Kill list - Film (2011)

Kill list
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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Nemmeno il tempo dei titoli di testa e siamo già proiettati in piena crisi familiare: Jay (Maskell) e Shel (Buring) bisticciano, volano parole grosse e il figlio è forse l'unica cosa che li tiene uniti. L'amico, Gal (Smiley), è il collega di Jay in un lavoro che non si riesce bene a capire cosa sia veramente. Poi pensi al titolo, alla lista, a quegli uomini uccisi di cui nemmeno loro sanno nulla. Una coppia di sicari: niente di più, niente di meno (e al netto di mandanti molto particolari). Ma chissà perché quando c'è di mezzo qualcuno che ammazza su commissione le parole si fan sempre confuse, sfuggenti, come se indovinare la verità fosse lo scopo principale di chi guarda. Tanto fumo negli...Leggi tutto occhi per questo film di Ben Wheatley, autocompiacente come pochi, che si crogiola in ellissi e sangue gratuito, in estetismi fini a se stessi per spalmare poi in lungo un finale che è la summa della formula scelta dal regista per raccontare la sua storia confusa. Settarismi pagani, smaccati omaggi all'uomo di vimini, musiche che salgono d'improvviso per commentare stacchi paesaggistici e chi più ne ha più ne metta. Se almeno il cast si distinguesse per grandi performance l'operazione acquisirebbe maggior senso, ma la coppia Maskell/Smiley pare essa stessa mera esecutrice degli ordini registici, incapace di regalare sfumature d'umanità vera ai due personaggi, burattini al servizio di una sceneggiatura che li vede smozzicare mezze parole, enigmi da postinterpretare... Svariare registro va bene se si individua nello svolgimento un senso, altrimenti diventa pure quello sterile esercizio di stile, una frammentazione formale da compito di cinema che rischia soprattutto d'innervosire. Non è che non si intravedano le qualità nella rappresentazione, la cura nella messa in scena, ma se la subalternità del racconto si fa tale da scomparire nel fumo di una spettacolarità pulp persino desueta, all'alba del 2011, allora sfuggono i motivi che possano aver assegnato al film la fama relativa di cui gode. Basta forse lasciar scorrere un po' di sangue e rapprenderlo nella violenza più estetizzante per suscitare curiosità mista ad apprezzamento? Spiazzare muovendo le pedine a caso sulla scacchiera? E se non è solo questo cosa? Non ci si dica la sorpresa sotto gli ultimi cappucci alzati...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/12/11 DAL BENEMERITO ZUNI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 24/03/16
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Zuni 30/12/11 00:46 - 68 commenti

I gusti di Zuni

Inizia come una sorta di commedia grottesca, continua come torvo thriller e sfocia nell'orrore del Polanski che fu. Tutto stravisto e con un occhio a voler spiazzare lo spettatore che sviluppare chissà quale particolare empatia verso personaggi antipatici e cattivi. Il giochetto è facilmente intuibile per chi ha visto più di un thriller in vita sua, ma è girato molto bene con interpretazioni convincenti e un buon senso della tensione. Si arriva alla fine senza la paura di sporcarsi le mani. Non imperdibile, ma decisamente buono.
MEMORABILE: L'esecuzione con il martello; La claustrofobica fuga finale nei cunicoli.

Gestarsh99 30/12/11 19:09 - 1394 commenti

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Si possono far convivere nello stesso film orride scene da un matrimonio in crisi, in cui moglie e marito si scannano grottescamente per vili questioni domestiche e animaleschi raptus di sadismo iperviolento accompagnati da brutali omicidi su commissione? Risposta scontata se parliamo dello sconcertante thriller di Ben Wheatley. Ma il brutto ancora addavenì... Qui la meschina routine schizoide di due killer "stagionali" si riplasma scena dopo scena in un infernale viaggio notturno alle radici dell'esperienza umana, là dove riaffiorano gli spettri mai sopiti di A serbian film e The wicker man.
MEMORABILE: Il violentissimo assassinio del bibliotecario a martellate in testa; Gli intestini srotolati a forza di coltellate; Il finale spiazzante.

