L'amore fugge

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Titolo originale: L'Amour en fuite
Anno: 1979
Genere: commedia (colore)
Note: Fa parte della saga Doinel assieme a "I quattrocento colpi" "L'amore a vent'anni", "Baci rubati" e "Non drammatizziamo è solo questione di corna".
Numero commenti presenti: 12

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/02/08 DAL BENEMERITO G.GODARDI
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G.Godardi 15/02/08 16:26 - 950 commenti

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Ultimo atto delle vita di Doinel, sempre più incasinato che mai: ha una relazione con una ragazza più giovane ma non riesce a star lontano dall'ex moglie, inoltre rincontra Colette, sua vecchia fiamma per eccellenza. Strutturalmente è il più complesso della serie, tutto basato su una struttura a mosaico di flashback (molti dai film precedenti, alcuni nuovi) è un dignitoso commiato di quella che forse è la serie più originale di tutto il cinema. In un modo o nell'altro vi si ritrovano tutti i personaggi dell'intero ciclo. Analogie con Bertrand Morane.
MEMORABILE: La fotografia ricostruita.

B. Legnani 4/05/08 23:35 - 4746 commenti

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Rievocativo. L’ultima puntata della saga Doinel è forse un po’ meno conquistante delle puntate precedenti, ma forse perché è giunto il tempo della vita adulta, in cui ci si può sentire accusati di vecchiezza dalle ragazzette e in cui si comincia a dover guardare all’indietro e (visto che la vita di Truffaut e di Léaud va in parallelo ad Antoine) anche perché la maturità lascia meno spazio alla biografica arguzia. Bello, ma, sia some sia, meno brillante rispetto alle puntate precedenti.
MEMORABILE: Oltre a tutti i flashback col primo Doinel, davvero commoventi, il rimprovero, in treno, di Colette ad Antoine, valido per l'intero genere maschile...

Pau 16/06/10 19:46 - 125 commenti

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Uno spunto di sceneggiatura geniale (la fotografia fatta a pezzi e ricomposta), ma il tono generale rischia di scadere nel manieristico e nel leziosetto (Truffaut non amava questo film, girato per rimpinguare le esauste casse della "Carrosse" dopo alcuni flop). Antoine è cresciuto e, per forza di cose, rischia di perdere buona parte della sua magia; ma Leaud è sempre bravo, ed il tourbillon di donne attorno a lui finisce per coinvolgere lo spettatore; che si accomiata da Antoine, Christine e Colette come farebbe con dei vecchi e cari amici.
MEMORABILE: Truffaut, oltre a pescare dai precedenti episodi della saga, inserisce sequenze da Effetto Notte ("piegandole" a nuovi scopi) e Mica scema la ragazza.

Ghostship 23/06/10 11:51 - 394 commenti

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Si conclude la saga Doinel con un lavoro forse furbo nell'approccio, ma inaspettatamente denso di fascino nel suo essere un compendio delle avventure del protagonista, che filtra gli episodi cardine della sua vita attraverso i propri ricordi. La trama è un continuo susseguirsi di flashback insertati innestati su una storia esile, ma ben rende quello spaesato senso di vuoto che ci pervade quando ripensiamo ad un vecchio amore, che sia o meno corrisposto. Film di montaggio, direbbero i tecnici, vero, ma il cuore c'è e si vede. Imprescindibile.

Stefania 29/05/11 15:11 - 1600 commenti

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Tagli e ritagli di vent'anni di vita di Antoine, ricostruita attraverso tessere di memoria, micro-episodi dei quattro film che l'hanno visto protagonista. Confronto retrospettivo con tutte le donne del suo passato, che hanno fatto di lui l'uomo del presente: spaventato dalla routine e innamorato della conquista, perché prima della conquista ogni donna è diversa, dopo sono tutte uguali. Sarà proprio la sua ultima fiamma a spiegargli che la vera avventura inizia dopo la conquista! E' vero? No, ma l'importante è che Antoine ci creda, e che Truffat "divorzi" dal suo alter ego cinematografico!
MEMORABILE: L'invenzione romanzesca della foto strappata, fantasia che poi si scopre combaciare con la realtà.

Rebis 7/01/13 20:38 - 2088 commenti

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Conclusa la saga, bisogna riconoscere - per ammissione dello stesso regista - che l'evoluzione di Doinel non è avvenuta, che questa "è la storia di un fallimento". I quattro capitoli successivi sono altra cosa rispetto a I 400 colpi e del suo potenziale ne hanno sviluppato solo una parte. Ma per Truffaut l'espressione di un limite è l'ammissione di un'impotenza. L'Amore fugge raccoglie proustianamente le fila del narrato in un piacevolissimo esercizio di regia e montaggio dominato dall'ossessione del tempo che traduce e falsifica le immagini in balia della memoria. Rivelatore, suo malgrado (?).

Homesick 22/06/14 16:55 - 5737 commenti

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Ricapitolazione e fine della saga di Antoine Doinel in cui Truffaut, con un mirabile lavoro di montaggio tra nuovo girato e sequenze dagli altri film del ciclo, chiarifica da analista le dinamiche amorose e psicologiche dei suoi personaggi, in particolare delle quattro donne (il primo amore Colette, la moglie Christine, la nuova conquista Sabine e la madre Gilberte) che hanno in vari modi turbato la vita dell’inquieto, romantico protagonista. Regia innovativa e trascinante, dialoghi freschi e interpreti eccellenti: una conferma Léaud, Jade e Pisier; una rivelazione la conduttrice tv Dorothée.
MEMORABILE: Il dialogo tra Antoine e il signor Lucien; l’incontro tra Christine e Colette.

