Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Nel riprendere in mano il celebre "caso Lavorini", che nel gennaio del 1969 scosse l'Italia anche perché per la prma volta la vittima di un sequestro era un bambino (il dodicenne Ermanno Lavorini, per l'appunto), Silverio Blasi sposta l'azione da Viareggio alla provincia romana. Scrive e dirige tre puntate di un'ora ciascuna che hanno il compito di riportare con decisa fedeltà l'accaduto, anche nelle sue soluzioni successive. Il punto di partenza è ovviamente la scomparsa del piccolo Massimo, figlio di un ricco mobiliere (Onorato) che vive con la sorella (Savagnone) della moglie defunta, affezionatissima al bambino. Non passa molto prima che qualcuno...Leggi tutto telefoni chiedendo un riscatto di 75 milioni mettendo tutti in allarme. La polizia (nonostante le minacce in tal senso) viene subito avvisata e il commissario Longo (Mori) si occupa delle indagini cercando di capire cosa possa essere realmente accaduto nella pineta di Marina di Marinella dove è avvenuta la scomparsa. Si interrogano i coetanei del piccolo Massimo e nel frattempo si attendono le istruzioni di chi dovrà dire dove recuperare il piccolo una volta ottenuto il riscatto. E' curioso però scoprire come il primo colpo di scena arrivi già alla fine della prima puntata lasciando con il dubbio su come la storia possa proseguire. I personaggi coinvolti nelle indagini sono molti e - forse il maggior difetto dello sceneggiato - tendono a comparire in scena dal nulla, come quasi si dovesse conoscerle quando invece non si sono mai viste prima. La cosa crea una certa confusione nella linea narrativa lasciando sulle prime più di un interrogativo aperto. Poi, compiendo un certo sforzo che permetta di collegare il tutto, la storia si ricompone e scopriamo come si sia fatta attenzione a citare parzialmente anche tutto ciò che ruotò intorno alla celebre scomparsa (compresa, ad esempio, la citata canzone di Claudio Trincale in tema). Lo stuolo di attori impiegati conta nomi notevoli (e molti doppiatori sul set) ma funziona soprattutto negli adulti. Lasciano invece piuttosto a desiderare i ragazzi, che nelle due figure principali schierano i due fratelli Ward: Luca è "il marsigliese" mentre Andrea, più presente, è il giovane meccanico che sicuramente sa molto più di quello che dice e che era presente in pineta quando Massimo scomparve. Buone le prove di Onorato, Guerrini (il padre del ragazzino amico di Massimo), Mori e Interlenghi (il giudice), mentre sembrano decisamente un riempitivo le figure dei due giornalisti che seguono la vicenda. Nel ruolo del professor Pucci c'è anche lo stesso regista Blasi, che in qualità di regista non pare particolarmente ispirato. Si nota anche una sciatteria piuttosto pronunciata nelle scenografie (mal servite da una fotografia assai povera) ma la storia, con le sue inattese diramazioni, il ribaltamento improvviso nella soluzione, l'inserimento di diverse chiavi di lettura e di ramificazioni che si allargano fino a comprendere pedofilia, omosessualità, suicidio, permette di essere seguita con interesse fino all'ultima scena. E se anche l'atmosfera da "mare in inverno" non si respira granché a causa dell'ampia predominanza di interni, gli interrogatori sono condotti con perizia e impostati correttamente, degna prosecuzione del lavoro che si svolgeva con successo nei vecchi sceneggiati gialli in bianco e nero, in cui l'assenza di colore copriva in parte lo squallore dato dai colori slavati.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/06/13 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/12/21
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Markus 24/06/13 12:57 - 3705 commenti

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Lo sceneggiato di Blasi è tratto dal “caso Lavorini” (un fattaccio di cronaca nera avvenuto nel ‘69 a Viareggio che riempì le pagine dei giornali dell’epoca). Descrive a sommi capi l’accaduto per abbozzare la più classica delle indagini negli usuali standard dello sceneggiato d’antan. Ambienti spogli e pessima fotografia sono ampiamente compensati da una recitazione magistrale degli attori tutti, la cui estrazione teatrale non lascia incertezze ma solo il rimpianto di una professionalità oggi insperabile.

Nicola81 28/12/13 12:57 - 2897 commenti

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Anello di congiunzione tra gli sceneggiati vecchio stampo e le moderne fiction: dei primi ha la ristrettezza della messa in scena e la notevole bravura degli interpreti, delle seconde l'ispirazione a fatti reali (l'omicidio del piccolo Ermanno Lavorini) e il ritmo sostenuto. Tesa e angosciante la prima puntata, in cui ancora predomina l'incertezza sulla sorte del ragazzino, poi inizia un groviglio di false accuse, confessioni e ritrattazioni che, oltre agli inquirenti, rischia di confondere anche lo spettatore. Discrete le musiche di Nicolai.
MEMORABILE: Tutta la prima puntata; Il finale.

Homesick 5/12/16 08:22 - 5737 commenti

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Regia condotta di fino, perché Blasi, seguendo i migliori esempi della fiction del decennio precedente, costruisce il racconto su indagini poliziesche e interrogatori su fatti oscuri e scabrosi che si susseguono ininterrotti e rendono fluido lo svolgimento - quasi sempre in luoghi chiusi - supplendo del tutto ad una azione di fatto assente. Il merito del regista va spartito equamente con quello dell'intero cast, eccellente e serissimo sia nei ruoli di primo piano (Mori, Onorato, Savagnone, Interlenghi) che nelle piccole parti (Fassetta, Basile, Spitaleri, Pellegrino, Savo).
MEMORABILE: Come alibi, Andrea Ward dice di aver visto al cinema due volte il western Una pistola per cento bare.

