Inciso nelle ossa

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Legado en los huesos
Anno: 2019
Genere: thriller (colore)
Note: Seguito di "Il guardiano invisibile" (2017) e secondo tassello della trilogia ispirata ai romanzi della scrittrice spagnola Dolores Redondo.
Numero commenti presenti: 5
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Per la sua seconda avventura (di tre) l'agente Amaia Salazar (cui continua a dare il volto Marta Etura) si trova a indagare sulla profanazione di una chiesa, dove vengono ritrovati scheletri di neonati uccisi e di donne. I cadaveri più freschi si moltiplicano fin da subito: sono tutti mutilati a un braccio e, indizio forse ancor più importante, recano con sé un foglio con un messaggio per Amaia. Un nome, per la precisione: "Tartalo" (in spagnolo Tarttalo), cupa figura della mitologia basca che mangiava i bambini. Le cose sono collegate? Naturalmente tutto è collegato; pure al numero uno, in cui quel nome compariva già nelle ultime scene. Il progetto è ambizioso ma la...Leggi tutto carne al fuoco è davvero troppa, così come i nomi da mandare a mente: il rischio è di perdere per strada più di un indizio chiave. Molto più che nel capitolo precedente, in cui le cose rientravano all'interno di un thriller che non disdegnava di guardare al sovrannaturale. Accade anche qui, ma non esiste più la figura enigmatica di un "guardiano" a rendere misteriosa la vicenda; si preferisce semmai agganciarsi alle streghe (il prologo è ambientato nel 1611), a sette e riti oscuri. L'impianto resta comunque quello del thriller, solo marginalmente contaminato da elementi legati all'horror più classico, nonostante le apparenze. Tutto o quasi ha una spiegazione molto terrena; persino il ritrovamento, in una caverna, dello scheletro di una bimba che ha l'identico DNA di Amaia. La famiglia riveste un'importanza centrale, nella storia: la protagonista partorisce il figlio che già aspettava nel GUARDIANO INVISIBILE mentre sua madre, ricoverata in ospedale, fa a fette con un bisturi un inserviente lasciando pure lei sul pavimento l'inquietante nome scritto col sangue: Tarttalo. Padre Sarasola (Arias) internerà la donna nella propria clinica privata, Amaia continuerà a dividersi tra lavoro e poppate, col suo amato James (Northover) confinato a figurina di nessuna utilità (oltretutto costretto ai sottotitoli, parlando in inglese e non in spagnolo) e la vecchia zia a dare una mano. Ciò di cui però prima di tutto si avverte la mancanza rispetto al precedente capitolo sono le splendide location che ne avevano saputo meravigliosamente valorizzare gli esterni. Dagli intensi toni azzurri di allora si passa a un rosso/arancio (meno d'impatto) che spesso domina la scena senza che si riescano più a inquadrare paesaggi e scorci altrettanto suggestivi. La recitazione ad ogni modo resta valida (non solo da parte della Etura, convincente quando tira fuori gli attributi) e se si decide di prestare particolare attenzione allo sviluppo della storia e ai nomi dei personaggi si può apprezzare la complessità dell'intreccio, la voglia di ricamare intorno al filo conduttore arricchendo la vicenda di particolari che ne amplino la portata. Purtroppo la regia di Fernando González Molina fatica a organizzare il tutto a dovere e il film in più punti arranca, anche a causa della solita durata eccessiva. Certi modesti interludi familiari si potevano evitare e i flashback non sembrano ricostruiti accuratamente come ci si aspetterebbe. Insomma, la singolarità del numero uno si perde quasi completamente e quel che resta è un thriller come tanti, per fortuna meno esagitato di certe produzioni americane in tema ma anche piuttosto anonimo e incolore. Ambizioso, ben confezionato, si avventura lungo strade meno battute rispetto al precedente ma inciampa in divagazioni superflue e una colpevole fumosità.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/04/20 DAL BENEMERITO ANTHONYVM POI DAVINOTTATO IL GIORNO 25/04/20
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Anthonyvm 17/04/20 19:15 - 1944 commenti

I gusti di Anthonyvm

Dopo Il guardiano invisibile continuano le indagini della Salazar e la vicenda si tinge sempre più di sovrannaturale. Siamo dalle parti di Seven, fra cadaveri mutilati, strani riti antichi di secoli e complotti quasi polanskiani. Molina non sembra a suo agio con la materia para-orrorifica e il film risulta verboso, lo script eccessivamente arzigogolato e il finale inconcludente. Come spesso accade nelle trilogie, questo secondo capitolo lascia aperti troppi interrogativi e non soddisfa. L'intensità di un paio di sequenze non è sufficiente.
MEMORABILE: La madre della protagonista le sorride da dietro il vetro della clinica (da brividi); L'alluvione nella tranche conclusiva; Il finale nella grotta.