Schramm 31/12/11 22:26 - 3116 commenti

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Incomprensibilmente salutato dai più come uno spin-off deteinato di Srpski (che da qualsiasi lembo si afferri, gli sta sopra di non poche ottave) per il basico canovaccio dell'uomo dal torbido passato che accetta un lavoro sporco che insozza indelebilmente chiunque ami, la composizione si lascia prendere troppo la mano dall'elisione: la trama è più da intercettare che da capire, la fantasmaticità dei macguffin va a tutto discapito di un'affabulazione che fatica a prender miccia. La virata wickeriana, poi, fa sbottare un "seh vabbé bonasera" e terminare la visione col pilota automatico inserito.

Greymouser 7/01/12 00:56 - 1458 commenti

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Strano film: la sceneggiatura, ondivaga e piuttosto criptica, dà una continua sensazione di spiazzamento, e le improvvise sequenze ad alto tasso di shock contribuiscono alla particolare fascinazione dell'insieme. Weathley dirige con grande personalità, ma lascia l'impressione di un lavoro molto forzato ed artificioso, che saccheggia a piene mani - e in modo rapsodico - da modelli differenti. Avvincente a suo modo, ma seminatore di dubbi e perplessità sulla solidità dell'insieme, in particolare rispetto al finale, furbo sì, ma senza un perchè.

Daniela 23/01/12 07:54 - 11948 commenti

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Tre film in uno: un kammerspiel fra le mura domestiche, un buddy movie con due amici di vecchia data impegnati nell'esecuzione di un contratto (la kill list del titolo), infine la decisa virata "settaria". Ma se il legame fra la prima e la seconda parte, volutamente spiazzante, risulta congruente, la terza - pur annunciata da indizi disseminati nel corso della visione - appare affidare la sua carica più a suggestioni cinematografiche già stratificate che ad una necessità narrativa intriseca. Opera interessante, non del tutto convincente, ma che resta impressa e cresce nella memoria.
MEMORABILE: L'omicidio a martellate è impressionante, anche per l'atteggiamento della vittima

Deepred89 18/02/12 14:09 - 3566 commenti

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Un prodotto sconnesso e straniante, non completamente riuscito ma in grado di suscitare interesse intorno ai suoi misteri, ai suoi attimi di follia e alle sue svolte improvvise (il risveglio nel bosco). Alla fine quasi (e sottolineo il quasi) tutti i conti tornano, ma mettere insieme i pezzi non è semplicissimo e il finale lascia, nell'immediato, più perplessità che gratificazione. Tecnicamente non male, con una fotografia vagamente dogmeggiante e un tappeto sonoro efficace e ansiogeno. Non privo di difetti, ma senza dubbio da vedere.
MEMORABILE: I due protagonisti, nel bosco, si risvegliano e...

Mickes2 11/07/12 08:48 - 1670 commenti

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Spudorato gioco forzatamente arbitrario vittima-carnefice e percorso di (auto)distruzione pretestuoso e abbastanza inconcludente. La confezione è di tutto rispetto e le alternanze narrative ben bilanciate, così come il sound design sincopato e ansiogeno. Tuttavia manca un corpo strutturale in grado di reggere la forza d’urto di una sceneggiatura che inanella una serie di eventi amalgamandone pochi; che spiazza e confonde in un gioco programmaticamente sgradevole senza averne le possibilità a monte. Epilogo serbo gelido e beffardo ma inutile.
MEMORABILE: Le tremende martellate ai danni del bibliotecario.

Fabbiu 2/01/13 20:42 - 2088 commenti

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Un film che non procede di sicuro in linea retta e lo stile criptico, che apre mille spunti concludendosi in modo spiazzante per poi lasciare allo spettatore le varie possibilità di percepire un filo conduttore, ha un qualcosa di lynchiano; non solo nello stile, ma anche in diversi ingredienti, primo tra tutti una sensazione di angoscia che, grazie anche a una cura particolare per il suono ha la meglio, anche quando poi effettivamente non succede qualcosa di essenziale. Un film tanto crudo quanto sporco; coinvolgente, ambiguo.

Saintgifts 18/06/13 08:15 - 4098 commenti

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Il film ha senz'altro il merito di costringere all'attenzione, fin dai titoli di testa (con quel graffito, graffiato) e poi con eventi e personaggi che rivelano caratteri e comportamenti distanti tra loro chilometri. Se ci fosse un seguito tutto ciò si potrebbe capire, ma finito così dà più l'impressione di essere un esercizio filmico piuttosto fine a se stesso, anche se indubbiamente interessante, piuttosto che una serie di metafore sul presente e sui meandri sconosciuti della mente umana, avvalolorate da quel "grazie" liberatorio delle vittime.

