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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/06/14 DAL BENEMERITO DISORDER
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Disorder 19/06/14 22:36 - 1414 commenti

I gusti di Disorder

Bella avventura vecchio stile, girata dallo specialista Thorpe con un cast di assoluto rilievo. Un po' ingenua la trama come del resto i personaggi (buoni e cattivi sono decisamente tagliati con l'accetta), ma la qualità realizzativa è decisamente alta. Il ritmo è costantemente elevato e si arriva alla fine in un batter d'occhio. L'unico limite è come accennato il ferreo manierismo di ogni situazione, che rende il film a tratti un po' stucchevole. Comunque non deluderà gli appassionati del genere.

Daniela 22/03/15 14:27 - 10326 commenti

I gusti di Daniela

Fra le avventure cinematografiche del personaggio creato da Walter Scott, questa è senza dubbio la più prestigiosa nel cast, sfarzosa nelle scenografie, colorata nei costumi. Certo sceneggiatura e dialoghi sono a livello elementare: i buoni hanno volti solenni, i cattivi facce da mariuoli, tutti pronunciano battute scolpite nel marmo. Quando alle dame, sono poco più di bellissime statuine. L'unico personaggio con un poco di spessore è quello interpretato da Sanders, ma lo spettacolo è comunque garantito da tornei, assalti e castelli come li immaginavamo da bambini.
MEMORABILE: Tra Taylor e Sanders nessuna donna di buon senso avrebbe dovuto esitare nello scegliere il secondo, disposto a perdere tutto per lei, compreso l'onore

Caesars 3/04/20 09:50 - 2972 commenti

I gusti di Caesars

Classicissimo esempio di film d'avventure in pieno stile hollywoodiano anni '50. Interpreti adeguati, grandi mezzi impiegati e regia corretta. Però la storia non appassiona più di tanto, piena com'è di ingenuità (che, peraltro, si perdonano volentieri). Il difetto maggiore risiede nella noia, che rischia d'insorgere piuttosto spesso, visto che il repertorio a cui assistiamo è quello standard per il genere/anno. Davvero eccessiva la candidatura all'oscar come miglior film. Rimane un onesto prodotto, che gli amanti del genere possono apprezzare.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 3/04/20 09:51
    Scrivano - 12911 interventi
    Il film è stato in parte girato in Trentino-Alto Adige.
    Dettagli qui:
    https://www.imdb.com/title/tt0044760/locations?ref_=ttrel_sa_4
  • Curiosità Daniela • 3/04/20 12:44
    Gran Burattinaio - 5506 interventi
    A differenza di Robin Hood, eroe popolare in cui si fondono storia e leggenda in modo non chiaramente distinguibile, Ivanoe è un personaggio unicamente letterario, protagonista del romanzo omonimo di Walter Scott, pubblicato con gran successo nel 1819 e considerato uno dei primi esempi di romanzo storico.

    Robin Hood e Ivanoe vivono le loro avventure nella stessa epoca, ossia al tempo del regno di Riccardo I (1189-1199) e del fratello minore Giovanni, che diventerà re d'Inghilterra dopo la morte di questi.

    Mentre Giovanni senza Terra è sempre rappresentato, sia nei romanzi che nei film, come un fetente che briga per usurpare il trono con la complicità di altri nobili infedeli, Riccardo Cuor di Leone appare come un sovrano senza macchia e senza paura, illuminato e giusto.
    Si tratta di una visione assai romanzata del personaggio, decisamente troppo benevola considerata la sua conduzione del regno.
    Riccardo passò buona parte della sua vita in Aquitania e considerava la Francia la sua vera patria, tanto da parlare e scrivere in francese, mentre conosceva a malapena la lingua inglese. Inoltre il finanziamento della Crociata da lui condotta mirante alla riconquista di Gerusalemme causò l'impoverimento del paese e a questo si aggiunge il pesante onore del pagamento del riscatto quando, di ritorno dalla Terra Santa, venne fatto prigioniero dal Duca d'Austria.
    Insomma, ridusse l'Inghilterra quasi alla rovina.

    Paradossalmente, proprio questa condotta finanziariamente dissennata ebbe un risvolto positivo in seguito: avendo causato un indebolimento del potere della Corona, rese più esposto il successore Giovanni alle pressioni dei nobili, costringendolo a firmare quella Magna Charta (1212) che non solo segnò la fine della monarchia assoluta in Inghilterra ma costituì, seppur maturata nell'ambito di una giurisprudenza di natura feudale, il primo atto fondamentale per il riconoscimento dei diritti dei cittadini opposto alla teocrazia del re per diritto divino.