Il talento del calabrone

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Lo psicopatico e il deejay: coppia già vista e cinematograficamente affiatata. Il primo sa che, se saprà attrarre l'attenzione del secondo, uno spazio in diretta gli sarà garantito; tutto sta a saperlo sfruttare, quel breve momento chiave. Castellitto è il primo, Richelmy il secondo ovvero Steph di "Big Time", programma radiofonico in onda da Milano nelle ore notturne, che da sempre favoriscono i toni soffusi, le parole bisbigliate, l'ambiente ideale entro cui stabilire il filo diretto che stimola gli ascoltatori e - di conseguenza - noi spettatori. Il gioco comincia da subito o quasi, da quando cioè lo scanzonato conduttore si ritrova Carlo in linea. Dopo aver espresso l'insolita richiesta...Leggi tutto di ascoltare Johann Sebastian Bach, Carlo la prende larga, ma presto annuncia che se Steph troncherà davvero la telefonata come ha intenzione di fare succederà qualcosa di grave. E infatti quando il dj preme lo stop ecco che l'ultimo piano di un grattacielo nei pressi s'incendia, esplode. Nessun morto, d'accordo, ma come dimostrazione di potenziale stragista può bastare. S'allertano le forze dell'ordine ed entra in scena il “sergente di ferro” di turno, una graduata (Foglietta) dall'alta capacità decisionale che prende in mano la situazione e detta le mosse al riluttante dj, il quale vorrebbe condurre decidendo da sé cosa rispondere a Carlo. Uno psicopatico di quelli tradizionali, Carlo, di quelli che ama sussurrare, pesare le parole e i silenzi, usare la voce suadente per far alzare la tensione e accrescere la curiosità per le mosse successive. E' quindi tra Carlo e Steph che si costruisce il film, in cui si passa dall'abitacolo dell'auto in cui siede il primo allo studio radiofonico da dove il secondo trasmette seduto alla sua scrivania, cuffie in testa e un occhio ai suggerimenti della poliziotta che da dietro il vetro, alla console, si esprime a gesti per non far percepire la propria presenza. E il calabrone che c'entra? C'entra perché ancora una volta lo si cita per la sua facoltà di volare nonostante le minuscole dimensioni delle ali ("vola perché non sa di non poter volare"), insetto che ben si presta a incarnare concetti ben precisi. Carlo si firma "Calabrone" e qualche indizio in più sulla sua identità questo lo dà... non è insomma del tutto inafferrabile; tocca però, intanto, permettergli di pontificare per ore, lasciargli scegliere la scaletta dei brani in rotazione tenendolo lì a filosofeggiare sui suoi ricordi, sui motivi del suo gesto. La carne al fuoco è tanta, la professionalità della troupe indiscutibile, i tre protagonisti selezionati con intelligenza per amalgamarsi al meglio. La fotografia è di qualità (gran parte del fascino visivo viene da quella) e la Foglietta (quando non esagera) si cala ottimamente nel ruolo dando la giusta patina di credibilità all'indagine, condotta parallelamente alla voce di Carlo che spiega la sua visione della vita. Purtroppo mancano le idee, quel guizzo che elevi il film dai troppi simili (a meno che non si voglia considerare tale la rivelazione finale, che indubbiamente fa cambiare marcia al film riportandolo tra quelli che in fondo più d'un merito ce l'ha), e che avrebbe potuto salvarlo dal poco meritato anonimato al quale sembra invece condannato. Inevitabile la scarsa dinamicità dovuta all'ambiente unico o quasi, finale con sorpresa un po' patetica...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/11/20 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/01/21
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Rambo90 19/11/20 16:49 - 6525 commenti

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Thriller che strizza l'occhio ai film americani, con un pazzo che minaccia di far esplodere bombe a Milano se un DJ radiofonico non lo ascolta e non mette i pezzi da lui richiesti. Colpisce sicuramente la cura della regia che non fa sfigurare il prodotto, mentre la sceneggiatura dopo un inizio intrigante si perde un po' tra filosofeggiamenti vari e tanta verbosità. Si risolleva verso la fine con un paio di colpi di scena ben piazzati. Castellitto ruba la scena a tutti e tiene alta l'attenzione anche nei passaggi meno riusciti, la Foglietta e Richelmy invece sono troppo enfatici.

Daniela 21/11/20 23:37 - 9847 commenti

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Un tizio tiene in scacco un conduttore radiofonico minacciando di far esplodere bombe in giro per Milano se non trasmetterà i brani di musica classica da lui richiesti... Inizio poco originale ma intrigante, soprattutto grazie ad un intenso Castellitto che regge bene fino all'epilogo. Peccato che ad un certo punto entri in scena un personaggio poco credibile come il tenente colonnello interpretato malamente da Foglietta che se ne va in giro in abito da sera scollato con la fondina sotto l'ascella, coglie al volo le citazioni filosofiche e minaccia di sparare facendo la voce da dura. 

