It (capitolo due)

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: It Chapter Two
Anno: 2019
Genere: horror (colore)
Note: Aka "It - capitolo secondo", "It - Capitolo 2".
Numero commenti presenti: 23
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Sono passati ventisette anni dalla feroce battaglia con Pennywise, il clown che infestava la cittadina di Derry. I sette ragazzini che allora erano riusciti a vincerla avevano stretto un patto di sangue: se quello fosse tornato avrebbero dovuto ritrovarsi per sconfiggerlo una seconda volta. Detto fatto: Pennywise si rifà vivo e i sette (o meglio sei, perché uno di loro muore in vasca prima dell'incontro) riuniscono ancora le loro forze per dare vita alla seconda parte del romanzo fiume di Stephen King (pure presente in un cameo: è il negoziante che vende la vecchia bici a Billy). Rispetto alla vecchia versione televisiva l'upgrade continua ad essere evidente:...Leggi tutto la magnificenza visiva messa in scena da Muschietti, supportata da una splendida fotografia, appartiene al cinema horror di serie A. La quantità di effetti speciali (spesso piuttosto creativi ed efficaci) che affolla le sequenze migliori permette di non deludere gli amanti del genere, semmai probabilmente scettici di fronte a una sceneggiatura ben poco incisiva, mai capace di rendere interessanti i continui salti tra passato e presente nei quali i sei di oggi incontrano i sette di ieri. L'idea è sempre quella di sondare cosa accadeva in quei giorni e, attraverso un ingenuo rituale di nativi americani appreso da Mike (Mustafa), che nel tempo ha studiato a fondo la cosa, raccogliere qualche elemento legato al loro passato per poi bruciarlo all'interno di un apposito vaso. Uno spunto facile facile che si fa sfondo per permettere la singolare interazione tra le due diverse epoche e che ci permette quindi di rivedere gli attori del capitolo 1 alle prese con ulteriori disastri provocati dal perfido Pennywise (sempre Bill Skarsgård naturalmente). Ci si tuffa quindi in una lunga teoria di effetti speciali girati spesso nemmeno al buio che trasformano il film in una sarabanda più rumorosa che splatter, con un finale baracconesco consumato tra caverne annacquate, liquidi di ogni sorta e un Pennywise meno in vena di gran trasformazioni rispetto al finale del numero uno, più esplosivo e intrigante. Non si migliora granché nemmeno potendo disporre qui di attori “veri” e in alcuni casi pure di gran nome (Jessica Chastain è la Beverly invecchiata, che possiamo però ancora “rivedere giovane” nei dolcissimi panni della radiosa Sophia Lillis). La durata monstre di due ore e trequarti risulta del tutto ingiustificata ma nel complesso il discreto livello del numero uno viene sommariamente riconfermato: qualità e difetti sembrano mediamente immutati.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/09/19 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/12/19
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Herrkinski 9/10/19 03:39 - 6275 commenti

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Muschietti snellisce il tomo kinghiano di alcune parti senza snaturare troppo i punti salienti dell'opera (salvo qualche licenza poetica). Le parti propriamente horror funzionano più nella prima metà del film, con alcune scene ben riuscite mentre lo scontro finale risulta meno appassionante del previsto, seppur spettacolare grazie ai notevoli SPFX. Sempre struggente la parte dedicata all'amicizia e ai ricordi d'infanzia, ben in linea con l'opera di King e resa attraverso un buon montaggio; ben scelto anche il cast. Nel complesso soddisfacente.

Pumpkh75 12/09/19 12:01 - 1468 commenti

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Per la Warner Bros: andate a quel paese, e che sia Derry perché lì non ci siete neanche passati. Quant’è lunga la checklist dei difetti? La narrazione è frammentata, la lunghezza è sfinente e il finale una bolla di sapone, Ben Hanscom mutato in Ricky Martin e Harry Bowers in una macchietta. E cosa hanno Ransone e Hader da scherzare e ironizzare a ogni scena? Se si azzera la paura (e questo è il risultato...), la magia svanisce. A sorpresa, da salvare la parte orrorifica visto che almeno gli effettisti se la son sudata. Che amara delusione.