Rebis 9/04/14 11:20 - 2234 commenti

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Wheatley la prende alla larga, percorrendo prima il perimetro sociale, poi riversandovi l'attualità e le sue conseguenze relazionali (la guerra in Iraq, la crisi economica), sparge indizi, ellissi temporali; infine, dissolvendo nell'epilogo, ci precipita nel cuore del racconto. Non è uno shock programmatico, ma un tentativo di conferire volume all'ambiente, mettere in primo piano le istanze politiche, disinnescare vacue generalizzazioni da cinema horror. Pur abusando di camera a mano e tagli in asse, resta una discreta manipolazione del cinema di genere, che percorre strade impervie.

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Pumpkh75 6/11/14 17:36 - 1587 commenti

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Pur urlando, senza dubbio e ad alta voce, la bellissima regia e apprezzando le espressioni ritorte di Maskell, impresse nelle nostre retine, mi lascia il palato inerte: gli avanzi della sera prima, sebbene a cena si sia mangiato bene con Polanski e Hardy, vanno giù senza acquolina né stomacano più di tanto; il dessert serbo, poi, lo si lascerebbe volentieri nel piatto. La montagna vorrebbe partorire un topolone, ma a pensarci bene oltre allo stagliarsi dell'affascinante profilo s’intravede più di qualche frana. Interessante ma incompiuto.

Pinhead80 27/02/15 16:10 - 4405 commenti

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Commistione di generi e una sapiente regia portano Ben Wheatley a trascinarci in un discreto incubo. Non c'è da farsi ingannare dal ritmo della prima parte del film, perché i colpi di scena arriveranno proprio nel finale. D'altra parte si tratta di una discesa nell'incubo che si ricostruisce assemblando a posteriori tutti i pezzi del puzzle e quindi bisogna avere pazienza. L'orrore è dietro l'angolo, basta saper attendere...

Kinodrop 9/08/15 18:54 - 2503 commenti

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Da un inizio realistico e nell'ordine delle cose si sfocia in un finale horror attraverso una storia di killer su commissione. Tre registri molto diversi che non trovano continuità e sintesi se non nell'intento programmato o meno di lasciare allo spettatore la curiosità di ricomporne le non poche lacune. Frammentario sia nella sceneggiatura che nei tempi, dilatati all'inizio e sbrigativi e criptici nel finale, conserva però alcuni punti di forza come la musica, elemento ansiogeno nelle scene più violente e la mdp ben sfruttata nel finale.
MEMORABILE: Il passaggio del protagonista da casalingo subordinato e modesto, a killer spietato; La fine del bibliotecario; Il sabba nella notte.

Taxius 19/09/15 13:18 - 1654 commenti

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Si può dire che Kill List sia un film matrioska, ovvero un film con altri film dentro; questo perché comincia come un classico dramma familiare per poi svilupparsi in un thriller piuttosto violento per poi finire come un inquietante e allucinante horror. Il pregio del film è sicuramente quello di essere assolutamente imprevedibile, soprattutto per quanto riguarda il finale. Film veramente originale che merita assolutamente almeno una visione.

Cotola 31/12/16 12:02 - 8571 commenti

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Il film è spiazzante poiché affronta diversi registri (dramma familiare, noir, horror) tanto che sembra composto da ben tre diverse pellicole. Eppure alla fine la strana commistione funziona abbastanza bene pur se può provocare qualche disorientamento nello spettatore che è comunque coinvolto dalla storia che si fa seguire per capire cosa succederà e dove vuole andare a parare il regista. Qualcuno potrà mugugnare, anche giustamente, sulla svolta finale (che sembra un po' gratuita) ma non si può negare l'efficacia dell'insieme e le qualità tecnico-visive del regista.

Hackett 3/01/17 11:21 - 1846 commenti

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Davvero un buon thriller, un film che cambia pelle durante il suo svolgimento e da normale crime diventa qualcosa di misterioso, sfociando in un beffardo finale. Violento e teso quanto basta, si avvale di buone interpretazioni e di una sceneggiatura intelligente. Il finale non indugia in supreflue spiegazioni, ma il senso si coglie.

