Il processo ai Chicago 7

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Trial of the Chicago 7
Anno: 2020
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Processo ai Chicago sette". Basato sul processo ai "Chicago 7" avvenuto nel 1969. Distribuito da Netflix.
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Prima otto, poi sette, poi cinque... Conta ciò che rappresentano, non quanti sono: è l'America che si riunisce per protestare contro la politica del governo, contro chi manda ogni giorno nuovi giovani a morire in Vietnam... Il nuovo procuratore generale manda a chiamare un ottimo avvocato (Gordon-Levitt) che dimostri davanti alla Corte come gli imputati siano da condannare non solo per aver fomentato la rivolta di Chicago del 28 agosto 1968 contro la Guardia Nazionale ma anche per averla organizzata insieme cospirando alle spalle del Paese. L'accusa non è facile da dimostrare, ma nemmeno l'avvocato difensore dei sette (Rylance) si trova in una posizione migliore, costantemente alle prese col ribellismo ostentato...Leggi tutto in aula dai suoi assistiti. Un processo a suo modo epocale, immagine di un tempo in cui gli scontri tra pacifisti e forze politiche spesso orientate a destra erano all'ordine del giorno, in cui la spinta eversiva di una frangia di giovani trovava sostegno in un'ampia parte dell'opinione pubblica agendo da catalizzatrice per ideologie legate alla sinistra di rivolta che l'establishment aveva tutto l'interesse a mostrare pericolosa e antiliberale. E' in questo clima di forte tensione sociale che il film di Aaron Sorkin s'inserisce brandendo le armi del cinema di denuncia più attento alle regole commerciali, capace di coinvolgere grazie ad espedienti calcolati: uno schema ricalcato su quello dei grandi classici del giudiziario ma soprattutto una sceneggiatura di grande valore, ricca di dialoghi arguti, risposte ficcanti e naturalmente, non ultima, un'ironia di fondo che permette di seguire per lunghi tratti il film col sorriso sul volto. Non solo per la consueta eccellente interpretazione dello straordinario Sacha Baron Cohen (è l'hippy Abbie Hoffman, figura centrale che si distingue per una reiterata mancanza di rispetto nei confronti del giudice) o per l'altrettanto impeccabile performance del più riflessivo Eddie Redmayne (il leader della protesta meno oltranzista Tom Hayden, convinto che il potere vada combattuto sostituendolo nelle posizioni di comando), quanto per l'ottimo sforzo corale arbitrato da un Frank Langella perfetto nei panni del giudice. Con qualche highlight valorizzato oculatamente dalla scelta di attori di caratura superiore (Michael Keaton), THE TRIAL OF THE CHICAGO 7 è il prototipo del prodotto attuale di valore, che anche senza giovarsi di colpi di scena incredibili o una storia travolgente sa mettere in scena un dramma giudiziario capace di intrattenere piacevolmente. Più attento al rapporto tra corte e imputati che non alle tradizionali dinamiche processuali, ha il suo punto d'originalità nell'irrituale spudoratezza con cui i sette del titolo (facciamo cinque) si rivolgono al giudice convinti che il verdetto sia già stato scritto in precedenza. Un po' statico essendo in gran parte girato in aula (al punto che per movimentare l'azione è necessario ricorrere a flashback legati alla manifestazione), magari a tratti stagnante, dà però la sensazione di saper maneggiare con grande perizia ogni componente per arrivare a un risultato formalmente impeccabile e insieme altamente godibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/10/20 DAL BENEMERITO MAGI94 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 7/11/20
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Magi94 6/10/20 00:00 - 765 commenti

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Con la scusa di infilarsi nella politica d'oggi Soskin si prende la "libertà artistica" di riscrivere la storia a suo piacimento: i protagonisti del processo di Chicago, tutti "pulitissimi" anche quando negli estroversi vestiti hippie parlano, ragionano e fanno comizi come se vivessero nel 2020. Le loro stesse motivazioni sono prese e ribaltate: non un riferimento all'antiamericanismo, non uno ai vietcong, ma un elegante discorso un po' melò che parte ribelle e finisce nella retorica nazionale liberal, incarnata dal personaggio di Schultz. Si salva per la buona narrazione.
MEMORABILE: In negativo, uno stereotipato Abbie Hoffman che arriva a dichiarare le istituzioni americane "meravigliose".

Galbo 17/10/20 16:36 - 11679 commenti

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Aron Sorkin dirige una pellicola sul processo che si svolse a Chicago dopo le contestazioni alla convention democratica del 1968. Un’opera al tempo stesso informativa e avvincente e che si avvale di una sceneggiatura molto ben scritta (dello stesso regista) e di un’ottima ricostruzione ambientale, con sequenze coinvolgenti (la ricostruzione degli scontri tra manifestanti e polizia) e una prova eccellente di un cast corale nel quale si segnalano gli ottimi Frank Langella e Mark Rylance.  

Rambo90 19/10/20 16:41 - 6824 commenti

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Un film effettivamente potente nella sua carica narrativa. Ben diretto, dal giusto ritmo e con una sceneggiatura capace di raccontare i fatti coinvolgendo emotivamente e storicamente lo spettatore. Ogni personaggio, dal più grande al più piccolo, ha la sua dignità narrativa ed è ben abbozzato. Buona la ricostruzione d'epoca e grande lavoro da parte del ricco cast, in cui spiccano Langella, Rylance e Keaton (in un ruolo breve ma che lascia il segno, anche per importanza negli snodi della trama). Da vedere.