Digital 6/09/19 10:52 - 1190 commenti

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Ventisette anni dopo il primo incontro con Pennywise il club dei perdenti si vede costretto nuovamente a riaffrontarlo. Dopo il già deludente capitolo uno, nel sequel il livello scende ulteriormente. Abbandonata ogni velleità orrorifica, il film vive essenzialmente di gag, con battute che solo sporadicamente muovono al sorriso. Certo, qualche sequenza provoca un minimo di spavento, ma a prevalere è il ridicolo e il tedio (troppe le quasi tre ore). Spiace che attori del calibro della Chastain e McAvoy siano finiti in questa paccottiglia.

Puppigallo 7/09/19 08:16 - 4765 commenti

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La durata smisurata mina enormemente una pellicola che non fa che ripetere lo stesso concetto, con la sola variante del dover ricordare (ognuno dovrà ritrovare un ricordo particolare), in aggiunta al metodo per uccidere la creatura. Tra battutine, battibecchi e riappacificazioni, il tutto avanza, con qua e là le incursioni del malefico clown, che, se non altro, danno la possibilità alla computer grafica di sbizzarrirsi. purtroppo, la tensione è ai minimi livelli, a parte qualche scena dove la sinistra personalità del mostro viene più a galla. Alla fine, a dominare, è la mediocrità.
MEMORABILE: It: "Uno, due...". E la bambina "A questo punto non dovresti dire tre?"; Tra gli specchi; King, che fa un po' il verso a se stesso; MinIt...

Rebis 8/09/19 19:08 - 2164 commenti

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È avvilente assistere ai goffi tentativi di Muschietti di mettere a segno una sola sequenza in questo inesauribile, esorbitante, inoffensivo catalogo di jump scare degni di uno Scary movie qualsiasi. Si piange per non ridere, si ride per disperazione, ci si chiede senza sosta se non ci siamo sforzati di salvare la baracca nel primo capitolo perché I want to believe in It. Proprio vero Andy, bisogna avere il coraggio di cambiare il finale del libro se non funziona, ma bisogna anche avere la dignità di tacere se non si ha nulla da aggiungere.

Enzus79 7/09/19 23:34 - 2178 commenti

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Capitolo secondo dedicato al clown più cattivo della storia del cinema, tratto dal capolavoro di Stephen King. Buon film, non c'è che dire, anche se i difetti forse sono un po' troppi: troppo veloce e superficiale la parte dedicata alle chiamate di Mike agli amici, un po' troppe battute e finale lunghetto. Girato egregiamente, con scene di forte impatto visivo. Comunque sia, il romanzo è cinematograficamente irraggiungibile.
MEMORABILE: La vecchia; La cena al ristorante cinese.

Gabigol 9/09/19 01:53 - 458 commenti

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Il compimento del secondo atto lascia in eredità jumpscares reiterati in maniera sistematica; l'esposizione narrativa, di conseguenza, ne esce confusa e travisata (pozzi neri, la caduta del meteorite, l'identità della creatura, il rito di Chud). Tra scene riciclate dal primo ed effetti visivi monotoni nella loro ripetitività, il film si trascina verso un finale completamente svogliato. Da salvare la resa estetica del clown, nonché l'approccio grottesco che - in alcuni momenti - sa dare una corretta percezione degli orrori kitsch da b-movie.
MEMORABILE: L'apertura con la coppia omosessuale; La scena dell'anziana nella casa di Beverly; La statua gigante.

Pinhead80 9/09/19 21:19 - 4198 commenti

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Proprio non ci siamo: gli stessi errori che erano stati commessi nella seconda parte del primo adattamento televisivo del romanzo di Stephen King vengono ripetuti colpevolmente. Dire che si poteva fare di meglio è poco. Nonostante gli effetti speciali di un certo rilievo gli spaventi si contano sulla dita di una mano e la censura ai minori di 14 anni sembra eccessiva. Non parliamo poi della parte finale, che risulta pietosa. Un fiasco.

Rambo90 10/09/19 01:05 - 6952 commenti

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Kinghiano fino al midollo. Muschietti riesce là dove aveva fallito con il primo capitolo, a ricreare l'atmosfera della pagina scritta pur cambiando molte cose e soprattutto a rendere veritieri i personaggi e a far sentire le loro paure. Vedibile praticamente anche senza la prima parte, il film sfocia in una mezz'ora finale allucinante, con alcune sequenze visivamente riuscitissime (il bagno di sangue che ricorda Shining, la terra che sale fino a formare una fossa) e anche profondamente terrorizzanti. Bene il cast e l'ironia.

