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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/01/19 DAL BENEMERITO MYVINCENT
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Myvincent 8/01/19 08:48 - 3050 commenti

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In una Napoli assente, ma presente nel suo degrado totale fatto di discariche, pozzanghere, plastica, baracche e prostituzione, c'è chi semina una speranza e caparbiamente lotta per dare un senso a un futuro che sembra impossibile. De Angelis si rifà ai più bravi registi italiani contemporanei, Garrone e Sorrentino in primis, contaminando un'opera che affonda in profondità, descrivendo e sbattendoci in faccia tutta la "grande bruttezza" di un'Italia che non vorremmo mai conoscere.
MEMORABILE: La grande performance di Marina Confalone in un personaggio mai così spregevole; Le musiche di Enzo Avitabile.

Neapolis 12/01/19 15:38 - 181 commenti

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In una piovosa e bigia Castelvolturno si svolge la storia di Maria, che tra prostituzione e vendita di figli cerca la via della redenzione. De Angelis affronta l'argomento immigrazione: il film è ricco di buone intenzioni ma non riesce a portarne a compimento nessuna. Da evidenziare la stupenda prova della Turco, che ce la mette tutta per far decollare il film. Forse però per la breve durata le intenzioni rimangono tali: l’ansia delle metafore e l’enfasi della scrittura cinematografica alla fine soffocano la vera ricerca della speranza.

Cotola 22/04/19 01:29 - 8190 commenti

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De Angelis, coadiuvato da un buon cast tecnico, è ancora una volta bravissimo nel descrivere un ambiente marcio e degradato. E come nell'opera precedente anche in questo contesto riesce ad insinuare la possibilità della speranza. Lo fa senza melensaggini, scene madri e furberie, anche se l'ultima parte gli scappa un pochino di mano (se non altro in termini di verosimiglianza).Il finale, infatti, "affonda" un po' troppo, forse perché non pienamente concluso, nel "vizio" della speranza, ma ci può anche stare. Notevole la prova della Confalone. Belle le musiche di Enzo Avitabile. Meritevole.

Nando 25/11/19 23:31 - 3599 commenti

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Il vergognoso degrado sulle sponde del fiume Volturno tra prostituzione e prevaricazioni che vede protagonista una giovane traghettatrice di puerpere (ottima l'interpretazione della Turco). De Angelis regala una pellicola di ottimo livello che nonostante la tristezza aleggi implacabile offre un finale degno del titolo. Bene Rossi, laida la Confalone. Splendida colonna sonora di Enzo Avitabile.

Mickes2 22/04/20 21:08 - 1668 commenti

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Sorretto dalle atmosferiche canzoni di Avitabile, ambientato negli squarci perennemente freddi e plumbei – dove il film si specchia - della costa del Volturno, De Angelis continua il suo discorso di esplorazione antropologica di certe mostruose realtà del nostro paese, questa volta sempre convincente negli assunti (la speranza che non muore, l’ancestrale istinto materno e per la vita sopra ogni cosa) e nella direzione attoriale, meno nella ricerca del lirismo a tutti i costi, scelta che ne smorza in parte l’intensità emotiva e l’adesione al vero.
MEMORABILE: “Sei l’unico essere umano che conosco”.

Pinhead80 17/12/19 14:44 - 4198 commenti

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La speranza è quella di una giovane ragazza, che ha passato tutta la vita a traghettare prostitute incinte per conto della malavita, di cambiare il proprio destino e quello del figlio che porta in grembo. De Angelis continua a mostrarci quelle che sembrano cose ai confini della realtà e che invece rappresentano la quotidianità di certi luoghi. Il regista è assistito come al solito dalle penetranti musiche di Enzo Avitabile che sottolineano i momenti più drammatici. Un cinema che tocca le corde dell'anima.

Giùan 4/12/21 10:14 - 3558 commenti

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Passo indietro rispetto alla sorprendente opera precedente, sostituisce alla primigenia visionarietà ferreriana di quella, un verismo così "figurativo" da risultare troppo spesso manierato. Così anche gli apporti tecnici apprezzabilissimi (la tumultuosa soundtrack di Avitabile, la potente fotografia di Rubio) finiscono per caricar eccessivamente il film, rendendolo insistentemente cupo. Ma è a livello narrativo e nella caratterizzazione dei personaggi che simbolismi e allegorie zavorrano un immaginario che non arde mai. Sempre coraggioso ma inerte. Marina Confalone trascende il film.

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