Almicione 25/05/17 01:32 - 765 commenti

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15 minuti non bastano a salvare l'intera pellicola. I piccoli indizi lasciati durante la visione non invogliano lo spettatore a cercare un significato, mentre due tizi poco entusiasmanti fanno il loro sporco lavoro di killer assoldati. Si assapora noiosamente quel misterioso che infastidisce; semplicemente il film ci mette troppo ad arrivare al punto e è inutile cercare di recuparare tutto nella sequenza finale, comunque valida. E poi, qualche incomprensione: che bisogno c'era di sparare durante il rito?
MEMORABILE: Il rito e i membri della confraternita.

Capannelle 8/08/17 00:17 - 4193 commenti

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Finché la storia percorre i binari della crisi familiare ed economica che il protagonista vuole risolvere con il lavoretto su commissione, il film e gli attori reggono bene dando vita a un racconto di tensione e sgomento per certi passaggi non certo teneri. Poi la svolta soprannaturale e sanguinolenta getta alle ortiche parte del lavoro svolto e lascia spazio a un altro tipo di sgomento.

Giùan 29/08/17 14:55 - 3989 commenti

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L'impressione è che a un certo punto Wheatley non riesca a tener la corda (peraltro pericolosamente complicata da maneggiar) tra ironia e terror panico che il film per lungo tempo promette (penso alle emblematiche scene coniugali con la Buring che ricorda a Maskell, marito killer, i doveri del pater familias). Così l'iperbole finale, pur giungendo a segno, rischia di manifestarsi (nel lungo termine della memoria cinematografica) come ipertrofismo visionario se non come una "montatura". Nel complesso un'opera curiosa che stenta a coinvolgere e sconvolgere.

Buiomega71 9/09/17 02:02 - 2732 commenti

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Inizia come un film di Ken Loach (crisi economiche, litigi matrimoniali), diventa una specie di sordido viaggio alla 8mm (con tanto di furenti schegge violentissime, tra crani fracassati a martellate e facce spatasciate che manco Irreversible), poi sfocia nella fiaba nera, nel sabba improvviso e suggestivo, pieno di misticismo e influenze arcane, sino a un finale crudele e spiazzante, barbara e bestiale incoronazione del nuovo messia. Wheatley mischia abilmente il puzzle durante la narrazione, per poi farlo comporre a libera interpretazione. Forse imperfetto, ma di gran fascinazione malefica.
MEMORABILE: La ragazza sacrificata previo impiccagione; L'apparizione improvvisa delle fiaccole nel bosco; Le vittime che sussurrano "grazie"; Il patto di sangue.

Ben Wheatley HA DIRETTO ANCHE...

Lupus73 22/08/21 16:50 - 1342 commenti

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Soggetto molto particolare che parte come thriller con protagonisti due killer su commissione (con una vita normale fuori dalla professione) per poi addentrarsi nei meandri del folk horror inglese. La confezione, pur con una discreta fotografia, usa tecniche di montaggio, doppiaggio e ripresa simili al mockumentary, o meglio al docu-reality; a conti fatti non viene spiegato molto, si rimane nel criptico (all'orientale), ma il tutto appare come cammino iniziatico verso gli inferi con tappe simbolo legate alla demolizione dei legami istituzionali (religione, cultura, stato, famiglia).

Bubobubo 25/02/22 18:55 - 1834 commenti

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Un matrimonio in crisi, un'offerta di lavoro (sporco) a cui proprio non si può rinunciare, la tardiva presa di coscienza di essere stati incastrati in un disegno molto più grande del previsto. Confidando forse troppo nei miracoli della sintesi, Wheatley sacrifica la linearità temporale e narrativa di un fittissimo trittico thrilling in favore della logica del twist seriale: il risultato, laconico e a tratti lacunoso nonché spesso derivativo (il finale rituale), lascia aperte troppe questioni per potersi definire appagante, ma è l'impianto generale ad essere genuinamente inquietante.
MEMORABILE: Cosa nasconde il bibliotecario?; Nelle condutture fognarie.