Viccrowley 10/09/19 23:35 - 807 commenti

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Dopo un primo capitolo promettente anche Muschietti cede alle lusinghe del mainstream più sfrenato facendo del capolavoro kinghiano l'ennesimo blockbuster che vive su squallidi jump scare. Quasi tre interminabili ore dove l'inquietudine e la tensione sono letteralmente non pervenute. Si procede per scenette, ognuna dedicata a un personaggio che affronta a modo suo il diabolico clown, in un festival di CGI che a volte pare uscita da una produzione Asylum. Tutta la densità, il dolore e l'orrore del romanzo si dissolvono in un finale sciapo e incolore.
MEMORABILE: La bimba divorata alla partita di baseball.

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Metuant 12/09/19 11:08 - 455 commenti

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Se nel capitolo uno la tensione e la figura di Pennywise si facevano sentire, qui si assiste a un calo di entrambe, sebbene non si precipiti nella mediocrità. It è sempre spaventoso e istrionico ma qui appare più spento, così come l'atmosfera del tutto è meno suggestiva; si rimprovera soprattutto quella certa superficialità con la quale viene affrontata la storia, in particolare il finale. Non di sicuro un brutto film, effetti speciali e cast sono di prim'ordine, ma non è come avrebbe potuto essere.
MEMORABILE: La sequenza a casa Kersh; La statua gigante del boscaiolo; Il bagno che si riempie di sangue.

Von Leppe 11/09/19 12:15 - 1122 commenti

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Tornano i protagonisti del primo film, ormai cresciuti, che si preparano ad affrontare di nuovo It, ritornato a fare danni nella cittadina di Derry. Il film all'inizio sembra promettere ma a lungo andare le battutine fuori luogo aumentano e la trama si fa monotona. Per chi poi ha letto il libro la delusione è più accentuata, perché il male che da sempre insidia Derry è solo accennato e la storia della meteora non è ben risolta per dare la suggestione dovuta. Ottimi effetti, sicuramente, ma utilizzati per spauracchi non sempre riusciti.

Belfagor 11/09/19 22:57 - 2647 commenti

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Come nel libro, la parte dedicata all'età adulta è superflua e priva della suggestione che caratterizzava l'estate dei Perdenti. Anche se gli attori hanno dalla loro una notevole somiglianza con le controparti del primo capitolo (come evidenziato dai frequenti flashback), il conflitto non offre nulla di nuovo e le troppe sottotrame si bloccano a vicenda. A muovere la storia è naturalmente il malefico clown di Skarsgård, un nemico così efficace da far desiderare la resa dei conti nonostante la durata di quasi tre ore.
MEMORABILE: Il flashback nella tana sotterranea; La signora Kersh.

Noncha17 12/09/19 18:00 - 87 commenti

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Se nel primo capitolo l'unica pecca ascrivibile alla regìa potevano essere alcuni movimenti di macchina e i "ridicoli" (nel senso di modus operandi) effetti speciali... qui la rogna è ben più grossa! Ovvero la consequenzialità. Tralasciando il fatto che la durata può essere spesso un deterrente. Il problema vero resta un altro: la routine. Eh sì! Perché è inutile costruire una trama attorno se, poi, crei un film "seriale" che non porta ad altro che alla ripetizione schematica di un qualcosa che al cinema si è già visto proprio nel film omaggiato nel finale: Nightmare 5.
MEMORABILE: Il pestaggio; La ripresa che porta al puzzle; I dolcetti della fortuna; La trasformazione del boscaiolo; Le testate allo specchio; Il mega-palloncino.

124c 16/09/19 01:10 - 2822 commenti

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Andy Muschietti, nel secondo capitolo di "It" tratto dal romanzo di Stephen King, butta troppo nell'umorismo (seppur nero) concentrandosi sulla banda dei "perdenti" trasformati in quarantenni mai cresciuti, che si comportano come se fossero protagonisti di un film di Scooby Doo per adulti, con rimandi pure ai lungometraggi di Freddy Krueger (dove almeno, fra una battuta brillante di Robert Englund e uno spavento, il mostro ammazzava il ragazzo di turno che si addormentava). Nel cast si salvicchiano la Chastian e McAvoy, i meno sciocchi della truppa.