Josephtura 23/10/20 12:50 - 181 commenti

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Confrontato alla realtà dei fatti e ancora di più dei veri protagonisti, il film perde di valore. Come ad esempio Terra e libertà. La storia è però l'incipit per una politicamente scorretta apologia della sinistra americana, tra figli dei fiori e riformisti. Molto valida la sceneggiatura, perfidamente ironica, ben costruite le parti fuori campo di Hoffman e coinvolgente la parte finale.

Pigro 29/10/20 13:23 - 8483 commenti

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Impetuosa e serrata rievocazione dello storico processo agli attivisti anti-guerra in Vietnam con un giudice apertamente ostile. Il film si inserisce in modo tradizionale nel ricco filone giudiziario, uscendone alla grande, grazie a una sceneggiatura perfetta (attraverso la quale emerge bene il periodo ma anche la complessità delle dinamiche del pacifismo), a una regia impeccabile e a un cast corale eccezionale. Un’opera per certi versi militante, come può esserlo un prodotto hollywoodiano, che coinvolge e appassiona.

Capannelle 8/11/20 11:18 - 3915 commenti

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Ricostruzione di un fatto poco noto ai più che Sorkin gestisce con estrema bravura partendo dalla specialità della casa e cioè una sceneggiatura brillante basata su tempi e dialoghi serrati. E dirigendo un cast senza nomi stellari ma registrato come un orologio svizzero, perfetto per mettere in scena le diverse anime coinvolte nel fatto storico. Fatto che, pur omettendo certe azioni dei dimostranti, lascia a bocca aperta per l'arroganza del giudice. Peccato per la scena finale, romanzata e che richiama alla mente la chiusa de L'attimo fuggente ma sono comunque due ore di spettacolo.
MEMORABILE: "Ma possibile che nessuno della giuria ci somigli?" "Dimmi, qualcuno di voi ha mai risposto a una convocazione della giuria popolare?"

Enzus79 16/02/21 15:45 - 2094 commenti

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Tratto da una storia vera. Il regista/sceneggiatore Aaron Sorkin (fra gli altri è suo anche The social network) riesce a rendere avvincente ed emozionante questo complesso caso giudiziario americano verificatosi nel 1968. Non ci si annoia, grazie anche alle ottime performance degli attori, Sasha Baron Cohen e Frank Langella su tutti. Discreta la colonna sonora.

Daraen4 27/04/21 14:40 - 102 commenti

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Pellicola interessante, didattica, immensamente coinvolgente e super divertente; un'escalation, un climax supportato da un ritmo perfetto che porta in aula la storia, senza tediare ma diventando un legal-movie dalla fortissima componente emozionale; impossibile per lo spettatore non schierarsi contro la polizia, e soprattutto contro il giudice Hoffman, interpretato da un egregio Frank Langella, ingiustamente non candidato agli Oscar come miglior attore non protagonista; un Sacha Baron Cohen e un Jeremy Strong in forma smagliante, un super montaggio e una sceneggiatura stupenda.
MEMORABILE: Il giudice Hoffman che batte con foga il martelletto nell'ultima inquadratura.

Cotola 25/07/21 22:30 - 8011 commenti

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Classico film processuale che rievoca fatti realmente accaduti ed un dibattimento che definire vergognoso è dire poco. Nulla di originale sia chiaro, ma gli americani son maestri nel girare questo tipo di pellicole. E così le due ore abbondanti di durata scorrono via veloci, coinvolgenti e divertenti senza che ci sia un solo attimo, ma davvero nemmeno uno, di pausa. Merito di una regia e di una sceneggiatura agile e veloce e di un cast perfettamente assortito in cui ogni attore è al posto giusto e con la faccia giusta. Ci può stare qualche momento di spettacolo un po' "eccessivo".

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Galbo • 17/10/20 14:19
    Consigliere massimo - 3862 interventi
    Prodotto e distribuito da Netflix 
  • Discussione Capannelle • 8/11/20 12:12
    Scrivano - 2643 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Prodotto e distribuito da Netflix 
    Sono spesso critico con le produzioni Netflix ma stavolta il valore di Sorkin c'è tutto e il casting è stato magistrale.

    Però.. c'è un perchè: il film era nato nelle menti di Spielberg e Sorkin addirittura nel 2006, poi è rimasto in stallo fino al 2018 quando la regia è stata data a Sorkin ed è stato girato nell'autunno 2019 sotto egida di Paramount e Dreamworks.
    Visti gli effetti della pandemia Netflix ha acquistato i dirittii di distribuzione digitale nel giugno 2020 ma dire che lo abbia prodotto credo sia un falso mito.

    Ultima modifica: 8/11/20 12:19 da Capannelle
  • Discussione Zender • 8/11/20 12:30
    Consigliere - 44777 interventi
    In questo caso scriviamo solo distribuito.
  • Discussione Galbo • 8/11/20 12:40
    Consigliere massimo - 3862 interventi
    Zender ebbe a dire:
    In questo caso scriviamo solo distribuito.

    tendo sempre a fare le segnalazioni perché molti (io per primo) sono abbonati a Netflix e spesso ignorano molte opere di valore presente nel catalogo, mi sembra giusto dare visibilità ...
  • Discussione Zender • 8/11/20 17:43
    Consigliere - 44777 interventi
    Certo, è giusto, infatti ho lasciato il "distribuito". Ho semplicemente tolto il "prodotto" visto che non è prodotto da Netflix come altri.
    Ultima modifica: 8/11/20 17:43 da Zender