Valcanna 30/11/22 11:29 - 27 commenti

I gusti di Valcanna

Film molto interessante che percorre la sottile linea che separa il thriller dall'horror, sicuramente sopra la media. La lotta iniziatica a tinte folk ripaga completamente lo spettatore. Una sorta di morte della famiglia tradizionale per l'accesso a ciò che sembrerebbe ciò di cui oggi si ha più bisogno, l'accettazione da parte della comunità virtuale, mascherata appunto. Bello. Davvero.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gestarsh99 • 1/01/12 14:51
    Vice capo scrivano - 21549 interventi
    Ti dirò, il film di Spasojevic non mi è rimasto dentro più di tanto: secondo me sfarzo formale ed estremismo grafico possono andar bene per un esercizio di stile o tutt'al più per un horror visionario, non certo per insinuare anamnesi pseudo-ideologiche sulla natura dell'uomo, sul sangue versato in Serbia, sul radicamento del male che resiste anche dopo la fine degli orrori di guerra.

    Per restarmi impressa la violenza deve essere sporca, voyeuristica, calata in un contesto il più possibile libero da fronzoli estetici e scintillanti. Ad esempio, due film come Salo' e Cannibal holocaust, ognuno nel suo alveo specifico, sono difficilmente eguagliabili.


    Per tornare a Kill list e agli accostamenti dei miei "mi ricorda", è chiaro che facevo riferimento ad alcuni momenti ben precisi e circoscritti (questo vale anche di più per The wicker man).

    Poi credo che gli aspetti del film in cui hai ravvisato una certa fumosità ambigua e mal interpetabile (in senso di incapacità di scrittura) siano solo dovuti ad una plausibile volontà di non rivelare troppo, probabilmente in previsione di un eventuale sequel (ipotesi soggettiva trapelata da alcuni particolari notati durante il film, uno su tutti la rapida occhiata sorniona che il predicatore della tavolata lancia di sguincio al protagonista prima di imbracciare la sua temibile chitarra salvifica).

    Sottolineo che ciò che più mi ha preso del film non sono tanto le ultra-violenze prezzolate quanto la cruda rappresentazione di un tran-tran familiare normalissimo, fatto di furibonde scenate casalinghe ed istantanee riappacificazioni surreali, come pure il rapporto amicale tra i due compagnoni protagonisti, a base di bisbocce, lazzi goliardici e baruffe manesche.
  • Discussione Schramm • 1/01/12 15:29
    Scrivano - 7484 interventi
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    Poi credo che gli aspetti del film in cui hai ravvisato una certa fumosità ambigua e mal interpetabile (in senso di incapacità di scrittura) siano solo dovuti ad una plausibile volontà di non rivelare troppo

    no no magari si trattasse di ambiguità. sono proprio sfondoni, crepacci di script. c'è modo e modo di trasfigurare, dissimulare e celare le cose, e c'è un abisso tra il saper elidere e il farlo involontariamente, tra il saper creare mistero e rovinare in un confusionario pasticcio narrativo mangiato dalle tarme.
    quell'infezione che scompare improvvisamente, avallata da due frasi sibilline alla vicinadicasadeinlandempire (ma senza un velo del senso dell'allucinazione, dell'incubo, dello straniamento, del delirio a occhi aperti) la dice già lunga su quanto la sceneggiatura sia raffazzonata. lo vedi setticemico la scena prima, va da un nonmedico che gli dice "scurdimmoce o passat" e la scena dopo è rimesso a nuovo. ma che modo di raccontare è? non mi instilli mistero, ma solo irritazione.
    e questo è solo uno degli almeno 20 esempi che potrei chiamare in causa. e taccio sul cambio di registro finale, davvero attaccato con lo scotch.

    per me è comunque insensato, al di là di quelli che sono i rispettivi valori ed esiti finali dei film, mettere vicini spasojevic e wheatley. indubbiamente quest'ultimo ha un paio di dettagli di trama che ricordano quelli di serbian -e mal gli incoglie, ché subito si brucia ogni sorpresa- ma sono due opere che viaggiano su due orbite antipodiche.