Ryo 17/09/19 00:21 - 2169 commenti

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Molto lungo, ma senza un perché. Va bene che le difficoltà di trarre un film dal libro siano vicino all'impossibile, ma non si capisce perché concentrarsi su aspetti inventati di sana pianta, tralasciando invece particolari che potevano essere sviluppati maggiormente. Alcune enormi differenze con il libro non lo fanno gustare appieno a chi l'ha letto, anche se il ritmo è veloce, la fotografia pazzesca, gli effetti speciali magnifici e il trucco perfetto. Finale un po' confuso e ripetitivo.

Smoker85 22/09/19 12:20 - 431 commenti

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Muschietti dirige l'atto finale della lotta tra Pennywise e i "Perdenti" per quella che era la parte meno riuscita della vecchia miniserie degli anni Novanta. Budget e progressi nel campo degli effetti speciali hanno consentito una realizzazione sicuramente più dignitosa del conflitto conclusivo, sebbene forse ci si aspettasse qualcosa in più. Skarsgård ha maggior spazio per dare una minima caratterizzazione al mostro, ma resta di gran lunga meno carismatico del buon vecchio Curry. Cast discreto, bene soprattutto la Chastain.

Daniela 27/11/19 04:17 - 11075 commenti

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Come accadeva nel romanzo, la parte "adulta" della storia è meno convincente di quella in cui ad affrontare il clown malvagio era una banda di ragazzini, per effetto di una struttura del racconto ripetitiva, dei troppi flashback talvolta superflui e di un epilogo interminabile che porta la durata a sfondare le 2 ore e mezzo. Anche per quanto riguarda le creature malefiche, l'impatto del secondo capitolo è minore in termini di orrore e ribrezzo nonostante la CG resti di ottimo livello. Se a questo si aggiungono prestazioni del cast altalenanti, ecco un film che arriva a fatica alla sufficienza.

Redeyes 9/12/19 14:56 - 2276 commenti

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Dopo un gradevole intro al luna park inizia il nostro jumpscar(rozzamento) per Derry fra battutine, amori sepolti e ricordi che riaffiorano, più teso al ridicolo che all’orrorifico. Se nella prima parte si sopperiva a questa assenza di terrore grazie ai ragazzini, qui non solo non si riesce a empatizzare coi protagonisti, ma non si prova neppure alcun sentimento per It. Proprio quest’ultimo, protagonista assente quasi quanto l’amica tartaruga kinghiana, non incide e salva la pagnotta unicamente cogli interminabili effetti speciali finali.

Taxius 17/12/19 11:58 - 1651 commenti

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Il secondo capitolo di It ha il grande difetto di essere un horror per ragazzi ed è lo stesso difetto che aveva anche il primo, che però come protagonisti aveva dei bambini e quindi un certo infantilismo ci stava tutto. In questa seconda parte non c'è tensione né brividi ma solo tanta noia; pure la lotta finale è poco convincente. Il cast non è male, ma è troppo fighetto e fa rimpiangere quello della miniserie tv. Esteticamente è notevole, ma il contenuto è solo fumo.

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Mutaforme 13/01/20 10:06 - 400 commenti

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Inevitabilmente meno coinvolgente del primo, il "secondo capitolo" di It lascia poco o nulla allo spettatore ed è destinato al dimenticatoio. Bello visivamente, ma manca la profondità della storia, non riesce a sollecitare sentimenti diversi dalla paura temporanea in qualche scena. Il cast degli adulti non brilla, meglio i bambini. Ben sotto le aspettative.

Piero68 2/11/20 13:52 - 2851 commenti

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Pur senza aver letto il libro, la delusione acquisita per il primo capitolo permane qui anche in misura maggiore. Tanto per cominciare due ore e trequarti sono davvero troppe, ancor più se servono a indugiare su flashback inutili. Sarà anche girato con mestiere e con buoni effetti speciali ma resta comunque una sceneggiatura banale e con poche frecce al suo arco. Terribile poi la storia del rituale e il modo in cui viene sconfitto It. Cast scarsetto e poco incisivo con un McAvoy davvero deludente (ma non è il solo). Insomma, dato il romanzo di partenza il film meritava di più.

