Io, Daniel Blake - Film (2016)

Io, Daniel Blake
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Titolo originale: I, Daniel Blake
Anno: 2016
Genere: drammatico (colore)
Regia: Ken Loach
Note: Palma d'Oro al festival di Cannes 2016.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/09/16 DAL BENEMERITO REBIS
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Rebis 1/09/16 16:57 - 2202 commenti

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L'efficiente amministrazione dello stato sociale inglese devasta l'esistenza di un falegname di Newcastle... Ken Loach ci agguanta con un dialogo beckettiano recitato nello schermo buio, e non ci molla più. Dai toni caustici e kafkiani dell'incipit che macellano il welfare con inoppugnabile senso critico, precipitiamo in un imbuto chiuso nel quale nessuna obiezione è concessa, solo pietas per un'umanità che soccombe alle istituzioni senza possibilità di dialogo. Più che vero, reale: si astengano i sostenitori di un cinema che non può rinunciare a margini di evasione. Dave Johns da applausi.

Lou 23/10/16 00:22 - 1087 commenti

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Daniel Black, un cittadino di Newcastle, "niente di più, niente di meno", a sessant'anni e dopo una vita di onesto lavoro come falegname è costretto a umiliarsi nei meandri della burocrazia statale, tra indennità di malattia non concessa e sussidio di disoccupazione. Ken Loach ci ha già abituati a tante storie di denuncia e cruda realtà sociale, ma qui colpisce duro, commuove ed emoziona con un personaggio giusto, attento, che non si arrende e non accetta di perdere rispetto per se stesso, ottimamente interpretato da Dave Johns. Roba forte.

Myvincent 24/10/16 07:54 - 3303 commenti

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Se una prima parte sembra quasi "giornalistica", raccontando delle enormi difficoltà di un uomo maturo reso inabile al lavoro per un infarto, la seconda si sviluppa accorata descrivendo, con personaggi reali e gesti diretti, quella categoria di persone (sempre più numerosa) caduta in rovina e ai limiti della povertà. Uno schiaffo "sociale" e un'occasione per tutti e senza artifizi di riflettere sui bisognosi invisibili di oggi. Palma d'oro meritatissima.
MEMORABILE: La scena indimenticabile nella cosiddetta banca del cibo.

Xamini 30/10/16 19:11 - 1145 commenti

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Su un'ottima interpretazione di Dave Johns e una voce italiana che ne sottolinea ed esalta il carattere ironico sin dal primo dialogo (a schermo nero), Ken Loach racconta ancora la sua umanità ai margini, le sofferenze di persone in difficoltà nello scontro con il pachiderma burocratico. Una vicenda dai tratti e dagli snodi prevedibili ma non per questo meno efficace e intensa. Ottima anche Hayley Squires.
MEMORABILE: La scena alla banca del cibo

Cotola 7/11/16 22:56 - 8443 commenti

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Film di indubbia efficacia e con grande capacità di coinvolgere, indignare, commuovere: insomma di emozionare, cosa che accade sempre più di rado al cinema. E' anche lucido e capace di portare avanti la sua tesi, dimostrando l'iniquità e la follia di un sistema umiliante che spesso è ben lungi dall'aiutare chi ne ha bisogno. Eppure certe scelte mi sono apparse troppo forzate (il destino della donna, che ci può stare per carità) ed eccessivamente melodrammatiche e forse un po' gratuite come nella scena della banca del cibo. Ma vale la visione, eccome se la vale.
MEMORABILE: Il grottesco dialogo iniziale sullo sfondo nero.

Saintgifts 23/11/16 12:21 - 4098 commenti

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Non so se può consolare il "mal comune mezzo gaudio" ma Loach, ottantenne regista figlio di operai, nel mostrarci una situazione per niente rara di come sia gestito il welfare britannico, getta un sasso nello stagno Europa per muovere le acque di un sistema disumanizzato e che non tollera debolezze. A Dan (Dave Johns) affianca anche una giovane madre di due bambini per completare un quadro che non risparmia nessuno. Freddo e triste, Loach gira con apparente semplicità e lascia concludere al falegname stesso, né più né meno di un cittadino.
MEMORABILE: Il successo sulla gente della strada che Daniel ottiene quando scrive la sua protesta sui muri.

