L'amante scomoda

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MMJ Davinotti jr

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La situazione di partenza è la più tipica che si possa immaginare, per un thriller: uomo sposato (Angelini) con moglie bella, ricca ma un po' freddina (Carol), decide che è arrivato il momento di chiudere con l'amante (Garavaglia), più passionale e sensuale. Ma quella non ci sta, e quindi c'è da studiare un sistema per eliminare il problema. Per questo l'uomo chiede aiuto all'amico e collega (Zequila) al quale ha appena soffiato il posto nell'azienda gestita dallo suocero. Nel frattempo però, attraverso scene che nemmeno si capisce se siano flashback o meno (il montaggio fa un gran caos) passano in rassegna le tante giornate di sesso torrido trascorse con l'amante a farlo tra le dune della spiaggia, in casa, persino in piazza addosso alla...Leggi tutto portiera dell'auto... Un'interminabile sequela di accoppiamenti insistiti a cui si pone fine con il viaggio del protagonista assieme alla moglie nella Svizzera tedesca. E' durante una cena romantica dei due a Lucerna che scatta il piano: mentre l'amante supersexy si aggira seminuda (più spesso nuda) per l'appartamento, entra in casa il killer (in perfetta tenuta argentiana, vestito nero e guanti) con la chiara intenzione di farla fuori. Ci riuscirà? Intanto ci si accontenti di osservare le sinuose curve della Garavaglia, messe orgogliosamente in mostra soprattutto quando la ragazza viene attaccata dal goffo killer, che se la perde, la riprende, la strangola ma forse no... Un ridicolo gioco al gatto col topo che dura un'infinità senza un motivo se non quello di riempire disperatamente pellicola, così come è impossibile non notare la quantità di tempo trascorso dai protagonisti sul set senza far nulla, camminando per corridoi bui e aprendo la bocca spesso giusto per dargli fiato. Si pensi alla cenetta dei due sul fiume, durante la quale il cameriere passa in continuazione a riempire i bicchieri, consigliare il cibo, interrompere l'intimità di una coppia che in realtà sta semplicemente rinfacciandosi i rispettivi difetti. Insomma, un soggetto risicatissimo fino al paradosso, che il montaggio distrugge definitivamente inserendo ulteriori riempitivi come danze al tramonto sul mare o botta e risposta ridicoli puntando tutto alla sensazione di turbamento provata dal protagonista, destinata presto a coinvolgere tutti coloro che lo circondano. Se lo spunto è sulle prime tipicamente giallo, la regia vira poi nel thriller senza mascherare la morbosità del tutto, lasciando che il film vada presto alla deriva concedendosi a un erotismo poveristico con la speranza di catturare almeno gli amanti del soft-core.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/07/07 DAL BENEMERITO HOMESICK POI DAVINOTTATO IL GIORNO 29/11/18
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Homesick 8/07/07 08:29 - 5737 commenti

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Pessimo thriller-erotico scritto e girato maldestramente ed interpretato e doppiato in modo ignobile. Citazione da Opera (la scena dell'uccisione dell'amante) e finale hitchcockiano che non riesce comunque a salvare il film dalla bassezza e dall'assoluta mancanza di tensione. La prosperosa (e volgare) Garavaglia è completamente nuda per quasi tutto il film e si ingozza di schifezze tra un amplesso e l'altro e c'è pure Zequila, non ancora famoso come "Er Mutanda".

Daidae 4/02/09 06:50 - 2763 commenti

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Questi thrillerini Anni Novanta (questo, Appuntamento in nero et similia) hanno una cosa in comune: a parte che fanno pena rispetto ai gialli argentiani o lenziani Anni Settanta-Ottanta, sono tutti uguali! Coppie borghesi, corna, omicidi e sesso a volontà. Colonna sonora di uno squallore unico, attori non proprio bravissimi... eppure non è tutto da buttare via: facendo le pagelle un bel 4 secco ci sta pure... Una scena è letteralmente copiata da Opera!