Lupus73 4/07/21 15:47 - 1095 commenti

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Bisogna ammettere che a differenza di Shining o Misery non c'è rappresentazione cinematografica che abbia reso veramente giustizia a quest'opera magna di King, né il film tv di Wallace né il doppio mastodonte di Muschietti che qui si conclude. Fotografia e post produzione dell'immagine curatissime e spettacolari, ma il problema della notevole durata è il voler mostrare anche il superfluo in modo troppo dispersivo, rendendo l'opera meno fruibile e troppo ridondante nella sceneggiatura. La cosa migliore è l'enfasi sulla stagione dell'infanzia e le atmosfere vicine a Stand by me.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 3/06/21 16:40
    Controllo di gestione - 7085 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    . Ma quella boiata del vaso indiano, degna di uno scalcinato b movie anni '80
    ...e il vaso hindi non è niente: nessuno ha riso fino a rimescolarsi stomaco intestino pancreas fegato e milza coi biscotti della fortuna? e che dire, ammesso la risarola lo permetta, della vecchiarde in casa di bev? e vogliamo parlare del boscaiolo gigante sputapipistrelli? quante migliaia di batterie di polli fa spanzare il pupazzone che emerge dalla melma dei pozzi neri?

    e via disastrando: lo zombi alla o'bannon, con la differenzona che o'bannon era deliberatamente ironico e qua ci si prende maledettamente sul serio; la testa-cosa à la carpenter, una cgi che ridefinisce l'aggettivo impropobibile, citazioni che fanno rattrappire di imbarazzo (una su tutte: quella di shining quando bev si ritrova catapultata nei bagni della scuola), su fino allo stesso it che ha pari appeal orrorifico del chucky più buontempone. roba che farebbe sentire presi per i fondelli anche gli aventi anni 8. tutte scelte sbagliate in sé e per sé, che scavalcano qualsiasi accostamento col libro.

    sono anch'io con digital, rebis, pumpkh e chi ha malamente sofferto dello iato tra i due blocchi: se muschietti quasi riesce (quasi, eh) a dare un tono da fiaba adulta nella parte coi bambini, fa diventare desolatamente puerile fino all'assolutamente irricevibile quella con gli adulti (chi nel commentarlo l'ha paragonato a una puntata di scooby doo non poteva operare sintesi più centrata). se della serie tv è ottimizzata la perfettibile prima parte, la volontà di rafforzare tutti i difetti della seconda, caricando oltre 90 anche con quelli latenti, col risultato che muschietti si fa odiare anche solo per averci costretto al ravvedimento sul mezzo scempio commesso da lee wallace.

    in sé non è stato sbagliato rendere più epico (larger than book, diciamo) il gran finale, che nel libro era sbrigativo e in wallace di un simbolismo così spicciolo che si vorrebbe morire male. non si eccepisce  nemmeno sui tempi (anzi, su questi un mezzo applauso concediamoglielo: quasi tre ore e non farcene sentire il peso per un minuto, in quanti ci riescono?). sono proprio i modi spielbergari a demotivare. se a muschietti va riconosciuto un certo coraggio nello scansare la pedissequità rispetto alla matrice, va anche rimarcata la sua totale incapacità di rivisitarla senza mai riuscire a evitare di abbracciare il ridicolo più estremo e non lasciarlo più andare. del resto king è king (e it è it), non lo si manipola impunemente senza un minimo di catastrofico effetto boomerang.

    mentre non posso azzardare giudizi usando come metro stranger things, che non ho mai avuto modo e tempo di recuperare, la qual cosa me l'ha probabilmente fatto andar giù per il tubo con qualche spanna di preconcetti e di stroncanti parametri e paragoni in meno.
    e far incontrare stefanone nostro con uno scrittore da lui creato è un gran bel colpo metabiografico, anche facile facile se si vuole, ma che muove a certa simpatia. tolto il quale, però temo che saranno solo le sguaiate risate che mi ha regalato a contrassegnare il memento di questo capitolo che non conclude certo in gloria un pur promettente primo.

    torno da capo: per it ci sarebbe voluta una serie di un paio di stagioni scritta, prima ancor che diretta, da un team coi controcosi grandi come pianeti.