Ira72 4/05/20 23:09 - 944 commenti

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Piuttosto caotico. Eccessivi gli intrecci, i personaggi e i nomi da ricordare. Troppi flashback che si confondono ai sogni, alle visioni e alla realtà. Il tutto in un paesaggio monotono e monocolore in cui la pioggia incessante si trasforma in un fiume in piena che tutto inonda. Case, grotte, ospedali, sanatori, chiese. Troppi anche i luoghi dove si accavallano i continui colpi di scena. Insomma, a fine visione si è quasi frastornati. Comunque. Il ritmo c’è e anche gli interpreti non sono male. Inferiore al primo capitolo, ma tutto sommato potabile.

Nicola81 28/07/20 19:57 - 1957 commenti

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La formula è sempre quella de Il guardiano invisibile, con una serie di omicidi legati ad antiche tradizioni locali e soprattutto al traumatico passato della protagonista, ma almeno nella prima parte si avverte una maggiore originalità e la tensione e il clima di mistero che aleggiano sono quelli giusti. L'ultima parte deraglia eccessivamente, ma il finale non poteva essere differente, in attesa del terzo capitolo. Non sarà un capolavoro, ma film del genere in Italia ormai possiamo solo sognarceli. Sempre buone la confezione e la prova di una brava Marta Etura.
MEMORABILE: L'inizio; La madre che sorride dietro il vetro della clinica; Il finale.

Minitina80 6/08/20 16:38 - 2344 commenti

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Intrigante pellicola spagnola che mescola il romanzo nero con la letteratura fantastica, non dimenticando di farci conoscere elementi della mitologia basca come Tarttalo, una creatura simile a un ciclope dedita a massacrare le sue vittime. Soddisfacente il livello di tensione che riesce a instillare, bilanciando con sapienza le indagini, gli sviluppi della vicenda e i colpi di scena. Peccato che il prologo stregonesco ambientato nel Seicento non abbia poi particolari richiami perché avrebbe aumentato quell’aura sinistra che non dispiace mai.

Tarabas 23/08/20 17:48 - 1703 commenti

I gusti di Tarabas

L'inspectora Salazar torna nel Baztàn per investigare su altri delitti dai contorni sempre più oscuri e inquietanti, che sembrano legati a quelli della precedente indagine e soprattutto al suo passato familiare. Fermi restando i lati positivi già presenti nel primo episodio, la storia comincia a diventare faticosa e inutilmente complicata. Gli sceneggiatori fanno ampio uso del paranormale (solo suggerito, abilmente, nel primo capitolo) quando serve una svolta. Diventa centrale il personaggio della madre di Amaia, un incrocio tra Lecter e il dr. Mabuse, di rara inverosimiglianza.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Digital • 18/04/20 14:59
    Segretario - 3036 interventi
    Chiedo a ANTHONYVM: ma è vero che ci sono più di cento battute prive di doppiaggio italiano? Mi viene il dubbio che Netflix abbia messo a disposizione un film con il doppiaggio incompleto (forse a causa del virus?). Anche nel recente Angel of Mine ci sono (fortunatamente) poche battute (circa dieci) non coperte dal doppiaggio italiano.
  • Discussione Anthonyvm • 18/04/20 15:35
    Formatore stagisti - 327 interventi
    Ciao, Digital! Sì, è vero che alcune battute sono lasciate in lingua originale con sottotitoli, ma non dipende dal virus: il marito e il mentore della protagonista sono americani, quindi la Etura si rivolge a loro in inglese (questo anche nella versione originale spagnola). Semplice questione di script, quindi.
  • Discussione Digital • 18/04/20 15:49
    Segretario - 3036 interventi
    Anthonyvm ebbe a dire:
    Ciao, Digital! Sì, è vero che alcune battute sono lasciate in lingua originale con sottotitoli, ma non dipende dal virus: il marito e il mentore della protagonista sono americani, quindi la Etura si rivolge a loro in inglese (questo anche nella versione originale spagnola). Semplice questione di script, quindi.
    Ho capito, grazie per la risposta!