    Comunque se per colpirti la violenza "deve essere sporca, voyeuristica, calata in un contesto il più possibile libero da fronzoli estetici e scintillanti", allora non capisco come possa averti colpito quella algida, secca, laccata di un film esteticamente scintillante come questo, che di un salò o di un ch non ha manco lo sporco sotto l'unghia del mignolo e che per me resta buono tecnicamente ma fallace narrativamente.

    a questo punto ti consiglio down torrace, perché vi ritrovi accentuati gli elementi che ti hanno fatto apprezzare kill list
    Ultima modifica: 1/01/12 15:37 da Schramm
  • Discussione Gestarsh99 • 1/01/12 21:54
    Vice capo scrivano - 21549 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    ...Comunque se per colpirti la violenza "deve essere sporca, voyeuristica, calata in un contesto il più possibile libero da fronzoli estetici e scintillanti", allora non capisco come possa averti colpito quella algida, secca, laccata di un film esteticamente scintillante come questo...

    No, per carità, non è che aborro i film violenti troppo formalistici e ricercati, ciò che non mi piace assolutamente è rinvenire in queste stesse opere un tentativo di discorso alto e meta-testuale.
    Queste velleità intellettuali le apprezzo solo laddove c'è realismo visivo e sporcizia estetica.
    Kill list è un prodotto stilisticamente assai curato (senza eccedere sino ai piani lustrati di A serbian film) ma non si erge a grillo parlante della coscienza umana e/o sociologica, ecco perchè ha fatto breccia nel mio gradimento.
  • Discussione Schramm • 2/01/12 12:32
    Scrivano - 7484 interventi
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    Schramm ebbe a dire:
    ...Comunque se per colpirti la violenza "deve essere sporca, voyeuristica, calata in un contesto il più possibile libero da fronzoli estetici e scintillanti", allora non capisco come possa averti colpito quella algida, secca, laccata di un film esteticamente scintillante come questo...

    No, per carità, non è che aborro i film violenti troppo formalistici e ricercati, ciò che non mi piace assolutamente è rinvenire in queste stesse opere un tentativo di discorso alto e meta-testuale.
    Queste velleità intellettuali le apprezzo solo laddove c'è realismo visivo e sporcizia estetica.
    Kill list è un prodotto stilisticamente assai curato (senza eccedere sino ai piani lustrati di A serbian film) ma non si erge a grillo parlante della coscienza umana e/o sociologica, ecco perchè ha fatto breccia nel mio gradimento.


    nel rispetto assoluto di gusti e preferenze, osserverei però che una tirata moralista resta tale al di là del contenitore in cui essa è confinata. non credo cioé che un cannibal holocaust sia meno ipocrita di uno srpski solo perché veicolato da uno stile sporco verista e artificiosamente antiestetico che scimmiottando il linguaggio e i codici del mondomovie arriva a batterli sul loro campo, specie in termini di autoindulgenza.

    parimenti, se a serbian film avesse beneficiato/risentito di una realizzazione pur volutamente mediocre e povera, lo si sarebbe liquidato e archiviato col vomito alla bocca al pari di uno snuff 102 che a parte il gratuito shock a bella posta non ha niente da dire/dare. invece proprio il fatto che sia filtrato da una forma in doppio petto (qualcuno lo ha sagacemente definito "un 8mm diretto da noé") e da un pur banale e ambidestro discorso teorico e metastorico sul Male, lo rende trasversale, ancipite, multistrato, sfuggente, repellente e affascinante a un tempo, ti chiedi se oltre l'urlo "I'm the shocker number one" ci sia di più o se è un "questo è quanto e tante grazie". è un jolly vincente, che ha fatto e farà sempre parlare di sé, nel bene e nel male (proprio come deodato). personalmente riesco a essere concorde sia con chi lo incensa che con chi lo abbatte, e credo che questa, oltre ad essere una reazione che un'opera suscita assai di rado, sia una valenza che la rende singolare, curiosa e molto forte.

    di contro un salò, che ha un peso specifico ideologico, morale, politico, metastorico micidiale non è meno grillo parlante di uno spasojevich, ma lo è solo per chi pasolini l'ha ben metabolizzato e compreso (cosa peraltro non facile dato che amava contraddirsi ogni 5 minuti ed essere infedele a ogni linea). fallo vedere a uno spettatore incolto e dimmi se ne coglierà la levatura intellettiva e allegorica.

    in buona sostanza dubito che un KL, che non offre nemmeno uno sguardo controverso e teorico sul Male, ma resta arroccato al genere, passerà alla storia. per me resta un buon thriller in giacca e cravatta, ancor più buono per i puri di sguardo, ma la sua bontà tecnica è superata da una narrazione aborracciata che lo sgretola.

    ti confermo infine che down terrace si direbbe la prova generale di KL. stessa struttura a blocchi scanditi dalle didascalie biancosunero.
    Ultima modifica: 3/01/12 12:39 da Schramm
  • Discussione Kanon • 22/01/14 13:18
    Fotocopista - 830 interventi
    Visto ier sera su rai4. Una mattonata di palle. Una fatica tremenda per reggerlo e tutto per ritrovarmi con quella svaccata parte finale che nonostante tutto m'ha ridestato dal torpore.