    se nessuno se l'è mai sentita di scommetterci sopra, chiediamocelo, il perché.
    Ultima modifica: 4/06/21 13:05 da Schramm
  • Discussione Rebis • 3/06/21 19:14
    Contatti col mondo - 4326 interventi
    Sì il film è vomitevole e prolassante, ma non sono assolutamente convinto che una maggiore durata coinciderebbe con una maggior fedeltà allo spirito del libro, anzi. Così come molte delle scene che citi come ridicole sono trasposte paro paro dalla pagina scritta. Si è detto molte volte: gli adattamenti letterali da King non funzionano quasi mai (vedi quella sciagura di Garris). È necessario invece un autore che se ne appropri e lo rielabori secondo la sua poetica. La durata non c'entra, credo si possa fare un It terrifico anche solo in 90 minuti.
    Ultima modifica: 3/06/21 19:15 da Rebis
  • Discussione Schramm • 4/06/21 13:00
    Controllo di gestione - 7085 interventi
    >>>ma non sono assolutamente convinto che una maggiore durata coinciderebbe con una maggior fedeltà allo spirito del libro

    stiamo un po' viaggiando su binari paralleli: una delle poche cose che ho trovato vincenti (tra innumerevoli virgolette) è l'aver dilatato passaggi che nel libro erano sbrigativi e imbarazzanti, su tutti lo scontro finale (sarà un caso che l'incapacità di scrivere un buon finale viene così ribambata nel personaggio di bill, sin da fargliela rimproverare allo stesso king?). ma ciò detto, non ne faccio una questione squisitamente comparativa con la fonte cartacea, è stato comunque bravino a rendere così scorrevole quasi tre ore che in altre mani chissà quanto sarebbero state mappazzose.
    del libro non ho una memoria adamantina pagina per pagina, avendolo letto due sole volte (a 15 e 17 anni), ma a occhio m'è parso che in ambedue le parti muschietti si sia concesso una bella selva di licenze e arbitrarietà.
    it in 90'? è una bella sfida, ma se non l'ha mai raccolta nemmeno l'autore migliore (e non ne mancano di audaci e capaci) ci sarà un perché. bello spesso anche. visto così come l'ha acconciato muschietti, a me il pensiero è volato spesso a due opzioni diametralmente opposte: o l'anironica presa di petto del rose di candyman oppure, dovendo proprio buttarla sul fracassone lunaparkaro, ci avrei a quel punto visto bene kostanski, uno che ci avrebbe fatto urlare dagli all'eretico! ma che sicuramente ci avrebbe regalato un it più incisivo, spassoso e memorabile. senza dimenticare che si è dimostrato, con un the void, anche capace di cose più che discretamente temibili...
    poteva comunque andarci assai peggio: immaginiamoci cosa sarebbe stato rimaneggiato, appunto, da un garris...
  • Discussione Rebis • 4/06/21 14:33
    Contatti col mondo - 4326 interventi
    >>> nessuno ha riso fino a rimescolarsi stomaco intestino pancreas fegato e milza coi biscotti della fortuna? e che dire, ammesso la risarola lo permetta, della vecchiarde in casa di bev? e vogliamo parlare del boscaiolo gigante sputapipistrelli? quante migliaia di batterie di polli fa spanzare il pupazzone che emerge dalla melma dei pozzi neri?

    Ecco tutte queste scene sono riprese abbastanza fedelmente dalla pagina. In realtà si è concesso più libertà nella prima parte per quanto riguarda le apparizioni di It. Di Kostanski ho visto solo The Void, che è più carpenteriano e fulciano direi, però come cinema citazionista e cumulatorio funziona. Ovvio che in 90 minuti non immagino un adattamento integrale, ma una parte del libro per il tutto. Chi l'ha detto che il film debba ripercorrere tutto il libro per funzionare? Forse è vero il contrario: allora perché non solo la backstory remota di Derry o solo la parte dedicata agli adolescenti e magari nemmeno tutti?
    Ultima modifica: 4/06/21 14:34 da Rebis
  • Discussione Schramm • 4/06/21 16:12
    Controllo di gestione - 7085 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Di Kostanski ho visto solo The Void, che è più carpenteriano e fulciano direi, però come cinema citazionista e cumulatorio funziona. 
    urka la mazurka! a questo punto ti raccomanderei il recupero di father's day e pg psycho goreman e non solo per meglio capire cosa intendo quando dico che sarebbe stato l'opzione ideale per portare a conseguenze davvero estreme la cialtrona buffoneria baracconesca cui ha fatto ricorso (abuso) muschietti, riconfigurandola e portando fresche ventate di bora al cosa e al come, ma anche perché sono opere che ti fanno rotolare come un kebab cui è impazzito lo spiedo dalle risa (oltre che cose sciroccatissime che non sospetteresti mai da chi ha escogitato the void). anche se si tratta di un umorismo troppo sbroccato, che sospetto non essere il tuo pomeridiano bricco di ciobar... però un it riprocessato in quel survoltatissimo modo, beh io ci metterei la firma con tutto il mio sangue..!!

