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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/04/10 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/03/11
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Cotola 6/04/10 20:21 - 7564 commenti

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Il bravo Damiani dirige un brutto film sui temi a lui cari: in particolare quello della mafia e della ricerca della verità che è "impossibile" da raggiungere. Lo fa nel modo peggiore, congestionando la pellicola di elementi triti e ritriti rendendo così molto arduo il coinvolgimento dello spettatore. Anche dal punto di vista tecnico i risultati non sono all’altezza di altri suoi lavori.

Daidae 30/08/12 12:47 - 2749 commenti

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Tra i peggiori film del regista. Mediocrità assoluta: pare di vedere un misto tra La piovra e un qualche film sociologico girato al sud. La Champa se la cava bene, anche se il suo personaggio a tratti risulta ridicolo, maluccio il resto del cast se si eccettua il sempre valido Luciano Catenacci. Particolarmente soporifera la prima ora, da dimenticare.
MEMORABILE: Ora sono femmina d'onore (sic!)

Galbo 5/10/12 19:12 - 11424 commenti

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Tra love story, film di denuncia antimafia e melodrammone, questo film di Damiano Damiani non riesce a decidere la strada da prendere e finisce per essere un non giusto omaggio al buon passato del regista. Le corrette interpretazioni dei due protagonisti (specie di Jo Champa), non riescono a "redimere" un film la cui sceneggiatura è piuttosto mediocre e nemmeno la regia riesce ad incidere in modo positivo.

Homesick 30/11/13 16:32 - 5737 commenti

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Lo strano incontro tra Damiani e la meteora dell’action americano dei tardi anni Ottanta Michael Paré origina una pellicola insapore, svuotata del potenziale politico-civile ed antropologico dalla matrice paratelevisiva che imprime dialoghi colmi di semplicismi, banalità e sdolcinatezze: l'imo si tocca con il video postumo della Lazar. Paré è rigido e fuori posto, mentre risaltano la Champa con sguardi profondi e volitivi e Trieste con un cameo amaro e folgorante. Spiacevole constatare come il cinema italiano sia ormai sulla via di una crisi che colpisce anche uno dei suoi massimi registi.
MEMORABILE: Il discorso dell’imputato al processo per ingraziarsi la giuria; il video postumo della Lazar.

Nicola81 5/02/14 20:24 - 1981 commenti

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Damiani il meglio lo aveva ormai alle spalle e, probabilmente, sulla mafia riteneva di aver già detto tutto, per cui qui relega la denuncia sullo sfondo (anche se qualche riferimento alla cronaca affiora) concentrandosi più sul complicato rapporto tra i due protagonisti. Jo Champa un po' ripetitiva (ma rispetto a Parè stravince), Josephson con il pilota automatico, Trieste e Cimarosa al minimo sindacale, bravo Catenacci in uno dei suoi rari ruoli positivi. Ortolani imita stancamente lo score della prima Piovra. Sufficienza stretta e di stima.
MEMORABILE: Il finale, con i due funerali a confronto.

Mco 27/03/14 00:08 - 2156 commenti

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Damiani tra mélo e dramma, con la mafia presenza costante. Le riprese sono solari, sfruttando la luce di una location mai così bella, pur nella sua difficoltà obiettiva. Paré non è il volto giusto per la parte ma brutte figure non ne fa, mentre Catenacci finalmente si ritaglia un ruolo importante, dalla parte dei buoni. La Champa sfodera un nudo integrale inaspettato ma carica troppo le sue espressioni di vittima del sistema pur restando attrice di chiaro valore. Film più complesso di quanto sembri, apprezzabile e ben diretto.

Samuel1979 2/01/15 01:29 - 472 commenti

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Per Damiani un notevole passo indietro, in questo “ibrido” mal riuscito dove si tenta di mettere assieme un storia d’amore mal corrisposta al consueto scenario mafioso che qui, peraltro, risulta un po' banalizzato. Joe Champa si rivela una discreta attrice e oltre a sfoderare un nudo niente male, alla fine si guadagna una sufficienza piena. Per Parè una prova fiacca e mal recitata, mentre Sperandeo viene inspiegabilmente messo in secondo piano.

Saintgifts 27/03/15 20:03 - 4098 commenti

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Un cast di tutto rispetto, dove tra i due giovani protagonisti, Paré (non male) cede davanti a una Champa molto più espressiva. Tra gli altri nomi importanti spiccano Trieste in un bel cameo e Catenacci in un ruolo diverso dai suoi usuali. La vicenda ruota attorno alla mafia (siamo a Palermo) e a tutte le sue stranote implicazioni e collusioni. Interessante invece il rapporto tra i due protagonisti, un misto di sentimenti male interpretati con risvolti che avrebbero potuto portare a un facile finale, ma è stata fatta la scelta giusta.
MEMORABILE: L'incipit, con Tano Cimarosa e i lampeggiatori.

Alex1988 9/05/15 18:24 - 659 commenti

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Arrivato quasi alla fine della sua carriera, Damiani (che al di là di tutto, stimo), ha iniziato a perdere di originalità e grinta e questo film ne è la prova. Sembra un rifacimento, per certi versi, de Il giorno della civetta (vedasi il commissario interpretato da Catenacci - insolitamente in un ruolo positivo - che alla fine del film viene trasferito). Per non parlare della Champa, pessima.

Vitgar 25/08/15 14:27 - 586 commenti

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Dramma sentimentale inserito in storie di mafia e vite allo sbando. Ruggero si innamora di Lucia, ragazza problematica e mitomane. Trama debolina con morale finale per cui non sempre l'amore aiuta a redimere. Michael Parè è parecchio ingessato e impacciato nella parte; Jo Champa acqua e sapone invece non è niente male e denota buona capacità interpretativa. Si può vedere, ma il vero Damiani è un'altra cosa.

Minitina80 29/03/16 20:44 - 2368 commenti

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Un Damiani decisamente minore e sottotono, regista di una sceneggiatura che vuole mescolare mafia e storia d’amore senza però riuscire nell’intento. Peccato perché Jo Champa non recita affatto male; al contrario, invece, di Paré che appare troppo ingessato e incolore. La durata superiore alla media lo rende piuttosto estenuante e l’aura di cui erano pregne le opere passate del regista è qui solo un pallido ricordo sbiadito.
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  • Curiosità Markus • 6/02/11 15:37
    Scrivano - 4796 interventi
    Incasso (misero) di 230.138.000 lire.