    Felicidad per rai4; un canale da tenere sempre più sott'occhio. Oltre a "Kill list" mi ha permesso di visionare anche "El aura" (pur se niuno dei suddetti film m'abbia smosso un sopracciglio che sia uno).
  • Discussione Ruber • 23/01/14 00:21
    Contratto a progetto - 9185 interventi
    Kanon ebbe a dire:
    Visto ier sera su rai4. Una mattonata di palle. Una fatica tremenda per reggerlo e tutto per ritrovarmi con quella svaccata parte finale che nonostante tutto m'ha ridestato dal torpore.

    Felicidad per rai4; un canale da tenere sempre più sott'occhio. Oltre a "Kill list" mi ha permesso di visionare anche "El aura" (pur se niuno dei suddetti film m'abbia smosso un sopracciglio che sia uno).


    Confermo in TOTO tutto il commento di Kanon che ci e andato anche buono, io avrei detto di peggio del film in questione.
  • Homevideo Rebis • 9/04/14 11:30
    Compilatore d’emergenza - 4370 interventi
    La versione trasmessa da Rai 4 è cut (SPOILER manca la sequenza della testa sfracellata a martellate).
  • Homevideo Pumpkh75 • 22/09/14 09:11
    Addetto riparazione hardware - 422 interventi
    In uscita, dopo vari passaggi TV, il DVD Italico:

    http://www.amazon.it/Kill-List-MyAnna-Buring/dp/B00NRBOZ4Q/ref=sr_1_10?s=dvd&ie=UTF8&qid=1411369831&sr=1-10&keywords=kill+list

    Vedremo se sarà uncut o meno...
  • Discussione Buiomega71 • 9/09/17 10:23
    Pianificazione e progetti - 24633 interventi
    ATTENZIONE AI POSSIBILI (E INEVITABILI) SPOILER

    Eccerto che se ne esce dalla visione frastornati e confusi, come se Wheatley abbia disseminato, lungo tutta la narrazione, una serie di puzzle buttati a casaccio, e tu li devi mettere insieme, dare una libera interpretazione del tutto (le interviste allo stesso Wheatley, poi, smentiscono o gettano ancora più ombre), dopo quel finale che è un pugno nelo stomaco, di rara barbaria, brutalità, ferocia, visceralità che , mi sà, mi resterà dentro per un bel pò. L'incoronazione di un nuovo messia, il percorso già segnato di un prescelto (il patto di sangue iniziale non è messo lì a caso), un iter incubotico e allucinato, che parte come un film di Ken Loach, diventa una specie di gangster movie intimista e freddo, e sfocia nella fiaba nerissima, nell'arcaico, nell'allucinato, nell'incubo più torvo e spaventoso, tra suggestivi e terrifici sabba , fiaccolate notturne improvvise (credo che Wheatley abbia firmato la riunione settaria più evocativa e inquietante degli ultimi anni), sino allo scontro con "il gobbo", che (spoilerate citando A Serbian Film a parte) arriva come una fucilata appena Jay, trionfante, toglie il lenzuolo e quel sogghigno al sangue del "perdente" ti scombussola i visceri e l'anima, gelandoti il sangue nelle vene.

    La setta cercava un nuovo leader, il disegno era già prestabilito (Fiona marchia il retro dello specchio con un simbolo pagano-o satanico?-, il destino di Jay è già segnato), la prova finale e stata superata, la setta gioisce per il loro nuovo "re", un re dalla corona di paglia, nell'ultimo, terrificante, sacrificio finale.