Galbo 22/11/20 13:13 - 11523 commenti

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Film italiano claustrofobico ambientato tra gli studi radiofonici e le strade di Milano, riprese in  notturna. Proprio l’ambientazione è una delle carte migliori di un film che sa trovare la giusta atmosfera e i tempi del thriller. Buona la prova di Castellitto nei panni di un personaggio che l’attore dota del fascino malato di un soggetto borderline. Discreta anche la prova di Lorenzo Richelmy mentre Anna Foglietta è del tutto fuori parte nel ruolo di in un personaggio che poteva essere più interessante. Nel complesso non male.

Redeyes 24/11/20 07:40 - 2204 commenti

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Un thriller italiano molto poco italiano, e qui stanno il punto a favore e la pecca! L'idea di partenza, in una Milano notturna stra-illuminata, potrebbe interessare ma lo sviluppo scivola immediatamente nel già visto. Risultano poco convincenti i protagonisti soprattutto (ad eccezione di Castellitto), ma tutto il resto del cast enfatizza personaggi costruiti male che bighellonano per gli studi di Radio 105 senza incidere mai. Finale poetico ma che a sua volta sembra raffazzonato e poco supportato da una sceneggiatura curata. Peccato perché le premesse c'erano tutte.

Victorvega 30/11/20 22:06 - 333 commenti

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Belle l'ambientazione e l'atmosfera create da questo thriller: notturna, molto poco all'italiana secondo quanto ci ha abituato il nostro cinema. Il punto di partenza è interessante e la presenza di un grande attore come Castellitto curiosa. Tuttavia le grandi premesse si confermano solo in parte perché la storia non cresce del tutto se non nella svolta finale. I toni sussurrati in certi casi non permettono l'immediata comprensione. Valido, meritevole di considerazione ma con il rimpianto di un film non interamente riuscito. Foglietta sempre bella e brava. Curiose le finte location.

Areknames 26/11/20 09:42 - 16 commenti

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Purtroppo non bastano delle riprese aeree delle Milano notturna, dei suoi grattacieli, delle sue luci per creare un'atmosfera alla noir in L.A.. Nonostante la giusta ambizione di tentare strade altre rispetto alla medietà del cinema contemporaneo italiano, il film ne ripropone gli stessi limiti: assenza di cura nei personaggi secondari (ogni volta che i quelli della regia e dello staff della radio parlano, si scade nella macchietta più irritante), dialoghi da manuale del già sentito, inverosimiglianza (la poliziotta in abito da sera con la pistola nella fondina...).

Capannelle 28/12/20 00:51 - 3785 commenti

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Un film ambizioso, basato su una buona idea, tecnicamente non male e appropriato nel costruire la tensione. Cede però in alcuni passaggi (e caratteri) didascalici e in due personaggi su tre: Richelmy e la Foglietta. Con dei limiti lui e a rischio overacting lei. Quello che permette di andare comunque in porto è un grande Castellitto, chiamato a recitare solo con volto e voce. Una maggior cura nella scrittura dei dialoghi e nella caratterizzazione dell'ambiente della radio avrebbero permesso al film di decollare. Peccato perché l'idea teneva e aveva delimitato bene il raggio d'azione.

Pinhead80 3/12/20 20:59 - 4038 commenti

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Ambientare un film del genere a Milano non era facile e invece Giacomo Cimini ci riesce benissimo, non facendo rimpiangere per niente le atmosfere dei più classici film americani. Castellitto interpreta meravigliosamente la parte dell'uomo che non ha niente da perdere e che è disposto a tutto pur di ottenere la propria vendetta. Passato e presente si intersecano in una storia ricca di colpi di scena e dallo sviluppo finale sorprendentemente riuscito. Unica nota dolente è la prova di Anna Foglietta, visibilmente fuori parte e incapace di trasmettere emozioni credibili.

Bubobubo 7/12/20 19:30 - 1327 commenti

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Falettiano. Non solo per l'ambientazione radiofonica e gli snodi narrativi (che richiamano da subito le atmosfere di "Io uccido"), ma anche per la grottesca prosopopea di alcuni personaggi, vocali figurine monodimensionali con la logica imperscrutabile del Batman di Martinson. Per carità: la storia intrattiene, Castellitto è eccellente, il finale - certo non imprevedibile - è comunque buono. Stonano piuttosto evidenti limiti di scrittura (poco curati i personaggi secondari) e un paio di overacting fastidiosi (insalvabile la prova di Anna Foglietta, mediocre quella di Richelmy).
MEMORABILE: Un commissario in vestito da sera, con fondina sotto braccio, che sembra conoscere Russell a memoria. Beata lei.

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