    si, anche una sorta di spin off o un prequel non sarebbero male. anzi probabilmente si sforna qualcosa di più potente così che non sommando wallace e muschietti.

    ma di nuovo, ci vorrebbe qualcuno in sede di scrittura a cui fumano emisferi cerebrali e qualcosa più in basso... purtroppo ai più delusi che proprio non vogliono saperne del libro non resta che fare tre passi indietro con tanti auguri da parte di wallace...


    Ultima modifica: 4/06/21 16:17 da Schramm
  • Discussione Raremirko • 5/06/21 21:16
    Addetto riparazione hardware - 3806 interventi
    A me gli effetti speciali non mi son sembrati così scarsi...

    Sul discorso durata mi avete messo in difficoltà: il libro è molto lungo, non so come verrebbe più lungo di 3 ore o addirittura dimezzato a 90 minuti...

    Comunque il fulcro del discorso è per me il budget a disposizione (come per L'ombra dello scorpione di Garris): il film di Muschietti ha a disposizione più soldi rispetto a Lee Wallace (che comunque era meno bambinesco nell'approccio) e la differenza c'è.

    Nessuna delle due versioni mi è sembrata brutta; King è difficile da trasporre on screen (e lo stesso scrittore è spesso stato deluso dai film tratti dai libri) e ogni regista ci mette del suo, cosa di sicuro interessante.



  • Discussione Schramm • 5/06/21 22:00
    Controllo di gestione - 7085 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    A me gli effetti speciali non mi son sembrati così scarsi...
    scarsi no, ma sono proprio ridicole a busso le bamboccesche soluzioni figurative da tunnel degli orrori anni 80 da questi veicolate. se intendevano fare paura, non mi risulta di averne mai avuta. anche perché ero troppo occupato a ridere. non torno sulle cesure che ci sono rispetto al libro perché è un discorso che rischia di protrarsi per una decina di pagine. personalmente, fin quando è stato possibile, ho cercato di fingere di non averlo mai letto. la qual cosa è stata proficua nella prima parte quanto ugualmente rovinosa in questa seconda che secondo me funziona solo quanto a gestione della scansione ritmica. una cosa è certa, nel rileggere la totalità delle discussioni mi è rimontata la voglia di recuperare stranger things.
    Ultima modifica: 5/06/21 22:29 da Schramm
  • Discussione Raremirko • 5/06/21 22:17
    Addetto riparazione hardware - 3806 interventi
    E a me mi è quasi tornata la voglia di rileggere il libro; ci starebbe bene pure una bella graphic novel imho, come successe per La torre nera!

    Il tutto va comunque contestualizzato; essendo per lo più un'opera sull'infanzia, ci sta che certi effetti/effettacci si rivolgano a target giovanili.

    Comunque capisco ciò che volete dire.
  • Discussione Schramm • 5/06/21 22:28
    Controllo di gestione - 7085 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    essendo per lo più un'opera sull'infanzia, ci sta che certi effetti/effettacci si rivolgano a target giovanili.
    è invece il 2 + 2 più sbagliato che si possa fare quando si parla di infanzia. king poi diventa di una profondità quasi insondabile quando tocca quelle corde. e vederlo messo in pari con l'equazione "per l'infanzia = coté puerile e giovanilistico" no, proprio no grazie.

  • Discussione Raremirko • 7/06/21 19:38
    Addetto riparazione hardware - 3806 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    essendo per lo più un'opera sull'infanzia, ci sta che certi effetti/effettacci si rivolgano a target giovanili.
    è invece il 2 + 2 più sbagliato che si possa fare quando si parla di infanzia. king poi diventa di una profondità quasi insondabile quando tocca quelle corde. e vederlo messo in pari con l'equazione "per l'infanzia = coté puerile e giovanilistico" no, proprio no grazie.

    Mi son spiegato molto male schramm, scusa, intendevo una ocsa un pò diversa, che comunque non ha molto senso specificare visto che la tua argomentazione l'ho capita molto bene.

    Comunque ci sta la tua uscita su un It televisivo in stagioni.