Maxx g 14/08/14 16:24 - 492 commenti

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Leggero film di Truffaut che chiude il ciclo Doinel in maniera apprezzabile. Leaud è simpatico come tutto il contorno di donne e anche le location hanno la loro aura romantica. Certo, il ricorso al flashback potrebbe a lungo tediare, ma il film è godibile e scorre via come una bibita fresca d'estate. Un consiglio: i film del maestro francese si gustano meglio in lingua originale.
MEMORABILE: Il piccolo negozio di dischi dove lavora Sabine.

Saintgifts 13/12/14 23:21 - 4098 commenti

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Come per la foto strappata di Sabine, Truffaut rimette assieme i pezzi della saga di Antoine Doinel, con un Léaud che più cresce meno convince, così preso dal suo personaggio sempre al centro dell'attenzione (comprensibile) da impedirgli di crescere e di considerare, almeno un po', la sua vita. L'incontro con l'ex amante di sua madre è forse il momento migliore, che dovrebbe servire a far prendere coscienza al personaggio. Un Truffaut riconoscibile, come sempre, che conclude il ciclo Doinel con leggerezza, con l'amore in fuga.

Caesars 21/10/15 12:23 - 2722 commenti

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Conclusione del ciclo di film dedicati a Antoine Doinel. Sicuramente non è il più riuscito della saga però non sfigura nemmeno e consente a Truffaut di chiudere con un'apertura sulle possibilità future del suo protagonista, qui alle prese con tutti gli amori della sua vita. Ben insertate le scene tratte dagli episodi precedenti e buona la prova di tutti gli interpreti. Da non mancare per chi ha seguito le gesta precedenti di Doinel.

Ginestra 5/05/19 17:47 - 50 commenti

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La saga dell'alter ego di Truffaut, un uomo che in realtà non ama le donne perché insegue sempre la realizzazione di sé stesso senza mai raggiungerla, lasciandole tutte deluse tranne forse l'unica che lo smaschera per l'egoista che è. L'ennesima delusione opera di un regista purtroppo datato e un po' sopravvalutato. Qui non imita Hitchcock ma Romher, non riuscendo però a riprodurre la naturalezza, la leggerezza e la filosofia tutta umana dell'altro grande francese (invece molto sottovalutato).
MEMORABILE: La scena nel treno in cui Colette gli rivela la sua natura di egoista e lui scappa...

Daniela 25/09/20 00:35 - 9508 commenti

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Giunto all'ultimo capitolo della sua saga, Antoine Doinel, incatenato al volto da Peter Pan del suo interprete, sembra meno maturo del bambino che era nei 400 colpi. Forse è la sua incapacità di chiudere definitivamente i conti con un'infanzia infelice che lo fa ronzare da donna a donna alla ricerca di una stabilità affettiva che è il primo a rifuggire. Prima di lasciarci per tuffarsi nel mare indistinto delle possibilità infinite, c'è il tempo per un riepilogo reso dolce dal ricordo dei capolavori passati ma anche reso amaro dalla constatazione che non resta altro da aggiungere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità G.Godardi • 15/02/08 16:29
    Call center Davinotti - 667 interventi
    Il film rimase indedito in Italia fino a che non fu appositamente doppiato per essere trasmesso in tv da raitre negli anni 80.
  • Discussione Caesars • 21/10/15 08:38
    Scrivano - 10989 interventi
    Non so se qualcuno l'ha visto in "diretta" su RAI 5 e può confermare la cosa: io l'ho visto col servizio di RAI Replay e purtroppo il film presentava i contemporanea entrambe le colonne sonore: quella italiana e quella francese, rendendo difficilissimo seguire i dialoghi. Una vera fatica arrivare al termine della pellicola in queste condizioni.
  • Discussione Zender • 21/10/15 09:04
    Consigliere - 43600 interventi
    Ahah, come fanno nei doppiaggi i russi! Incredibile...
  • Discussione Caesars • 21/10/15 11:17
    Scrivano - 10989 interventi
    I russi, almeno che io sappia, lasciano la lingua originale e poi c'è una voce che riassume, in russo, i fatti salienti. Qui invece c'era il doppiaggio italiano completo, peccato che ci fosse anche la pista audio francese completa, con i dialoghi che si sovrapponevano. Un inferno...
  • Discussione Zender • 21/10/15 14:55
    Consigliere - 43600 interventi
    Sì sì avevo capito, chiaro che non è la stessa cosa. Comunque anche se c'è una voce che riassume, il doppiaggio originale sotto si sente, nel caso dei doppiaggi russi (e non solo). Una sovrapposizione fastidiosissima.
  • Discussione Raremirko • 27/11/18 21:29
    Addetto riparazione hardware - 3479 interventi
    Non ho visto tutti i film del ciclo, ma sapevo che comunque a Truffaut il film non piaceva tanto; bravo Lèaud, carini certi spunti (la foto strappata), in un film che comunque ha resistito bene al tempo risultando godibile e carino.

    Molti i rimandi al passato.