Kinodrop 7/04/17 17:25 - 2360 commenti

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Daniel, malato per i medici ma sano per la burocrazia inglese, non può né lavorare né ottenere un sussidio di disoccupazione; stretto da questo doppio vincolo, sperimenterà tutte le tappe dell'impotenza e dell'umiliazione di fronte alla negazione dei diritti basilari. Loach non perde mai di vista il tragico e il grottesco retaggio della macchina della "new economy" disseminato di ingiustizie e indifferenza. Johns e Squires impersonano perfettamente la situazione di due creature piegate dalle circostanze ma non vinte e integre nella loro dignità.
MEMORABILE: Le assurde clausole della burocrazia; La generosa personalità di Daniel; La scena nella banca del cibo; La "memoria difensiva" di Daniel.

Galbo 24/04/17 05:48 - 11932 commenti

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All'età di 80 anni, Ken Loach firma uno dei suoi film più belli, veri ed emozionanti. Una storia impregnata di amarezza, doloroso realismo ma anche di profonda umanità e dignità. I personaggi sono tra i più belli tra quelli proposti dal cinema contemporaneo, protagonisti di una vicenda di pastoie burocratiche e di progressiva caduta nell'abisso della disperazione. Eppure nonostante il pessimismo di fondo si tiene accesa la fiaccola della speranza che sta nella dignità dell'uomo e del cittadino. Da vedere.

Decimamusa 26/04/17 10:02 - 99 commenti

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Da una parte la macchina oppressiva della burocrazia, sostenuta dall'informatizzazione, che dovrebbe snellirla ma che in realtà la rende più astrusa. Dall'altra i diritti della persona, che rivendica la sua inalienabile dose di umanità. Ken Loach punge ancora, con un film didascalico in alcuni passaggi ma tenero e potente, ben calibrato fra ambiente e vicende umane, con attori magistralmente diretti. Sembra non esserci più spazio per le lotte sociali: solo il cemento della solidarietà può essere irriducibile baluardo per poter dire almeno "io".
MEMORABILE: Katie a Daniel, che la sorprende in una casa d'appuntamenti: "E non mostrarmi più affetto... perché mi manda in frantumi".

Paulaster 3/05/17 11:08 - 3763 commenti

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Rappresentazione di come un uomo che cerca il sussidio venga pian piano osteggiato da coloro che lo dovrebbero aiutare. Realismo senza melodrammi o violenza, dove si dà attenzione al singolo e alla solidarietà tra simili. Ogni tanto la tensione viene smorzata con punte di commozione ma si mantiene la storia in equilibrio (eccezion fatta per la scena della fame atavica, manco fossimo in Primo amore di Garrone). Conclusione che fa da riassunto (avrei preferito fosse più simbolica).
MEMORABILE: L'uomo insulta il proprietario del cane stando al telefono.

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Capannelle 14/05/17 00:27 - 4105 commenti

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Atto di denuncia spietato nella sua efficacia narrativa contro il sistema di protezione sociale inglese che poco protegge e, causa avvento di digitalizzazione e consulenti esterni, ancor meno assiste. Alcuni passaggi fanno veramente riflettere anche se non si può pensare di trovare facili soluzioni vista la crisi del welfare a molte latitudini. Johns e doppiaggio reggono bene l'intero film, manca qualcosa nel finale dove Loach non ha voluto abbandonarsi a troppa enfasi.

Daniela 17/05/17 22:22 - 11775 commenti

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Ken Loach è vivo e lotta insieme a noi. Lo dimostra con questo film in cui, dopo alcune prove più opache e concilianti, torna ai temi a lui più cari: il carpentiere Daniel Blake è parente stretto di Stevie, di Joe Kavanagh e degli altri proletari/disoccupati del suo cinema migliore. Il film raggiunge il suo scopo, facendo indignare per le umiliazioni a cui gli apparati sottopongono gli "emarginati" in senso lato della globalizzazione. Talvolta però dà l'impressione di caricare un poco troppo le tinte, in un repetita juvant non necessario che finisce paradossalmente per renderlo meno efficace.
MEMORABILE: Lo scambio di battute iniziale a schermo nero fra Daniel e l'operatrice

