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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Operazione fin troppo ambiziosa, quella di trasporre il Don Giovanni mozartiano in western. Ci prova Armando Crispino con risultati che, nonostante qualche passaggio indubbiamente azzeccato, si scontrano con una messa in scena modesta e una realizzazione non all'altezza di altri film del regista. Don Giovanni diventa John Donald (o Don Juan, per alcuni) e ha la faccia del bel John Richardson, biondo dagli occhi azzurri che gira il west con il suo servo Morenillo (Onorato). Si diverte con le donne, anche a prenderle in giro, le molla a un passo dal matrimonio e per questo incorre nell'ira dei parenti, i quali vorrebbero farlo fuori senza troppo starci a pensare. Ma se John è così lo deve anche alla frustrazione per la sua condizione di "bastardo"...Leggi tutto (la ricorda sovente lui stesso), e nel tentativo di scoprire il nome del padre torna dalla madre dalla quale capisce, grazie a un astuto stratagemma, di essere il figlio nientemeno che del ricco Don Diego Tenorio (Gora) e quindi il fratellastro di Don Francisco (lo sfortunato Camaso, che nella realtà era invece fratello di Gian Maria Volonté, cui somiglia non poco). Sono questi una famiglia di possidenti messicani che John decide di raggiungere assieme al suo servo dopo aver già incontrato in America Francisco e sua moglie Dona Antonia (Beswick). Un viaggio in treno avventuroso, l'incontro con un gruppo di mormoni, la conoscenza intima con le loro donne e una presenza, quella dei mormoni, che si ripresenta nel film in più occasioni, perlopiù impersonata dal misterioso Danite (Mitchell), che avrà una parte importante nel simbolico finale. L'epilogo quasi mistico sarà invece da riallacciare alla visione iniziale di Morenillo. Una storia che si sfilaccia in più parti, per quanto interessante, una colonna sonora (di Nico Fidenco) non all'altezza delle migliori del genere (anche se il tema cantato da Saverio Moriones e qualche altro brano non sono affatto male) e location spagnole (la solita Almeria tra le altre) che solo a tratti riescono a convincere. Eccessi melodrammatici nella figura della bella Martine Beswick (dopo ben due Bond-movie passerà ad affiancare Franco Franchi nel cult ULTIMO TANGO A ZAGAROL), un apprezzabile sadismo solitamente poco comune nella figura del protagonista che ne fa un eroe dalla doppia faccia (di certe donne s'innamora davvero), però anche tante parentesi poco incisive, a cominciare dai lunghi scambi di John con i genitori (in momenti diversi). Deludenti le fasi d'azione (assalto alla diligenza, sparatorie diffuse), non molto felice la caratterizzazione di Glauco Onorato, giustamente più noto come eccezionale doppiatore (è la voce di Bud Spencer). Non che non si intraveda la volontà di proporre qualcosa di diverso in un genere ormai inflazionatissimo come lo spaghetti western, ma le valide intenzioni meritavano una confezione più degna.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/07/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/02/20
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Il Gobbo 9/07/07 19:23 - 3011 commenti

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In punto di morte Morenillo rivive la vicenda del suo padrone John Donald, pistolero dandy ossessionato dal desiderio di scoprire l'identità del padre. Il destino è in agguato... Trasposizione in chiave western del mito di Don Giovanni, uno dei più bizzarri e insoliti gioiellini del filone, grazie a numerose trovate e a una realizzazione efficace malgrado un budget a occhio e croce non imponente. Notevole anche il protagonista, antieroe sadico e amoralissimo, fra i più singolari del genere. Da riscoprire e rieditare in veste adeguata

Wangyu 24/03/13 17:01 - 93 commenti

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Armando Crispino propone un western inusuale ma con idee interessanti. Non c'è il solito eroe western, ma il film si mantiene forte e vivace. Il finale con sprazzi di flashback gli dà un'aria soprannaturale. Un western da scoprire.

Caesars 24/02/20 09:26 - 2865 commenti

I gusti di Caesars

Dopo aver scritto la sceneggiatura, con il fido Battistrada, di Requiescant, Crispino dirige questo western (suo primo film in cui è unico regista) anomalo rispetto a quanto portato sugli schermi all'epoca. Qui la violenza più che fisica è morale, con un protagonista (chiaramente ispirato al Don Giovanni creato da Tirso de Molina) che non perde occasione per sedurre e abbandonare le donne, a tradire il padre e il fratellastro... La storia in verità non convince più di tanto, ma può contare su un buon protagonista affiancato dal bravo Onorato.

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