevano. "Loro" erano e sono gangster prezzolati, paramilitari in cerca di gloria, mercenari al soldo di Suharto lungo le cui mani scorre il sangue di milioni di oppositori politici, veri o presunti. Ricostruire sevizie e uccisioni per l'occhio della cinepresa è motivo di vanto e orgoglio, da esibire al paese intero: l'ontologica, ricorsiva banalità del male. Il rimorso, per alcuni, è faccenda di contrappasso: timore della morte, del karma negativo. Nient'altro. Troppi 160', ma che gancio destro.
MEMORABILE: La scena dell'uccisione collettiva di donne e bambini; Anwar Congo da aguzzino a vittima; Il grottesco Hermann Koto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 15/01/14 14:28
    Risorse umane - 6703 interventi
    aggiungerei nella note che ne esistono 2 versioni: una da 100' e una director's cut da 160'.

    sto per affrontare proprio quest'ultima.
    Ultima modifica: 16/01/14 14:17 da Schramm
  • Discussione Zender • 16/01/14 18:15
    Consigliere - 43416 interventi
    Sono info che vanno nell'homevideo, non le mettiamo nelle note di solito.
  • Discussione Caesars • 15/09/15 09:54
    Scrivano - 10501 interventi
    Curioso che tra i registi ci sia "Anonymous". Figura anche nei titoli di testa?
  • Discussione Caesars • 15/09/15 09:56
    Scrivano - 10501 interventi
    Leggo su Wikipedia:
    "Il film è stato distribuito in Italia da I Wonder Pictures in collaborazione con il Biografilm Festival nella versione da 115' con il titolo L'atto di uccidere, e nella versione da 159' con il titolo The Act of Killing - Director's cut."
    Lo aggiungerei nelle note (le due versioni hanno titolo italiano diverso).