Giùan 23/05/17 10:53 - 3855 commenti

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Lascia esterrefatti e ammirevolmente sorpresi la caparbietà del cinema di Loach, la sua capacità ontogenetica di coinvolgere pur partendo dal pregiudizio di non voler cadere nella sua tessutissima trama narrativa. E invece eccoci ancora una volta intrappolati dallo script "dimostrativo" del fidato Laverty e dall'umanesimo cinematografico del "rosso" Ken, in grado (di nuovo) di dar vita e parola a personaggi talmente veri da risultar iperreali. Così Dave Johns resterà per noi sempre Daniel Blake, ma antropologicamente bravissimi anche Squires e Sikazwe.

Nando 12/05/18 00:55 - 3670 commenti

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Il classico spaccato inglese proletario realizzato dal maestro Loach: qui si osserva la vergognosa burocrazia e il coraggio di un lavoratore bistrattato. Una pellicola altamente veritiera che suscita emozioni ma soprattutto genera riflessioni che conducono a pensare che l'Inghilterra non sia qual paese di Bengodi... Appropriati gli interpreti e finale poco speranzoso.

Jandileida 27/05/18 20:25 - 1416 commenti

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La solita, necessaria, sonda lanciata dall'immarcescibile Ken all'interno di quella grande latrina in cui si sta irreversibilmente tramutando il capitalismo. Stavolta vengono prese di mira le inutili lungaggini burocratiche, che spesso si tramutano in angherie, con cui viene vessato un malato di cuore impossibilitato a lavorare. Lo stile è quello che tutti ormai ben conosciamo, la solidarietà tra ultimi è l'abituale ultimo appiglio e stavolta è Johns a diventare mirabilmente l'eroe minore al centro della pellicola. Irriducibile.

Pinhead80 9/08/18 16:11 - 4334 commenti

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Ken Loach non finisce mai di stupire soprattutto quando si tratta di mostrare da vicino il mondo della gente comune che lotta giorno dopo giorno per sopravvivere. Il cinema politico è questo. Quello che racconta di come la gente non riesce a trovare un tozzo di pane da mettere in bocca, rimbalzato da uno sportello all'altro dei servizi sociali. A fare la differenza come sempre è il cuore. Solo aiutandosi a vicenda e con onestà le persone possono trovare uno spiraglio di umanità in un mondo confuso e spietato.

Enzus79 4/02/20 22:51 - 2392 commenti

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Storia di Daniel Blake: rimasto disoccupato dopo un infarto dovrà affrontare la spietata burocrazia inglese. Ken Loach affronta, come forse solo lui sa fare, le problematiche della classe proletaria inglese con un realismo che non cade mai nell'ipocrisia. Non mancano scene che si potrebbero definire come il classico "pugno allo stomaco". Giustamente premiato a Cannes con la Palma d'oro.

Hackett 21/01/20 18:28 - 1836 commenti

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Ancora una volta il rigore di Loach si sposa con la capacità di raccontare piccole storie contemporanee con delicatezza e affetto e punta lo sguardo nella difficile situazione di tanti lavoratori intrappolati, in età quasi pensionabile, in una ragnatela burocratica di difficile comprensione e inespugnabile per chi ha poca conoscenza informatica. Umorismo e tanta umanità regalano al protagonista, Daniel Blake, un posto memorabile tra i personaggi della notevole filmografia dell'autore.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 1/09/16 17:33
    Pianificazione e progetti - 46224 interventi
    Ma questo è uscito adesso al cinema, Rebis? Non trovo locandina italiana, nella lista dei film al cinema non c'è...
  • Discussione Rebis • 1/09/16 19:33
    Compilatore d’emergenza - 4341 interventi
    Hai ragione Zender, l'ho visto al cinema a Bologna, ma era un'anteprima in lingua originale con sub ita infatti...
  • Discussione Zender • 2/09/16 07:40
    Pianificazione e progetti - 46224 interventi
    Ok, ne approfitto allora per ricordare come funziona: la dicitura "al cinema" va utilizzata solo se la versione italiana del film è in sala. Cioè non se era in sala due mesi fa o se si è vista un'anteprima a un festival.
  • Discussione Rebis • 24/10/16 22:43
    Compilatore d’emergenza - 4341 interventi
    È al cinema!