    Una sitcom che più realistica non si può (beghe familiari, problemi economici), discesa all'inferno punitivo, nei meandri sudici, sordidi e "giustizialisti" che stanno tra Hardcore e 8mm, per finire in un mix allucinato tra The Wicker Man e In corsa con il diavolo (non prima di fuggire tra tunnel murati, inseguiti da affiliati che sembrano avere poco di umano, in una claustrofobia ferina non dissimile da quella di The Descent), ad una consegna di ruoli e un incoronazione che marchia e suggella una ritualità di passaggio di rara crudeltà e barbaria primitiva che resta impressa a vita.

    Teste sfondate a martellate, vittime devote e felici di morire (grazie) filmini pedopornografici, facce spatasciate che nemmeno in Irreversible , gatti impiccati, ragazze sacrificate previo impiccagione, svisceramenti a coltellate, ghignate sanguinolente e quasi "beffarde" (o di soddisfazione), passaggi dovuti, già scritti, inevitabili.

    Wheatley parte sardonico , colpisce duro e dà una diversa rappresentazione del cinema settario e del "satanic movie" (se di "satanic movie", poi, davvero si tratta)

    Se all'inizio ti chiedi se serva tutto quel concentrato familiare di bisticci e bollete da pagare, di cene alla Invitation e di Jay che mangia il coniglio che le ha procacciato il gatto, che poi, a pensarci bene, glie lo ha davvero procacciato il gatto? Insomma, altre domande e dubbi, che aprono pertugi inquietanti su altre domande e altri dubbi,su pezzi di un mosaico che prende sempre più forme "mostruose" e "apocalittiche", come una Matrioska che smonti e rimonti senza vederne il fondo (i continui tasselli importantissimi, come se Wheatley ti dia indizi continui, anche nelle più piccole cose), poi si comincia a essere inquieti, sempre di più e si alza la guardia, e capisci (almeno, la mia libera interpretazione, perchè, grazie a dio, Wheatley non dà bislacchi spiegoni , ma lascia aperta la tua mente, ti costringe a macchinarci sù, sei tu che devi decifrare il rebus) o forse no, o magari anche. Perchè una semplice infezione potrebbe essere il marchio del dannato/prescelto, o un medico, al posto di curare la ferita, se ne esce con strane e inquietanti elucubrazioni filosofiche e , infine, Fiona (che di lavoro fà la "tagliateste" licenziando il personale in esuberbo nelle aziende) sorta di sacerdotessa che, guarda caso, diventa amica intima della moglie di Jay (il lavaggio del cervello è auspicabile), e così tutto torna (o quasi) e collima come puzzle a incastro (forse)


    Jay è feroce e si scatena in furie scorsesiane, Jay non è credente, Jay và fino in fondo e non ha paura di nulla, Jay potrebbe essere il nuovo "messia", e forse già lo e, ma nè lui (nè noi) ce ne rendiamo ancora conto

    Avvolto dalla fredda fotografia di Laurie Rose e accarezzato dallo score minimale e sibillino di Jim Williams, Kill List è forse uno dei film più originali e incubotici che ho visto ultimamente, che son sicuro ci tornerò su mentalmente lungo questa settimana

    Forse imperfetto (vero che dopo un pò diventa un tantinello noioso, soprattutto nella vita quotidiana/casalinga di Jay), ma di gran suggestione (il prefinale con la cerimonia) e di rara spietatezza

    La pura fascinazione del male (nel senso più terso del termine) che ghiaccia il sangue come pochi sanno fare.

    Un viaggio disturbante nell'animo più oscuro e contorto che fà ben pochi sconti e ti resta marchiato addosso.

    Sposo in toto la tesi di Gianluca Rinaldi

    ATTENZIONE AI MEGASPOILERONI

    https://pianetacinemablog.wordpress.com/2014/11/11/kill-list-di-ben-wheatley-2011/
    Ultima modifica: 9/09/17 16:46 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 9/09/17 10:28
    Pianificazione e progetti - 24633 interventi
    Buono il dvd edito dalla PFA

    Formato: 1.78:1

    Audio: italiano (5.1), inglese (2.0)

    Sottotitoli: italiano per non udenti

    Come extra solo fotogallery e il trailer

    Durata effettiva: 1h, 31m e 59s

    La ferocissima scena della testa sfondata a martellate pare uncut.
    Ultima modifica: 9/09/17 11:07 da Buiomega71