Myvincent 10/05/21 07:53 - 3797 commenti

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Ispirato a un tragico fatto di cronaca degli anni '60, il film prova a ripercorrerne il clima, oltre che la storia, fatto di false piste, delazioni, bugie. Un bambino viene rapito e dopo poco trovato seppellito nella pineta di Viareggio. Si aprono molte piste, si scoperchiano le bare dei vizi di una cittadina di provincia dove i sussurri sono un vento gelido che può uccidere. Più che un giallo, un film-denuncia sulla società di quegli anni e la politica assassina di allora. Cast eccellente, fra cui primeggiano grandi protagonisti del doppiaggio Italiano.

Alex75 8/06/21 18:50 - 888 commenti

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Da un fatto di cronaca (il caso Lavorini) Blasi trae uno sceneggiato centrato su un “delitto di paese”, in cui i tempi dilatati ben rendono le difficoltà di ricostruzione della verità, tra depistaggi, false testimonianze, diffamazioni, giornalisti in cerca dello “scoop” e personaggi squallidi con moventi degni di loro. La fotografia sporca enfatizza la miseria morale che cova sotto la piattezza e il perbenismo della provincia. Gli attori, in prevalenza doppiatori o di estrazione teatrale, mostrano un’encomiabile (e purtroppo oggi rara) professionalità, anche nei ruoli minori.
MEMORABILE: La collezione di pacchetti di sigarette; La triste parabola di Almini; Il finale.

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  • Discussione Markus • 25/06/13 16:50
    Scrivano - 4776 interventi
    Dopo le recenti visioni di ASTUZIA PER ASTUZIA e TURNO DI NOTTE, ecco un ennesimo sceneggiato a tema investigativo/poliziesco a colori e d’ambientazione nell'anno del girato (come “nevrastenicamente” e notoriamente piace a me). L’interprete principale è il bravissimo Renato Mori, un attore spesso relegato a “caratterista”, in realtà, e questa è la dimostrazione, capace di interpretare senza inutili orpelli un semplice ispettore di polizia serio, paziente e perspicace. Altre presenze di mio gradimento sono “la voce di Bud Spencer” Glauco Onorato (senza baffi), l’avatiano Cesare Barbetti (mamma mia che attore magnifico… e che voce!), oltre che una giovane e allora castana Marina Tagliaferri (nota ai più giovani per il ruolo di Giulia Poggi ne “Un posto al sole”).
  • Discussione Zender • 25/06/13 16:55
    Capo scrivano - 2 interventi
    Certo che il logo è terribilmente vintage... anche per i colori... già dice molto :)
    Noto che in questi sceneggiati Anni Ottanta amavano recuperare i doppiatori come attori. Vernell... Amendola sr. lo si è visto quasi solo in questo tipo di produzioni.
  • Discussione Markus • 25/06/13 16:59
    Scrivano - 4776 interventi
    Nel primo episodio c'è una piccola parte per Susanna Fassetta, allora una ragazzina molto carina attiva soprattutto per il doppiaggio di cartoni animati e film (da ricordare la voce di Sophie Marceau ne Il tempo delle mele e Il tempo delle mele 2). Partecipò in veste di attrice anche a qualche film, tra cui ricordo Storie di vita e malavita, Pierino contro tutti e Giggi il bullo.
  • Discussione Dusso • 25/06/13 17:10
    Archivista in seconda - 1861 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Certo che il logo è terribilmente vintage... anche per i colori... già dice molto :)
    Noto che in questi sceneggiati Anni Ottanta amavano recuperare i doppiatori come attori. Vernell... Amendola sr. lo si è visto quasi solo in questo tipo di produzioni.


    Logo? intendi la "locandina" qui sul Davinotti?
  • Discussione Markus • 25/06/13 17:10
    Scrivano - 4776 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Certo che il logo è terribilmente vintage... anche per i colori... già dice molto :)
    Noto che in questi sceneggiati Anni Ottanta amavano recuperare i doppiatori come attori. Vernell... Amendola sr. lo si è visto quasi solo in questo tipo di produzioni.


    Assolutamente! Un trionfo di "belle voci" al servizio di questo sceneggiato girato nel 1981 e andato in onda nei primi mesi del 1982. Un piacere da ascoltare!
  • Discussione Zender • 28/06/13 14:37
    Capo scrivano - 2 interventi
    Sì Dusso, intendo il titolo, con questi caratteri semplici semplici su colore sbiadito...
  • Discussione Daidae • 11/09/19 01:12
    Compilatore d’emergenza - 1357 interventi
    Nel terzo episodio fa un cameo l'attrice Maria Tedeschi, è una delle donne durante il riconoscimento.
  • Discussione Alex75 • 1/09/21 14:17
    Call center Davinotti - 709 interventi
    Nel cast c'è anche Orso Maria Guerrini. Suggerisco di aggiungerlo, dato che interpreta un ruolo di rilievo, anche se compare solo dalla seconda puntata.
  • Musiche Alex75 • 1/09/21 14:21
    Call center Davinotti - 709 interventi
    In una scena della prima puntata, mentre la giornalista Virginia Lupi (Laura Tavanti) e l'amico fotoreporter dialogano in una stanza d'albergo, si può sentire in sottofondo la canzone Follow Me Hometratta dall'album Communiqué dei Dire Straits (1979).
    Ultima modifica: 1/09/21 16:33 da Zender