B. Legnani 16/05/09 15:51 - 4790 commenti

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Memorabile perché consegna all'incancellabile ricordo il killer più incapace e più distratto della storia mondiale del cinema. Dura novanta minuti, ma la storia ci sarebbe stata in venti. Per arrivare alla lunghezza canonica vengono inseriti tramonti marini, danze ripetitive, lunghe (e ridicole) camminate del killer per casa. La recitazione è la grande assente. Assai àlgida la Carol, assai torbida la Garavaglia.

Vstringer 26/11/09 17:02 - 349 commenti

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Poteva essere un dignitoso corto con colpo di scena finale come da manuale, è stato stiracchiato oltre ogni limite per ricavarne un lento e noioso thrilleraccio erotico girato con poca ispirazione, fotografato male e sceneggiato quasi peggio: lecito credere che il duello fra il killer e la Garavaglia sia stato tirato in lungo per mostrare quanto più possibile il corpo nudo di quest'ultima. Recitazione modesta, con Zequila che riesce a trascinare la media verso il basso.

Undying 9/02/10 20:48 - 3839 commenti

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Pastrocchio ispirato dagli intrecci gialli tipici del cinema italiano anni Settanta, con un commissario che incarica un sicario (interpretato da Antonio Zequila) di far fuori l'amante. Russo realizza, lo stesso anno, due insoliti lavori, che si distaccano notevolmente dal suo stile: mentre in un caso (Le diaboliche) riesce ad ottenere un discreto risultato, in questo specifico film rasenta la comicità, soprattutto nel disvelamento, via emulazione di un bambino, finale dell'omicida. Da segnalare, comunque, la bella presenza della Garavaglia (poi denudata da Brass ne L'uomo che guarda).

Faggi 27/09/17 00:47 - 1509 commenti

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Oggetto per temerari delle boiate da un terzo di pallino. Dopo pochi minuti si capisce che cadrà presto nel baratro profondissimo dove imperversano i mostri chiamati "Ridicolo" e "Noia", da cui sarà inesorabilmente sbranato. Trama naif, erotismo finto e maldestro; dialoghi incredibili, regia e interpretazioni prossime a ghiacciare il sangue (ci pensa il doppiaggio a ghiacciarlo del tutto). L'insostenibile leggerezza del trash dilaga, in attesa di un epilogo da antologia del campo.

Deepred89 9/09/18 23:59 - 3312 commenti

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Thriller (nelle ambizioni) hitchcockiano dal soggetto esilissimo (ma da una base simile qualcuno, anni dopo, tirerà fuori un certo Match point), coi vuoti tappati da un po' di sesso patinato e interminabili aggressioni. Tecnicamente nemmeno il peggior film del regista (per quanto la piattezza regni sovrana), ma a togliere quel mezzo pallino che forse avremmo potuto concedere ci pensa il finale, tra i più sciocchi dell'intera filmografia thriller tricolore. La discreta musichetta ansiogena (di Detto Mariano) viene da L'assassino è ancora tra noi.
MEMORABILE: Il finale: parodia di Reazione a catena?

Ira72 26/09/18 11:12 - 971 commenti

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Se non ci si addormenta nei primi 45 minuti, quando non accade assolutamente nulla (ripetitive sequenze in stile videoclip anni 90, poche conversazioni inutili e soporifere, balzelli sui prati e sulla spiaggia di una goffa Garavaglia e scene erotiche talmente mal recitate da diventare epiche), ecco che arriva l'aspirante e maldestro assassino (con tanto di guanti e passamontagna). Raggiungendo così i massimi vertici trash. O così parrebbe. Ma Russo non si risparmia e con l'epilogo si riesce ad andare oltre. Poi, per fortuna, il film finisce.

Herrkinski 8/04/20 16:00 - 5304 commenti

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Thriller italiano tipicamente anni '90 che mischia una sottotrama giallo/noir con un po' d'erotismo, nello stile tipico di tante sottoproduzioni del periodo. La povertà di confezione, sceneggiatura e recitazione sono subito evidenti; si cerca di copiare un po' di tutto, da Hitchcock ad Argento passando per i thriller americani del momento, ma l'assenza d'idee porta ad allungare il minutaggio con scene stiracchiate inutilmente per minuti e inquadrature notturne d'atmosfera, invero suggestive ma del tutto superflue. Insulso, senza arte né parte.
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