Killer sotto la pioggia

Media utenti
MMJ Davinotti jr

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Thriller zeppo di difetti che però a sorpresa può contare su una messa in scena curata e una fotografia notturna particolarmente ricercata, in cui i contrasti tra colori differenti staccano e s'affiancano come ai tempi di certi capolavori di casa nostra (pur senza raggiunger mai lo stesso impatto, sia chiaro): si vede quanto il regista presti molta più attenzione all'estetica che alla riuscita della storia, probabilmente conscio di non aver sottomano una sceneggiatura virtuosa. Il titolo fa capire quanto la pioggia, nient'affatto centrale nella risoluzione del caso, lo diventi invece per la sua capacità di avvolgere in un clima più arty gli omicidi. Se il killer uccide sotto la pioggia, insomma, lo fa per compiacere la ricerca stilistica...Leggi tutto del regista, non per chissà quali misteriosi motivi. Uccide con il suo coltellaccio da cucina donne tra i trenta e i cinquanta, ex tossicodipendenti; proprio come l'ex moglie (Coleridge) dell'agente FBI Dalton (Beecroft), chiamato ad affiancare il poco affidabile ispettore locale, tale Capra (Sharkey), a quanto pare troppo dedito all'alcol per poter risolvere un caso simile da solo. Un carattere brusco, scontroso, quello di Capra, che gioca pure a fare il seduttore e che infatti appena conosce l'ex moglie del collega ci fa sesso su tavoli e tappeti. Lei, ricca scultrice dal fisico scultoreo, è non a caso interpretata da Tania Coleridge, che sfilò per Armani e Versace, posò per Helmuth Newton e si fece notare nel video di George Michael "Father Figure". E mentre il serial killer prosegue la sua opera senza sosta (appena piove quello parte in quarta) noi seguiamo nel contempo anche le indagini del dinamico duo, inframezzate da maldestre parentesi erotiche penalizzate da un parco attori nel complesso non all'altezza alle prese con una sceneggiatura raffazzonata che le fa apparire imbarazzanti. La logica va spesso a farsi benedire, certe piccole idee vengono abbandonate in fretta e appena può il regista si concentra su qualche bella scena d'ambiente, come il rendenz-vous nel laboratorio di lei, dove i suoni delle pallottole s'attutiscono quando sforacchiano le sculture. Peccato purtroppo per quella sensazione di gaglioffaggine che avvolge un po' tutto, per una storia che con troppa evidenza è buttata lì svogliatamente, con uno Sharkey che sale sopra le righe nel vano tentativo di infondere personalità a un personaggio tutto sommato banale nella sua caratterizzazione (patetici i giochi di sguardi seducenti tra lui e la Coleridge). Goffi anche i delitti, fortunatamente spesso coperti dal buio e dalla pioggia. Eppure più di qualcosa di buono c'è e la voglia di proporre una ricetta di qualità all'interno di uno schema banalissimo si avverte.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/05/18 DAL BENEMERITO ANTHONYVM POI DAVINOTTATO IL GIORNO 25/01/19
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Anthonyvm 6/05/18 18:26 - 2272 commenti

I gusti di Anthonyvm

Misconosciuto (e la cosa sorprende) thriller a metà strada fra il poliziesco e il giallo, con più di un riferimento all'estetica dei film di Bava e Argento, con un assassino in impermeabile munito di coltellaccio. C'è anche un tentativo ben poco riuscito di far scivolare la pellicola in territori erotici, con il solo risultato di mettere in evidenza la sciatteria e piattezza della regia. La parte propriamente thriller non è malvagia, il cast non brilla (anche a causa di personaggi scritti poveramente) ma c'è di peggio. Una curiosità e nulla più.
MEMORABILE: Il delitto sul treno; L'enigmatico dialogo mentale conclusivo.

Nicola81 15/05/18 23:18 - 2043 commenti

I gusti di Nicola81

L'idea di partenza è assolutamente decorosa (a Los Angeles, nelle notti di pioggia, un serial killer uccide donne con un passato nella tossicodipendenza) e nonostante la sue evidente natura di prodotto di serie B, bisogna dire che questo thriller riesce a salvarsi in corner grazie a qualche spunto interessante nella sceneggiatura, compresi alcuni colpi bassi niente male che lo sottraggono a qualsiasi tentazione buonista. Omicidi girati discretamente, cast abbastanza anonimo, qualche parentesi erotica (che fisico la Coleridge!).

Woody Brown HA RECITATO ANCHE IN...

Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Anthonyvm • 8/05/18 17:47
    Contratto a progetto - 398 interventi
    Dalla collezione Anthonyvm, la VHS RCA Columbia, con una sinossi sul retro della cover da denuncia per quanto riguarda gli spoiler:

    Ultima modifica: 8/05/18 18:13 da Zender